Le prossime riforme di Zapatero

Riforma della legge sulla libertà religiosa, e della legge elettorale, riflessione e possibile revisione di alcuni aspetti di quella sull’aborto: sono queste le prime iniziative legislative del nuovo governo di Jose’ Luis Zapatero, illustrate ieri dalla vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega alla commissione Affari costituzionali del ‘Congreso’, a cui oggi la stampa spagnola dà ampio risalto.
La prima revisione riguarderà la ‘Legge sulla libertà religiosa’, e promette di far scoppiare una nuova polemica con la potente Conferenza episcopale spagnola (Cee), con cui già nella scorsa legislatura il governo socialista era venuto piú volte ai ferri corti per le riforme adottate sul matrimonio omosessuale e il divorzio rapido. Gli obiettivi, ha spiegato ieri de la Vega, sono soprattutto due: da un lato “avanzare nella condizione di laicità che la costituzione concede al nostro Stato”, con “il riconoscimento dei diritti degli agnostici, protetto nell’articolo 16 (della Costituzione ndr) sulla libertà di coscienza”; dall’altro, eliminare le dicriminazioni verso le confessioni religiose non cattoliche, applicando a livello legislativo gli accordi già esistenti con queste ultime. Il Partido popular (Pp), attraverso il suo portavoce nella commissione costituzionale, Federico Trillo, ha subito manifestato la sua contrarietà al progetto.
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De la Vega ha anche annunciato dei miglioramenti legislativi nella tutela di diritti fondamentali individuali, che potrebbero riguardare la legge sull’aborto: la vice di Zapatero infatti ha parlato di “introdurre miglioramenti nelle garanzie dei diritti delle donne”, citando espressamente il caso del diritto alla riservatezza delle donne che affrontano un’interruzione di gravidanza. In questo senso, l’ufficio di presidenza del ‘Congreso de los diputados’ ha dato il via libera preliminare a una proposta di Izquierda unida (Iu) ed Equerra republicana de Catalunya (Erc) per creare una sottocommissione che analizzi la necessità di riforma della legge sull’aborto, dopo gli interventi giudiziari nei mesi scorsi in alcune cliniche abortiste di Madrid e Barcellona che hanno sollevato forti polemiche. Il segretario esecutivo del Psoe, Jesus Caldera, ha ricordato che i socialisti pensano a una riflessione “con il massimo consenso possibile”, come indicato in campagna elettorale.
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32 commenti

Sempre Rosso

si può importare una Zapatero qualsiasi in Italia?
Arriba Espana!

ren

WOW! Milioni di anni luce da Vaticalia … Non si direbbe che noi e loro siamo entrambi in Europa !!! W Zapa !!!

Ipazia

Un monumento a quel santo di Zapatero!!!
E dopo di lui non sarà più possibile tornare indietro: quando i diritti delle persone sono acquisiti non puoi toglierli più.

Daniela

un’altra mbella “mazzata” alla prepotenza della chiesa cattolica, molto molto bene.

Augusto

Vivo in Spagna da circa 18 anni, cioè prima dell’avvento di Zapatero. Ho visto alternarsi tre governi (Gonzale, Aznar e Zapatero 1 ed ora 2) e non posso fare altro che rallegrarmi per aver scelto questo paese x vivere, anche se non è quello di Bengodi ovviamente. Il centro-destra e la CEE (Conferencia Episcopal Española) qui sono forti ma si rivelano sempre più ancorati ad un conservatorismo inutile. All’indomani delle elezioni in Italia, non ho potuto fare altro che esclamare con molta pena e rammarico: “Come è lontana l’Italia!”. Eppure non ho smesso d’essere cittadino italiano votando. Da qui si nota ancor di più quanto sia pesante l’influenza del Vaticano sugli affari di stato italiano e il vassallaggio dei suoi ministri. Coraggio! La lotta e qui x me ma direi più interessante in Italia.

Erik

Se Zapatero si presentasse alla elezioni qui in Italia con queste idee prenderebbe 4 voti.Il problema qui da noi non è dato dalla classe politica ma dalla mentalità degli italiani.Ipolitici devono vendere un prodotto;se qul prodotto ha mercato lo vendono altrimenti no.Simo noi popolo italiano che dobbiamo voler cambiare e non aver paura di aprici alla modernità.Propio come stanno facendo gli spagnoli.

Massi

W Zapatero. W la laicità (non a caso) coniugata con la parola socialista.

Il Fauno

“il riconoscimento dei diritti degli agnostici”

Incredibile, siamo proprio su due pianeti diversi; in Italia siamo ad un passo dal mettere in galera chi si dichiara ateo. E pensare che la Spagna fino a qualche anno fa era l’anello debole d’Europa…

“L’Italia agli Italiani!”

… Heil, Hitler …

Flavio

@ Erik

Secondo me se Veltroni avesse iniziato a dire le cose di Zapatero, avrebbe potuto vincere. Intendo che un leader — almeno qui — deve già essere a capo di un grande partito per poter dire cose progressiste, non viceversa. E salvo soprese, il futuro della ‘snistra’ è il PD.
Ma non ci arrivano, che vi devo dire…

Augusto

Volevo dire: l’Italia la devono fare gli Italiani, chi se no? Scusate il frainteso.

Luciano

Il fatto è che il cittadino medio italiano non è informato, ma è formato dall’informazione dei media. L’80% non legge nemmeno i giornali (Gazzetta dello Sport a parte), ma si basa solo sulla TV del tipo “striscia la notizia”. Se nelle classifiche mondiali sulla libertà di informazione l’Italia è a pari dello Zimbabwe o del Burundi un motivo c’è. In un contesto come quello italiano, Zapatero verrebbe travolto dal conformismo schematico e rozzo che viene costantemente instillato da TV e giornalismo asservito.

Stefano Grassino

@ Daniela
Non è un pò triste consolarsi con zapatero?

ren

Anche io quoto Luciano.
Erik, ma non ti rendi conto dei danni che hanno fatto 20 anni di tv commerciale senza alcun filtro? In Spagna la Cinco non ha mica potuto spargere analfabetismo a man bassa come ha fatto mediaset qui. Gli hanno dato una bella regolata. E la Rai si è adeguata in questa bella missione per rendere il paese super trash. Qui c’è una emergenza democratica bella e buona. Tutto l’apparato di lacchè dello spettacolo e del si fa per dire, giornalismo tiene su tutta questa baracca. E’ proprio ora di emigrare.
Augusto, da lontano tutto questo potrà sembrare interessante ed esotico ma vivere direttamente qui a Bananas è proprio deprimente.

Augusto

Ren, come sempre le tue osservazioni sono ottime. Tempo fa in Spagna si diceva che il vizio nazionale era l’invidia per gli altri paesi più avanti in Europa, soprattutto per l’Italia!!! Ora sembra che si verifichi il contrario. A conti fatti, la Spagna non è poi tanto più colta e meglio informata dell’Italia. Anche qui la maggioranza della gente ha la 3ª media a malapena, ci sono le trasmissioni TV trash, i pettegolezzi della stampa rosa, i giochi a premi, il gran hermano (grande fratello), il Marca (la gazzetta dello sport di qui), il nacional-catolicismo e le stesse idiozie e qcuna di più, forse. Il centro-destra pone l’allarme sulla perdita dei “valori” imputabili alla politica del governo di ZP e scende in piazza coi vescovi. Poi ai voti esce l’approvazione per le riforme sociali del governo ZP precedente e per quelle nuove che si profilano del nuovo governo ZP. E`vero, ci sono stati quattro anni di difficile rodaggio con un’opposizione avvelenata, ma ce l’ha fatta. In Italia c’è, a mio modo di vedere, una mediocrità a livello politico tale che si finisce per votare il meno peggio con la scusa del voto utile, non il meglio; si vota quasi ogni anno e la gente è stanca ed esasperata. Ecco che a questo punto si fa avanti chi se n’approfitta e dice: “Ghe’ pensi mi!” E tutti (o quasi) vanno dietro all’uomo forte. Ma dove l’ho già vista questa scena? Mmm….

franco

e pensare che avevo cominciato a studiare spagnolo e poi ho mollato….

comunque augusto non fai che confermare alcune cose di cui sono sempre più convinto, la differenza sta tutta nella politica. zapatero ha fatto (magari non tutto, per carità, non sono espertissimo in materia) quello che aveva promesso in campagna elettorale ed è stato premiato. nel 2006 ho votato csx e per tutta risposta la prima cosa che hanno fatto è stata un indulto… così questa volta ho deciso che avrei fatto festa il 13-14 aprile, il mio voto lo riavranno solo se e quando dimostreranno di esserne degni

Stefano Grassino

@Angelo

Quanto sei ingenuo: qui in Italia, uno come zapatero, non se lo fila nessuno.

Erik

@ ren

Mi rendo perfettamente conto dei danni fatti dalla TV italiana in questi ultimi 20 anni.A maggior ragione se si vogliono cambiare le cose è il popolo italiano che si deve svegliare ,non possiamo aspettare i politici.Loro in questo paradiso di ignoranza ci stanno a meraviglia,potendo continuare a fare i loro affarucci.

Erik

@ Flavio

Non credo che Veltroni avrebbe vinto usando un linguaggio più “zapateriano”.Il PD è formato, per almeno un terzo ,da un partito di ispirazione cattolica.Magari un cattolicesimo più aperto e tollerante rispetto all’UDC,ma pur sempre cattolici e quindi sensibili a certi argomenti.

Augusto

Ancora una volta quoto Erik: “A maggior ragione se si vogliono cambiare le cose è il popolo italiano che si deve svegliare ,non possiamo aspettare i politici. Loro in questo paradiso di ignoranza ci stanno a meraviglia, potendo continuare a fare i loro affarucci.” Se potessi tornare indietro, non migrerei più. Sono favorevole al detto. “Se cadi al suolo, grazie al suolo puoi rialzarti”. Forse è il coraggio a fare la differenza.

antonella

Il “vantaggio” del popolo spagnolo è stata la dittatura di Franco, appoggiata senza ritegno dalla chiesa. Questo ha aperto gli occhi ai nostri cugini.
Noi cosa aspettiamo per svegliarci?

Augusto

@ Antonella
Noi abbiamo avuto il ventennio con il beneplacido della chiesa; gli spagnoli hanno avuto circa 40 anni di fascismo con lo stesso beneplacido della chiesa (nacional-catolicismo). Sembravamo più svegli noi italiani nei 30 anni che seguirono il 25 aprile ’45. Loro erano (con i portoghesi) gli ultimi dell’Europa di allora. Si sono svegliati sul finire dei ’70 (Franco morì nel nov. ’75 e la loro Costituzione è del ’78) e noi invece ci siamo sempre più assopiti e impantanati tra un impasto e re-impasto di un governo dopo l’altro fino a qui, aprile 2008. Colpa della legge elettorale? Sarà, ma non solo. Deve nascere uno Zapatero tutto italiano? Mah… Neanche si può appoggiare la tesi del “tanto peggio, tanto meglio” di togliattiana memoria. La soluzione è nelle mani degli italiani e, si sa, i grandi cambiamenti di mentalità e culturali non avvengono dalla mattina alla sera. Ci vuol pazienza. I giovani non ne hanno molta perchè vogliono vivere al meglio intanto che son giovani. E desiderano emigrare làddove sembra meglio. Come si può dar loro torto?

ren

@ Augusto

Grazie, anche per i tuoi interventi che spiegano tante cose di una realtà che non conosciamo poi così bene, a parte gli occasionali viaggi.
A veces pienso que a mì tambièn me gustarìa trasladarme a España. Ahora estoy estudiando el chino, vamos a ver lo que me reserva el futuro … Cuìdate

@ Erik

Speriamo che ci svegliamo almeno dopo questo quinquennio che prevedo caratterizzato da libertà di pensiero (poca) e democrazia (pochina).

Augusto

@ Ren

¡Hombre! ¿Que te parece estudiar el chino en España? Dos pájaros de un tiro. Ooops! Scusate ma ormai penso anche in spagnolo e mi viene spontaneo. Il cinese sembra essere la lingua del futuro. Vai, Ren, “non è mai troppo tardi”!

ren

¡Me parece muy bien! Eh si è da considerare seriamente… 🙂

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