Aborto colposo, indagato il medico dell’ospedale San Paolo di Milano

E’ stato iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di aborto colposo, il medico dell’ospedale San Paolo di Milano che a giugno scorso praticò l’aborto selettivo su una donna di 38 anni incinta di due gemelli. L’intervento si concluse tragicamente con la morte del feto sano invece di quello malato.
I medici esclusero allora qualsiasi responsabilità parlando di una fatalità: “Al San Paolo vengono fatti dieci aborti selettivi sui 700 complessivi”, si giustificò la direzione sanitaria del nosocomio. Ma l’errore nell’interruzione abortiva scatenò una vera e propria rivolta nel mondo cattolico e si estese sino a mettere in discussione la legge 194 del ’78 che regolamenta l’interruzione di gravidanza.
Sullo sfondo della controversia, rimangono gli alti rischi che affronta chi si sottopone a un aborto selettivo: “Nel 3% dei casi, quando si decide di fermare la crescita di un feto gemellare, anche l’altro muore”, spiegano i medici.

Fonte: Repubblica 

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8 commenti

Kaworu

perchè non crocefiggerlo o bruciarlo in piazza, già che ci siamo? -_-

Aldo Grano

Da cattolico, spero che nessun mio correligionario voglia giudicare e infierire sulla madre e sui medici. A chi pensa che si tratti di persecuzione, vorrei dire che di fronte a un errore medico c’è sempre una inchiesta, come quando e purtroppo capita, ve lo dice un laureato in farmacia, si taglia la gamba sana anzichè quella malata. Mi sembra di ricordare che l’ esposto alla magistratura l’ abbiano fatto proprio i genitori cui è stata soppressa la creatura sana. Ripeto ancora una volta, non solo agli atei ma anche ai credenti: non approfittiamo di tristi vicende personali per sostenere le nostre tesi. Cerchiamo di inventarci dei casi che possano risultare emblematici e discutiamo su quelli.
Aldo

davide

Aldo Grano: non approfittiamo di tristi vicende personali per sostenere le nostre tesi.
Peccato che sei tra i pochi a pensarla così e che i vari cardinali abbiano urlato all’inganno dell’aborto e all’omicidio eugenetico

Soqquadro

Ha pienamente ragione Aldo, per ogni intervento chirurgico andato così male si apre un’inchiesta, è la procedura, ed è anche giustizia nei confronti del paziente. Il problema è che il fronte cattolico userà questa vicenda non per tentare di bruciare il medico (che se ha sbagliato sarebbe giusto venisse licenziato) … ma per bruciare la 194-

cartman666

Questo processo si concluderà con un nulla di fatto, ma se i cattolici ne approfitteranno per riaprire la loro infame crociata contro la 194, che si attacchino, la 194 e’ intoccabile, e l’aborto e’ un diritto sancito da un referendum stravinto a schiacciante maggioranza.
Se a lorsignori cattolici non sta bene, andate pure a iscrivervi come numerari nell’opus dei, tra cilici e frustate, troverete un modo per voi piacevole di passare il tempo.

lacrime e sangue

Le religioni monoteiste di stampo mediorientale (ebraismo, cristianesimo, islam – nella loro forma più aderente ai testi sacri) che vedono nella femmina un tubo digerente con un utero da riempire, dal menarca alla menopausa (o alla morte per decalcificazione, mancanza di ferro etc., tanto la vecchia femmina è sostituibile con carne più giovane), non possono tollerare l’aborto, che presuppone una libera scelta sulla propria fertilità da parte della femmina suddetta. Oggi, il cattolicesimo approfitta di questi episodi (errori o imperizia non è compito mio giudicare) per cercare di ripristinare il controllo sul corpo femminile. Si può essere contrari all’aborto per vari motivi, ma MAI si deve imporre ad un’altra persona di fungere da incubatrice se lei non vuole: se ciò passasse, allora si potrà arrivare ad altre limitazioni personali in nome di un “bene superiore”, naturalmente stabilito da chi detiene il potere.
Considero molto vicino al tema della proibizione dell’aborto quelli della circoncisione rituale e delle mutilazioni genitali, in quanto tutti intervengono sul corpo del singolo. Mi si può contestare che un aborto riguarda il grumo di cellule indifferenziate (o all’inizio della mutazione, non mi riferisco ad aborti oltre i termini di legge) che i cattolici ritengono già “persona”, mentre le altre non danneggiano una entità distinta dal mutilato; in realtà, un mancato aborto può avere sulla donna che non lo ottenesse effetti devastanti ben al di là di un prepuzio perduto, piuttosto simili invece a quelli delle donne mutilate. Ce le siamo dimenticate le musulmane violentate da padri/zii/fratelli/amici di famiglia e altro, sgozzate, lapidate, bruciate per aver disonorato la famiglia restando incinte? Leggere quello che succede nei consultori femminili d’Europa per capire che tragedie ci sono dietro gli aborti, realtà che pretume e pretofili (sic) si rifiutano di vedere, accusando le donne di egoismo (“non mi posso più comprare il cashmirino di Gucci se arriva il nuovo pupo!!”).
La gestione del corpo, dalla scelta di cosa vestire a quella di morire quando lo si ritiene giusto a quella di dare o meno la vita ad un altro essere umano, è una libertà fondamentale che rispecchia lo stato di maturità di una comunità.
Piuttosto, per ridurre gli aborti si dovrebbe – banalmente, ma la chiesa non lo vuole capire – incentivare la prevenzione (che però non è possibile negli stupri: vogliamo forse che le nostre madri, figlie, sorelle mettano al mondo la carne e il sangue dello stupratore, che ci si è pure divertito al pensiero di violentarle anche negli affetti oltre che nel corpo?)

Soqquadro

Anche il referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti è stato stravinto, ma hanno trovato modo di bypassarlo. Suggerisco di stare tutti molto in guardia, siamo in Italia, e per certe cose in Vaticalia.

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