Pena di morte, l’Onu dice sì alla moratoria

L’assemblea generale dell’Onu ha detto sì alla moratoria contro la pena di morte nel mondo. I voti a favore sono stati 104, quelli contrari 54, le astensioni 29. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dall’Italia, che da almeno 13 anni è in prima fila nella battaglia per la cancellazione delle sentenze capitali. Il governo era rappresentato al Palazzo di Vetro dal ministro degli Esteri e vicepremier, Massimo D’Alema. Proprio il presidente diessino in mattinata si era detto ottimista e aveva parlato di «risoluzione di portata storica». […]

Fonte: Corriere

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37 commenti

Aldo

Immagino che ora, entro qualche settimana verrà riscritto l’articolo 27 della nostra Costituzione, laddove recita:

“Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.”

La nuova forma, con l’appoggio pressoché unanime dei nostri parlamentari così fortemente convinti, sarà a breve la seguente:

Non è ammessa la pena di morte.

Finirà così, nevvero? O i nostri parlamentari saranno anche in questo caso tanto […] da dire una cosa e farne un’altra?

davide

caro Ratzy cos’ è che dicevi qualche settimana fa sull’Illuminismo? Che era fallito? che non dà speranze? Ti sei preso l’impalata, vero? ma sai che ti sta proprio bene? Eccoti qui l’illuminismo vivo e vegeto più forte di quanto tu possa immaginare.
Ma per far si che paesi tradizionalmente mantenitori ci riflettano sopra credo dovrà passarne del tempo purtroppo. Se volete nel mio blog ho scritto qualcosa a riguardo

Paolo

Bellissima notizia, ma i dieci articoli più letti su Corriere.it di oggi sono:

1 Michael Jackson, «faccia a pezzi».
2 Di giorno in ateneo, di notte webcam girl.
3 Marin: «Non c’entro con le foto di Laure».
4 Domestici in schiavitù, coppia condannata.
5 Topolino, i bimbi e la fata italiana Una fiaba natalizia all’Eliseo.
6 Capello, l’inglese in un mese: «Difficile».
7 Paura meningite, terzo morto.
8 «Calciopoli è stata tutta una montatura».
9 Meningite: che cos’è.
10 La miglior foto 2007? La sposa bambina.

Poi non ha ragione Prodi a dire che agli itaGLiani frega solo del gossip e che la classe politica non è altro che lo specchio di una società che fa semplicemente pena.

Anticlericale

“L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.”

Giovanni Paolo II, enciclica Evangelium vitae, 56: AAS 87 (1995) 464

zorn

Quoto Paolo (davvero hanno letto più su Topolino che sulla moratoria?)

paolo malberti

anch’io sono contrario alla pena di morte da parte dello Stato
nel senso che
se succedessero a me certe cose, di cui la cronaca è piena,
vorrei essere io stesso ad ammazzare il responsabile con le mie mani.

San Gennaro

Sono felice di vivere in un paese che ripudia la pena di morte, ma perché D’Alema, invece di esportare democrazia e sani principii nel mondo, non si è dato da fare per il proprio paese, ad es. per rendere possibile il matrimonio di coppie omo?

Daniela

questa è stata una battaglia vinta dalla ragione e da cchi lotta per i diritti umani.

BX

Notizia nella notizia, per altro scontata: gli Usa hanno votato contro la moratoria sulla pena di morte, assieme a molti dei cosiddetti ‘stati canaglia’.
Gioiamo pure perché nel New JerseY la pena di morte è stata abolita sperando in una reazione a catena visrtuosa in questo senso, ma perché si continua a considerare gli USA un paese all’avanguardia? All’avanguardia di che se bisogna trascinarlo continuamente nella modernità?

ALESSIO DI MICHELE

Ma sì, ma che bello! Hai messo, per fare un esempio assolutamente ipotetico, kg. 34 di dinamite che per dire un’ assurdità innescano kg. 6 di pentrite dentro una valigia dentro una stazione, e, ma sì facciamo un’ ipotesi fantascientifica, hai fisicamente distrutto, che so, 85 persone ? No problem, all’ ipermercato Italia te la cavi andando a cucire centrini in un albergo pagato con le ns. tasse in un luogo ameno, che so, all’ Asinara. Venghino siori, venghino, mi voglio rovinare: non ce lo do per 3, non ce lo do per 2, ma un solo euro-bimbo lasciami lavorare-solo per oggi e per sempre: il perdonismo cattolico straccione ce
l’ abbiamo solo noi, diffidate delle limitassioni !

ALESSIO DI MICHELE

Prego notare che gli unici 2 che si sono firmati con un nome ed un cognome hanno scritto PRO pena di morte. @ Paolo Malberti: resisti, e fonderemo la setta dei razionalisti politically UNcorrect !

zorn

Francamente ho dei dubbi che le innumerevoli vittime dei violenti (stupratori e assassini) volessero abolirla. Mettetevi nei loro panni, un’ulteriore batosta contro di loro… e credetemi chi la merita davvero la morte c’è (uno che picchia per anni una donna poi va in galera qualche mese col solo pensiero di finirla appena esce merita la cattolica misericordia mentre la vittima merita altra violenza… povera razionalità povera Italia…)

AM

Anche la Repubblica di San Marino ha diritto di voto all’ONU ed ha appoggiato assieme all’Italia moratoria.
Mi piacerebbe che comparisse da qualche parte sulla stampa italiana. Quando su un giornale italiano compare San Marino è solo per scandali finanziari. In campo internazionale la Repubblica si è distinta per azioni importanti:
appoggio all’Italia per la lotta alla caccia alle balene
durante la presidenza al consiglio d’Europa SM ha lanciato la campagna contro la violenza alle donne
Ora appoggio alla moratoria sulla pena di morte.

Kris

@zorn
se dovessi perdere un mio caro per colpa di un assasino o la mia ragazza fosse stuprata, anche io come te penserei che i responsabili dovrebbero essere uccisi. La rabbia e il sentimanto di vendetta sono sentimenti, direi, naturali…ma fortunatamente viviamo in uno stato fatto anche di leggi che mi impediscono di seguire i miei più bassi istinti, generando violenza dalla violenza, perchè quì si sta parlando di giustizia non di vendetta…inoltre l’avversione per la pena di morte è tutta di stampo razionalistico e illuminista, non c’entra niente la carità cristiana…

paolo malberti

E’ una vecchia polemica: vendetta o giustizia.
La pena di morte non è necessariamente vendetta.
Il codice penale è un elenco di contromotivi per non compiere un crimine.
Uno di questi contromotivi, nei casi estremi, è la pena di morte.
Da questo punto di vista la sua applicazione è un atto di giustizia,
per garantire alla legge il potere deterrente per il quale essa è stata fatta.

BX

Vedo che c’è ancora chi crede nel potere deterrente della pena di morte… Evidentemente il fatto che là dove esiste la pena di morte il numero dei crimini, se non aumentato, non è certamente diminuito, è un dato insignificante, banalmente ‘politically correct’.
Allora, ancora più banalmente, da anacronistico illuminista quale sono (in realtà forse sono solo un ‘buonista’ cattolico plagiato da B16 senza saperlo) non mi resta altro che rimandare alla lettura del buon Cesare Beccaria.

Paolo Malberti

la decisione di compiere una crimine dipende
dal carattere personale (oltretutto: immutabile)
e dal motivo.
Evidentemente alcuni criminali hanno un carattere tale,
che il contro-motivo di perdere la vita è meno forte del motivo per compiere un crimine
(del tipo, ammazzare a badilate sul greto del fiume un bambino di due anni in seguito ad un fallito rapimento).
Per la stragrande maggioranza dei potenziali criminali, invece, quel contro-motivo è piu’ che sufficiente.

Kris

@Paolo Malberti
mi dispiace, ma non ci siamo…
potrei darti anche ragione sul fatto che la pena di morte sia un atto di giustizia come tutti gli altri scritti nel codice penale se, e dico SE, fosse vero che gli articoli del codice penale fossero semplicemente un elenco di “contromotivi per non compiere un crimine”, ma non è vero perchè il codice penale assomma in se motivazioni di tipo sociali, morali, filosofiche e pratiche che non lo rendono (o almeno non lo dovrebbero rendere) solamente un freddo elenco di castighi. Questo vale ancora di più per la pena capitale, che viene usata sempre e solo per motivazioni di tipo “politico” grazie al suo effetto fortemente emotivo…viene, insmma, usata soprattutto dai leader per dimostrarsi inflessibili contro il crimine di fronte a un popolo insicuro.
Inoltre nessun sostenitore della pena di morte ha mai dimostrato che la sua presenza sia un deterrente efficace contro il crimine, difatti, in nessuno di questi paesi ha livelli di crimine inferiore a quelli in cui la pena capitale non c’è…il fatto è che a spingere i criminali a delinquere non è la presenza o meno di una determinata pena, ma la speranza di farla franca…quindi per risolvere il problema si dovrebbe guardare da tutt’altra parte, e non sarei neanche così critico neanche con il concetto di recupero..che in molti casi funziona nonostante i media sottolineano sempre con insistenza i casi in cui non lo fà.
per concludere: la pena di morte è inutile, se vogliamo pensar male,dannosa, se vogliamo pensare molto male, poichè commina un tipo di pena che, come tutte le cose umane, può essere sbagliata, ma alla quale non si può porre rimedio..

BX

X Paolo Malberti.
Evidentemente allora sono molto più numerosi i criminali ‘immutabili’ (e io che credevo che Lombroso fosse un residuo ottocentesco!) di quelli solo ‘potenziali’, visto che la pena di morte – numeri alla mano – non ha certo fatto diminuire i delitti.

paolo malberti

Kris: «… il codice penale assomma in se motivazioni di tipo sociali, morali, filosofiche e pratiche che non lo rendono (o almeno non lo dovrebbero rendere) solamente un freddo elenco di castighi».

Il codice penale è una cosa, l’etica un’altra.

Se tu desideri compiere un crimine, dal punto di vista etico non sei il massimo.
Ma la cosa riguarda la tua autocoscienza e nient’altro.

Alla legislazione quello che tu pensi, o desideri, non interessa affatto: se non hai una coscienza etica, affari tuoi. La legislazione non vuole e non deve redimere moralmente nessuno. Alla legislazione interessa solo che nessuno di chi ti sta attorno subisca per causa tua un’ingiustizia. Per questo ad ogni crimine potenziale la legislazione contrappone un adeguato contromotivo (la legge) per dissuaderti dal compierlo. Ed affinchè la cosa funzioni, deve imporre in ogni caso e con la forza il rispetto della legge.

BX
Lombroso parla di fisionomia criminale, ossia di un tratto estetico esteriore.
Il carattere tocca invece l’animo, la natura interiore dell’uomo. Il carattere (tra le molte altre proprietà) è immutabile nel tempo. Se uno ha un carattere criminale (egoista, malvagio), solo adeguati contro-motivi possono (ma non necessariamente riescono) a dissuaderlo.

BX

x paolo maliberti.
Il riferimento a Lombroso era da intendere in senso metaforico Si può essere ‘lombrosiani’ anche – e forse ancora di più – ipotizzando, come fai tu, l’esistenza di caratteri criminali immutabili. Che poi la legislazione “non voglia o non debba redimere moralmente” (cosa già di per sé discutibile) non sta a significare in ogni caso che debba incentivare il crimine… O commetterlo essa stessa come, appunto, con la pena di morte.

darik

è una consolazione il sapere ke non potranno metterci al rogo!
però potranno sempre torturarci!?
è dura la vita per noi miscredenti….

😉 darik

paolo malberti

BX
Il carattere di ogni uomo è immutabile (buono o cattivo),
quindi non solo quello criminale.

Te ne rendi conto semplicemente guardando dentro te e attorno a te.
E’ un dato di fatto fatto che direttamente o indirettamente (negando l’esistenza del libero arbitrio) hanno affermato gente come Vanini, Hobbes, Spinoza, Voltaire, Hume, Locke, Priestley, Kant, Schopenhauer, ecc.

BX

x paolo malberti.
Scusa, ma la mia modesta frequentazione di Spinoza, Voltaire, Kant, Schopenhauer ecc. (oltre a quella di me stesso, cui tengo di più) non mi ha partato a qulle conclusioni cui tu sei arrivato, tutt’altro! Se guardo dentro di me e attorno a me scopro un mondo, soprattutto interiore, tutto da costruire con lo strumento – questo sì immutabile, in quanto prodotto dell’evoluzione – della ragione. Che può essere usata bene o male, certamente, ma che niente e nessuno può costringere ad usare o ‘solo bene’ o ‘solo male’.
In quanto al ‘libero arbitrio’, lo consideroè un povero concetto, un misero espediente dialettico, elaborato dai teologi all’interno del loro universo gerarchico per ritagliarsi un piccolo spazio di libertà altrimenti improponibile.

Kris

@paolo malberti
“Per questo ad ogni crimine potenziale la legislazione contrappone un adeguato contromotivo (la legge) per dissuaderti dal compierlo”
certo, ma la legge, il diritto e il codice penale è il punto di arrivo di una riflessione molto più ampia. Quì non si sta parlando di sindaci leghisti che giocano a chi fà la delibera anti immigrati più fantasiosa, stiamo parlando di un lavoro che segue direttive filosofiche, morali e pratiche ben precise; Ti sei mai chiesto per quale motivo in Italia non esistono più le pene corporali mentre in Singapore (per tacere di altri paesi) sì? o perchè in italia non esista più il delitto d’onore? o perchè si sia cambiato lo stupro da crimine contro il patrimonio a crimine con la persona?
se fosse come dici tu, al legislatore converrebbe porre la pena massima per ogni tipo di illecito, anche i più piccoli…sarebbe un contromotivo effecacissimo, no? ma non è così, e il perchè eè da ricercare nel fatto che il legislatore tiene a mente un sacco di altre cose quando decide la pena da commutare a chi compie un determinato crimine.

Intromettendomi, inoltre, nella discussione che vai facendo con BX, volevo dirti che le tue posizioni sono molto simili a quelle Luterane sulla predestinazione, e che un’uomo grazie all’interazione con l’ambiente che lo circonda e all’accumulo di esperienze può cambiare, eccome se può cambiare, non è detto che lo faccia ma il potenziale c’è…

paolo malberti

BX
Riguardo al carattere,
nel trattato sulla «libertà di volere» di Schopenhauer c’è un intero capitolo
dove dice esattamente che è immutabile.

Se ammetti (giustamente) che il libero arbitrio non esiste
devi convenire che lo stesso uomo nelle medesime condizioni al contorno
(inclusa la conoscenza che lui ha delle circostanze stesse) compie esattamente la medesima azione.
Se convieni che la decisione dipende dal carattere (la natura interna dell’uomo) e dai motivi (le circostanze esterne: le medesime, per ipotesi), la conclusione è una sola: anche il carattere è il medesimo.

KRIS
(La dottrina della predestinazione è di Calvino, non Lutero).
La legislazione è influenzata dalla cultura locale, non dall’etica naturale.
Per questo in un paese cattolico abbiamo certe leggi, in uno musulmano altre.
Nei paesi civili (fortunatamente) vale il principio della pena proporzionale al delitto; negli incivili no (ad esempio, il taglio della mano per un furto, in Arabia Saudita).

Kris

nessuno ha mai parlato di etica naturale (concetto caro alle fedi, ma che per me non ha alcun significato)…comunque sia come tu stesso hai ammesso che nel codice penale viene influenzata non solo dalla possibilità di dissuadere qualcuno a non compiere un reato, ma da tantissime specifiche di tipo culturale..e ritornando a bomba all’argomento da cui siamo partiti, la pena di morte non è altro che un mezzo inutile e dannoso per ottenere quello che può essere ottenuto con altri mezzi…sicuramente è emotivamente più spettacolare, è questo il motivo per cui, a causa di una visione del mondo distorta, moltinpaesi, ancora la mantengono…

Kris

ps:a proposito della predestinazione inventata da Calvino, forse dovresti leggerti il De Servo Arbitrio di Lutero…troveresti informazioni sorprendenti!

paolo malberti

L’etica naturale non ha nulla in comune con la fede;
è l’unica vera etica filosofica, il cui fondamento è la compassione.
Quella delle fedi varie sono le morali teologiche, basate sull’egoismo
(ubbidire ai comandamenti del Dio di turno per guadagnare il paradiso).

Come l’etica naturale ammette la legittima difesa (compassione di sè stesso),
cosi’ ammette anche la pena di morte (compassione delle future vittime), per impedire che il criminale continui a fare altre vittime (vedi ad esempio, il caso di Izzo, il cosiddetto mostro del Circeo)

Kris

paolo, prova a scrivere “etica naturale” sulla barra google, e poi vedi quali sono i risultati…se dobbiamo dialogare dobbiamo intenderci prima di tutto sul significato delle parole…perchè per me il costrutto “Etica Naturale” vuol dire una cosa completamente diversa da quella che intendi tu…

Magar

@Paolo Malberti

Basta l’ergastolo ad impedire che un serial killer commetta altri crimini.

Inoltre il corpo di un uomo è (dovrebbe essere) sotto la sua signoria assoluta; impedirgli di uscire di prigione è già una limitazione sufficientemente pesante, volta a proteggere le eventuali nuove vittime.

Infine, sul potere di deterrenza della pena di morte: uccidere sicuramente, qui e ora, un determinato individuo, per evitare che forse, chissà, magari, un domani qualcun altro sia risparmiato dal suo possibile assassino, non è eticamente corretto. Per lo stesso motivo per cui non è lecito – a mio avviso – far morire con certezza un ostaggio dei talebani, perché si teme che liberare guerrieri talebani possa rimettere in circolo futuri assassini (domani, chissà, forse).

Magar

Oltre, naturalmente, al fatto che rende decisamente irreparabile un eventuale errore giudiziario (come già notato)…

paolo malberti

KRIS
L’etica naturale, è quella fondata sull’impulso morale (la solidarietà, la compassione) che l’uomo percepisce ed ha percepito spontaneamente in tutti i tempi. E’ quella, per fare un esempio, che spinge uno a buttarsi per salvare la vita di un altro che sta per affogare senza neppure conoscerlo, e spesso perdendo la propria. Non è cosa da tutti: è una virtu’ rara, ma esiste.
Tutte le religioni cercano di spacciare il proprio dogma per «etica naturale». Per questo su Google leggo anche: «etica naturale o cristiana» (da ridere pensando alle parole di San Paolo: “Se qualcuno non ama il Signore, sia maledetto!”). Ma nessuno si è mai buttato per salvare un altro perchè Dio glielo comanda.

MAGAR
«Basta l’ergastolo ad impedire che un serial killer commetta altri crimini».
Teoricamente si. Ma conosci qualcuno che stia scontando l’ergastolo? Ergastolo oggi significa: uscire dal carcere prima o poi. Nel nostro paese, addirittura, il teorico ergastolano sconta qualche anno di pena in un residence rilasciando interviste a pagamento alla stampa.

«Inoltre il corpo di un uomo è (dovrebbe essere) sotto la sua signoria assoluta»
Lo era, prima di violare la signoria del corpo della vittima.

«Infine, sul potere di deterrenza della pena di morte: uccidere sicuramente, qui e ora, un determinato individuo, per evitare che forse, chissà, magari, un domani qualcun altro sia risparmiato dal suo possibile assassino, non è eticamente corretto».
Dipende da cosa è per te il fondamento dell’etica.

«Oltre, naturalmente, al fatto che rende decisamente irreparabile un eventuale errore giudiziario (come già notato)»
Degli irreparabili errori giudiziari compiuti rimettendo in libertà un assassino, che torna ad uccidere, sono piene le cronache (come già notato)

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