I miracoli di Natale

Ogni inverno, con l’avvicinarsi del Natale, le televisioni pubbliche e private ci rifilano una lunga serie di programmi di carattere religioso. Si va delle “fiction” di tono decisamente agiografico o devozionale fino alle trasmissioni pseudo-giornalistiche sui “prodigi” e sui “miracoli”. A quest’ultima, triste tradizione, tipicamente italiana, hanno dovuto piegarsi numerose grandi firme del giornalismo televisivo, da Corrado Augias (“Enigma”) a Mario Tozzi (“Terzo Pianeta”). Dall’esterno, è difficile dire quanto questi giornalisti siano complici e quanto siano vittime. L’unica cosa certa è che il giornalismo italiano ne esce, una volta di più, con le ossa rotte.

 

L’uomo che morde il cane

Ma perchè tutte le televisioni, persino la “sinistroide” e razionalistica RAI3, si ostinano a rifilarci questi polpettoni?

 

La ragione è ovvia: vende più un grammo di magia che una tonnellata di ragione. Lo hanno dimostrato, nel corso dei secoli, opere letterarie di grandissimo successo che vanno dal Beowulf al Signore degli Anelli, passando per l’Orlando Furioso, la Divina Commedia e Harry Potter. Se non c’è prodigio, non c’è business. Se si vuole un’audience, la si deve sorprendere con qualcosa di straordinario. Nessuno paga il biglietto per guardare la propria madre che rassetta il tinello.

 

E bisogna sorprendere una grande quantità di persone diverse facendo appello al pochissimo ed all’animalesco che hanno in comune. Sorprendere l’1% della popolazione con una dotta ghiottoneria di fisica teorica, comprensibile solo ad una èlite, non serve a nulla. Non si paga l’affitto della sala con l’1% di share.

 

Ci vuole l’uomo che morde il cane, o l’immagine “inspiegabile” della Sindone. In mancanza di meglio può andare bene anche il frate con le stigmate.

 

Nulla di personale. É solo una questione di conti economici. È solo business..

 

Il ruolo metodologico dei miracoli

Ma per chi gestisce la Fede, è ben altro. I “prodigi” ed i “miracoli” svolgono almeno due ruoli fondamentali per qualunque religione (non solo per quella Cristiano/Cattolica). Il primo ruolo è di carattere metodologico: i “prodigi” ed i “miracoli” permettono di ancorare la magia della Religione alla realtà fisica.

 

L’intero, maestoso edificio della Fede sarebbe soltanto una elegante creazione letteraria, non diversa dal Signore degli Anelli, se non ci fossero i “prodigi” ad ancorarlo alla nostra realtà fisica. Non si hanno tracce di Sauron e dei suoi Orchi ma, secondo quello che ci racconta Santa Madre Chiesa, ci sono tracce di Gesù Cristo e dei suoi Santi. I miracoli fanno la differenza tra mitologia e religione.

 

Od almeno così vorrebbe Santa Madre Chiesa.

 

Il ruolo filosofico dei miracoli

L’altro ruolo è di carattere filosofico: i miracoli sono il compenso per la Fede. A che servirebbe astenersi dai rapporti prematrimoniali, dalla masturbazione, dalle bestemmie e da altri peccati se, in cambio, non si potesse ottenere almeno l’illusione che questo Dio altèro e permaloso non potesse, per una volta soltanto, sovvertire le spietate leggi della fisica a nostro esclusivo vantaggio?

 

Come si potrebbe credere in una vita dopo la morte, in un Regno dei Cieli a cui ambire, se non ci fossero le “prove” dovute ai miracoli? I miracoli giustificano la Fede. La rendono credibile, nel senso più profondo del termine.

 

Od almeno così vorrebbe Santa Madre Chiesa.

 

Glasnost

Ma tutto questo ha un prezzo: il distacco dalla realtà e dall’uso della ragione. Appellandosi a Dio ci si può permettere il lusso di dimenticare che sta a noi, ed a noi soltanto, decidere di volta in volta cosa è giusto fare per noi, come individui, e per la nostra specie. Sta a noi definire l’etica. Sta a noi farlo, con onestà, raziocinio e senso di responsabilità. Nessun’altro ci può aiutare.

 

Appellandosi a Dio ci si può dimenticare che la realtà fisica resta lì, pronta a ghermirci anche quando noi ci dimentichiamo di lei o, peggio, arriviamo a negarla. Sta a noi studiare il mondo, capirlo, accettarlo ed imparare a viverci. Nessun’altro può aiutarci.

 

Quelli che ci chiede la Religione, sono lussi che un uomo del XXI secolo non può permettersi. Le bombe atomiche non si gestiscono aprendo a caso la Bibbia (od il Corano) e sperando di trovare l’ispirazione giusta. Il pianeta non diventa più grande se facciamo finta di non accorgerci della esplosione demografica che abbiamo prodotto.

 

Abbiamo bisogno di riappropriarci di tutto il nostro raziocinio e di tutta la nostra lucidità. Non abbiamo tempo da perdere in Salmi.

 

Sarebbe ora che anche alcuni grandi giornalisti, come Mario Tozzi, lo tenessero presente.

 

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

 

 

12 commenti

Archeologo

Il Natale fa *comodo* a tutti. A partire dalla “sempre red” Coca-Cola, ai negozianti e ai mercanti –e non solo a quelli di “generi” religiosi, poi c’è il cinema natalizio, e ai bambini piace tanto il Natale(sigh! tradotto: Natale = giocattoli/regali e le vacanze), vendere panettoni/pandori e addobbi, e così via….
Se un giornalista (nella Vatican-Italié) si mette contro a tutto questo, può solo perdere il lavoro.
Certo che poi con tutte queste celebrazioni, la chiesa cattolica non fa altro che sbandierare la notizia “Visto? tutti festeggiano il Natale, sono tutti cattolici, allegria!! tutti cattolici=8×1000 giustificato” (poi, quando fa loro comodo dire il contrario; non hanno nessun problema a dire indifferentemente che le chiese sono sempre “vuote” o “piene”, a seconda della convenienza che ne possono trarre …)

Silesio

Passato natale aspetteremo le fiction di pasqua, con martellamenti di chiodi e croci sanguinanti, con la pioggia di trasmissioni su dove si trovava il calvario ecc. e la più totale disinformazione storica sulle più recenti scoperte e teorie “sovversive” sulla probabile fasullaggine degli eventi narrati dai vangeli. Il natale comunque è una festa pagana ed è giusto che venga vissuta per le sue luminarie, i colori, i regali, il cenone, la fratellanza ecc. Anche la storia del bambino che nasce nella grotta (il sole che esce dalla notte) è uno dei più antichi miti pagani.

Giuva

ho!ho!ho! alla chiesa cattolica non ti piacciono i testimoni Di Geova , perche’ gli smascherano che gesu’ non e’nato il 25dicembre Ho! HO! HO!

lacrime e sangue

Tanto di cappello ad Alessandro Bottoni. Coglie nel segno e illustra il meccanismo della credulità basata sul miracolo.
Purtroppo la fede nell’intervento divino assolve l’uomo dalle sue responsabilità verso il prossimo e verso la Terra.

Il natale non è festività religiosa, ma dell’unità familiare e amicale: serve a rinserrare i legami interpersonali e a “scaldare i cuori”. Ecco perchè piace a livello inconscio alla maggior parte delle persone. Infatti a Natale non si dovrebbero fare regali, ma regalarsi sotto forma di tempo e ascolto.

Paolo Malberti

A definire l’etica,
ha già provveduto quell’ateo di Schopenhauer.

Sono loro piuttosto, i teisti, che devono definire una morale,
non piu’ plausibile, bensi’ meno immonda,
poichè quella che ora hanno: “ubbidire ai comandamenti di Dio”
è semplicemente egoismo (se ubbidisco, guadagno il Paradiso).

E come se non bastasse, se ne vantano e ci fanno il predicozzo sulla ‘perdita dei valori’
nel mondo senza Dio. Un altro esempio del “maiale che da lezioni a Minerva”.

PS
Anche secondo me: Mario Tozzi grande giornalista ???
Meglio per gli spettatori dei suoi reportage ‘scientifici’,
in realtà sensazionalistici ed allarmistici,
se utilizzasse la zappetta che porta sempre in mano
un poco di piu’ nell’orto di casa sua.

cartman666

a quanto pare l’atmosfera del natale la sentono solo i commercianti che sperano di aumentare gli utili. E’ consuetudine di sempre che nel periodo natalizio, viene messo del piattume in programmazione. Ne fanno le spese persino i geniali Simpson, che hanno fatto ritratti al vetriolo del natale. Pero’ non sarei cosi’ catastrofista, e’ anche vero che questi programmi fanno share pietosi, e tra l’altro l’appeal delle fiction religiose sui giovani e’ pari a zero, e anche il fantasy cattolico “Le cronache di narnia” e’ stato un fiasco ai botteghini, in confronto al Signore degli Anelli.
Vedremo invece se il fantasy ateo “The golden compass” quest’anno fara’ il botto.
Se poi l’autore lamenta che con i documentari sulla fisica non si fanno ascolti, io dico che la tv nasce come intrattenimento, e a parte magari i bellissimi documentari sulla natura che hanno splendide immagini, la vedo davvero poco bene come strumento d’istruzione, funzione che dovrebbe essere lasciata ai computer ed ai libri

Bruna Tadolini

… in fondo le religioni sono state e sono uno strumento culturale per rafforzare lo strumento genetico dell’etica di gruppo (fondamentale per una specie sociale come siamo noi)! Dato che recentemente c’è progresso solo se c’è aumento del prodotto interno lordo e perciò ….. “vali se spendi!” anche le religioni si adeguano o gli uomini adeguano le religioni (che poi è la stessa cosa!)!

Suggerisco sempre, a chi fosse interessato all’evoluzione della morale e del metafisico, la lettura di “Dal big bang a dio. Il lungo viaggio della vita” liberamente scaricabile da http://www.geocities.com/biochimicaditutti

Danilo Callea

Il Natale non è più neppure una festa religiosa ma è diventato solo e soltanto puro business.
I centri commerciali gremiti d’individui che non aspettano altro che compiere i propri acquisti. Mi sa che anche fra i cattolici o pseudocattolici si sia perso lo “spirito” natalizio che tanto Hollywood ha contribuito a diffondere con i suoi film. I miracoli natalizi servono soltanto a ricreare quella limpida atmosfera entro cui ci si può immergere durante le compere.

wilgiornalismoserio

Bellissimo articolo.
Non condivido tutto, ma molto bello.

Chris

Condivido al 100 %

Quando ero bambino c’era una signora che mi ripeteva molto spesso: “non ci pensare, vedrai che se non pensi ai problemi questi scompaiono da soli… pensare troppo fa male”

Forse i problemi dei bambini scompaiono da soli perché sono il più delle volte immaginari, frutto di paure irrazionali… il problema più grande è che troppa gente applica questo detto anche ai concretissimi problemi del pianeta e dell’umanità.

Guidus

Si’, grande giornalista il Mario Tozzi, figuriamoci, non è quello che faceva finta di parlare col dinosaurino Ciro? Ma per piacere. E poi quel martello da geologo onnipresente, tipo copertina di Linus… Lasciamo perdere.

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