Cristianesimo e catarsi

La crisi dei valori della civiltà moderna, il degrado sociale e la morte del culto tradizionale, possono fare emergere una tipologia migliore di uomo, una nuova classe di umanità dotata di libertà assoluta rispetto i vincoli della storia e della tradizione, di capacità creative, di dominio su di se e sul cambiamento della realtà collettiva. Questo superuomo accatta quindi la vita nella sua interezza, rinuncia alla consolazione offerta dalle fedi religiose e conduce una vita mirata al desiderio di potenza, razionalizzando nella sua interezza l’idea di bene per la collettività, ed eliminando dal proprio modo di agire e pensare una qualsiasi connotazione morale della realtà in cui vive. La tematica dominante di Delitto e Castigo consiste nella definizione e nella stigmatizzazione dello stereotipo del superuomo, che scardina la tradizione morale, in nome di un atteggiamento assolutamente razionale e calcolatore, sempre affiancato dal desiderio irrefrenabile, e di conseguenza irrazionale, di raggiungere l’obbiettivo prestabilito (in questo caso l’omicidio della vecchia) senza la benché minima considerazione della legge degli “uomini comuni” ed in favore di un presunto disegno superiore. In opposizione al forte nichilismo di Raskol’nikov entra in gioco il cristianesimo, come occasione di catarsi e ricongiungimento al valore morale della vita. In questo caso è vivo il contrasto tra la filosofia fortemente pragmatica del protagonista (ben espressa nell’articolo letto da Petrovic) e l’esistenzialismo cristiano di Sonja. Questa forma di totale adesione al credo religioso come riconoscimento dell’identità umana, vuole quindi sconfiggere l’impetuoso avanzare della ragione nichilista, pronta ad abbattere la tradizione morale in nome del progresso dell’umanità stessa. In un certo senso l’omicidio della vecchia corrisponde alla demolizione di quella morale che distingueva l’uomo comune dal superuomo, la normalità dal genio portatore di innovazione e progresso. L’omicidio della vecchia e della sorella, la cui morte imprevista rappresenta in se già una critica negativa rispetto l’atteggiamento sfrenatamente nichilista, portano il protagonista in uno stato di malattia mentale e delirio. Il cristianesimo costituisce quindi l’antidoto alla pazzia scaturita in seguito al delitto. Delitto e Castigo introduce la tematica del conseguimento della conversione e della salvezza attraverso la sofferenza: l’atto del soffrire ha un effetto catartico e purificatore sullo spirito umano, rendendo comprensibile e palpabile la necessità da parte dell’uomo di credere ed affidarsi a dio. Attraverso il cristianesimo Rodion Romanovic riconosce definitivamente il suo peccato, si sottomette a quella morale che precedentemente aveva cercato di demolire e riconosce come veritiera la legge degli “uomini comuni”, delineata dalla tradizione, dalla morale, dall’adesione a dio. In questo senso si può parlare di un vero riscatto sociale. Parzialmente diversa è l’ottica offerta da Manzoni rispetto il valore del cristianesimo. Questo diviene il simbolo della provvidenza che agisce attraverso un disegno mirato alla vittoria della giustizia, spesso intraprendendo cammini tortuosi ed inizialmente incomprensibili. In particolare la morale cristiana opera differentemente a seconda del personaggio, delineando o meno la positività di questo. In alcuni casi la scelta religiosa risulta opportunistica e tesa a mascherarsi dietro al potere dei forti (emblematico è il caso di Don Abbondio), in altri il cristianesimo corrisponde al sacrificio, al riscatto, all’espiazione (un esempio importante è quello di Padre Cristoforo). In questo contesto la provvidenza punisce o ricompensa a seconda della risposta del singolo innanzi la condizione di sofferenza, che si configura come una vera e propria prova da superare. Nei Promessi Sposi l’adesione incondizionata e coerente ai valori principi del cristianesimo (fede, speranza, carità) assicura la risposta al quesito esistenziale di ognuno e porta alla risoluzione dei problemi della vita. Cosa dire di questa interpretazione? Dove è la negatività? Basta pensarci e la risposta è quantomai ovvia!

Fonte: Pensiero Orizzontale 

Archiviato in: Generale

11 commenti

Paolo Malberti

Ci risiamo:
di nuovo a rispolverare le teodicee:
della mistica della sofferenza,
della giustizia nell’aldilà,
del Dio che soffre insieme a noi, ecc.
Ma tutte le (otto) teodicee sono fallite (leggetevi Streminger)
e finiamola una volta per tutte di perdere tempo con queste baggianate!

Anticlero

Bah… le baggianate al massimo possono essere questi tuoi commenti da uomo saccente ed istruito. L’articolo rappresenta solo l’interpretazione che si è data al cristianesimo in opere letterarie di grande valore, che spesso vengono citate da esponenti illustri della chiesa e di gruppi anticlericali… E comunque l’attenzione non era da focalizzare sulle teodicee, delle quali mi sembra che tu non abbia una conoscenza molto approfondita. Qui non si tratta di theos e dike, ma solo di interpretazione dell’utilità del cristianesimo e della sua morale nella vita dell’individuo. Io ho letto la principale opera di Streminger cioè “La bontà di Dio ed il male del mondo”… e non confuta proprio nulla, perchè non c’è nulla da confutare… Quindi smettila di dire stupidate, rileggi e cerca di comprendere qualcosa del tuo amato Streminger e dell’articol oda me proposto.

cartman666

Non ho letto Delitto e Castigo, e non me ne pento, pero’ di Manzoni ho un ricordo orripilante, uno degli scrittori italiani piu’ sopravvalutati, e il suo concetto di provvidenza che tutto vede e provvede, e’ quantomeno ridicolo.

Anticlero

Io non sono molto d’accordo con te cartman666. Io credo che i Promessi Sposi siano magnifici…. Il messaggio magari può non essere conforme alla nostra idea personale, ma il capolavoro rimane tale. Io odio platone (per quanto riguarda l’ideologia) ma non posso che ammettere la sua grande capacità di scrittura nei dialoghi platonici, che sono meravigliosi….
Delitto e Castigo devi assolutamente leggerlo… tra le varie decine (anzi centinaia, oserei dire) di libri che ho letto, Delitto e Castigo si configura come uno tra i più belli in assoluto… almeno tra i primi 15… Ti consiglio di leggerlo!!!!

elena

Delitto e Castigo è uno splendido libro. Raskolnikoff è un personaggio gigantesco, e io l’ho odiato visceralmente, fino a godere delle sue disgrazie 🙂 e del fatto che aveva bisogno di una catarsi mistica per redimersi. Quanto ai Promessi Sposi, ci sono alcune parti che mi sono piaciute molto, ma il libro, in sé, meno. Poi non riesco a disgiungerlo dalla figura di Manzoni, che mi è sempre stato piuttosto antipatico.

Silesio

Io credo, sinceramente, che entrambe le situazioni o le condizioni esistenziali, siano ampiamente obsolete e avulse da tutto ciò che oggi possiamo considerare la “condizione umana”. Ciò che è accaduto è questo: nello spazio di cento anni, l’umanità ha fatto un balzo di un millennio. L’uomo ha già fatto un balzo oltre se stesso. Nietzsche dichiarò di essere in grado di scrivere la storia dei futuri 200 anni. A dire il vero non riuscì con la fantasia ad andare al di là di pochi anni oltre se stesso. Il mondo mutò in un modo inimmaginabile e mutò sopratutto sotto la spinta del sapere e del progresso tecnico ch emutò il mondo e le condizioni di vita. Più invecchio e più sono convinto che i letterti sono peggio dei preti per la loro capacità di diffondere rappresentazioni false e deformate dell’uomo.

fra Pallino

@anticlero

mi piacerebbe fare due chiacchere con te nella vita reale. Sei una persona tutt’altro che superficiale.
COme del resto altri amici atei con cui parlo volentieri.

Paolo Malberti

x Anticlero (?)

N.1: «… non si tratta di theos e dike, ma solo di interpretazione dell’utilità del cristianesimo e della sua morale nella vita dell’individuo».
N.2 : «… Streminger non confuta proprio nulla perchè non c’è nulla da confutare»

Bastano queste due tue sentenze per capire chi è che dice stupidate.
Tu Streminger non lo hai mai letto. Se lo avessi fatto, la lettura del capitolo «Critica dell’etica di Gesu’» ti avrebbe evitato di scrivere la baggianata N.1, nella quale ammetti implicitamente «l’utilità del cristianesimo e della sua morale».
Non solo. Ma non hai neppure letto la (bella) recensione di Carcano, la quale, da sola, ti sarebbe bastata per evitare di scrivere la stupidata N.2.

PS
Per favore, per non inquinare il concetto di anticlericalismo, cambia il tuo soprannome.

Raskolnikov

Anch’io ho letto Delitto e Castigo, e sono d’accordo coll’interpretazione del libro data nel testo, ma poi, non ha niente d’originale.

Pero, non condivido l’opinione esposta. La prima obiezione evidente è perché il cristianesimo? Altre religione o filosofie non possono giungere lo stesso scopo? La seconda obiezione, perché il razionalismo sarebbe sempre nichilistà? Raskolnikov è nichilista, e magari ci sono persone razionale nella realtà che siano nichilistà, ma questa non impedisce che ne esistono anche che siano razionalistà e non nichilistà.

Anticlero

@ raskol’nikov

Mi sono semplicemente limitato ad esporre una interpretazione alternativa a quella che caratterizza la mia ideologia in ambito filosofico-religioso. Ho presentato semplicemente il messaggio proposto da due autori particolari e caratteristici… In particolare suggerisco il visionamento del mi osito per poer al megli ocomprendre questa scelta nell’inserimento dell’articolo…. io spesso alterno articoli di forte e cruda critica (basta vedere alcune pubblicazioni iN uaar) ad articoli di mite riflessione….

http://www.pensierorizzontale.blogspot.com

Anticlero

@ paolo malberti

Non rispondo a gente come te! sei solo un presuntuoso ignorante. Ribadisco il mio essere anticlericale, agnostico…fine

Commenti chiusi.