Padre Pio e papa Giovanni

Davvero impressionanti le note scritte da papa Roncalli contro Padre Pio, rese pubbliche in un libro di Sergio Luzzatto sul frate di Pietrelcina. “Idolo di stoppa”, responsabile di un “disastro di anime istupidite e sconvolte”: così il papa del concilio Vaticano II vedeva il futuro santo, protagonista di un culto popolare dilagante e infine glorificato dal pontificato di Karol Wojtyla, moltiplicatore di aureole come mai nei duemila anni precedenti.

Impressionante soprattutto constatare, quasi mezzo secolo dopo, come tra i due, Giovanni XXIII e Padre Pio, il primo sia semi-dimenticato insieme all´intero periodo conciliare, mentre il secondo, per usare una metafora facile, è una pop-star di travolgente successo. L´antagonismo tra i due è simbolicamente fortissimo: tra il culto del dolore di Padre Pio e il cattolicesimo sorridente e quasi allegro di Giovanni c´è un baratro, sangue e penitenza da una parte, la famosa carezza ai bambini dall´altra. Entrambi al centro di un culto popolare esteso (Giovanni non era certo un “intellettuale”, come si disse poi con semi-spregio nei confronti del suo successore Montini), il loro differente destino ci aiuta a inquadrare i nostri tempi. Evidentemente questi sono tempi di stimmate e di fanatismo, non di sorriso, non di luna piena sopra gli uomini di buona volontà.

Michele Serra oggi su “Repubblica” (pagina 22) 

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6 commenti

lacrime e sangue

L’estensore della notizia ha proprio colto nel segno che Giovanni “sia semi-dimenticato insieme all´intero periodo conciliare”! Infatti, l’intento dei papi polacco e tedesco è di cancellare la moderata modernizzazione del Vaticano secondo e ritornare alla controriforma, possibilmente riportando la superstizione al potere sulle menti. Per far questo si cancella la logica e la ragione per far spazio alle stimmate e ai miracoli: rimedievalizzare la società è il sogno della casta vaticana.

Steve

Giovanni XXIII era anche quello della “crimen sollicitationis” che nel 1962 ordinò il segreto pontificio a pena di scomunica sui crimini sessuali dei preti, come la pedofilia.

lacrime e sangue

Crimen sollicitationis: verissimo. Infatti l’apertura del concilio era voluta per esigenze di marketing, altrimenti perdevano troppi clienti. Eppure, se oggi Ratzy sente di poter fare a pezzi le poche moderne aperture del concilio, significa che la forza della chiesa è aumentata e noi dovremmo prenderne atto.
Lo ridico: la forza della chiesa deve essere aumentata se sente di poter cancellare le novità che avevano permesso ai laici credenti di vivere un pò meglio. Sono segnali di gravità pazzesca che però mi sembrano poco pubblicizzati..

riccardo

Ricordiamoci della nostra umanita’,anche i papi sono uomini e sono condizionati dagli eventi storici.Come cattolico, e non volendo annoiare nessuno,dico solo che l’albero si vede dai frutti,che ogni epoca ha le sue difficolta’e che bisogna ampliare l’ottica storica.Il tempo dara’ modo sempre piu’di approfondire le due enormi personalita’,Padre Pio e Giovanni XXIII.Che il concilio abbia creato problemi alla chiesa e’ vero,ma non sappiamo pero’che sarebbe stato senza.Grazie,Riccardo.

Arcibaldo

@ Riccardo.

Giusta l’idea della prospettiva storica. Dico pure, e ne sono convintissimo, che la Chiesa, senza il profondo aggiornamento pastorale del Concilio Vat. II, non avrebbe avuto i mezzi teorici e pratici per resistere al cambiamento epocale di tipo sociale ma sopratutto culturale del ’68. Non ne sarebbe uscita solo ammaccata, come fu, ma addirittura travolta.

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