Dei e Demiurghi

Esiste un Dio? Intendo dire un Dio qualunque, anche molto diverso da quello Cristiano/Ebraico. Siamo costretti a lasciarci alle spalle l’immagine di un Dio barbuto e possente seduto su di un trono di nuvole? Se è così, possiamo almeno riscaldarci al calore di un Dio-Natura come lo concepiva Spinoza? Vediamo.

NOTA: Spero che mi perdonerete per questo ennesimo post in pochi giorni ma da domani devo lavorare su un progetto impegnativo e non avrò più il tempo di intervenire, per cui cerco di approfittare di queste ore libere.

Un Dio barbuto

Nel corso di circa 100.000 anni di storia dell’Homo Sapiens Sapiens, abbiamo raccolto prove evidenti e molto solide CONTRO l’ipotesi che esista un Dio come quello proposto dalle principali religioni monoteiste. Una per tutte il fatto che nessuno, ma proprio nessuno, mai, ma proprio mai, sia riuscito a dimostrarne l’esistenza, nemmeno per via indiretta. L’idea che esista un Dio barbuto e possente, seduto su di un trono di nuvole, che si interessa alle nostre azioni, è semplicemente ridicola. Si tratta chiaramente di una proiezione del nostro (infantile) inconscio. Più esattamente, si tratta di una mitizzazione della figura del Padre. Più in generale, le varie Divinità della (monoteistica!!) Religione Cristiana sono una mitizzazione della Famiglia (Dio-Padre, Messia-Figlio, Madonna-Madre. Si: lo so che la Madonna non è una Dea. Io lo so. Non sono altrettanto sicuro che lo sappiano i Cristiani).

Un Essere Umano, privo di evidenti problemi neurologici, non dovrebbe perdere ulteriormente il proprio tempo su questa “ipotesi”.

Digressione: Einstein Credente?!

I nostri amici Credenti si gloriano spesso con questa, famosissima citazione di Albert Einstein:

“Dio non gioca a dadi.”

In realtà, Albert Einstein (che era Ebreo) NON credeva in Dio e non perdeva occasione per dichiarare il suo ateismo, come risulta chiaramente da queste altre sue citazioni:

“L’idea di un Dio personale è un concetto antropologico che non sono capace di prendere seriamente.” (da una lettera del 1946, citato in Helen Dukas and Banesh Hoffman, Albert Einstein – The Human Side)

“Io credo nel Dio di Spinoza che si rivela nella ordinaria armonia di ciò che esiste, non in un Dio che si preoccupa del fato e delle azioni degli esseri umani.”

“Io non credo in un Dio personale e non l’ho mai negato, anzi, ho sempre espresso le mie convinzioni chiaramente. Se qualcosa in me può essere chiamato religioso è la mia sconfinata ammirazione per la struttura del mondo che la scienza ha fin qui potuto rivelare.”

Ne potete trovare altre qui: http://it.wikiquote.org/wiki/Einstein .

Soltanto una persona mossa dalla malafede, o afflitto da una incurabile ignoranza, può sostenere che Einstein fosse “Credente”.

Il Dio di Spinoza e la Forza di Star Wars

Spazzato il tavolo dalle ipotesi più ridicole, passiamo a cose (appena) più serie. Possiamo ipotizzare che la “Natura”, intesa come “il nostro universo”, “le sue leggi” o “ciò che di profondo si nasconde dietro ad esso” possa essere considerato, in qualche modo, un Dio? In altri termini, esiste il Dio di Baruch Spinoza?

No.

Il “Dio di Spinoza” implica che la Natura sia in grado di esprimere o una “volontà” o, almeno una “coscienza”. Da circa 30 anni sappiamo che né l’una né l’altra di queste condizioni si verifica. La natura NON esprime una sua volontà. Questo è un fatto evidente a tutti. Sono gli organismi (e nemmeno tutti) ad esprimere una volontà (sopravvivere, mangiare, riprodursi, etc.).

Sappiamo da circa 150 anni, grazie a Charles Darwin, che la biologia NON persegue uno scopo preciso con la produzione di specie e di organismi. Molto più semplicemente, si limita a produrre ciecamente, a getto continuo, tutte le possibili varianti di specie e di organismi, anche quelle che non hanno nessuna possibilità di sopravvivere. Francamente, è difficile immaginare un meccanismo più cieco e involontario dell’Evoluzione biologica.

Fatto ancora più grave, la stessa situazione si verifica per il mondo fisico. Sappiamo da circa 30 anni che anche l’Universo, inteso come quark, atomi, pianeti, stelle, etc., non fa altro che produrre ciecamente, a getto continuo, tutti ciò che è possibile, anche ciò che non ha nessuna possibilità di sopravvivere. Potete farvi una vostra idea di quale sia lo stato delle conoscenze umane su questo punto leggendo questo libro:

Un solo mondo o infiniti?

di Alex Vilenkin

Sia il mondo biologico (la Vita) che il mondo fisico (L’Universo) sono solo “sistemi dinamici a ricerca esaustiva”. Non fanno altro che esplorare ininterrottamente, ciecamente, alla massima velocità possibile, il loro infinito “spazio degli stati”. Non è possibile immaginare niente di meno volontario e di meno “cosciente”.

In buona sostanza, il Dio di Spinoza non è più plausibile di quanto lo sia la “Forza” di Star Wars (con buona pace dei Buddisti). Si tratta soltanto di un ennesimo tentativo di salvare in extremis la figura di Dio da un Universo che grida a gran voce la sua inutilità.

La scena finale di Men in Black

L’Universo che noi siamo in grado di ipotizzare in questo momento somiglia moltissimo ad una “matrioska”: il nostro universo locale è parte di un multiverso multidimensionale. Questo multiverso nasce da un megaverso originario ancora più strano ed antico, quello descritto dalla Teoria delle Stringhe.

Al vertice di questa “dinastia” di Universi è certamente possibile immaginare una figura ancora più “grande” e, magari, creatrice della Matrioska. La situazione sarebbe quindi quella della scena finale di Men in Black: allontanandoci dal nostro pianeta vedremmo scorrerere galassie, poi interi universi, poi interi multiversi ed infine interi megaversi, tutti “incapsulati” in bilie di vetro colorato nelle mani di un “bambino” cosmico.

Purtroppo, però, questa immagine è clamorosamente e irrimediabilmente sbagliata.

L’oggetto che dà origine al megaverso, al multiverso ed al nostro universo è un “coso” chiamato “campo” o “vuoto carico”. Questo “coso” pervade ogni cosa. Non c’è nulla fuori di esso. Questo “coso” è precedente al concetto di tempo. Non c’è nulla prima di esso. E questo non è un limite della nostra immaginazione. Il “coso” è proprio ciò da cui prende origine tutto il resto. Non “tutto il resto dell’universo che conosciamo” ma “tutto il resto di ciò che è anche lontanamente ipotizzabile, facendo uso della nostra logica o di quella che vi pare.”

Potete lenire il vostro chock culturale leggendo il già citato libro di Alex Vilenkin (leggibilissimo. Non c’è nemmeno una formula…) o quest’altro, altrettando godibile, di David Deutsch:

La trama della Realtà

di David Deutsch

Siamo soli?

Spazzate via le varie, possibili immagini di Dio, sorge spontanea la domanda: siamo soli? Siamo in gradi di rispondere, in modo abbastanza sicuro, a varie versioni di questa domanda.

Siamo soli, nel volume di universo che possiamo vedere, in questo momento? Probabilmente no. La quantità di stelle e di pianeti è talmente elevata che la possibilità che esistano altre forme di vita è piuttosto concreta. Sarà comunque quasi impossibile trovarsi gli uni con gli altri ed entrare in contatto.

Siamo soli nell’intero universo? Quasi certamente no. La statistica gioca a favore di una presenza aliena, magari non contemporanea a noi e magari fuori dalla nostra portata.

Siamo soli nel multiverso? No. Il multiverso contiene infiniti universi come il nostro e, soprattutto, infinite copie del nostro pianeta, delle nostre città e di noi stessi (rileggetevi il Vilenkin ed il Deutsch prima di sparare commenti…).

Siamo soli nel megaverso? No. Il megaverso contiene infiniti multiversi. C’è veramente di tutto là dentro.

Dove, da qui?

Se non c’è un Dio a guidarci, dove dovremmo andare, da qui?

Dove ci pare. In ogni caso, tutto ciò che conosciamo sparirà senza lasciare traccia nel corso di qualche miliardo di anni. Detto in maniera più “diplomatica”: non c’è una Morale di provenienza divina, che ci dica quale sia lo scopo ultimo della nostra vita e come dovremmo viverla. Sta a noi, se lo riteniamo necessario, darci un’Etica di origine umana che svolga queste funzioni (La differenza tra Morale ed Etica consiste nel fatto che la Morale cerca di servire Dio mentre l’Etica cerca di servire l’Uomo)

La necessità di un’Etica non è scontata. Un’Etica è necessaria solo perchè, come animali sociali, viviamo in società. Un viaggiatore spaziale, completamente solo, ne potrebbe tranquillamente fare a meno semplicemente perchè non avrebbe nessuno a cui rispondere delle sue azioni.

OCCHIO! Quanto ho appena detto implica che non esiste il peccato. Tuttavia, il crimine esiste eccome! Provate a rubare il portafogli a qualche passeggero di un autobus e saranno gli altri passeggeri a spiegarvi il concetto di “reato” nei minimi dettagli. La differenza tra peccato e crimine è che il peccato si compie contro Dio e le sue leggi mentre un reato si compie contro L’Uomo e le sue leggi. Potete scrivere questa frase su una cartolina e spedirla al Cardinale Ruini se volete. Sembra che si confonda spesso con questi termini.

In modo simile a quanto appena detto per l’Etica, non è detto che sia necessario darsi uno “scopo nella vita” al di fuori di quello che ci impone la nostra natura biologica (mangiare/riprodursi). Siamo animali, molto complessi ma comunque animali. Abbiamo avuto origine come “strumenti” di riproduzione dei nostri geni. Non c’è da vergognarsi del nostro ruolo naturale.

D’altro canto, l’evoluzione ci ha fornito una coscienza e possiamo decidere di darci uno scopo ed un etica diversi da quelli “di default”. Non c’è nulla di sbagliato in questo. Ma è una scelta. Una libera scelta.

Io, personalmente, mi annoierei moltissimo a vivere solo per mangiare e riprodurmi. E voi?

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

 

 

39 commenti

Markus

bellissimo articolo come sempre.

Solo una precisazione che mi sento di fare..

Non tutti i buddisti credono in qualcosa simile alla Forza di star wars.

Anzi direi che il buddismo, nei suoi aspetti più seri e utili, se ne frega proprio di ragionare su cose inutili come la Vera Struttura dell’Universo.

il Budda, in certi sutra, ipotizza a livello intuitivo l’esistenza di infiniti mondi (chiamalo multiverso o “coso”, per un buddista è un’inutile precisazione che non ti rende nè più nè meno felice).

Allo stesso modo il buddismo immagina che tutta la realtà sia profondamente legata, ma non necessariamente con le corde. Le spiegazioni della fisica dei quanti o della teoria del Caos sono pienamente soddisfacente per me. Il punto è che di nuovo, avere una certezza sull’esistenza di un legame specifico non mi serve a essere più felice, mentre capire che ci sono dei legame e delle conseguenze sì.

Premesso che esistono infinite versioni del buddismo, tutte umane e fallibili, la mia è che il buddismo serve solo a diventare più felici nel presente. Quando qualcuno lo usa per costruirsi dogmi verità e fantasie, né fa, a mio parere, l’uso che fa dell’ingegneria un romanziere.

Peppe

Godevole come al solito. Bravo Bottoni… sembrano ovvietà ma è difficile che qualcuno metta penna in carta (o dito su tastiera) per dare a queste (brillanti) ovvietà una forma leggibile con faciltà e con piacere. Rinnovo i complimenti.

Bruno Gualerzi

Forse è già implicitp in quanto si dice nel post di Alessandro Bottoni, ma – a proposito di etica – vorrei proporre questo punto di vista.
Al di là del ‘destino’ dell’umanità (verosimilmente ‘segnato’, anche se solo ipotizzabile circa i modi e i tempi) credo che il vero punto di riferimento per un autentico discorso etico sia, non tanto il destino dell’umanità, ma il destino di ogni singolo individuo. In altre parole, se si abbandona definitivamente ogni ipotesi di trascendanza per quanto riguarda l’esistenza individuale (punto d’arrivo di un ateismo maturo, che non riguarda solo la negazione di una qualche divinità, ma la rinuncia ad ogni proiezione di sé in ‘altro da sè’- fosse pura l’umanità come tale, una qualsiasi forma di umanesimo dimostratasi storicamente fallimentare) il solo discorso etico possibile diventa quello della salvaguardia ‘ad ogni costo’ della vita individuale, alla quale non si deve anteporre niente, nemmeno l’ideale più nobile.
E quando si parla di vita individuale si deve intendere ovviamente ‘vita in atto’, vita cosciente, non certo ‘vita in potenza’, embrionale, il riferimanto alla quale è solo un altro modo per alienarsi nella trascendenza.

Scardax

Bell’articolo, pero’ credo che almeno noi areligiosi dovremmo smettere di buttare nel calderone delle religioni anche il Buddismo, in quanto, a parte il fatto che il Buddha si é sempre rifiutato di rispondere a domande metafisiche (come anche i sassi sanno), la corrente più diffusa del Buddismo (la Via di Mezzo, quella del Dalai Lama per capirci) si allaccia benissimo con la scienza, come lui stesso ha più volte detto, e se propone delle teorie opinabili (‘reincarnazione’, anche se il termine é leggermente errato, ad esempio), lo fa sempre in base a osservazioni concrete.

In ogni caso, é sempre un piacere leggerti.

Nicoletta

Bellissimo articolo, come gli altri letti dello stesso autore.. Grazie per i rimandi ai libri…. mi saranno utili.

Jeeezuz

Precisazione: Einstein da giovane era un fervente credente. Poi gradualmente s’è allontanato dalla religione ebraica per adottarne una più panteistica. Inoltre questo articolo contiene troppa roba complicata per essere liquidata in poche righe; non si può eliminare il dio spinoziano con un paragrafo e tirare in ballo multiversi e teoria delle stringhe. Si finisce per fare quello che fa Ratzinger, cioè voler attribuire alla scienza competenze che non la riguardano.

Giuvà

2Dio non gioca a dadi” certo, sono i teologi che giocano a dadi con l’umanità

N2RT

Bell’articolo.

Oltre a quello che hanno detto Scardax e Markus, aggiungerei anche le religioni Gentili (precristiane) di cui non si sente mai parlare (chissà perchè…..) ma sono ancora presenti in Europa (e riconosciute da varie nazioni): ben si coniugano con un rapporto scientifico e con la continua ricerca in qualsiasi ambito, oltre ad avere numerosi punti in comune (inerenti a questo articolo) con il Buddismo.

Saluti

N2RT

Guastardo III di puglia

beh se è per questo Heisemberg stesso nel suo trattato (fisica dei quanti) ammette una vicinanza delle sue teorie alle linee guida prinicipali del taoismo e di altre religioni rigorosamente politeiste.

beddrumiu

Condivido abbastanza di quello che hai scritto… Cmq in un alcuni punti potresti risultare un pò arrogante… sembra che tu conosca già tutto quello che c’è da sapere sull’origine dell’universo…parli della teoria delle stringhe come se fossi sicuro che sia la teoria giusta quando ci sono + cose che non vanno di quelle che vanno se uno vuole guardare le cose come stanno… le questione di una teoria che possa spiegare cosa sia successo all’inizio dell’universo (se qst termine “inizio” ha un senso) è ancora molto discussa e prevedo lo sarà per molto ancora… ci sono molti fisici che si interrogano seriamente sulle origini dell’universo… parli come se ci fossero prove sperimentali dell’esistenza di multiuniversi…megauniversi…datti per lo meno il beneficio del dubbio…Per il resto l’articolo mi è piaciuto…

Silesio

Il fatto che la madonna non sia considerata una dea, lo ritengo fortemente ingiusto e discriminatorio. Ci sarebbe stato un posto libero nella trinità, ma piuttosto che darlo, come di diritto alla madonna (pari opportunità) hanno preferito darlo a una entità in forma di uccello (lo spirito santo) che nessuno ha mai capito cosa sia e che cosa faccia di preciso.

rossotoscano

@ Silesio
guarda che lo spirito santo anticamente era chiamato Sophia ed era un personaggio femminile solo che per evitare confusione con gli gnostici la chiesa cattolica ha preferito renderla volatile ed immateriale dandole talvolta forma di colomba.

Massimo

Molto interessante l’articolo di fondo Alessandro Bottoni, l’intervento di Bruno Gualerzi e rossotoscano.
Grazie a tutti voi.

Roberto Vai

La tua è un’analisi interessante e, a mio avviso, esprime un grande desiderio di capire. E questa è la cosa più importante. La verità è una continua ricerca.

Vorrei però segnalare che il Dio di Spinoza è un concetto un po’ più ampio di come noi normalmente intendiamo il termine Natura.
Natura, per Spinoza, è il Tutto. E questo Tutto non è affatto facile comprenderlo, anzi lo si può solo percepire dopo grande sforzo.
Questo Tutto, Natura, Dio, chiamiamolo come vogliamo, non lascia NULLA fuori di sé. E’ infinito in tutti i suoi infiniti attributi.
Pensare l’infinito è pressoché impossibile, si può forse solo intuirlo, a tratti.
Non è che esiste Dio e però vi è anche “altro”. Esiste solo Dio.
Questo Dio comprende tutto il Pensiero, tutto lo Spazio, tutto il Tempo e qualsiasi altro attributo.
Per quel che ci riguarda Dio è sia il passato, sia il presente, sia il futuro. Per cui non ha molto senso parlare di volontà, almeno come noi la intendiamo. Tutto quello che è avvenuto e che avverrà è già in Lui.

A mio avviso sarebbe un gran passo avanti incominciare a pensare che la realtà non è ciò che abita il presente e che evolve nel tempo, ma che la realtà è invece spazio-temporale. Non esistono cose, persone che transitanop nel tempo, ma eventi, fenomeni, vicende di vita già da sempre e per sempre esistenti.

Anche le antiche religioni ebbero questa intuizione, allora troppo profonda e non fu compresa. “Io sono colui che sono” dice Dio a Mosé, e non è un errore di grammatica.

Cari saluti

chase

dall’ Origine deL protonE al proTone peNsatore.
la materia pensa sè stessa.
in origine fu energia fattasi massa, luce, calore…
una di queste forme di energia, la massa o quantità di materia, in determinate condizioni di temperatura e di pressione e dopo un tempo lunghissimo acquisisce la proprietà di pensare sè stessa, in questo angolo dell’universo.
siamo fatti degli elementi delle stelle! sulla Terra si compie un processo meraviglioso: dall’inorganico all’organico, la materia si evolve per gradi e in tante forme animali e vegetali, ognuna adattata al proprio ambiente, giungendo così alla nostra specie. ed in questa culmina il processo evolutivo. non più soltanto evoluzione biologica, con la creatività si accosta ad essa prepotente quella culturale.
nel volgere di qualche attimo la materia cerca la risposta del suo essere.
ed elabora dio.

faidate

Credo che, almeno per unificare il linguaggio, sarebbe utile pretendere dai credenti una definizione di dio, cosa che ovviamente non si può ottenere dagli atei: per esempio per sapere se intendono parlare di un essere (più o meno concreto) o di un principio (più o meno umano). In mancanza di questa definizione, rischiamo di ripetere fra noi un po’ sempre le stesse cose.
Quanto a Einstein, mi pare che fosse un fisico, non un giocatore da casinò. Riporto da un libro: “Così si citano (o tritano?) frasi celebri, rivelatrici piuttosto di sottile (?) ironia (o di superbia umana) che di consapevolezza dei limiti della nostra percezione, del tipo “Dio non gioca ai dadi con l’universo”. Se arriviamo ad ammettere un onnipotente, perché gli proibiremmo di giocare ai dadi? Forse un umano superiore a lui decide che il gioco d’azzardo è maleducato?”
Oppure > Nella grande musica si percepisce la voce dello spirito, quella voce che una sera del 1929 a Berlino, al termine del concerto del violinista ebreo (sic!) Yudi (?) Menuhin con musiche di Bach, Beethoven e Brahms, entrò nel cuore di Einstein e lo portò ad andare dal violinista nel suo camerino dicendo: “Adesso io so che in cielo c’è un Dio!” da V. Mancuso, l’anima e il suo destino, pag. 309.<
Questo per sottolineare che la definizione di dio è come la pelle delle palpebre, si stira dove si vuole, e che Einstein è stato un grande fisico, punto. Per il resto, his guess is as good as mine.

Paolo P.

Ottima disamina.
Einstein non era certamente credente, però proprio ateo non lo definerei:dice di credere nel dio impersonale, ma panteista di Spinoza, ma l’ ateismo ( l’ateità) non accetta l’ idea di dio comunque intesa!
Bella la tua distinzione tra Morale ed Etica ( anche se etimologicamente sono la stessa cosa) e la loro definizione.
Altrettanto bella e condivisibile il concetto che ogni indiduo è libero di scegliersi uno scopo e un’etica diversa ( da quella degli altri? “Default” vuol dire “difetto”:cosa intendi dire?). Ma allora, dobbiamo ammettere che ognuno possa scegliere più di uno scopo e che l’ Etica non è solo sociale, ma anche personale.

Alessandro Bottoni

Paolo scrive:
“Altrettanto bella e condivisibile il concetto che ogni indiduo è libero di scegliersi uno scopo e un’etica diversa ( da quella degli altri? “Default” vuol dire “difetto”:cosa intendi dire?).”

“Default” vuol proprio dire “Difetto”, nel senso di “scelta da effettuare in difetto (assenza) di altre indicazioni”. Si tratta di un termine largamente usato in informatica.

Ciao

dadaLito

articolo molto interessante: unico neo, il fatto che non accenni un po’ sull’evoluzione dell’immagine di Dio nelle società umane… ma questo richiederebbe un articolo a sé stante.

Ernesto

Delle due l’una: o Bottoni non ha capito che cosa sia il Dio di Spinoza o non l’ho capito io.
Per Spinoza Dio è la natura. Non è una divinità personale e quindi non ha “volontà” nel senso comune che sembra quello beccato da Bottoni.
La Volontà di Dio per Spinoza è l’insieme delle leggi naturali, sostanzialmente.
Quindi dire “no, il Dio di Spinoza non esiste” non ha senso perché vorrebbe dire negare la natura, il che mi sembra troppo perfino per degli scettici come noi!!

Ernesto

Inoltre mi complimento per tutto il tempo libero che Bottoni sembra avere per scrivere tutte queste interessanti riflessioni. Spero che almeno l’UAAR lo voglia compensare per questa sua collaborazione!

Sergio

Sempre dilettevoli e interessanti gli articoli di Bottoni.

Una domanda banalotta. Scrive l’autore:

“Nel corso di circa 100.000 anni di storia dell’Homo Sapiens Sapiens…”

Pensavo che il sapiens sapiens esistesse da non più di 20’000 anni. Invece avremmo già la bellezza di 100’000 anni. Non si potrebbe essere meno approssimativi? O più precisi.

Già che ci sono: è vero che l’uomo di Neandertal avesse una massa cerebrale superiore a quella del sapiens sapiens (ma forse non la complessità) per cui era attrezzato per una bella avventura terrestre? Invece gli andò male, a vantaggio del sapiens sapiens. Quando scomparve?
Gesù riscattò col suo sacrificio anche l’uomo di Neandertal (che era forse meglio del sapiens sapiens)?

Sergio

Nessuno di noi a chiesto di nascere, ma una volta nati vogliamo vivere il più a lungo possibile (e al meglio). E vorremmo capirci qualcosa (capire è oltretutto importante per vivere il più a lungo possibile e al meglio).

Ma sembra che ci sia ben poco da capire: siamo un quasi-nulla destinato a sparire (o a essere riassorbiti nel tutto). Ci possiamo prendere non poche soddisfazioni vivendo (se abbiamo fortuna) ma poi tutto svanisce. Sparirà la terra, il sole, la Via Lattea… Ma questo a gente con le palle come Margherita Hack o Alessandro Bottoni non fa né caldo né freddo… Sono intelligenti e operosi e tanto basta.
Ma non tutti hanno le palle (o l’intelligenza).

nasoblu5

L’estensore dell’articolo parla all’indicativo del multiverso e dell’inflatone e della teoria delle stringhe, non dimentichiamo però che questa fisica matematica per quanto seducente è confinata ancora al rango di mera ipotesi speculativa ed in fin dei conti il multiverso potrebbe essere anche un esemplare casi di masturbazione mentale, ben argomentata (però).
Agli esperimenti l’ardua sentenza…

Gianni B.

Anche se adoro articoli come questo di Bottoni, va detto che finora la nostra conoscenza dell’universo è talmente limitata e indiretta, legata a limitati strumenti di misurazione da interfacciare per di più ai nostri limitatissimi 5 sensi, che ogni teoria è lecita.
L’uomo dal nulla non sa neppure creare un moscerino… figuriamoci capire l’essenza, lo scopo e l’origine dell’Unverso!
A proposito: chi ha creato i multiversi? Si sono creati da soli o c’è un qualcosa che crea le cose?
Mi pare che davanti a tali domande la scienza sia ancora all’anno zero, o forse sottozero 🙂 però magari fra 1.000.000 di anni qualcosa si sarà capito.
Peccato che noi non ci saremo 🙁

hyxcube

Bell’articolo e ottimi spunti di lettura. La divagazione sui Multi e Megaversi però non mi è affatto piaciuta. Come molti hanno fatto notare la teoria dei multiversi, per quanto efficaciemente argomentata, non ha alcuna evidenza empirica e quindi rimane, per il momento, pura speculazione.
Anche ammessa la sua validità, poi, devo dire che la mia mente non ritiene soddisfacente la risposta di questa teoria sulle origini di Tutto. Pur cosciente che la mia insoddisfazione potrebbe nascere da un’incapacità di concepire una realtà atemporale, trovo che l’affermazione: “col big bang non solo nasce l’universo ma anche il tessuto spazio-tempo, ergo il problema di “cosa c’era prima” non sussiste”, non risponda affatto alla domanda: “che cosa ha posto in essere la realtà?”

Adriano

Non capisco i ragionamenti che fai: dici che abbiamo raccolto prove contro l’esistenza di Dio è che la principale è che nessuno ne ha dimostrato l’esistenza.
Ora, anche un bambino delle elementari sa che questo non prova che non esiste, semplicemente prova che nessuno è riuscito a dimostrare l’esistenza (quindi potrebbe esistere o non esistere, non si può dire nulla a riguardo). Ci vuole una dimostrazione della sua NON esistenza, il che ad oggi non ce l’abbiamo in quanto la definizione di Dio è ampiamente ambigua per cui anche una dimostrazione di non esistenza lo sarebbe.

Quanto alle idee ridicole, esse non esitono: esistono idee razionalmente senza senso e idee che non ne hanno: certi aggettivi lasciamoli alla televisione e limitiamoci ad essere razionali.

Sulle teorie di Freud io personalmente concordo, ma restano teorie.

Einstein non credeva in un Dio personale, ma questo non significa che non credeva in Dio ma semplicemente che aveva un concetto di Dio diverso da quello cattolico.

Quanto alla natura forse ti è sfuggita la teoria di Gaia http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Gaia
mentre per quanto riguarda l’universo non esiste una teoria universalmente accettata ma tante teorie tra l’altro in continua evoluzione anche le teorie di Velkim per quanto matematicamente sensate sono ancora teorie così come quella delle stringhe, insomma non facciamola troppo facile.

Ciò che distingue un razionalista da un credente è la capacità di razionalizzare ogni cosa, non di fare assunzioni forzata per andare contro i credenti.

nasoblu5

>A proposito: chi ha creato i multiversi?

L’inflatone

>Si sono creati da soli ?

NO

> o c’è un qualcosa che crea le cose?

L’inflatone che è la cosa più lontana da dio che si possa immaginare….

>Mi pare che davanti a tali domande la scienza sia ancora >all’anno zero, o forse sottozero

A me non sembra affatto quella che invece rimane sempre al palo per quanto riguarda la conoscenza dell’universo è ONTOLOGICAMENTE la religione.

> però magari fra 1.000.000 di anni qualcosa si sarà >capito

Anche molto meno forso 100 e forse di meno invece quello che so sicuramente e che la conoscenza dell’universo portata dalla religione e dai suoi epigoni tra dieci seguito da cento miliardi di miliardi di miliardi di zeri di anni sarà uguale a quella di oggi cioè nulla.

A buon intenditor poche parole….

antoniotre82

Penso riguardo ad Einstein, che essendo uno scienziato implicitamente doveva essere un non credente. Ogni scienziato che si voglia ritenere tale, a mio parere dovrebbe essere non credente per non essere considerato come un boia, che anche essendo contro la pena di morte esegue ugualmente l’esecuzioni per svolgere il suo dovere.

Scienza e religioni hanno da sempre pochissimi (se non inesistenti) punti di incontro, e dare Einstein (fisico illustre, e che ha elaborato teorie che per la loro stessa natura negano l’esistenza di un dio) per credente, è assurdo.

Lo può fare qualche cattolico capziosamente, perchè se un cattolico cristiano afferma che Einstein era un credente potrà dire con orgoglio: “vedete cari atei, anche chi è fra le vostre fila, ed è un personaggio eminente, era un credente”, trovando il sillogismo sempre capzioso che scienza e fede possano coesistere, e anzi è naturale per l’uomo che coesistano (per religione i credenti in italia ovviamente intendono esclusivamente quella cattolica cristiana, trascurando il fatto che di religioni su questo pianeta ne esistono svariate, e tutte affermano la loro infallibità e la loro verità assoluta).

Comunque volevo precisare, che nell’articolo del bravissimo e dal grande intuito e acume (ammesso che le cose scritte siano un suo pensiero e non siano semplicemente riportati prendendoli da altri autori filosofici magari del passato) leggo che NON tutta la natura esprime una volontà, intesa come coscienza di autodeterminazione e padronanza delle proprie azioni immagino, in quanto questa apparterrebbe agli organismi viventi.

Ora mi chiedo, un organismo vivente fa chiaramente parte della natura, sia esso un essere pensante, che un’ameba. Questo non toglie che sono inglobati nella natura, che ha dato loro un’indole naturale nel riprodursi nel mangiare nel sopravvivere, e questa dote è prerogativa anche dei vegetali, non solo del regno animale. Anche una pinata ha “l’istinto” di sopravvivenza, eppure non è dotato di coscienza.

Quindi bisognerebbe scindere la coscienza dalla natura. Un essere naturale come l’uomo, è un essere cosciente, che può decidere per se stesso, ma in situazioni estreme, primordiali, possedeva la sua indole naturale, cioè impressa in lui dalla natura, come l’istinto di sopravvivenza, il pensiero, la memoria (qualità che possiedono anche i cani o i delfini, anche se magari non hanno coscienza della loro esistenza come l’abbiamo noi).

Questo per dire, che all’interno della natura intesa come questo nostro pianeta e tutto ciò che contiene, non si possono fare delle scissioni, su ciò che è naturale, e ciò che non è naturale. A mio parere tutto proviene dalla natura, anche il pensiero umano e l’etica (l’etica è stata formata dal pensiero umano fondamentalmente per poter vivere più a lungo e conservare la specie impedendo di ammazzarci fra di noi).

Certo la natura essendo un concetto astratto non può avere coscienza, questo è ovvio, ma cmq ha delle risposte, delle conseguenze alle nostre azioni (la prima che mi viene in mente è lo sciogliemento dei ghiacciai per l’aumento della temperatura).

Ma non succede lo stesso per un essere umano che sta per essere attaccato magari da un leone e fugge o lo combatte con una lancia o fucile che sia? E’ una risposta automatica dettata dall’indole naturale che ha impresso l’instinto di sopravvivenza nell’uomo, come in un vegetale, come nei virus, come in altri organismi non dotati comunque di coscienza.

L’uomo appartiene alla natura, non ne è avulso, e se appartiene alla natura, non si possono esprimere teorie di scissioni, altrimenti avremmo due nature. Mentre tutti sappiamo che quando si parla di natura, viene ricompreso tutto, anche la coscienza umana.

Con tutto questo non voglio ovviamente dire che la natura abbia una coscienza, ma voglio dire che anche la coscienza è un aspetto della natura, come causa prima di tutto quello che esiste su questo pianeta, e nell’universo.

Si potrebbe anche affermare che tutto cioè che è reale è natura, sia esso vivente, che inanimato e inorganico, come può essere una casa fatta di mattoni (mattoni presi dalla roccia appartenenti alla natura, mattoni messi uno sull’altro per opera dell’ingegno umano, ingegno infuso dalla natura nella psiche umana, e così via, fino a poter affermare con certezza che anche una casa è opera della natura, anche se indirettamente).

ema

io sono agnostico, non ateo poiche ritengo che l’ateismo, come le religioni ha la presunzione di conoscere le verità ultime dell’universo che razionalmente sono inconoscibili…dire che Dio non esiste è una verità dogmatica esattamente come dire che Dio esiste e questa osservazione non è scientificamente basata su nulla…voi vi ritenete superiori ai religiosi e in possesso della verità…invece siete esattamente sulla stessa barca…forse al contrario dei religiosi integralisti seguite di piu la ragione ed il buon senso…ma a volte cadete negli stessi meccanismi psicologici che sono alla base di ogni religione e che portano alle crociate,
all’inquisizione, alla guerra santa…”noi abbiamo la verità, voi no” strada che porta all’intolleranza…a volte vi impuntate contro la religione giustamente, a volte no…a volte avete delle idee solo perche sono avverse a quelle cattoliche…invece un vero razionalista e scienziato dovrebbe essere agnostico…infatti la scienza si basa su un sano e scettico agnosticismo…noi sappiamo che nel nostro universo non esiste nessun Dio, ne nessun anima…e molto probabilmente il Dio delle religioni monoteiste è una proiezione delle nostre paure e dei nostri bisogni e desideri…sicuramente non esiste un Dio antropomorfo e con una precisa volontà e un fine per l’universo…ma forse fuori dall’universo, e dall’ipotetico “multiverso” c’è un qualcosa che è assoluto, eterno e all’origine di tutto…è ipotizzabile, come ogni altra cosa fuori dall’universo…ma non dimostrabile…in conclusione non sappiamo se questa cosa esista o no…e non potremmo mai saperlo…

Gianni B.

@nasoblu5

Non mi pare che la teoria dell’inflatone metta d’accordo tutti… ecco un passaggio preso a caso da uno dei tanti siti che parlano di inflatone, e rimane sempre valida la domanda su chi possa avere creato l’inflatone, appunto.

“Si vorrebbe far passare tutto ciò come un serio tentativo di risposta a domande fondamentali sull’origine dell’universo, ma è impossibile prendere sul serio passaggi come questi. La radiazione di fondo è uniforme, perciò l’universo deve espandersi rapidamente e uniformemente, guidato da una “densità negativa dell’energia di pressione del vuoto”, ma le galassie sono ammassi irregolari, quindi ci deve essere una decelerazione perché la materia abbia il tempo di aggregarsi, ma in modo casuale, come risultato di “fluttuazioni quantiche” che in qualche modo vengono amplificate nell’universo che conosciamo. Tutto ciò grazie all’intervento dell’”inflatone”, una particella mai osservata (ma forse siamo in ritardo e l’abbiamo persa). Uno scrittore di fantascienza non avrebbe potuto fare di meglio.”

emmeesse

bravo ale, solo una piccola nota tanto per spandere cultura:

tu dici

“Più in generale, le varie Divinità della (monoteistica!!) Religione Cristiana sono una mitizzazione della Famiglia (Dio-Padre, Messia-Figlio, Madonna-Madre. Si: lo so che la Madonna non è una Dea. Io lo so. Non sono altrettanto sicuro che lo sappiano i Cristiani).”

I cristiani parlano di padre, figlio e spirito santo, ebbene, in ebraico la parola con cui si indica lo ‘spirito santo’ e’ di genere femminile.

bye

in ebraico

Bruno Gualerzi

X ema
Su questo blog la questione è stata dibattuta varie volta… e presumo che lo sarà ancora.
Per quanto mi riguarda, l’essere atei e l’essere agnostici – purché ci si intenda sui termini – stanno ad indicare la stessa cosa.
Prendiamo pure come punto di riferimento ‘dio’, inteso genericamente come la ‘causa prima’ di tutto. A quato punto si prospettano due percorsi: o si ritiene che questa ‘origine’ di ogni cosa non sia in alcun modo conoscibile, oppure si ritiene che – ome esito di una ricerca o come rivelazione – in qualche modo si possa giungere prima o poi ad averne conoscenza.
Nel primo caso ateismo e agnosticismo stanno ad indicare una stessa impossibilità, per cui ateo è colui che, non ritenendo in alcun modo conoscibile ‘dio’, vive ovviamente come se dio non esistesse (a-teo=senza dio), non avendo alcun senso impostare la propria esistenza con riferimento a qualcosa che esulerà sempre da ogni sua esperienza;
nel secondo caso agnosticismo e ateismo sono due posizioni antitetiche, in quanto l’agnostico proclama una non-conoscenza sempre però passibile di superamento, per cui, di fatto, vive ‘come se’ dio esistesse, aspettando che in qualche modo si riveli.
Quindi, un ateo che presumesse di conoscere la non-esistenza di dio… sarebbe tutto, meno che ateo. Sarebbe, come dici giustamente tu (e come dice un radicato luogo comune) dogmatico come lo è ogni credente.
Va da sé che il vero ateo è l’ateo del primo tipo.

ema

non è cosi…ateo vuol dire credere che non esista dio, agnostico vuol dire ritenere che non è umanamente possibile saperlo…per cui l’ateo vive come se dio non esistesse, l’agnostico vive e basta, senza porsi il problema dell’esistenza o meno di dio…perche per lui è irrilevante e comunque inconcludente…l’agnosticismo non crede che l’esistenza di dio sia passibile di superamento…sospende il giudizio poiche sa che non puo saperlo…l’ateo invece lo supera dicendo che dio non esiste con la stessa certezza con cui un credente dice che dio esiste…

Adriano

A me la questione appare piuttosto semplice:
il credente crede che Dio esista
l’ateo crede che Dio non esista
l’agnostico non crede e basta.

L’ateismo è antitetico alla credenza ed entrambe sono antitetiche all’agnosticismo.

Bruno Gualerzi

Anche per me la questione appare piuttosto semplice… una volta ribadita la solita precisazione.
Se agnostico vuol dire ritenere di non poter in alcun modo fare l’esperienza dell’esistenza di un essere trascendente, nessuna distinzione tra agnostico e ateo… il quale ateo, ritenendo la stessa cosa, vive da a-teo, cioè senza-dio, cioè come se dio non esistesse. In questo senso non crede nell’esistenza di dio, come non crede nell’esistenza di qualcosa che non potrà mai dimostrare esistente, di cui non potrà mai fare l’esperienza. A-TEO = SENZA-DIO.
Se invece agnostico vuol dire non conoscere qualcosa di cui però si suppone la possibilità che si manifesti in qualche modo, non vedo alcuna differenza col credente… così come non c’è nessuna differenza col credente da parte di un sedicente ateo che ritenga di poter ‘dimostrare’ la non-esistenza di dio.
Personalmente ho conosciuto e conosco agnostici e atei sia del primo tipo che del secondo… anche se per la verità confutare atei con la pretesa di possedere la verità ultima su qualsiasi cosa non ha mai richiesto grossi sforzi speculativi.
Per questo anche per me la questione è pittosto semplice.

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