È un «esame di coscienza» quello a cui l’arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, ha chiamato i cattolici in occasione della trentesima giornata per la vita. È un invito, il suo, a «fare di più e meglio» a servizio della vita. In un momento in cui è acceso il dibattito sull’aborto, il cardinale Tettamanzi dice espressamente di non voler fare «un rimprovero, una denuncia, un’accusa alla società civile». Il suo è un invito e testimoniare ogni giorno che la vita è un dono sempre e comunque e che per ciò va difesa, sostenuta e aiutata seguendo l’esempio di Gesù che per la vita ha donato tutto se stesso. Ed è questo il compito della Chiesa e della comunità cristiana, un compito da portare avanti non solo con le parole ma anche «con le opere». Bisogna cercare di fare «un’azione concertata» a cui collaborano singole persone, istituzioni e risorse, bisogna saper offrire gesti di ascolto, di accompagnamento di vicinanza, ma sempre «in termini delicati – sottolinea l’arcivescovo -, rispettosi e insieme credibili e forti affinché situazioni problematiche o negative di una vita, in particolare nascente, minacciata di essere soppressa possano ricevere una risposta coerente al vero e al bene di ogni persona, soprattutto nelle situazioni più disperate»
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