La religione entra nella corsa per la Casa Bianca

Non c’è solo il Papa in visita a «parlare di religione» in queste ore in America. E non se ne parla solo dai pulpiti o nelle stanze discrete degli incontri privati, a cominciare dalla Casa Bianca. Sia consonanza, coincidenza o concorrenza, il tema è centrale più che mai nei fori diversi della vita politica, dai saloni dei dibattiti ai corridoi attorno al potere. Con singolare tempismo i guardiani dei segreti dell’amministrazione repubblicana hanno aperto i rubinetti, o le dighe, delle indiscrezioni, alcune delle quali clamorose, mentre i big del partito democratico si sono confortati (o affrontati) in un «Forum sulla Fede nella vita pubblica e sulla Compassione», allestito nel Collegio del Messia di una cittadina di nome Grantham. Che per caso sorge in Pennsylvania, dove, sempre per caso, fra una settimana esatta si svolge la «primaria» che deciderà le sorti di Hillary Clinton (e, di conseguenza) quelle di Barack Obama. Doveva essere un’oasi di meditazione, nel tumulto della campagna elettorale. Inevitabilmente è invece divento anche una tribuna in più per le polemiche personali,in cui si e’distinta una volta di più Hillary Clinton per i suoi attacchi al vetriolo contro il rivale. Ritornando su una sua frase in cui Obama, riferendosi alle incertezze e alle amarezze di molti americani causate dalla crisi economica, ha enumerato la religione fra i canali in cui tale frustrazione si scaricherebbe, assieme all’avversione per per gli immigranti e la passione per la caccia. Hillary ha letto in questo passaggio una mentalità «élitaria» e un’incomprensione riduttiva e distorta del ruolo della religione, che e avrebbe sempre guidato il senatore Clinton «dalla mia infanzia a oggi» Obama si è limitato a osservare che è alquanto presuntuoso «chi pensa di avere una linea diretta con Dio».

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L’articolo completo di Alberto Pasolini Zanelli è consultabile sul sito de Il Giornale

2 commenti

Stefano Bottoni

Purtroppo è cosa ben nota che moltissimi politici della “più grande democrazia del mondo” sono molto influenzati da lobby religiose (e i cattolici non sono neppure la maggior parte) che sanno spostare un numero incredibile di voti a favore di chi le sostiene o contro chi le osteggia. Addirittura il motto originale stampato sulle banconote da un dollaro, che era sin dal XVIII secolo “e pluribus unum” (uno partendo da molti) è diventato nel secolo scorso “In god we trust” (ci affidiamo a dio). Non c’è dunque da stupirsi se la religione debba per forza essere presa con le molle da chiunque aspiri a un incarico politico importante. Esistono dei telepredicatori che hanno accumulato immense fortune spennando i gonzi che li seguono, e con quei soldi possono esaltare o rovinare un candidato.
Se poi un presidente dice che dio in persona gli ha ordinato di invadere l’Iraq… in Italia pochi bigotti gli crederebbero (tutti gli altri, pure credenti, lo prenderebbero per matto), ma negli USA tanti sono convinti che sia vero.

N2RT

A proposito di politica e religione, ecco cosa fa Napolitano per il Papa, ovviamente lui offre ma paghiamo noi…

Concerto straordinario della Verdi
Esibizione offerta da Napolitano al Papa il 24 aprile
(ANSA) – MILANO, 15 APR – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano offrira’ a Benedetto XVI un concerto di musica classica diretto da Oleg Caetani. Il concerto si terra’ il 24/4 alle 17, nell’Aula Paolo VI in Vaticano a Roma. Lo eseguiranno l’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. In programma,le 4 versioni originali della Ritirata notturna di Madrid di Boccherini nella versione di Luciano Berio, Schichsalslied op.54 di Brahms e la Sinfonia n.7 op.92 di Beethoven.

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-04-15_115184347.html

Saluti

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