Spagna: al via la legge sul testamento biologico

MADRID (SPAGNA) – Terapie fino all’ultimo respiro o sospensione di trattamenti sanitari, alimentazione, idratazione, respirazione artificiale che prolungano una vita ormai incosciente e condannata? Da mercoledì prossimo gli spagnoli potranno lasciare, per iscritto, le loro volontà al riguardo, nel caso si trovassero un giorno nelle condizioni di non poterle più esprimere lucidamente.

TESTAMENTI VITALI – Non è un’opzione per l’eutanasia “attiva”, tuttora illegale in Spagna. Ma un’indicazione da lasciare a medici, familiari, amici costretti a dover prendere eventuali decisioni sulle scelte terapeutiche più indicate per un malato terminale o colpito da danni cerebrali irreversibili. La legge che regola i “testamenti vitali” completa il percorso avviato dal parlamento spagnolo con l’approvazione, nel 2002, della Legge sulla Autonomia del paziente. Fin da allora fu stabilita la creazione nelle 17 comunità autonome di registri dove i cittadini potessero depositare le loro decisioni sui trattamenti medici che avrebbero voluto o non avrebbero voluto ricevere se non fossero più stati in grado di manifestare la loro volontà, un giorno, ai sanitari.

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L’articolo completo di Elisabetta Rosaspina è consultabile sul sito del Corriere

7 commenti

ren

E dire che noi e la Spagna sembravamo paesi simili fino a qualche anno fa. Anzi, li guardavamo anche con un po’ di sufficienza perchè erano un po’ sottosviluppati, dall’accento un po’ volgarotto, vestiti male e governati da un regime autoritario.
Oggi l’Italia è diventata la Tunisia d’Europa per pil pro capite e sottosviluppo culturale. Fra un po’ diventerà l’Algeria d’Europa, grazie anche alla nuova formidabile età dell’oro che ci attende, la nuova Pax Augustae dei prossimi 5 anni. Sono sicuro che Mr Prada darà il suo bel contributo.

Stefano Bottoni

Avrà i suoi difetti (non esiste il governo perfetto), ma la Spagna continua a distanziarci… come una Lamborghini (la Spagna) contro una Printz (indovinate chi…)

Daniela

lo sconforto sta prendendo il sopravvento, percepisco un immobilismo “assordante” dell’italia e degli italiani, credo che per noi ci vorranno venti trent’anni per raggiungere le conquiste civili degli altri paesi europei.

Pier

No non ci vorranno 30 anni… molti di più! perchè non siamo in ritardo, nè siamo fermi: stiamo tornando indietro.

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