Rimini: ottavo congresso dell’UAAR

È in corso di svolgimento da questa mattina a Rimini l’VIII congresso nazionale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR), in programma al salone dei congressi dell’hotel Sporting. Il congresso, il primo dal 2004 ad affrontare questioni di sostanza, fa seguito a quello, puramente tecnico, tenutosi a Bologna nel 2006.

Si tratta del primo congresso nel quale l’UAAR si presenta come associazione di promozione sociale, e tra i temi trattati figura proprio l’illustrazione delle nuove prerogative di cui essa gode: in primis, come è stato illustrato dalla presidenza del congresso, la facoltà di agire presso autorità e istituzioni in qualsiasi occasione si ritenga leso il principio di laicità dello Stato.

All’ordine del giorno del congresso, al quale partecipano 107 delegati in rappresentanza dei 2.400 soci dell’associazione[1], il rinnovo di tutte le cariche direttive (comitato di coordinamento, segretario nazionale), del collegio dei probiviri e la discussione delle tesi associative. Il segretario uscente, Giorgio Villella, ha annunciato la sua intenzione di non ricandidarsi. Per quanto riguarda le tesi – che rappresentano la linea programmatica dell’associazione – sono state presentate numerose mozioni di modifica, le più rilevanti delle quali riguardano le rivendicazioni dell’UAAR riguardo all’insegnamento della religione cattolica – e delle eventuali ore alternative – nella scuola statale (una proposta mira a impegnare l’UAAR ad adoperarsi in tutte le sedi opportune al fine di richiedere, in alternativa all’abolizione dell’IRC, l’istituzione parallela, ove essa venga impartito, di simmetrico insegnamento di teorie agnostiche e atee, con le stesse modalità di finanziamento dell’IRC), e all’Otto per Mille (in alternativa alla sua abolizione o al meccanismo di riparto proporzionale attuale sulle scelte non espresse, è stato proposto che l’UAAR si adoperi per chiedere l’istituzione di una “tassa di religione” sul modello tedesco, su base totalmente volontaria e che non impegni i contribuenti che non vogliono destinare parte delle proprie tasse ad alcuna confessione religiosa).

Nel pomeriggio è prevista l’elezione del comitato di coordinamento e del nuovo segretario nazionale: candidato unico, al momento, è Raffaele Carcano, attualmente responsabile dei contenuti del sito ufficiale dell’associazione [nella foto al centro, n.d.r.].

Fonte: Wikinotizie

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6 commenti

Daniela

ma la tassa di religione sul modello tedesco dovrebbe sostituire il meccanismo dell’8xmille?

Sergio, webmaster UAAR

Dovrebbe sì. Lì si dichiara preventivamente quale gruppo religioso si vuole finanziare con la propria percentuale sulle tasse, ma quella che va al gruppo stesso è proprio la tassazione di costui, non il riparto sulle scelte non espresse previsto dall’Otto per mille italiano. Logico che in Italia non la vogliano: nel 2004 la Germania ha perso 2 milioni di cattolici e 4 di protestanti, e il numero va a crescere. Se lo fanno in Italia statisticamente pure Buttiglione si dichiarerebbe ateo…

ciceracchio 2la vendetta

se viene fatta la legge elettorale sul modello tedesco ;che anche l’otto x 1000 venga elaborato sul modello tedesco………cosi vedremo quanti veri cattolici esistono in questo
paese oppresso dal vaticano.

Jean Meslier

A me l’idea della “tassa sulla religione” proprio non piace. Continuo a pensare che le associazioni di qualunque tipo, confessionali, politiche e di qualunque tipo, debbano sbrigarsela da soli nel reperire i fondi necessari alla propria attività, senza l’intermediazione statale.

Ma poi scusate, davvero pensate che la Chiesa possa mai accettare una proposta “esterna” che le imponga di ammettere tra i suoi “iscritti” solo coloro che pagano la “tassa di religione”?

Flavio

La tassa di religione non è obiettivo dell’Uaar. Il fine è l’abolizione dei finanziamenti statali alle (solite) religioni, ma il senso pratico dice che non lo si otterrà nemmeno fra 20 anni (se il concordato è di 23 anni fa!). Allora, come tappa intermedia, si potrebbe arrivare a un meccanismo più trasparente come quello tedesco. D’altra parte in molti paesi nordici, laici e moderni, c’è persino formalmente la religione di stato, ma tutte le confessioni e le associazioni atee hanno pari dignità e diritti.

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