Donadoni: “Io come il Papa”

«Non vorrei essere blasfemo, ma la storia di Benedetto XVI, da un certo punto di vista, somiglia molto alla mia». Sono le parole di Roberto Donadoni, commissario tecnico della Nazionale, al sito “Petrus.it”.
«Benedetto XVI -dice il ct- è stato eletto dopo un pontificato indimenticabile come quello di Giovanni Paolo II, quando tutti ancora avevano il Papa polacco nel cuore; io sono arrivato alla guida della Nazionale italiana di calcio, con una certa sorpresa generale, dopo il regno di Marcello Lippi, che aveva appena vinto un mondiale, e i tifosi non hanno subito capito. Poi ci sono stati, sia per me che per il Papa, continui paragoni con i nostri predecessori, ma vedo che ormai la gente ha imparato a seguirci».
Per Donadoni, Benedetto XVI «ha un’intelligenza fuori dal comune; in gergo calcistico, mi sembra un “sergente di ferro”… Papa Benedetto mi piace molto, sa essere fermo e rigoroso nel suo Magistero, come ogni buon allenatore deve essere con le sue metodiche».
Se un giorno vennise fondata la Nazionale del Vaticano, Donadoni sarebbe disposto ad allenarla? «Non faccio dello spirito, ma dico seriamente di sì. Io sono un professionista, e vado dove mi chiamano». Se arrivasse una telefonata? «Ci andrei di buon grado».

Fonte: laStampa 

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16 commenti

claudio

in effetti la corruzione nel calcio è come quella della chiesa

antoniotre82

Ehehehehehe che i calciatori e chi fa parte del mondo del calcio in generale ( a parte manager e presidenti ) non fossero poi così colti e istruiti lo si sapeva da tempo, ma che almeno non dicessero alla stampa certe castronerie….

Se poi Donadoni considera intelligente fuori dal comune un uomo così fanatico e promulgatore di favole come Joseph Alois Ratzinger …bhè…ci sarebbe da dirla lunga….se il papa è intelligente fuori dal comune cos’era Einstein? Un extraterrestre dall’intelligenza superiore?

Flavio

Ma c’è uno sportivo italiano in attività che non sia clericale? Tanto per sapere.

Davide

io ho sempre tifato contro la nazionale, perchè rappresenta l’anti-calcio e la peggior Italia, vedo che più si va avanti e più le mie convinzioni si rafforzano.

Gianni B.

Peccato, Donadoni cominciava a piacermi come allenatore!
Certo che se non avesse vinto in Scozia, il posto di allenatore della squadra del Vaticano sarebbe stato suo di diritto…
Aspettiamo con ansia le prossime riflessioni intelligenti di Donadoni: Moggi cardinale, Vieri camerlengo e il comunista Lucarelli rapito e battezzato a forza come Edgardo Mortara.

antoniotre82

A pensarci bene visto che si parla di calcio, mi vengono in mente immagini di calciatori che prima di entrare in campo si fanno il segno della croce, e baciano i crocifisso in oro che portano al collo dopo un inno nazionale, e se segnano un goal, rivolgono baci al cielo ringraziando dio la madonna e tutti i santi di aver compiuto questo miracolo.

Queste manifestazioni di pseudoreligiosità secondo me sono dannose per chi le guarda…perchè una mente suggestionabile già dalla stessa figura prestigiosa del calciatore, vedendogli compiere certi gesti, è portata a considerarli come giusti per una sorta di timore reverenziale verso chi li esegue.

Associare la vittoria o un goal ad un dono divino facendosi il segno della croce come ringraziamento, può facilmente indurre a pensare che sia redditizio pregare.

Che a me risulti non ho mai visto un giocatore musulmano segnare e subito dopo andare in panchina, prendere un tappetino e una bussola per rivolgersi verso La mecca a pregare ringraziando allah e maometto.

Questo per dire ironicamente che un pò di laicismo da parte dei personaggi sportivi pubblici non guasterebbe affatto.

chiericoperduto

Io sono un professionista, e vado dove mi chiamano..
Basta che il vaticano paghi bene in euro e non in preghiere.

raphael

Purchè non butti acqua santa in terra come trapattoni. Sono stato deriso fino alle lacrime per questo dai miei amici stranieri. Ai voglia a puntualizzare sono “ateo” l’identità italiana così cara ai cattolici è proprio da operetta

Alberto

Per antoniotre82
Ai Mondiali è capitato alcune volte di vedere giocatori di Arabia Saudita, Tunisia, Egitto (Italia 90) festeggiare un gol, ad esempio, prostrandosi in cerchio faccia a terra sul campo di gioco. Spesso prima dell’inizio della gara pregano Allah intorno al cerchio di centrocampo.

Comunque, su Donadoni: pur non essendo d’accordo con lui, preferisco continuare a considerarlo una brava persona, che purtroppo, come tante altre, è rimasta vittima della fede, presumibilmente a causa dell’ educazione ricevuta.
Tra i personaggi del mondo del calcio italiano mi sembra uno dei migliori, purtroppo non è dei nostri, ma di lui si può comunque apprezzare la lealtà, il rispetto per gli altri e l’umiltà.

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