Il caso della Madonnina di Santa Lucia arriva davanti al giudice. Venerdì la prima udienza ha visto in aula l’ex custode della chiesa, Vincenzo Di Costanzo, accusato di avere macchiato con il suo sangue il volto della statua. L’episodio risale al 18 marzo 2006, quando nella chiesa di corso della Repubblica si gridò al miracolo. Per il Pm, Alessandro Mancini, si tratta di alto sacrilegio. Il Dna delle ‘lacrime’ sacre corrisponde, infatti, a quello di Di Costanzo. Il Vescovo, Lino Pizzi, decise, subito dopo l’evento, di sostituire la statua, procedendo con un esposto della Diocesi. Di seguito le analisi del sangue trovato sul volto del simulacro, fecero finire Di Costanzo nel registro degli indagati, per una corrispondenza dell’impronta genetica trovata sul sangue misterioso con quella della saliva dell’indagato. Sia Di Costanzo che il suo avvocato difensore hanno richiesto il ricorso alla macchina della verità, non previsto dall’ordinamento.
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