La mano robotica che legge il pensiero

Non è la prima, ma è riconosciuta dagli esperti come la più avanzata e sofisticata. E’ la mano robotica, primo risultato del progetto Neuromath, messa a punto dalla Scuola Sant’Anna di Pisa e dalla Fondazione Santa Lucia della Sapienza di Roma
L’arto è stato progettato come dispositivo per la riabilitazione e può essere controllata «con il pensiero»: grazie ad una cuffia con gli elettrodi per l’elettroencefalogramma, l’attività elettrica del cervello, che immagina dei movimenti, viene tradotta in istruzioni che fanno muovere una mano robotica, snodata e flessibile come una mano umana.
«L’obiettivo a lungo termine è trasformarla in una protesi robotica per persone amputate che possa generare movimenti su impulso dei segnali elettrici del cervello», ha detto il responsabile del progetto Neuromath, Fabio Babiloni, dell’università La Sapienza. […]

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6 commenti

Jeeezuz

ma come accidenti fanno da un EEG ad ricavare il giusto segnale per comandare il braccio? Il cervello produrrà anche un sacco di “rumore di fondo”… Come fanno dal segnale elettrico a capire quale dito muovere?
La fantascienza è morta.

OF

tendiamo a localizare alcune funzioni cerebrali (tra cui i movimenti delle mani) in maniera abbastanza precisa sulla corteccia cerebrale, quindi per esempio quando l’EEG registra degli stimoli nell’area del cervello corrispondente ad un muscolo delle dita muove la sua riproduzione della mano artificiale.

Kaworu

@jeezuz

da quel che so io, si usa un sistema ad eliminazione: prima fai un eeg a riposo. poi lo fai compiendo determinate azioni. con sistema sottrattivo, si elimina dall’eeg dell’azione quello a riposo e così si toglie il rumore di fondo diciamo.

oltretutto quello che dice OF è giusto

Massimo

“Miracoli” della scienza, mica di imbonitori senza morale e pità per il dolore altrui!

DF1989

I (falsi) miracoli della Bibbia ormai possono essere fatti (veramente) dalla scienza.

chiericoperduto

Ah ecco come funziona!
peccato, pensavo che l’utente prima si collegasse in preghiera con l’alto dei cieli, poi un segnale divino, di rimbalzo, azionasse istantaneamente la mano. Non sarebbero state necessarie batterie.

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