8 Marzo, Lecce: spaccatura per i cartelli Uaar

“Per Vaticani e Talebani il peccato è reato”; “Sessuofobia mettiamoci una croce sopra”, questi i due cartelli con cui l’Uaar ha partecipato alla manifestazione dell’8 Marzo a Lecce.
Dopo un corteo per le vie cittadine si è confluiti in un cinema per la proiezione del film “Il segreto di Vera Drake”, proposto dalla commissione provinciale sulle Pari Opportunità.
A questo punto è scoppiato il casus belli: la responsabile della Commissione, aprendo il dibattito, ha negato gli interventi al movimento delle donne, organizzatore delle varie iniziative, censurando l’esposizione dei cartelli dell’Uaar.
Per protesta molte donne hanno abbandonato la sala: a loro va la solidarietà dell’Uaar che denuncia la chiusura bigotta di istituzioni locali, ove prevalente resta l’accondiscendenza confessionale più antilaica e intollerante verso le diversità del movimento e della società.
Proprio ieri in Consiglio Comunale è stata accolta, con rinvio, all’unanimità una mozione per affidare le strutture sportive di quartiere alle parrocchie.Non risulta che quest’ultime l’abbiano chiesto e – se la legge civica deve prevaler sull’animus clericandi dei politici, sia aggirabile l’obbligo della gara o l’apposito Regolamento, come accortamente ha richiamato lo stesso Sindaco.
Il tradizionale blocco culturale a Lecce, ove, pur con radicate sacche di massoni, favorevoli alla cremazione, comporta che su questo permanga il silenzio, il tabù, eludendo “democraticamente” il principio cardine della laicità.

Giacomo Grippa, coordinatore circolo Uaar di Lecce (lecce@uaar.it)

Archiviato in: Generale, UAAR

9 commenti

Daniela

ma perchè? Questa è una disciminazione vera e propria, solidarietà all’uaar e alle donne che hanno abbandonato la sala per protesta, quella responsabile è una persona miope e ottusa, non capire che, per lotta a tutti i tipi di discriminazione nei confronti dellle donne serve l’aiuto di tutte le organizazzioni e associazioni, è qualcosa di veramente grave.

A proposito, la mia gemella ha deciso di iscriversi all’uaar, anche se crede in dio, è una persona laica e secolarista ed ha deciso di dare il suo sostegno alla nostra associazione, me l’ha detto di punto in bianco, devo dire che mi ha sorpreso, in senso positivo s’intende.

antoniotre82

Nella provincia di lecce c’è un cattolicesimo fra i più accesi e spietati, ad essere atei o agnostici si rischia davvero di essere visti con l’occhio di chi guarda un cane affetto da idrofobia. Per ogni manifestazione politica c’è il prelato di turno ad assistere, con Cosmo Francesco Ruppi che ha la sua longa manus dappertutto, e la quasi totalità delle amministrazioni comunali sono sempre e immancabilmente pronte ad appoggiare ogni iniziativa delle parrocchie, e come in questo caso, sono le amministrazioni che prendono iniziative a favore di parrocchie, senza che venga richiesto dalle stesse.

D’altronde cosa ci si aspetta da gente che sfila per le processioni e alle aperture delle feste religiose indossando la fascia tricolore?

Comunque posso dire che nella mia provincia c’è una larga parte di giovani intelligenti e razionalisti, che anche se non lo sono pubblicamente, ragionano da tali sorridendo a tutte le fandonie religiose, e indignandosi sentendo le notizie della chiesa che invadee la vita pubblica.

Sono una minoranza certo, ma fino a qualche decennio fa tutti i giovani erano più servili di qualsiasi altro sindaco cattolico, ora invece in molti decidono di usare la ragione per valutare gli aspetti religiosi.

E’ tipico del dialetto salentino intermezzare i periodi con delle bestemmie che riguardano i santi e le divinità, si usano proprio come intercalari e interiezioni per colorire i discorsi e dare enfasi, chi è delle mie parti lo sa bene, e si diverte sanamente a bestemmiare ridendo in compagnia.

Al mio paese, per fare un esempio, fra amici ci si saluta in tal maniera molto spesso: ehi li muerti toi de quantu tiempu, e tutti ridono di gusto (che tradotto vuol dire alla romana “li mortacci tua da quanto tempo non ti si vede”, e non ho detto altre bestemmie che rigurdano i santi o la madonna per non essere censurato, ma vi assicuro che anche quelle si usano spessissimo come interiezioni).

Ora, il fatto che si ride per avere bestemmiato, il fatto che questo susciti ilarità fra i giovani, è una sciocchezza, ma secondo me è già sintomo che le nuove generazioni sono più razionali, in quanto non si fanno influenzare facilmente come le vecchie dal fatto che bestemmiare è peccato, fregandosene invece bellamente (anche se poi magari alcuni enti dire che vanno a messa, ma questo è ininfluente perchè ogni argomento religioso è incoerente, e ogni credente è costantemente incoerente per tutto l’arco della giornata).

Se un anziano sente bestemmiare un giovane inevitabilmente lo rampogna, e gli dice di andare a confessarsi, perchè sente più viva in lui la minaccia del peccato, essendo più ingenuo e credulone, non essendo dotato della giusta razionalità che invece possiede un giovane. E tutto questo non ha niente a che vedere con l’educazione, perchè ripeto sono interiezioni intrinseche nel dialetto salentino e non solo.

Stefano Bottoni

Insomma, la responsabile della commissione è fondamentalmente una donna contro le donne… Mah! Mala tempora currunt! Mi associo all’auspicio di Antoniotre82 che, col passare del tempo, la mentalità più aperta delle nuove generazioni possa prevalere su quella dei più anziani (e, posso presumere, meno acculturati e dunque più inclini alla superstizione).
E, ovviamente, massima solidarietà ai colleghi soci dell’UAAR di Puglia.

statolaico

Anch’io sono della prov di lecce… quant’è vero quello che scrive antoniotre82: una volta durante la festa in onore di S. Domenica, che si tiene in un paese vicino al mio, ho sentito uno dire “li morti de santa duninica”… non so cosa gli fosse successo per imprecare cosi’, ma sta di fatto che stava bestemmiando la santa sotto le paratìe in suo onore 🙂

Akrasias

antoniotre82
“ma secondo me è già sintomo che le nuove generazioni sono più razionali,”
Pensi veramente che un elemento irrazionale ed emotivo come la bestemmia possa far crescere una mentalità razionale come dovrebbe essere alla base dell’UAAR?
Non pensi che sia soltanto l’altro lato della medaglia di una mentalità immatura?

antoniotre82

@ akrasias

era solo per fare un esempio, per dimostrare che la bestemmia viene sentita in modo diverso nel terzo millennio, quando invece per le vecchie generazione bestemmiare viene visto come peccato.

E d’altro canto il concetto di maturità di cui tu parli è estremamente relativo: è più immaturo bestemmiare come iteriezioni suscitando ilarità, o è più immaturo non bestemmiare per il timore di commettere peccato?

Io opto decisamente per la seconda essendo un razionalista.

Parlavo del mio dialetto, non dell’italiano. In italiano certo le imprecazioni e le bestemmie non sono usate come interiezioni intrinseche, nel mio dialetto invece si, in un dialetto parlato intendo, sono usate spessissimo.

Elia Ballade

@antoniotre82

Da parte materna sono salentino…
so che sono religiosissimi, ma e´ stato uno spettacolo uscire con mio cugino ed amici e sentirli sparare due tre bestemmie a frase…
Peggio dei livornesi… ahahah

Commenti chiusi.