Figli dell’eterologa (o dell’embriodonazione)

Victoria, Australia: è partita la seconda fase della campagna “Time to Tell” per i bambini nati in seguito alla donazione di sperma, ovociti o embrioni. Nel 1984 è stato istituito un Registro Centrale nel quale dal 1988 vengono registrate le informazioni riguardanti i donatori e la nascita: da allora sono nati 3.500 bambini. L’anno scorso i primi nati hanno compiuto 18 anni e l’Infertility Treatment Authority (ITA) ha avviato una campagna per incoraggiare i genitori a raccontare ai figli le modalità della loro nascita e per aiutarli con una “telling guide”, gruppi di supporto e consulenze.
La campagna si basa su una ricerca condotta in collaborazione con l’Università di Melbourne. Dalla ricerca è emerso che la maggior parte degli adolescenti coinvolti (tra i 14 e i 18 anni) vorrebbero sapere come sono nati e lo vogliono sapere dai genitori. Capirebbero le ragioni per cui non sono stati informati prima e nonostante una possibile prima reazione ostile nel venire a conoscenza di essere figlio di un donatore, pensano sia meglio saperlo.
Si stima che solo tra il 30 e il 50% dei bambini nati così conosca le proprie origini.
La campagna ha riscosso molto interesse e apprezzamento, in Australia e in tutto il mondo. I genitori che si sono avvalsi della consulenza dell’ITA hanno dichiarato che non soltanto non è crollato il mondo, ma che si sono tolti un gran peso raccontando ai propri figli il “segreto” del loro concepimento. In Italia la difficoltà della rivelazione è stata risolta in partenza nel 2004: la legge 40 ha infatti vietato la fecondazione eterologa, senza alcuna giustificazione.

Articolo di Chiara Lalli pubblicato sul blog Bioetica 

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8 commenti

Daniela

credo sia ottima cosa cooscere, per quei genitori e per i figli che lovogliono, certo credo che i genitori sapranno se e quando parlarne ai figli, un pò come avviene con l’adozione.

GMF

Da che mondo è mondo Mater certa pater incertus, sia con l’inseminazione artificiale di sperma che con quella (di gran lunga preferibile, ma è un parere personale !), naturale.A me non è mai venuto in mente di fare il test del DNA per stablire se i miei mi avessero raccontato palle.Questo desiderio di conoscere i genitori naturali o i donatori di sperma o ovociti mi sembra un retaggio irrazionale del passato.Il mito del legame di sangue fra genitori e figli non ha mai garantito di avere famiglie migliori rispetto a quelle adottive.Del resto, a parte le legislazioni di derivazione islamica, le leggi di tutti i paesi garantiscono parità di diritti ai figli comunque concepiti o adottati.

gennaro

Hai mai sentito parlare di malattie ereditarie? Sei sicuro che se avessi il dubbio che i tuoi genitori non fossero quelli biologici saresti così sereno? O parli con tanta sicurezza perchè sei “tranquillo”?

Be 85

Scusa l’ignoranza ma per le malitie ereditarie non c’è tipo una anamnesi? Ossia i due genitori naturali vengono “studiati” ed interrogati prima ancora di donare, ed i 2 genitori “adottanti”non hanno informazion al riguardo?

darkzero

Se voglio essere sicuro di non avere malattie ereditarie, gennaro, invece di chiedere ai miei se ce le hanno loro vado a farmi fare delle analisi, che è il metodo più logico.

filippo

Nella fecondazione eterologa viene sempre fornita la descrizione delle principali caratteristiche fisiche del donatore, che viene scelto /a in base alla sua somiglianza con l’elemento sterile della coppia. Viene inoltre naturalmente l’esito dello screening effettuato, sempre sul donatore, per la ricerca delle principali patologie ereditarie attualmente note, quali fibrosi cistica, X fragile, sordità congenita, di cui si potrebbe essere portatori sani.

Stupisce in questi appunti dei buoni cristiani la disinvoltura con cui passano dall’etica della sacralità della vita, per cui anche un down dovrebbe essere comunque e sempre fatto nascere giacchè la vita sarebbe un bene indisponibile e irrinunciabile a priori, all’etica della qualità della vita, propria dei laicisti impenitenti, per cui la fecondazione eterologa non andrebbe praticata per i rischi (presunti) cui si esporrebbe il bambino così ottenuto.
In questo caso, evidentemente, la vita non è più un bene indisponibile e superiore a tutti gli altri.

filippo

Errata corrige: al terzo rigo manca un verbo: “Viene inoltre naturalmente FORNITO l’esito dello screening effettuato…”

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