Provider francese Orange a un marocchino: la tua password sarà: «sporco arabo»

Se una persona è di origine araba, vedersi affibbiare dal proprio provider internet la password «sporco arabo» è una cosa che, per usare un eufemismo, fa girare le scatole. È quanto è avvenuto in Francia a Mohamed Zaidi, 39 anni, garagista di origine marocchina di Pessac, alla periferia di Bordeaux, come riporta il quotidiano regionale Sud Ouest. Il proprio service provider, Orange, ha inviato una lettera datata 7 dicembre con l’assegnazione della parola chiave. Quando l’ha letta, Zaidi credeva a uno scherzo di pessimo gusto: la password infatti era «salearabe», che in francese significa appunto sporco arabo. «Grazie per averci accordato la vostra fiducia», era la frase che chiudeva la lettera.
«Abbiamo chiamato Orange per chiedere spiegazioni», ha rivelato Amina, moglie di Zaidi. «Hanno detto che ci avrebbero fatto sapere, ma finora non abbiamo avuto ulteriori notizie». Gli Zaidi si erano abbonato a Orange dalla scorsa primavera, ma avevano avuto problemi con il servizio Livebox, da qui una serie di email tra fornitore e sottoscrittore, «ma sempre nei dovuti toni», ha detto Zaidi. Orange ipotizza una ritorsione da parte di qualche funzionario proprio per questo motivo. Orange ha avviato un’inchiesta interna e si è detta pronta a scusarsi e a indennizzare la famiglia Zaidi.

Fonte: Corriere

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14 commenti

Jean Meslier

Io licenzierei il sistemista, anche perche’ dovrebbe sapere che non si dovrebbero scegliere (ne’ incentivare l’uso di) password che non siano combinazioni casuali lettere e numeri e altri simboli, che non siano sufficientemente lunghe, e che contengano sia maiuscole che minuscole.

Masque

molto spesso le password vengono generate a random partendo da dittonghi e parole di dizionario.
questa soluzione è preferibile alla classica stringa di caratteri alfanumerici, perché molto più facile per l’utente da ricordare. è possibilissimo che questa password, generata in questo modo, sia stato un caso.
d’altronde, i generatori di password non includono un verificatore di offensività.

di password simili io ne ho generate e bizzeffe, ed alcune erano decisamente esilaranti.

lik

Se fosse capitato a me non avrei certo avvertito la stampa, visto che la parola chiave è stata assegnata il 7 dicembre, e sicuramente non mi prenderei la responsabilità di fare licenziare una persona, soprattutto se si tratta di un errore. A parte il fatto che a me sono successe cose molto più gravi e queste sono all’ordine del giorno, vorrei capire cosa c’entra questa notizia con la laicità dello stato? A questo punto potremmo anche dire che in Francia le donne prendono sistematicamente i cognomi del marito anche in politica, da noi lo fa solo la Moratti 😀 .

Daniele Gallesio

Il problema è che fra le stringhe casuali ci saranno sempre parole esistenti, e anche se le si eliminano confrontandole con un dizionario, qual dizionario potrà mai contenere tutti i termini di tutti gli slang e combinazioni simili?

Se si generano password casuali prima o poi potrà anche venir fuori
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che in “leet” suona come il genovese “belinone”, che non è certo encomiativo.

Poi se in quel caso è stata inserita manualmente, allora è un altro paio di maniche.

Magar

Accidenti che caso, una “stringa casuale” composta di sole lettere dell’alfabeto latino, senza numeri o segni speciali, che viene a comporre un’espressione di senso compiuto (non della lingua lappone o papua, bensì della lingua del posto, il francese), che viene assegnata – guarda un po’ la fatalità! – proprio ad una persona che può essere offesa da quell’espressione.
Non so perché, ma il mio personale rasoio di Ockham mi suggerisce di pensar male…

wilgiornalismoserio

Scusate, sono solo io l’ingenuo o questa è davvero l’ennesima notizia costruita sul nulla???

Sbaglio o ci sono sistemi che per verificare che non siete un bot vi chiedono di digitare una coppia di comuni parole di senso compiuto, associate a caso…? Provate a loggarvi su Wikipedia con nome e password sbagliati: a me in questo momento chiede di digitare “openmonth”.

Si parla di termini di 4 o 5 lettere, come appunto “sale” e “arabe”: l’associazione non è poi così improbabile… E visto che in Francia di cittadini di origine araba non ce ne sono solo venticinque, e che di parole offensive di 5 lettere in francese non ce ne sono due o tre, prima o poi qualcosa del genere dovrebbe capitare.
Basta cogliere l’occasione, Corriere, no?

Se l’algoritmo è questo, certo, il sistemista va licenziato.
Ma il giornalista pure.

lik

@ Magar
Ma non sarebbe il caso di avere delle certezze prima di mediatizzare il tutto dopo appena due settimane? A me sembra che in Francia su queste cose ci sia una tendenza all’inquisizione, e vale che per la legge francese che vieta il vilipendio della bandiera nazionale, pensa che negli USA la Corte Suprema l’ha rigettatta perché sarebbe contraria ai principii per cui la stessa nazione è nata.

Don Zauker

@ wilgiornalismoserio

Scusa, ma qualcosa non mi torna: secondo te se un signore dal cognome arabo si vede arrivare un codice che dice “sporcoarabo” non c’è nulla di strano?
“sporcoebreo”?
“sporconegro”?
Qualcuno deve essere cacciato a calci, ma non è il giornalista.

OF

io critico anche chi ha inserito una notizia così scadente e poco rilevante in questo blog

Barbara Monea

@ OF:
“io critico anche chi ha inserito una notizia così scadente e poco rilevante in questo blog”

Nessuno ti costringe a leggere questo blog ogni giorno, invece vedo che spesso intervieni e fai queste critiche.
Dato che non sei tu a scegliere le notizie, ti invito a non leggere quelle che a te non interessano, e tenere le critiche per qualcosa di più costruttivo.

Lady Godiva

@ Barbara Monea

Difendo OF: Ritengo che il diritto di critica faccia parte della democrazia, anche se talvolta può risultare poco simpatico.
Peraltro le notizie pubblicate sono un po’ l’immagine della UAAR, cui sono iscritta anch’io,
e personalmente penso che vadano vagliate con cura.
Anche l’immagine ha un suo peso, da quando il mondo è mondo.
E la CCAR sa curare bene la sua immagine. Dovremmo sapere fare altrettanto.

Barbara Monea

@Lady Godiva:
Ti porgo la stessa domanda: visto che hai sempre da criticare le Ultimissime tanto da non perderti un’occasione come questa, perchè continui a leggerle?
Inoltre la scelta delle notizie viene attribuita a persone in carne ed ossa, non all'”Uaar”. Se avete da reclamare ogni 3×2 scrivete al nostro indirizzo.

Fausto Sanna

La redazione è ben disposta ad accogliere critiche e suggerimenti sulle notizie da pubblicare e su quelle già pubblicate. Tuttavia, questo va fatto in modo opportuno, ovvero scrivendo all’indirizzo apposito ultimissime@uaar.it.
Esprimendo delle critiche all’interno dei commenti, si creano degli off topic inutili e si rischia che la persona che ha inviato la notizia non le legga nemmeno.
Quindi, se volete essere un po’ più gentili e se non volete che le vostre parole cadano nel vuoto, scriveteci una email.
Grazie e buona lettura.

Raffaele Carcano

@ tutti
Le notizie che pubblichiamo sono tutte pubblicate a insindacabile giudizio dei singoli contributori. Non c’è una redazione che confabula sulle scelte da fare, né un editore che impone linee precise. Cerchiamo di pubblicare un po’ di tutto: vero che questa notizia non è strettamente attinente agli scopi sociali UAAR, ma non lo solo nemmeno quelle su “Gesù nel torace” o la “Lettera di Ferrara sul caso Luttazzi”. A rigore, nemmeno le assurdità della religione sarebbero “in topic”, visto che ci occupiamo di diritti civili dei non credenti, di laicità e di miscredenza, non di camauri a-la-page o di limbi che vanno e vengono. Ma riteniamo che uno sguardo aperto sul mondo, pur senza scendere a parlare di tutto e di più, sia comunque utile e gradito. Senza ovviamente nulla togliere al diritto di pensarla diversamente.

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