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	Commenti a: Sempre più buddhisti in Italia. Presto matrimoni e funerali celebrati dai monaci	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>
		Di: Alessandro S.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro S.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 08:25:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aldo Grano scrive:
30 Novembre 2007 alle 01:11

@Markus : toglimi una curiosità, in questo o al primo post dove ci si possa reincontrare (non ho l’ ADSL e faccio fatica ad andare indietro nei post) : se il Buddismo è compatibile con l’ UAAR, chi ha creato questa anima che si reincarna e non muore mai e che rimane sempre attaccata al Karma senza staccarsene?

Cercherò di togliertela io. Nel buddhismo canonico non c&#039;è anima, e quindi non c&#039;è reincarnazione. La parola chiave ca ricercarsi in proposito è anatta, per il canone pali (relativo alla scuola buddhista più arcaica e rotodossa) e anatman, per il canone sanscrito. Cercando per &quot;dottrina buddhista anatta&quot; si trova abbastanza materiale; puoi leggere qualcosa qui, ad esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Anatman
«La dottrina dell&#039;anātman è propria del Buddhismo, e afferma l&#039;inesistenza dell&#039;Ātman, cioè di un io individuale permanente. [...] Con la dottrina dell&#039;anātman il Buddhismo si contrappone nettamente all&#039;induismo. Anatta (in pāli) è una parola composta dal prefisso negativo an, che significa &quot;non&quot;, e il termine atta, &quot;anima&quot;, dunque non ci rimane difficile a riferirci ad anattā con &quot;non-anima&quot; o &quot;senza anima&quot;. »
Nel buddhismo canonico, quello insegnato dal Buddha storico, quindi non esiste la reincarnazione, al contrario del brahmanesimo contemporaneo. Il Buddha parlava di &quot;rinascita&quot;, ossia di un effetto della volizione presente che condiziona, che influenza gli esseri che saranno nel futuro, che erediteranno le conseguenze delle azioni, delle parole e della volizione presente di ciascun individuo. Ma questo senza nessun&#039;anima che trasmigri. Per quanto riguarda il kamma (pali) o karman (o karma, sanscrito), traduco il venerabile Nyanatiloka dal suo dizionario inglese-pâli:

	karma (sanscrito), pāli: kamma: &#039;azione&#039;, correttamente
	inteso denota le volizioni profittevoli o dannose (kusala-
	e akusala-cetanā) e i loro fattori mentali concomitanti,
	che causano la rinascita e modellano il destino degli
	esseri.  Queste volizioni karmiche (kamma cetanā) si
	manifestano come azioni profittevoli o dannose tramite il
	corpo (kāya-kamma), la parola (vacī-kamma) e la mente
	(mano-kamma).  E così il termine buddhista &#039;karma&#039; in
	nessun senso significa il risultato delle azioni e
	certamente non indica il destino di un uomo, o magari
	persino quello di intere nazioni (il cosiddetto karma
	all&#039;ingrosso o di massa), fraintendimenti che, per via
	di influenze teosofiche, si sono diffusi ampiamente in
	occidente.

		&quot;La volizione (cetanā), o monaci, è quello che
	chiamo azione (cetanāhaṃ bhikkhave kammaṃ vadāmi),
	che per via della volizione si compiono azioni con il
	corpo, la parola o la mente...  C&#039;è karma (azione), o
	monaci, che matura nell&#039;inferno... karma che matura
	nel mondo animale... karma che matura nel mondo degli
	uomini... karma che matura nel mondo celeste...
	Triplice, tuttavia, è il frutto del karma: quello che
	matura nel corso della propria vita, (diṭṭa-dhamma-
	vedanīya-kamma), quello che matura nella prossima
	nascita (upapajja-vedanīya-kamma) e quello che matura
	in ulteriori nascite (aparāparīya-vedanīya kamma)...&quot;
	(Anguttara Nikāya VI, 63).


Un&#039;ultima nota. Nel buddhismo, sia theravada che mahayana, zen giapponese, vajrayana tibetano o chan o tendai cinese, non esiste il matrimonio buddhista. In Asia i monaci non officiano matrimoni. Il fatto che gli accordi con lo stato prevedano la
possibilità di celebrare matrimoni è sia una caratteristica 
insita nella legislazione che si andrebbe ad applicare: per trattare
il buddhismo come le altre religioni che hanno già stilato un&#039;intesa con lo
stato la cosa deve essere prevista, che poi se ne usufruisca oppure no.

Ciao,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aldo Grano scrive:<br />
30 Novembre 2007 alle 01:11</p>
<p>@Markus : toglimi una curiosità, in questo o al primo post dove ci si possa reincontrare (non ho l’ ADSL e faccio fatica ad andare indietro nei post) : se il Buddismo è compatibile con l’ UAAR, chi ha creato questa anima che si reincarna e non muore mai e che rimane sempre attaccata al Karma senza staccarsene?</p>
<p>Cercherò di togliertela io. Nel buddhismo canonico non c&#8217;è anima, e quindi non c&#8217;è reincarnazione. La parola chiave ca ricercarsi in proposito è anatta, per il canone pali (relativo alla scuola buddhista più arcaica e rotodossa) e anatman, per il canone sanscrito. Cercando per &#8220;dottrina buddhista anatta&#8221; si trova abbastanza materiale; puoi leggere qualcosa qui, ad esempio: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anatman" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Anatman</a><br />
«La dottrina dell&#8217;anātman è propria del Buddhismo, e afferma l&#8217;inesistenza dell&#8217;Ātman, cioè di un io individuale permanente. [&#8230;] Con la dottrina dell&#8217;anātman il Buddhismo si contrappone nettamente all&#8217;induismo. Anatta (in pāli) è una parola composta dal prefisso negativo an, che significa &#8220;non&#8221;, e il termine atta, &#8220;anima&#8221;, dunque non ci rimane difficile a riferirci ad anattā con &#8220;non-anima&#8221; o &#8220;senza anima&#8221;. »<br />
Nel buddhismo canonico, quello insegnato dal Buddha storico, quindi non esiste la reincarnazione, al contrario del brahmanesimo contemporaneo. Il Buddha parlava di &#8220;rinascita&#8221;, ossia di un effetto della volizione presente che condiziona, che influenza gli esseri che saranno nel futuro, che erediteranno le conseguenze delle azioni, delle parole e della volizione presente di ciascun individuo. Ma questo senza nessun&#8217;anima che trasmigri. Per quanto riguarda il kamma (pali) o karman (o karma, sanscrito), traduco il venerabile Nyanatiloka dal suo dizionario inglese-pâli:</p>
<p>	karma (sanscrito), pāli: kamma: &#8216;azione&#8217;, correttamente<br />
	inteso denota le volizioni profittevoli o dannose (kusala-<br />
	e akusala-cetanā) e i loro fattori mentali concomitanti,<br />
	che causano la rinascita e modellano il destino degli<br />
	esseri.  Queste volizioni karmiche (kamma cetanā) si<br />
	manifestano come azioni profittevoli o dannose tramite il<br />
	corpo (kāya-kamma), la parola (vacī-kamma) e la mente<br />
	(mano-kamma).  E così il termine buddhista &#8216;karma&#8217; in<br />
	nessun senso significa il risultato delle azioni e<br />
	certamente non indica il destino di un uomo, o magari<br />
	persino quello di intere nazioni (il cosiddetto karma<br />
	all&#8217;ingrosso o di massa), fraintendimenti che, per via<br />
	di influenze teosofiche, si sono diffusi ampiamente in<br />
	occidente.</p>
<p>		&#8220;La volizione (cetanā), o monaci, è quello che<br />
	chiamo azione (cetanāhaṃ bhikkhave kammaṃ vadāmi),<br />
	che per via della volizione si compiono azioni con il<br />
	corpo, la parola o la mente&#8230;  C&#8217;è karma (azione), o<br />
	monaci, che matura nell&#8217;inferno&#8230; karma che matura<br />
	nel mondo animale&#8230; karma che matura nel mondo degli<br />
	uomini&#8230; karma che matura nel mondo celeste&#8230;<br />
	Triplice, tuttavia, è il frutto del karma: quello che<br />
	matura nel corso della propria vita, (diṭṭa-dhamma-<br />
	vedanīya-kamma), quello che matura nella prossima<br />
	nascita (upapajja-vedanīya-kamma) e quello che matura<br />
	in ulteriori nascite (aparāparīya-vedanīya kamma)&#8230;&#8221;<br />
	(Anguttara Nikāya VI, 63).</p>
<p>Un&#8217;ultima nota. Nel buddhismo, sia theravada che mahayana, zen giapponese, vajrayana tibetano o chan o tendai cinese, non esiste il matrimonio buddhista. In Asia i monaci non officiano matrimoni. Il fatto che gli accordi con lo stato prevedano la<br />
possibilità di celebrare matrimoni è sia una caratteristica<br />
insita nella legislazione che si andrebbe ad applicare: per trattare<br />
il buddhismo come le altre religioni che hanno già stilato un&#8217;intesa con lo<br />
stato la cosa deve essere prevista, che poi se ne usufruisca oppure no.</p>
<p>Ciao,</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Gallesio		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130345</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Gallesio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 09:33:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per una volta sono d&#039;accordo con &lt;b&gt;Aldo Grano&lt;/b&gt;.

Ho frequentato anch&#039;io delle riunioni (in case private) della Soka Gakkai, e i loro riti e oggetti rituali (Gohonzon, Gongyo, Daimoku, e quell&#039;oggetto simile a una corona del Rosario (senza offesa né per i cattolici né per i buddhisti: semplicemente non ne ricordo il nome)) mi sono parse davvero poco compatibili coi principii dell&#039;UAAR.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per una volta sono d&#8217;accordo con <b>Aldo Grano</b>.</p>
<p>Ho frequentato anch&#8217;io delle riunioni (in case private) della Soka Gakkai, e i loro riti e oggetti rituali (Gohonzon, Gongyo, Daimoku, e quell&#8217;oggetto simile a una corona del Rosario (senza offesa né per i cattolici né per i buddhisti: semplicemente non ne ricordo il nome)) mi sono parse davvero poco compatibili coi principii dell&#8217;UAAR.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giona		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130306</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 06:53:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiedo scusa per i doppi post, ho di frequente difficolta&#039; nell&#039;invio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa per i doppi post, ho di frequente difficolta&#8217; nell&#8217;invio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giona		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130286</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 01:59:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Markus ha ragione. I monaci sono tutti simili, anche quelli buddisti vivono senza lavorare e si sentono superiori, sempre con la verita&#039; e la morale in bocca.
Markus scrive: &quot;ho incontrato una mia vecchia conoscenza diventato monaco buddista (...) ma pareva di parlare con un bigotto qualsiasi&quot;. Non mi stupisce, infatti i monaci buddisti sono proprio dei bgotti, come tutti i monaci. Meditazione, cammino interiore, equilibrio, tutto fumo negli occhi, come la fraternita&#039; e la carita&#039; cristiana, promosse a parole o a pagamento.
Io piu&#039; ne conosco e piu&#039; li evito, sono PESSIMI e non gli darei mai un centesimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Markus ha ragione. I monaci sono tutti simili, anche quelli buddisti vivono senza lavorare e si sentono superiori, sempre con la verita&#8217; e la morale in bocca.<br />
Markus scrive: &#8220;ho incontrato una mia vecchia conoscenza diventato monaco buddista (&#8230;) ma pareva di parlare con un bigotto qualsiasi&#8221;. Non mi stupisce, infatti i monaci buddisti sono proprio dei bgotti, come tutti i monaci. Meditazione, cammino interiore, equilibrio, tutto fumo negli occhi, come la fraternita&#8217; e la carita&#8217; cristiana, promosse a parole o a pagamento.<br />
Io piu&#8217; ne conosco e piu&#8217; li evito, sono PESSIMI e non gli darei mai un centesimo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giona		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130284</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 01:37:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Markus ha ragione. I monaci sono tutti simili, anche quelli buddisti vivono senza lavorare e si sentono superiori, sempre con la verita&#039; e la morale in bocca.
Markus scrive: &quot;ho incontrato una mia vecchia conoscenza diventato monaco buddista (...) ma pareva di parlare con un bigotto qualsiasi&quot;. Non mi stupisce, infatti i monaci buddisti sono proprio dei bigotti, come tutti i monaci. Meditazione, cammino interiore, equilibrio, tutto fumo negli occhi, come la fraternita&#039; e la carita&#039; cristiana, promosse a parole o a pagamento.
Io piu&#039; ne conosco e piu&#039; li evito, sono PESSIMI e non gli darei mai un centesimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Markus ha ragione. I monaci sono tutti simili, anche quelli buddisti vivono senza lavorare e si sentono superiori, sempre con la verita&#8217; e la morale in bocca.<br />
Markus scrive: &#8220;ho incontrato una mia vecchia conoscenza diventato monaco buddista (&#8230;) ma pareva di parlare con un bigotto qualsiasi&#8221;. Non mi stupisce, infatti i monaci buddisti sono proprio dei bigotti, come tutti i monaci. Meditazione, cammino interiore, equilibrio, tutto fumo negli occhi, come la fraternita&#8217; e la carita&#8217; cristiana, promosse a parole o a pagamento.<br />
Io piu&#8217; ne conosco e piu&#8217; li evito, sono PESSIMI e non gli darei mai un centesimo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Aldo Grano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130278</link>

		<dc:creator><![CDATA[Aldo Grano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 00:11:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Markus : toglimi una curiosità, in questo o al primo post dove ci si possa reincontrare (non ho l&#039; ADSL e faccio fatica ad andare indietro nei post) : se il Buddismo è compatibile con l&#039; UAAR, chi ha creato questa anima che si reincarna e non muore mai e che rimane sempre attaccata al Karma senza staccarsene? Conosco abbastanza bene la Sokka Gakai, anche perchè ho amici ex-atei che si sono riavvicinati a un Dio, per quanto impersonale, tramite questa Associazione. E in casa tengono il Go-Honzo (scusa se non lo scrivo bene, non ricordo come si scrive). Adoriamo il Sutra del Loto della Buona Legge. Aldo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Markus : toglimi una curiosità, in questo o al primo post dove ci si possa reincontrare (non ho l&#8217; ADSL e faccio fatica ad andare indietro nei post) : se il Buddismo è compatibile con l&#8217; UAAR, chi ha creato questa anima che si reincarna e non muore mai e che rimane sempre attaccata al Karma senza staccarsene? Conosco abbastanza bene la Sokka Gakai, anche perchè ho amici ex-atei che si sono riavvicinati a un Dio, per quanto impersonale, tramite questa Associazione. E in casa tengono il Go-Honzo (scusa se non lo scrivo bene, non ricordo come si scrive). Adoriamo il Sutra del Loto della Buona Legge. Aldo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Chris		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130266</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 22:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma perché non riesco a scrivere niente ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perché non riesco a scrivere niente ?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Chris		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130265</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 22:46:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da Buddhista UBI sono d&#039;accordo con &quot;lacrime e sangue&quot;
Il buddhismo nasce e vive come religione mendicante, Buddha Gautama era un ricco che ha lasicato tutto alla ricerca del vero sè, della verità e della pace. Accettare finanziamenti pubblici attraverso un sistema che obbliga anche chi non vuole a finanziarti  è un tradimento di quell&#039;ideale. Ciò non significa che il buddhista deve essere sempre povero, ma significa che non deve cercare la ricchezza, perché essa può venire solo come un dono e mai come una pretesa.
Per cui vanno bene i matrimoni, vanno bene gli insegnanti nelle scuole (perché sono i singoli ad essere pagati e non il movimento), vanno bene le visite in carcere o in ospedale, ma non il finanziamento pubblico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Buddhista UBI sono d&#8217;accordo con &#8220;lacrime e sangue&#8221;<br />
Il buddhismo nasce e vive come religione mendicante, Buddha Gautama era un ricco che ha lasicato tutto alla ricerca del vero sè, della verità e della pace. Accettare finanziamenti pubblici attraverso un sistema che obbliga anche chi non vuole a finanziarti  è un tradimento di quell&#8217;ideale. Ciò non significa che il buddhista deve essere sempre povero, ma significa che non deve cercare la ricchezza, perché essa può venire solo come un dono e mai come una pretesa.<br />
Per cui vanno bene i matrimoni, vanno bene gli insegnanti nelle scuole (perché sono i singoli ad essere pagati e non il movimento), vanno bene le visite in carcere o in ospedale, ma non il finanziamento pubblico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Chris		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130264</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 22:45:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130264</guid>

					<description><![CDATA[Da Buddhista UBI sono d&#039;accordo con &quot;lacrime e sangue&quot;
Il buddhismo nasce e vive come religione mendicante, Buddha Gautama era un ricco che ha lasicato tutto alla ricerca del vero sè, della verità e della pace. Accettare finanziamenti pubblici attraverso un sistema che obbliga anche chi non vuole a finanziarti  è un tradimento di quell&#039;ideale. Ciò non significa che il buddhista deve essere sempre povero, ma significa che non deve cercare la ricchezza, perché essa può venire solo come un dono e mai come una pretesa.
Per cui vanno bene i matrimoni, vanno bene gli insegnanti nelle scuole (perché sono i singoli ad essere pagati e non il movimento), vanno bene le visite in carcere o in ospedale, ma non il finanziamento pubblico.
Sono certo che Markus è d&#039;accordo.
Mi permetto però di farti, caro Markus, una osservazione fraterna:
Tu dici che i monaci (i religiosi) sono tutti uguali, ossia pigri, presuntuosi,ecc... Io capisco che facendo parte della Soka Gakkai, che è nata dalla scissione con il corpo religioso del buddhismo di Nichiren e con cui ha avuto forti scontri in passato (il discorso del gonzo ecc...), tu sia portato ad avere una certa posizione, ma è una posizione di parte e dovresti esserne consapevole.
Sostenere che tutti i religiosi sono uguali è ipergeneralizzare (contrario agli insegnamenti buddhisti), così come dire che sono tutti pigri ecc. anche questo è ipergeneralizzare.
Premesso questo anche io credo che il vero buddhismo sia quello che tu definisci &quot;laico&quot;, non perché esista un buddhismo laico ed uno religioso, ma perché il buddhismo è essenzialmente pratica di vita, per cui solo chi vive la vita vera può essere e diventare un vero buddhista. Ma sono anche convinto che ognuno di noi possa e debba essere &quot;monaco&quot; e &quot;religioso&quot; nella propria vita, diventando maestro quando serve agli altri e allievo quando può imparare.
Premesso ciò voglio farti riflettere sul ruolo di ogni singolo individuo. Prendiamo il tuo &quot;amico diventato monaco&quot;, è probabile che abbia capito poco del buddhismo, che usi la propria posizione per avere privilegi ecc., ma anche lui può essere un maestro per te e per gli altri. Forse in certe cose ha un pensiero profondo ed è portatore di grandi valori che se riesci a capire e fare tuoi possono arricchirti tantissimo.
Il fatto che abbia alcune idee sbagliate non significa che le abbia tutte sbagliate. Forse è un maestro che aspetta di essere scoperto, oppure è il tuo allievo che aspetta solo di capire da te il buddhismo, o alcune cose di esso, o più probabilmente può essere entrambi, un allievo ed un maestro.
Per concludere, per un buddhista, in ogni situazione, in ogni persona c&#039;è un potenziale maestro, sta all&#039;allievo scoprirlo ed imparare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Buddhista UBI sono d&#8217;accordo con &#8220;lacrime e sangue&#8221;<br />
Il buddhismo nasce e vive come religione mendicante, Buddha Gautama era un ricco che ha lasicato tutto alla ricerca del vero sè, della verità e della pace. Accettare finanziamenti pubblici attraverso un sistema che obbliga anche chi non vuole a finanziarti  è un tradimento di quell&#8217;ideale. Ciò non significa che il buddhista deve essere sempre povero, ma significa che non deve cercare la ricchezza, perché essa può venire solo come un dono e mai come una pretesa.<br />
Per cui vanno bene i matrimoni, vanno bene gli insegnanti nelle scuole (perché sono i singoli ad essere pagati e non il movimento), vanno bene le visite in carcere o in ospedale, ma non il finanziamento pubblico.<br />
Sono certo che Markus è d&#8217;accordo.<br />
Mi permetto però di farti, caro Markus, una osservazione fraterna:<br />
Tu dici che i monaci (i religiosi) sono tutti uguali, ossia pigri, presuntuosi,ecc&#8230; Io capisco che facendo parte della Soka Gakkai, che è nata dalla scissione con il corpo religioso del buddhismo di Nichiren e con cui ha avuto forti scontri in passato (il discorso del gonzo ecc&#8230;), tu sia portato ad avere una certa posizione, ma è una posizione di parte e dovresti esserne consapevole.<br />
Sostenere che tutti i religiosi sono uguali è ipergeneralizzare (contrario agli insegnamenti buddhisti), così come dire che sono tutti pigri ecc. anche questo è ipergeneralizzare.<br />
Premesso questo anche io credo che il vero buddhismo sia quello che tu definisci &#8220;laico&#8221;, non perché esista un buddhismo laico ed uno religioso, ma perché il buddhismo è essenzialmente pratica di vita, per cui solo chi vive la vita vera può essere e diventare un vero buddhista. Ma sono anche convinto che ognuno di noi possa e debba essere &#8220;monaco&#8221; e &#8220;religioso&#8221; nella propria vita, diventando maestro quando serve agli altri e allievo quando può imparare.<br />
Premesso ciò voglio farti riflettere sul ruolo di ogni singolo individuo. Prendiamo il tuo &#8220;amico diventato monaco&#8221;, è probabile che abbia capito poco del buddhismo, che usi la propria posizione per avere privilegi ecc., ma anche lui può essere un maestro per te e per gli altri. Forse in certe cose ha un pensiero profondo ed è portatore di grandi valori che se riesci a capire e fare tuoi possono arricchirti tantissimo.<br />
Il fatto che abbia alcune idee sbagliate non significa che le abbia tutte sbagliate. Forse è un maestro che aspetta di essere scoperto, oppure è il tuo allievo che aspetta solo di capire da te il buddhismo, o alcune cose di esso, o più probabilmente può essere entrambi, un allievo ed un maestro.<br />
Per concludere, per un buddhista, in ogni situazione, in ogni persona c&#8217;è un potenziale maestro, sta all&#8217;allievo scoprirlo ed imparare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Chris		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/11/29/sempre-piu-buddhisti-italia-presto-matrimoni-funerali-celebrati-dai-monaci/#comment-130263</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 22:43:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da Buddhista UBI sono d&#039;accordo con &quot;lacrime e sangue&quot;
Il buddhismo nasce e vive come religione mendicante, Buddha Gautama era un ricco che ha lasicato tutto alla ricerca del vero sè, della verità e della pace. Accettare finanziamenti pubblici attraverso un sistema che obbliga anche chi non vuole a finanziarti  è un tradimento di quell&#039;ideale. Ciò non significa che il buddhista deve essere sempre povero, ma significa che non deve cercare la ricchezza, perché essa può venire solo come un dono e mai come una pretesa.
Per cui vanno bene i matrimoni, vanno bene gli insegnanti nelle scuole (perché sono i singoli ad essere pagati e non il movimento), vanno bene le visite in carcere o in ospedale, ma non il finanziamento pubblico.
Sono certo che Markus è d&#039;accordo.
Mi permetto però di farti, caro Markus, una osservazione fraterna:
Tu dici che i monaci (i religiosi) sono tutti uguali, ossia pigri, presuntuosi,ecc... Io capisco che facendo parte della Soka Gakkai, che è nata dalla scissione con il corpo religioso del buddhismo di Nichiren e con cui ha avuto forti scontri in passato (il discorso del gonzo ecc...), tu sia portato ad avere una certa posizione, ma è una posizione di parte e dovresti esserne consapevole.
Sostenere che tutti i religiosi sono uguali è ipergeneralizzare (contrario agli insegnamenti buddhisti), così come dire che sono tutti pigri ecc. anche questo è ipergeneralizzare.
Premesso questo anche io credo che il vero buddhismo sia quello che tu definisci &quot;laico&quot;, non perché esista un buddhismo laico ed uno religioso, ma perché il buddhismo è essenzialmente pratica di vita, per cui solo chi vive la vita vera può essere e diventare un vero buddhista. Ma sono anche convinto che ognuno di noi possa e debba essere &quot;monaco&quot; e &quot;religioso&quot; nella propria vita, diventando maestro quando serve agli altri e allievo quando può imparare.
Premesso ciò voglio farti riflettere sul ruolo di ogni singolo individuo. Prendiamo il tuo &quot;amico diventato monaco&quot;, è probabile che abbia capito poco del buddhismo, che usi la propria posizione per avere privilegi ecc., ma anche lui può essere un maestro per te e per gli altri. Forse in certe cose ha un pensiero profondo ed è portatore di grandi valori che se riesci a capire e fare tuoi possono arricchirti tantissimo.
Il fatto che abbia alcune idee sbagliate non significa che le abbia tutte sbagliate. Forse è un maestro che aspetta di essere scoperto, oppure è il tuo allievo che aspetta solo di capire da te il buddhismo, o alcune cose di esso, o più probabilmente può essere entrambi, un allievo ed un maestro.
Io sono tendenzialmente lamaista, ciò non significa che prenda per oro colato la parola del Dalai Lama, non so cosa pensi dell&#039;omosessualità (x Flavio) e non mi interessa perché so cosa penso io dell&#039;omosessualità, ed io solo sono la luce di me stesso. So per certo che il Dalai Lama crede molto di più alla medicina tradizionale tibena che non a quella occidentale, so che crede che i moscerini si &quot;creano&quot; dall&#039;umidità, che crede nella possibilità di reincarnazione in divinità oppure in esseri demoniaci. Io non credo in queste cose, credo nella medicina occidentale perché credo nel suo metodo, che ha tra l&#039;altro dimostrato che nulla si crea dal nulla (nemmeno i moscerini) e non credo in esseri divini o demoniaci, ma solo negli uomini. Con ciò non giudico il Dalai Lama, anzi, sono consapevole che è un essere umano, che può sbagliare (rectius che  sbaglia), che io credo in certe cose in cui credo e che non cambierò la mia idea per fare piacere a nessuno, ma solo se capirò di avere sbagliato. Premesso ciò vedo il Dalai Lama per quello che è, un uomo che ha riflettuto tanto su tante cose, con i suoi limiti, ma anche con le sue grandi conoscenze, la sua profondità, la sua intelligenza e questo mi spinge a volerne conoscere il pensiero. Non tanto per imparare, ma per riflettere, perché il grande maestro non insegna (inculca) all&#039;allievo, ma fa sì che questo impari, spingendolo a riflettere. Ed è l&#039;allievo a permettere al maestro di essere un buon o un cattivo maestro.
Per concludere, per un buddhista, in ogni situazione, in ogni persona c&#039;è un potenziale maestro, sta all&#039;allievo scoprirlo ed imparare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Buddhista UBI sono d&#8217;accordo con &#8220;lacrime e sangue&#8221;<br />
Il buddhismo nasce e vive come religione mendicante, Buddha Gautama era un ricco che ha lasicato tutto alla ricerca del vero sè, della verità e della pace. Accettare finanziamenti pubblici attraverso un sistema che obbliga anche chi non vuole a finanziarti  è un tradimento di quell&#8217;ideale. Ciò non significa che il buddhista deve essere sempre povero, ma significa che non deve cercare la ricchezza, perché essa può venire solo come un dono e mai come una pretesa.<br />
Per cui vanno bene i matrimoni, vanno bene gli insegnanti nelle scuole (perché sono i singoli ad essere pagati e non il movimento), vanno bene le visite in carcere o in ospedale, ma non il finanziamento pubblico.<br />
Sono certo che Markus è d&#8217;accordo.<br />
Mi permetto però di farti, caro Markus, una osservazione fraterna:<br />
Tu dici che i monaci (i religiosi) sono tutti uguali, ossia pigri, presuntuosi,ecc&#8230; Io capisco che facendo parte della Soka Gakkai, che è nata dalla scissione con il corpo religioso del buddhismo di Nichiren e con cui ha avuto forti scontri in passato (il discorso del gonzo ecc&#8230;), tu sia portato ad avere una certa posizione, ma è una posizione di parte e dovresti esserne consapevole.<br />
Sostenere che tutti i religiosi sono uguali è ipergeneralizzare (contrario agli insegnamenti buddhisti), così come dire che sono tutti pigri ecc. anche questo è ipergeneralizzare.<br />
Premesso questo anche io credo che il vero buddhismo sia quello che tu definisci &#8220;laico&#8221;, non perché esista un buddhismo laico ed uno religioso, ma perché il buddhismo è essenzialmente pratica di vita, per cui solo chi vive la vita vera può essere e diventare un vero buddhista. Ma sono anche convinto che ognuno di noi possa e debba essere &#8220;monaco&#8221; e &#8220;religioso&#8221; nella propria vita, diventando maestro quando serve agli altri e allievo quando può imparare.<br />
Premesso ciò voglio farti riflettere sul ruolo di ogni singolo individuo. Prendiamo il tuo &#8220;amico diventato monaco&#8221;, è probabile che abbia capito poco del buddhismo, che usi la propria posizione per avere privilegi ecc., ma anche lui può essere un maestro per te e per gli altri. Forse in certe cose ha un pensiero profondo ed è portatore di grandi valori che se riesci a capire e fare tuoi possono arricchirti tantissimo.<br />
Il fatto che abbia alcune idee sbagliate non significa che le abbia tutte sbagliate. Forse è un maestro che aspetta di essere scoperto, oppure è il tuo allievo che aspetta solo di capire da te il buddhismo, o alcune cose di esso, o più probabilmente può essere entrambi, un allievo ed un maestro.<br />
Io sono tendenzialmente lamaista, ciò non significa che prenda per oro colato la parola del Dalai Lama, non so cosa pensi dell&#8217;omosessualità (x Flavio) e non mi interessa perché so cosa penso io dell&#8217;omosessualità, ed io solo sono la luce di me stesso. So per certo che il Dalai Lama crede molto di più alla medicina tradizionale tibena che non a quella occidentale, so che crede che i moscerini si &#8220;creano&#8221; dall&#8217;umidità, che crede nella possibilità di reincarnazione in divinità oppure in esseri demoniaci. Io non credo in queste cose, credo nella medicina occidentale perché credo nel suo metodo, che ha tra l&#8217;altro dimostrato che nulla si crea dal nulla (nemmeno i moscerini) e non credo in esseri divini o demoniaci, ma solo negli uomini. Con ciò non giudico il Dalai Lama, anzi, sono consapevole che è un essere umano, che può sbagliare (rectius che  sbaglia), che io credo in certe cose in cui credo e che non cambierò la mia idea per fare piacere a nessuno, ma solo se capirò di avere sbagliato. Premesso ciò vedo il Dalai Lama per quello che è, un uomo che ha riflettuto tanto su tante cose, con i suoi limiti, ma anche con le sue grandi conoscenze, la sua profondità, la sua intelligenza e questo mi spinge a volerne conoscere il pensiero. Non tanto per imparare, ma per riflettere, perché il grande maestro non insegna (inculca) all&#8217;allievo, ma fa sì che questo impari, spingendolo a riflettere. Ed è l&#8217;allievo a permettere al maestro di essere un buon o un cattivo maestro.<br />
Per concludere, per un buddhista, in ogni situazione, in ogni persona c&#8217;è un potenziale maestro, sta all&#8217;allievo scoprirlo ed imparare.</p>
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