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	Commenti a: La questione protestante	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		Di: valerio		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/08/la-questione-protestante/#comment-150959</link>

		<dc:creator><![CDATA[valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 16:45:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma scusate un attimo...
non c&#039;è già abbastanza ingerenza religiosa in Italia??
Il fatto non è che deve essere data più voce ai protestanti nelle istituzioni italiane, il problema è che deve essere tolta a tutte le confessioni religiose!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma scusate un attimo&#8230;<br />
non c&#8217;è già abbastanza ingerenza religiosa in Italia??<br />
Il fatto non è che deve essere data più voce ai protestanti nelle istituzioni italiane, il problema è che deve essere tolta a tutte le confessioni religiose!!!</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Ernesto		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/08/la-questione-protestante/#comment-150904</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ernesto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 14:17:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Gualerzi
La cosa è un po&#039; più complessa... forse si può dire che i protestanti sono abituati a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e ad usare la propria coscienza, nel bene e nel male, molto più di quanto non facciano quelli usi ad essere guidati e confessati dai preti. Questa diversità di fondo nei cittadini si riflette nel carattere nazionale di paesi cattolici e paesi protestanti?
Probabilmente (vedi America Latina vs. America del nord).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Gualerzi<br />
La cosa è un po&#8217; più complessa&#8230; forse si può dire che i protestanti sono abituati a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e ad usare la propria coscienza, nel bene e nel male, molto più di quanto non facciano quelli usi ad essere guidati e confessati dai preti. Questa diversità di fondo nei cittadini si riflette nel carattere nazionale di paesi cattolici e paesi protestanti?<br />
Probabilmente (vedi America Latina vs. America del nord).</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: monicavita		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/08/la-questione-protestante/#comment-150884</link>

		<dc:creator><![CDATA[monicavita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 13:20:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eppure dalle ultime parole di coso16 su Lutero sembrava delinearsi una riunificazione fra cristiani di tutta Europa. Certo che se natzinger legge questo articolo preferisce di gran lunga allearsi con gli islamici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure dalle ultime parole di coso16 su Lutero sembrava delinearsi una riunificazione fra cristiani di tutta Europa. Certo che se natzinger legge questo articolo preferisce di gran lunga allearsi con gli islamici.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Bruno Gualerzi		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/08/la-questione-protestante/#comment-150882</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruno Gualerzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 13:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; una tesi si può dire classica quella per cui tutti i ritardi culturali italiani siano in gran parte dovuti alla mancanza della Riforma, qui da noi subito soffocata dalla Controriforma; e per tanti aspetti (v. il livello infinitamente superiore della Chiesa Valdese rispetto alla CCAR) ciò è indubbiamente vero... ma poi penso a quanto ha, quando non prodotto ricavandolo direttamente dal suo dna certamente non ostacolato, la cultura protestante (colonialismo, capitalismo, lo stesso nazismo) e mi chiedo se vale la pena insistere su questa - per altro innegabile - superiorità. La dimensione della trascendenza, in quanto tale vissuta con ben altra partecipazione da parte del protestantesimo, se da un lato ne ha affinato la cosiddetta spiritualità, dall&#039;altro, proprio per questo, l&#039;ha proiettato ben più del cattolicesino in quella rarefazione che fa perdere i contatti con la realtà e  rende disponibile alle prospettive apocalittiche.
Insomma, anche se per ragioni diverse, il protestantesimo - meno supestizioso, ma più visionario - è forse ancora meno permeabile del cattolicesimo ad una qualche forma di ateismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una tesi si può dire classica quella per cui tutti i ritardi culturali italiani siano in gran parte dovuti alla mancanza della Riforma, qui da noi subito soffocata dalla Controriforma; e per tanti aspetti (v. il livello infinitamente superiore della Chiesa Valdese rispetto alla CCAR) ciò è indubbiamente vero&#8230; ma poi penso a quanto ha, quando non prodotto ricavandolo direttamente dal suo dna certamente non ostacolato, la cultura protestante (colonialismo, capitalismo, lo stesso nazismo) e mi chiedo se vale la pena insistere su questa &#8211; per altro innegabile &#8211; superiorità. La dimensione della trascendenza, in quanto tale vissuta con ben altra partecipazione da parte del protestantesimo, se da un lato ne ha affinato la cosiddetta spiritualità, dall&#8217;altro, proprio per questo, l&#8217;ha proiettato ben più del cattolicesino in quella rarefazione che fa perdere i contatti con la realtà e  rende disponibile alle prospettive apocalittiche.<br />
Insomma, anche se per ragioni diverse, il protestantesimo &#8211; meno supestizioso, ma più visionario &#8211; è forse ancora meno permeabile del cattolicesimo ad una qualche forma di ateismo.</p>
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