Il Comitato di bioetica: “Rianimare il feto vitale”

Il vicepresidente Lorenzo D’Avack conferma che il Comitato ha approvato, “in seduta plenaria e a larga maggioranza”, la posizione secondo cui  il feto venuto alla luce va sempre rianimato, anche senza il consenso dei genitori e indipendemente dal periodo di gestazione.

La notizia è tratta dall’ANSA e da Avvenire.

30 commenti

strangerinworld

una decisione squallida ed orribile. per la libertà in generale, per i genitori privati dei loro diritti, per il feto che rischia di diventare un essere umano con gravissimi problemi di salute psico-fisica e vivere una breve vita di dolore in attesa che la morte lo salvi. è un orrore. è barbaro. è medioevo. è dio. è l’italia.

Bruno Gualerzi

Ci risiamo. In questo modo (“anche senza il consenso dei genitori”) il cosiddetto ‘progetto di vita’, da chi sarebbe progettato?
La risposta è facile: dal Comitato di bioetica, che in questo caso addirittura (si fa per dire) si sostituirebbe a chi – per un credente – è l’unico titolare della vita, cioè dio. Cioè, in realtà, i suoi rappresentanti in terra.

Francesco

Chi parla tanto di aborto e lo considera buono , ha il piccolo difetto di essere già nato!!!!

Sergio

Questo problema, come anche quello dell’eutanasia, sono a parer mio facilmente risolvibili – standosene a casa, rifiutando il ricovero in ospedale. Oggi si è subito spediti all’ospedale, anche per un’inezia. Perché un ospedale offre ovviamente un’assistenza migliore, tutte le attrezzature necessarie. Solo che una volta finiti in ospedale i pazienti non sono più liberi di decidere: i medici si arrogano il diritto di decidere per loro. E grazie alle macchine si è tenuti in vita anche contro la propria volontà – sempre ovviamente nel nostro interesse. In realtà è interesse dei medici accanirsi su di noi: ci guadagano, è chiaro. Un medico o un prete che ti fanno soffrire perché la vita è sacra non ti rispettano, non provano nessuna carità o amore per te: sono arroccati sui loro principi, che a loro rendono pure.

“Il medico accorra solo se chiamato.” E’ un’antichissima massima, credo risalga addirittura a Ippocrate. Invece il medico oggi non si riesce a toglierselo di torno, arriva non chiamato e decide per te: quando, come devi morire. In nome della loro etica professionale (dicono), in nome del Vaticano, di Dio, della sacralità della vita.

Stando invece a casa è più facile ottenere dal medico di famiglia o di fiducia le cure strettamente necessarie per alleviare le sofferenze ed eventualmente per trapassare dignitosamente. Ci sono medici di grande umanità che non pensano solo o soprattutto al portafoglio e alla carriera. Sono in genere i medici di famiglia che conoscono i propri pazienti a cui vogliono bene o per i quali provano umana simpatia: non si accaniranno mai contro di loro, non li terranno mai in vita ad ogni costo e contro la loro volontà, umiliandoli, perché così pretendono gli Sgreccia.
Nelle “strutture” invece siamo dei numeri in balia di gente che non ci conosce e che di noi se ne frega assolutamente. Per loro contano i regolamenti, la carriera, le entrature politiche, il parere del Vaticano. Non dico che sono tutti così, ma il rischio d’imbattersi in gente in carriera senza un minimo di sensibilità è grande.

Magar

[Off-topic, causa provocatore cattolicista]
Francesco, se mia madre, ad esempio, avesse avuto già una caterva di altri figli prima di me, e fosse rimasta sola dopo l’inizio della gravidanza, penso che avrebbe avuto tutto il sacrosanto diritto di abortirmi, e che impedirglielo sarebbe stato crudele e disumano.

Paolo Garbet

@ Francesco: il solito stupido, indecente errore: NESSUNO considera l’aborto una cosa buona. Si limita a prendere atto che è sempre esistito e sempre esisterà. Pertanto ritiene che sia meglio lasciare libertà di scelta alle persone direttamente interessate SENZA PRETENDERE DI DECIDERE PER GLI ALTRI come invece, chi ritiene di rappresentare nientemeno che un DIO IN TERRA (ahò, è scritto in un libro, quindi sarà vero, no?), vorrebbe fare.

Bruno Gualerzi

Considerazione assolutamente personale, provocata dal – come lo chiama Magar – ‘provocatore cattolicista’, ma che non pretende in alcun modo di essere una considerazione estensibile… e che però dovevo pur fare in quanto per me è decisiva quando in ballo c’è la cosiddetta sacralità della vita:
SE IO NON FOSSI MAI NATO – PER UNA QUALSIASI RAGIONE – COSA NE SAPREI, E IN CHE MODO POTREI CRUCCIARMENE?

Capitan Spaulding

@francesco

Scusa ma mi è venuta dal cuore…

Se mia madre avesse abortito o se più semplicemente quella sera di 28 anni fa avessero passato in TV qualcosa di decente io semplicemente non ci sarei. Questo non mi causerebbe alcun problema (anzi me ne risparmierebbe un bel po’).
Consideriamo importante la nostra vita soltanto perchè ci siamo affezionati alle nostre cose e per l’istinto di autoconservazione. Chi non è nato non ha nessuno di questi problemi.

Il resto sono tutte stronzate.

Barbara

Vorrrei sapere pe quale ragione non lo hanno fatto fino adesso,quali pressioni avranno ricevuto dal Vaticano?Ed in cambio di cosa?

GIANNI

@ luxio

la differenza tra voi e Mengele è che Mengele i bambini li uccideva ad ogni età mentre voi li uccidereste appana nati…eh si caro mio perchè quando un feto viene al mondo vivo , in che modo non importa, è un essere vivente, e se tu lo sopprimi perchè pensi che in vita potrà essere infelice, fai come Mengele con i disabili,… li uccideva… ( e adesso mandami pure vafff..)

Bruno Gualerzi

Ancora Mengele? NO, BASTA! Questa non è libertà di opinione, è solo volgare, volgarissima provocazione che toglie ogni voglia di provare a ragionare!!!!!

GIANNI

scusate, mi sono lasciato prendere la mano…il paragone è forzato.. chiedo scusa …ma una cosa vi chedo, molto serenamente,…ma il feto, una volta venuto al mondo ( in che modo ripeto non importa)..ma non ha ancora il diritto di essere annoverato tra gli esseri viventi?….

pip_mil

Forse è bene ricordare che i medici hanno sempre avuto la libertà di rianimare il feto/embrione o di non farlo in base a considerazioni che sono mediche: tentare a rianimarlo prima della 22esima settimana significherebbe, anche qualora fosse possibile, regalargli una vita di sofferenze a causa della immaturità del sistema nervoso. NON a caso si chiama aborto e non PARTO pre-termine;e rimane sempre aborto anche quando,in casi rari, battesse il cuore subito dopo la estrazione. Comunque la comunità scientifica non è divisa sui termini da utilizzare: si può parlare benissimo di “potenziale di vita” dal momento del concepimento fino alla 22esima settimana proprio per marcare il fatto che fino a quel momento resta solo un progetto di vita, qualcosa di intermedio tra la vita e il nulla.

Bruno Gualerzi

Gianni, molto serenamente (chiedo scusa anch’io), la questione è stata posta qui migliaia di volte: che il feto sia o non sia ‘persona’ è una questione ideologica, cioè, detto banalmente, opinione. Tutte le opinioni sono rispettabili… meno quelle che si vogliono imporre sulle altre. La legge sull’aborto – lo sai benissimo – non obbliga nessuno ad abortire, così come non condanna nessuno perché abortisce entro i termini di legge. Per favore, lasciamo stare – per rispetto soprattutto alle donne che devono decidere – di parlare di assassinio, pena di morte, e altre infamità del genere.

giu

OT:Scusate cari cattolici ma voi negate anche il diritto di morire a chi è già nato e dovrebbe poter decidere liberamente: il suicidio è reato in italia(che assurdità) e così pure l’eutanasia(che crudeltà!)…perciò questi vostri argomenti sono solo retorica faziosa e incoerente!!piantatela e usate il principio di non contraddizione!avete mai chiesto a Welby se voleva vivere?lui una risposta vera la poteva dare..voi sareste stati disposti ad ascoltarla?”difendere”e”tutelare” la presunta “libertà”dei feti(e poi quella degli embrioni e poi quella degli spermatozoi..) è ridicolo…soprattutto da parte di chi nega la libertà di autodeterminazione non solo alle donne incinte, ma anche agli individui!comunque anche chi combatte la 194 è già nato solo che ha il piccolo difetto di non avere mai avuto nè l’esperienzia della maternità e neppure quella della paternità nella stragrande maggioranza dei casi(ruini,ferrara,ratzinger,binetti,bagnasco..).

Roberto Grendene

@GIANNI

la cosa piu’ umana che si possa fare di fronte ad un feto che nasce vivo (e se nasce vivo sara’ da una madre che voleva avere un bambino) e’ valutare le condizioni del feto stesso: ostinarsi a tenerlo in vita “a prescindere” e’ accanimento. Un senso di umana compassione dovrebbe guidare gli attori coinvolti: in primis i genitori! Il medico dovrebbe dirgli: in queste condizioni le speranze di vita sono una su 10.000, vita che potrebbe essere un inferno. Molto piu’ probabile avere ore, giorni, forse settimane di inutile agonia.
Non sentire i genitori, in casi come questo, e’ semplicemente disumano.

Roberto Grendene

lacrime e sangue

L’Itagliano [sic] merita di perdere ogni libertà di scelta perchè la maggioranza se ne frega di questi raptus di follia clericale.
Quindi, ho deciso: vadano alla malora tutte le libertà individuali acquisite fino ad adesso (divorzio, aborto, coppie di fatto, libertà religiosa, di opinione, di parola e di espressione) e torniamo sotto il papa-re. Poi vedremo cosa dirà la massa cattolica, che non potrà più andare in discoteca, al cinema se non per vedere vite di santi, che dovrà per forza rinunciare alla gita del weekend perchè dovrà andare a messa la domenica, che scoprirà che la figlia 13enne dovrà tenersi il marmocchio che ha concepito con un cretinetto di 14 anni, che i soldi in famiglia diminiuranno coll’aumentare del numero dei figli e la fame si allargherà, che bisognerà pagare l’8×1000 tutti quanti, che i non cattolici verrano tassati di più, che i single verranno visti come figli del diavolo…

Alla chiesa non interessa salvaguardare il feto: il feto è uno strumento per punire la donna che ha peccato. Ha avuto piacere a letto? Allora deve scontare la sua pena e un figlio handicappato, malato, non voluto, imprevisto è quello che si merita. Più è handicappato e più la pagherà.
Si chiama vendetta e mostra il loro odio verso una maternità/paternità programmate e responsabili, oltre all’odio per il piacere. Scopi? Allora devi figliare, sempre e comunque.
Le donne che sono contrarie all’aborto sono poi ancora più pericolose perchè hanno interiorizzato l’idea che la donna sia solo un contenitore di feti e di latte e che figliare responsabilmente sia contro-il-buon-dio-che-ci-ama-tanto-e-piange-quando-non-vogliamo-i-bambini. Si vedono come fattrici e hanno esteso l’istinto materno – animalesco – verso ogni feto del mondo.

zorn

Ottimo vicolo bieco x i cattointegralisti per aggirare il problema della 194

paolo malberti

ne avranno di lavoro arretrato!
Il 20% di tutte le gravidanze accertate termina naturalmente con l’aborto [fonte: P.Griebel et al, “Management of spontaneous abortion”, American Family Physician, 72].
Speriamo che il buon Dio si dichiari presto anche lui obiettore di coscienza.

Giuseppe C.

[…] il feto venuto alla luce va sempre rianimato, anche senza il consenso dei genitori[…]

La maggioranza del Comitato di bioetica dimostra di avere un abbozzo embrionale dell’encefalo…

Vogliono porre i fondamenti di uno stato etico?

Pino

ma quante settimane o mesi ha questo feto da rianimare? E’ importante saperlo perchè a seconda dell’età il feto può sopravivere in salute oppure essere gravemente handicappato
prima di 23 settimane mi sembra che il sistema nervoso non sia formato e quindi rianimare un simile feto sarebbe eticamente scorretto! e poi perchè approvare una legge come la nostra sulla procreazione che non permette il controllo degli embrioni e quindi de facto costringe ad abortire feti che con l’amniocentesi risultano malformati.
I medici si mettano d’accordo e se non hanno evidenze scientifiche stiano zitti!!!

Chris

MA MAI SE SI E’ FATTO L’ABORTO !!!!
NON CONFONDETEVI
SI PARLA DI FETI NATI PREMATURI E NON DI ABORTI

Chris

RIPETO, scusate ma repetita iuvant, I MEDICI E IL COMITATO DI BIOETICA PARLANO DI BAMBINI NATI PREMATURI
NON DI ABORTI
MAI IN CASO DI ABORTI
QUANTO DETTO IN CASO DI PARTO PREMATURO NON SI ESTENDE MAI AGLI ABORTI
MAI
MAI
MAI

Roberto Grendene

@Chris

cosa urli?
e’ chiaro che si parla di parti prematuri.
ad esempio di neonati senza polmoni formati, per cui rianimarli vorrebbe dire fargli fare una agonia inutile.
I genitori devono essere informati dello stato di salute del loro figlio, e decidere cosa e’ meglio.
E spesso, se le settimane di gestazione sono state poche, il meglio non e’ rianimare per prolungare le sofferenze del neonato e del famiglia, ma usare la compassione e non tentare altre cure che non siano palliative.
Roberto Grendene

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