Il miraggio pillola del giorno dopo

Pillola del giorno dopo: un miraggio nei weekend. Quando è un’impresa ottenere la ricetta tra consultori chiusi, medici obiettori ed ospedali gestiti da religiosi come il Galliera di Genova dove il no è la regola. Perché non solo a Pisa il diritto alla pillola, stabilito per legge, viene negato. E comunque se e quando ti fanno finalmente la prescrizione, è una conquista sudata spesso con ore di attesa e umiliazioni. Segnata da giri da un capo all’altro della città chinando il capo davanti a medici obiettori, a gente “che ti guarda e ti fa sentire la persona peggiore della terra. Che ti dice che il bambino potrebbe comunque nascere deforme e con problemi mentali”. Ore a insistere con “la paura di essere incinta e l’incubo altrimenti di dover affrontare un aborto”, passando per cinque tra ospedali, consultori chiusi, telefonate alla guardia medica. Così racconta Marianna, signora romana che dopo un rapporto non protetto col marito ha attraversato la capitale ricevendo dinieghi a ripetizione. Bussando al Sant’Eugenio e Forlanini prima di avere finalmente la ricetta al Cto Garbatella. E la sua non è un’eccezione. Lo conferma il viaggio delle croniste di Repubblica nelle maggiori città italiane che hanno avuto attese e risposte diverse nel weekend, quando molti consultori sono chiusi e i medici di conoscenza – tutti possono fare la ricetta senza obbligo di esami o visite – è in vacanza e non si sa a chi rivolgersi. […]

Il testo integrale dell’articolo di Caterina Pasolini è stato pubblicato sul sito di Repubblica

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