«Studio del genoma aumenta il razzismo»

Fino a ieri la tecnologia del Dna era considerata come una miracolosa panacea che ha fatto scarcerare centinaia di detenuti innocenti dal braccio della morte, e aiutando milioni di persone a ricomporre il proprio puzzle familiare. Una tecnologia che presto permetterà all’umanità di prevenire in tempo utile malattie oggi letali. Ma nelle ultime settimane la mappatura del genoma umano completata nel 2003 ha iniziato a sollevare un terribile spettro: il suo uso strumentale da parte di politici, accademici e imprenditori senza scrupoli per caldeggiare leggi discriminatorie e razziste nelle scuole e nei posti di lavoro.
A dare impulso a questo inquietante scenario è stato il premio Nobel James Watson, con la sua famigerata intervista al quotidiano inglese The Independent, il mese scorso, nel quale affermava che «I neri sono meno intelligenti dei bianchi». Anche se più tardi Watson ha ritrattato, il danno ormai era fatto.
Da allora, soprattutto su Internet, il tam-tam di articoli, blog e commenti che sfruttano le ultimissime ricerche genetiche per rilanciare la controversa tesi di un legame razza-intelligenza è diventato assordante. «Il genoma di europei e asiatici contiene più frammenti di Dna rispetto a quello degli afro-americani », proclama il blog pseudo- scientifico HalfSigma. «La teoria ugualitaria secondo cui tutte le razze sono uguali è un falso clamoroso». Anche se dalla mappatura è emerso che il 99% del Dna di due persone è identico, questi «revisionisti» sono decisi ad enfatizzare le differenze, anche se minime. […]
«Esistono chiare differenze tra popolazioni di diverso ceppo etnico», afferma Marcus Feldman, docente di scienze biologiche alla Stanford University. «Nessuno ha ancora dimostrato il rapporto tra razza e quoziente intellettivo, ma è solo questione di tempo. E quando accadrà – avverte – assisteremo ad una nuova era di discriminazione e razzismo». […]
Per fortuna il consenso tra gli addetti ai lavori continua a privilegiare la supremazia dei fattori esterni nel determinare lo sviluppo dell’individuo. «Le differenze socio-economiche tra individui contano molto più dei geni – afferma il Dott. David Altshuler, autorevole direttore del Program in Medical and Population Genetics del Broad Institute di Cambridge, in Massachusetts -. La gente continua a fissarsi sulla genetica, anche se la sua influenza è minima».

Fonte: Corriere 

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24 commenti

San Gennaro

Gli esseri umani favoriscono più sé stessi che gli altri (tranne, in genere, ai figli); più i propri familiari/amici che gli estranei; più i concittadini che gli altri corregionali; più i connazionali che gli stranieri; più i terrestri che gli alieni… fino alle estreme conseguenze: più i compagni del proprio partito, i tifosi della propria squadra, i correligionari, il proprio gruppo etno-culturale e quindi la propria razza, che è sempre superiore alle altre. L’unica celebre eccezione che ricordi è J.A. Gobineau (francese che credeva nella superiorità tedesca), autore di un Saggio sull’ ineguaglianza delle razze, la cui lettura è vivamente sconsigliata, ammesso che si trovi in circolazione. Onestamente non so se favorire il proprio “gruppo” a discapito degli altri ha una base genetica o culturale. Propendo per la prima ipotesi, osservando altri animali sociali. Api e formiche sono assassine contro gli estranei all’alveare/formicaio. L’antirazzismo è un prodotto culturale recente delle società democratiche; le società che non conoscono il concetto della nostra democrazia (in primis quelle non secolarizzate) credo avranno enormi difficoltà a capire l’ancor più arduo concetto di antirazzismo

lik

Stai tranquillo che lo capiscono molto bene, soprattutto quando si tratta di difendere la loro relgione. La mozione presentata all’onu contro il razzismo dai paesi islamici prevede il divieto di critica all’islam. Lo capiscono meno bene invece quando si tratta di parlare delle condizioni disumane in cui versano gli immigrati asiatici nei paesi del golfo o la repressione dei curdi in Iran, Turchia e Siria. L’unico antidoto al razzismo è il meticciato, i matrimoni misti che tra le altre cose favoriscono moltissimo l’agnosticismo e l’ateismo (ve lo garantisco) per questo le religioni (anche la chiesa cattolica lo ha ribadito recentemente) sono contrarie ai matrimoni misti.

Alberto

Premesso che queste ipotesi, per l’importanza delle implicazioni sociali che recano, vanno messe al vaglio di una severa verifica, il compito degli scienziati è capire come stanno le cose; se si accetta questo, va tenuto conto del fatto che le scoperte non necessariamente saranno “gradevoli” o che, probabilmente, i principi che si pensavano inattaccabili, anche quelli sui quali è fondata l’etica (o sono fondate le etiche) potrebbero essere messe in discussione. Il revisionismo, se responsabile, è una condizione necessaria e naturale di ogni disciplina, almeno nei casi in cui queste discipline siano in salute e non ci siano dei sommi sacerdoti, unici depositari per definizione della Verità Assoluta.
Il razzismo, per come lo intendo io, non ha niente a che vedere con le dichiarazioni di uno scienziato (o di una persona qualunque), se questi, dopo aver valutato i dati a disposizione, ha sinceramente fede che così stiano i fatti (se il tutto non scade nell’incitamento all’odio razziale).
Il razzismo si ha quando (e non necessariamente in base a nozioni di biologia) vengono messi in pratica comportamenti discriminatori concreti nei confronti di certe persone (incluso l’incitamento all’odio). L’ingiustizia consiste, tra le altre cose, nel fatto che un singolo venga valutato non come tale, ma in base alle caratteristiche tipiche (vere o presunte tali) del gruppo di provenienza.
L’etica civile NON DOVREBBE essere modificata né ci dovrebbe sentire minacciati, neanche se certe ipotesi dovessero essere confermate. La violenza e le ingiustizie andrebbero combattute indipendentemente da tutto ciò, e i diritti dovrebbero forse allargarsi anche al di fuori del ristretto “circolo” umano. Si può ritenere che l’uccisione di un delfino sia grave quanto quella di un essere umano, pur pensando che le due specie abbiano intelligenze diverse a causa di differenze genetiche.

Flavio

E’ un po’ come per il riscaldamento globale: sui media si dice spesso che sia un argomento controverso ma nella letteratura scientifida non lo è. Così mi sembra sull’argomento ‘razze’: molti ne parlano ma tutti gli studi seri negano l’esistenza di differenze sostanziali.

Per fortuna i blog non fanno scienza!

kimba

e se venisse fuori che le donne sono più intelligenti degli uomini? 🙂

Fabio

per kimba:
senza alcun dubbio gli uomini sono mediamente più alti delle donne. Questo non impedisce alla mia collega d’ufficio di essere 5 cm più alta di me. 🙂

Seriamente,
anche se si dimostrasse scientificamente che ci sono delle differenze genetiche di predisposizione all’intelligenza fra maschi/femmine bianchi/neri o quel che è, non significherebbe nulla.
Perché non si assume, si elegge, si va a cena con, l’esponente medio di una determinate categoria/razza/genere, ma si interagisce fra singoli individui.
E’ l’ignoranza che predispone al razzismo, non certo lo studio del genoma.

per San Gennaro (devo dire che mi fa una certa impressione rivolgermi a San Gennaro!):
quel che dici tu è vero fino a un certo punto; io tendo a “favorire” gli amici. E’ poi vero (e ovvio) che gli amici ce li si fa più facilmente fra persone che vivono vicine o che frequentano gli stessi ambienti, ma io di sicuro faccio più volentieri un favore al mio amico Wue nato a Shangai o al mio amico croato Blago che a un tizio che considero un coglione e abita a 3 metri da casa mia…

Bruna Tadolini

La genetica ci dice che, a parte i gemelli monoovulari, siamo tutti diversi!!!!
L’avversione verso il diverso, quindi, non è un fenomeno generale ma ben specifico: il diverso è quello che appartiene ad un gruppo con cui siamo in contrasto! Verso questo gruppo e verso i suoi membri proviamo avversione ed abbiamo un comportamento aggressivo ritenendoli nemici da combattere, in una lotta, strumento di selezione naturale, che nelle specie sociali non avviene solo fra individui ma anche fra gruppi.

Come ho avuto occasione di riferire quindici giorni fa commentando delle notizie dal mondo, su uno degli ultimi Science c’erano un paio di articoli sulla coevoluzione dell’altruismo reciproco (che si esercita fra membri dello stesso gruppo) e il parochialism (ostilità verso i non appartenenti al gruppo), coevoluzione esercitata/sostenuta dalla guerra!!!

L’identificazione del diverso in passato era affidata agli organi di senso (avevano un aspetto diverso, un odore diverso …..) oggi, con l’evoluzione della tecnologia, la si affida alla genetica!!!!!!

Ma è sempre la vecchia lotta per la sopravvivenza!!!

lacrime e sangue

In realtà ne ho già scritto, ma lo ricordo qui: la scienza è utilizzata per cercare di dimostrare teorie preconcette.
L’esempio che avevo riportato era la craniologia ottocentesca: studiando i crani di maschi occidentali, asiatici, africani, amerindi e delle donne (queste in massa non distinta in razze) si era “scoperto” che i crani dei maschi europei contenevano più massa celebrale degli altri maschi non europei, per non parlare delle donne, associate ai crani degli africani (messo peggio era solo il gorilla).
Questo per lo scientismo razzista e antifemminista del XIX sec.
Oggi abbiamo quello del DNA.
La storia si ripete e l’umanità ottusa ci ricasca sempre.

Carlo

A me sembra che ci sia un’esagerazione dell’importanza dei fattori genetici non solo tra i non addetti ai lavori, ma tra gli scienziati stessi. Il problema della scienza attuale e’ che se non si fanno dichiarazioni roboanti e annunci grandiosi i fondi non arrivano. Gli scienziati si adeguano e quindi giu’ con le fanfare e la propaganda sull’importanza “cruciale” di alcuni lavori che magari saranno dimenticati tra 10 anni, la portata “epocale” di certe scoperte (che poi vengono ridimensionate) etc…

Non vorrei apparire come qualcuno contrario alla scienza, ma mi pare che non ci sia al momento la profondita’ di comprensione della genetica che tanto si strombazza. Mi pare soprattutto che sia molto difficile fare previsioni quantitative sulle correlazioni tra genotipo e fenotipo.

Kull

complimenti a lik che tira in ballo l’islam anche quando non c’entra per nulla!

ATTENTO!!

Hai un giannizzero nella zuccheriera!!

🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

Kull.

libero

Scotti, storico e pubblicista croato di origine italiana, durante una conferenza sulle foibe sbalordì il pubblico affermando con forza che il “razzismo si combatte a letto”, raccontando poi come i matrimoni misti nelle sue terre siano stati e sono il miglior antidoto al razzismo.
Quanta saggezza alle volte in lik, vero Kull? 🙂

lik

@ Kull
C’entra eccome visto che tu accusi di razzismo chiunque critica l’islam pur sostenendo la pena di morte per i gay in iran e il divieto delle donne iraniane di girare con il velo (una è morta in prigione in questi giorni) nonché il divieto ad accedere alla magistratura. Poi qui c’è un sacco di gente che parla di cattolicesimo anche quando non c’entra nulla a me non da nessun fastidio. Se ti crea un problema puoi sempre andare nell’Iran Defence forum c’è nei link del tuo blog. Della serie viva la laicità.

nas

ma il fatto che i neri siano geneticamente piu’ veloci dei bianchi (non mi pare di vedere nessun bianco ormai nelle finali dei 100 metri piani gia’ da qualche anno) non scandalizza nessuno ? non e’ forse razzismo anche questo ?

Kris

in realtà i razzisti non aveevano certo bisogno del genoma per essere razzisti…ogni ocasione è buona per dar sfogo alla propria rabbia e all proprio livore…poveretti: un po’ mi fanno pena..

lik

Beh anche tu mi sembra fai parte di una cultura che passa il tempo a fare quello.

lik

@ libero
Non conosco il contesto in cui è stata detta questa frase. Io mi baso sull’esperienza personale e sul fatto che nelle società fortemente meticciate (America Latina per esempio) l’identità del gruppo è meno forte. Poi non bisogna idealizzare (vedi la segregazione dei neri a Cuba che gli stessi che denunciano il razzismo qui, non denunciano là), ma il motivo dell’opposizione ai matrimoni misti di religioni e gruppi, sta proprio nel fatto che permette di non fissarsi su di un’unica identità.

SpasticLizard

Se verrà fuori che tra neri e bianchi c’è una differenza di intelligenza, spero che sia a favore dei neri… sai che delusione per tutti i razzisti?

Lady Godiva

Bruna, concordo con te.
Ma quando si fanno le scale da 0 a 100, purtroppo 0 vale meno di cento.
E per molti quelli sono i “valori”
🙁

San Gennaro

@Fabio
evidentemente sei una persona la cui cultura ha il sopravvento sull’istinto. Complimenti (senza ironia).

Fabio

@SAn Gennaro:
sinceramente non credo di essere un “caso raro”…
Ciao

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