<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Pensieri al limite	</title>
	<atom:link href="https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/</link>
	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Nov 2007 13:33:14 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Cris		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127838</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cris]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 13:33:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127838</guid>

					<description><![CDATA[Bruna, ho trovato un articolo scientifico del 2003 che mi sembra tratti in modo piuttosto dettagliato e approfondito la questione della diagnosi di morte cerebrale: http://www.cja-jca.org/cgi/reprint/50/7/725.pdf
Il problema sta sostanzialmente nel fatto che la morte cerebrale è una diagnosi, cioè una condizione che viene riconosciuta in base a dei criteri stabiliti dalla comunità medico-scientifica, criteri che possono variare nel tempo e anche geograficamente.
Inoltre, trattandosi di una diagnosi, esiste un concreto rischio di errore.
Sta di fatto che una persona in morte cerebrale non è un cadavere.
Nell&#039;articolo citano uno studio da cui risulta che il 60% dei pazienti diagnosticati con morte cerebrale ha continuato ad avere attività cardiaca per almeno un mese.
E ci sono molti casi documentati in cui a delle donne incinte in morte cerebrale sono stati mantenuti i &quot;supporti somatici&quot; per prolungare il più possibile la gravidanza e aumentare le possibilità di sopravvivenza del feto (http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?artid=1459115)

Di sicuro è necessaria una definizione &quot;operativa&quot; di morte, senza la quale gli espianti di organi a cuore battente non portebbero avere luogo senza ammettere che si tratta di eutanasia.
Quello che mi irrita è il doppiopesismo della Chiesa (lo so, sai che novità...):
accetta la definizione di morte cerebrale perché ritiene buona e giusta l&#039;attività trapiantologica, ma poi grida all&#039;eutanasia quando si chiede la cessazione di altri tipi di accanimento terapeutico (vedi casi Welby, Nuvoli e Englaro).
Dove sta la differenza, la linea di confine? Eutanasia è quando non ci sono parti buone da riciclare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bruna, ho trovato un articolo scientifico del 2003 che mi sembra tratti in modo piuttosto dettagliato e approfondito la questione della diagnosi di morte cerebrale: <a href="http://www.cja-jca.org/cgi/reprint/50/7/725.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.cja-jca.org/cgi/reprint/50/7/725.pdf</a><br />
Il problema sta sostanzialmente nel fatto che la morte cerebrale è una diagnosi, cioè una condizione che viene riconosciuta in base a dei criteri stabiliti dalla comunità medico-scientifica, criteri che possono variare nel tempo e anche geograficamente.<br />
Inoltre, trattandosi di una diagnosi, esiste un concreto rischio di errore.<br />
Sta di fatto che una persona in morte cerebrale non è un cadavere.<br />
Nell&#8217;articolo citano uno studio da cui risulta che il 60% dei pazienti diagnosticati con morte cerebrale ha continuato ad avere attività cardiaca per almeno un mese.<br />
E ci sono molti casi documentati in cui a delle donne incinte in morte cerebrale sono stati mantenuti i &#8220;supporti somatici&#8221; per prolungare il più possibile la gravidanza e aumentare le possibilità di sopravvivenza del feto (<a href="http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?artid=1459115" rel="nofollow ugc">http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?artid=1459115</a>)</p>
<p>Di sicuro è necessaria una definizione &#8220;operativa&#8221; di morte, senza la quale gli espianti di organi a cuore battente non portebbero avere luogo senza ammettere che si tratta di eutanasia.<br />
Quello che mi irrita è il doppiopesismo della Chiesa (lo so, sai che novità&#8230;):<br />
accetta la definizione di morte cerebrale perché ritiene buona e giusta l&#8217;attività trapiantologica, ma poi grida all&#8217;eutanasia quando si chiede la cessazione di altri tipi di accanimento terapeutico (vedi casi Welby, Nuvoli e Englaro).<br />
Dove sta la differenza, la linea di confine? Eutanasia è quando non ci sono parti buone da riciclare?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bruna Tadolini		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127689</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruna Tadolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 17:30:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127689</guid>

					<description><![CDATA[Cara Daniela

coma irreversibile ... lo dice la parola stessa! ma come puoi essere sicura che sia irreversibile? e non semplicemente che vogliono i tuoi organi e quindi ti danno per spacciata? c&#039;è un dato oggettivo che ti assicura che sia irreversibile? o è solo una &quot;sensibilità&quot; del medico?

Sto ovviamente facendo l&#039;avvocato del diavolo!

Si sa che la coscienza, o meglio il livello più basso di coscienza, senza di cui non ci possono essere i livelli superiori, è indissolubilmente legato ad alcuni nuclei cerebrali o meglio alla integrità di alcune vie nervose che raggiungono questi nuclei. Se tali vie si interrompono (incidente, ictus), poichè non è possibile al giorno d&#039;oggi rigenerarle, il coma sarà irreversibile!
Se invece solo una parte di queste vie si interrompe si hanno diversi livelli di coma e a volte addirittura il cosiddetto &quot;looked in&quot; , in cui il paziente è coscientissimo ma incapace di muovere praticamente tutti muscoli e perciò sembra incoscente.

Ora che le tecnologie non invasive permettono di valutare l&#039;attività cerebrale delle diverse aree, la sicurezza che la scienza PUO&#039; dire per certo se c&#039;è un coma irreversibile, sarebbe già un grande passo avanti.

La gente crede di più ad un medico che giustifica una diagnosi ed un intervento utilizzando le analisi e i dati strumentali piuttosto che ad uno che dice che, secondo lui .........

Quando sei sicuro che sei morto, a meno chè tu non creda ai miracoli, sei più disponibile a dare il permesso affinchè ti aiutino a farla finita definitivamente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Daniela</p>
<p>coma irreversibile &#8230; lo dice la parola stessa! ma come puoi essere sicura che sia irreversibile? e non semplicemente che vogliono i tuoi organi e quindi ti danno per spacciata? c&#8217;è un dato oggettivo che ti assicura che sia irreversibile? o è solo una &#8220;sensibilità&#8221; del medico?</p>
<p>Sto ovviamente facendo l&#8217;avvocato del diavolo!</p>
<p>Si sa che la coscienza, o meglio il livello più basso di coscienza, senza di cui non ci possono essere i livelli superiori, è indissolubilmente legato ad alcuni nuclei cerebrali o meglio alla integrità di alcune vie nervose che raggiungono questi nuclei. Se tali vie si interrompono (incidente, ictus), poichè non è possibile al giorno d&#8217;oggi rigenerarle, il coma sarà irreversibile!<br />
Se invece solo una parte di queste vie si interrompe si hanno diversi livelli di coma e a volte addirittura il cosiddetto &#8220;looked in&#8221; , in cui il paziente è coscientissimo ma incapace di muovere praticamente tutti muscoli e perciò sembra incoscente.</p>
<p>Ora che le tecnologie non invasive permettono di valutare l&#8217;attività cerebrale delle diverse aree, la sicurezza che la scienza PUO&#8217; dire per certo se c&#8217;è un coma irreversibile, sarebbe già un grande passo avanti.</p>
<p>La gente crede di più ad un medico che giustifica una diagnosi ed un intervento utilizzando le analisi e i dati strumentali piuttosto che ad uno che dice che, secondo lui &#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Quando sei sicuro che sei morto, a meno chè tu non creda ai miracoli, sei più disponibile a dare il permesso affinchè ti aiutino a farla finita definitivamente</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniela		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127683</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniela]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 16:27:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127683</guid>

					<description><![CDATA[coma irreversibile mi sembra che sia un concetto medico abbastanza chiaro, un altro conto è discutere di coscienza e come si forma e dove, una cosa la si sa però, si sa che se il cervello morisse anche la coscienza morirebbe. 
Si ridiscutano anche i criteri di morte non prescindendo però da quello che già si conosce e da quelli che dovrebbe essere lo scopo della medicina e della scienza. Quello cioè di curare le malattie e di migliorare in tal senso la condizione di vita delle persone. Persone che hanno tutto il diritto di decidere se fare determinate cure e se continuarle o meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>coma irreversibile mi sembra che sia un concetto medico abbastanza chiaro, un altro conto è discutere di coscienza e come si forma e dove, una cosa la si sa però, si sa che se il cervello morisse anche la coscienza morirebbe.<br />
Si ridiscutano anche i criteri di morte non prescindendo però da quello che già si conosce e da quelli che dovrebbe essere lo scopo della medicina e della scienza. Quello cioè di curare le malattie e di migliorare in tal senso la condizione di vita delle persone. Persone che hanno tutto il diritto di decidere se fare determinate cure e se continuarle o meno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bruna Tadolini		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127658</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruna Tadolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 12:47:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127658</guid>

					<description><![CDATA[X Cris

La nebulosità e l&#039;ignoranza è sempre stato uno strumento della chiesa.

Che il Comitato di Harvard abbia stabilito che una persona è cerebralmente morta quando è in coma irreversibile non aiuta perchè la gente non sa cosa questo significhi e, soprattutto, non sa come lo si possa verificare senza errore.

La gente ha paura di sveglirsi &quot;morto&quot; e su questo terrore istintivo gioca la chiesa.
Se si chiarissero a tutti i concetti di cosa è la coscienza, di come si forma, di quali strutture anatomiche/cerebrali sono coinvolte, di come la loro rottura/perdita la annulli  ...... la battaglia sarebbe molto meno in salita.

La gente capisce, se le si spiega, ma bisogna avere le idee chiare per spiegare. Vogliamo chiarircele con parole semplici e possibilmente senza menare tanto il cane per l&#039;aia!??]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>X Cris</p>
<p>La nebulosità e l&#8217;ignoranza è sempre stato uno strumento della chiesa.</p>
<p>Che il Comitato di Harvard abbia stabilito che una persona è cerebralmente morta quando è in coma irreversibile non aiuta perchè la gente non sa cosa questo significhi e, soprattutto, non sa come lo si possa verificare senza errore.</p>
<p>La gente ha paura di sveglirsi &#8220;morto&#8221; e su questo terrore istintivo gioca la chiesa.<br />
Se si chiarissero a tutti i concetti di cosa è la coscienza, di come si forma, di quali strutture anatomiche/cerebrali sono coinvolte, di come la loro rottura/perdita la annulli  &#8230;&#8230; la battaglia sarebbe molto meno in salita.</p>
<p>La gente capisce, se le si spiega, ma bisogna avere le idee chiare per spiegare. Vogliamo chiarircele con parole semplici e possibilmente senza menare tanto il cane per l&#8217;aia!??</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cris		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127652</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cris]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 12:09:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127652</guid>

					<description><![CDATA[Il punto non è come riconoscere se una persona è cerebralmente morta, ma come si DEFINISCE una persona cerebralmente morta. E la definizione, come riporta l&#039;articolo, è stata data dal Comitato di Harvard.
L&#039;ennesima prova del relativismo della Chiesa: per dribblare la questione dell&#039;eutanasia, ha accettato una definizione di morte che non è certo quella &quot;naturale&quot;, ma è stata decisa a tavolino in modo funzionale alla necessità di tutelare i medici che si occupano di espianti/trapianti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto non è come riconoscere se una persona è cerebralmente morta, ma come si DEFINISCE una persona cerebralmente morta. E la definizione, come riporta l&#8217;articolo, è stata data dal Comitato di Harvard.<br />
L&#8217;ennesima prova del relativismo della Chiesa: per dribblare la questione dell&#8217;eutanasia, ha accettato una definizione di morte che non è certo quella &#8220;naturale&#8221;, ma è stata decisa a tavolino in modo funzionale alla necessità di tutelare i medici che si occupano di espianti/trapianti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bruna Tadolini		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127605</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruna Tadolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 06:32:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/11/18/pensieri-al-limite/#comment-127605</guid>

					<description><![CDATA[Cara Chiara, 
riassumendo, come Defanti riconosce se una persona è cerebralmente morta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Chiara,<br />
riassumendo, come Defanti riconosce se una persona è cerebralmente morta?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: blog.uaar.it @ 2026-10-23 03:51:15 by W3 Total Cache
-->