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	Commenti a: Scienziati &#8220;alla ricerca&#8221; di Dio e intervista a Massimo Pigliucci	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 May 2008 09:57:07 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Asatan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Asatan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 05:38:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mettiamoper ipotesti che un giorno la scienza porvasse che la teoria del mare dei quanti è vera. Cosa farebbero allora i credenti? Butterebbero a mare il lor vecchietto con la barba bianca e ci direbbero che querk e gluoni sono dio?
Il fatto che qualcosa sia eterno non significa affatto che sia autocosciente. sarebbero pronti a passare da un dio personale ad un dio meccanico?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamoper ipotesti che un giorno la scienza porvasse che la teoria del mare dei quanti è vera. Cosa farebbero allora i credenti? Butterebbero a mare il lor vecchietto con la barba bianca e ci direbbero che querk e gluoni sono dio?<br />
Il fatto che qualcosa sia eterno non significa affatto che sia autocosciente. sarebbero pronti a passare da un dio personale ad un dio meccanico?</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Senofane		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164935</link>

		<dc:creator><![CDATA[Senofane]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 21:25:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[trovo il termine &quot;presocratici&quot; riduttivo, si rifletta anche che il Socrate platonico non è vissuto storicamente, diversamente dal Socrate reale sulla cui esistenza ci si è messi d&#039;accordo abbastanza recentemente perché compare in diversi storici greci, anche se la soluzione della seconda questione è più &quot;accettata&quot; che risolta. il prendere Socrate come punto d&#039;inizio lo comparerei al contare gli anni da un cristo qualsiasi, sembra sempre un atto di fede rivestito di praticità.

la religione sarà cominciata in diversi modi, mi pare ovvio, a seconda di società e luoghi geografici differenti e vari altri fattori. il suo perpetuarsi non può dimostrare la sua efficacia riguardo alla vita, o almeno non in tutti i sensi, ma il potente controllo sulle menti che da decenni viene studiato e applicato dai centri di potere economico, per pubblicità, elezioni, metapolitica ... un&#039;ipnosi perpetua che impedisce di essere vigili se non verso la difesa del proprio sonno. chi crede non pensa, mica non pensa del tutto, non pensa a quello che potrebbe mettere in pericolo il suo sonno, per il resto vi sta a sentire finché non si sente offeso. vi è mai capitato di parlare con un credente della storicità dei suoi idoli o della logicità delle sue ideologie?

un conto è fare ipotesi su quel che esisteva prima di qualcosa e un conto è crederci, chi non vede la differenza non può essere considerato uno che usa il cervello per pensare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>trovo il termine &#8220;presocratici&#8221; riduttivo, si rifletta anche che il Socrate platonico non è vissuto storicamente, diversamente dal Socrate reale sulla cui esistenza ci si è messi d&#8217;accordo abbastanza recentemente perché compare in diversi storici greci, anche se la soluzione della seconda questione è più &#8220;accettata&#8221; che risolta. il prendere Socrate come punto d&#8217;inizio lo comparerei al contare gli anni da un cristo qualsiasi, sembra sempre un atto di fede rivestito di praticità.</p>
<p>la religione sarà cominciata in diversi modi, mi pare ovvio, a seconda di società e luoghi geografici differenti e vari altri fattori. il suo perpetuarsi non può dimostrare la sua efficacia riguardo alla vita, o almeno non in tutti i sensi, ma il potente controllo sulle menti che da decenni viene studiato e applicato dai centri di potere economico, per pubblicità, elezioni, metapolitica &#8230; un&#8217;ipnosi perpetua che impedisce di essere vigili se non verso la difesa del proprio sonno. chi crede non pensa, mica non pensa del tutto, non pensa a quello che potrebbe mettere in pericolo il suo sonno, per il resto vi sta a sentire finché non si sente offeso. vi è mai capitato di parlare con un credente della storicità dei suoi idoli o della logicità delle sue ideologie?</p>
<p>un conto è fare ipotesi su quel che esisteva prima di qualcosa e un conto è crederci, chi non vede la differenza non può essere considerato uno che usa il cervello per pensare.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: cesare		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164934</link>

		<dc:creator><![CDATA[cesare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 21:06:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La religione è come l&#039;alcool, la droga, il gioco, la televisione o qualsiasi altra cosa in cui ci si rifugia perchè si ha bisogno di consolazione quando non si riesce a sopportare il male di vivere. Pensare che la religione si concilii con la ragione - come adesso va di moda affermare citando pappagallescamente chi sappiamo - è una stupidaggine. La religione ti consola e ti addormenta, la ragione ti tormenta e ti sfida, ma è la sola che ti può portare a capire qualcosa. Lo diceva Leopardi, uno che amava le &quot;illusioni&quot;, ma che alla fine tornava sempre a fare i conti con la realtà. Dopo Darwin, Nietszche e Freud la religione è un baule pieno di vecchi stracci relegato in soffitta. Anche se il potere la utilizza strumentalmente (Machiavelli docet) la verità è sempre lì, evidente, e non puoi far finta di non vederla. Specialmente poi quando vedi chi sono oggi i paladini della religione: ipocriti, opportunisti, guerrafondai, razzisti, ignoranti, &quot;ruffian, baratti e simili lordure&quot; (Dante).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La religione è come l&#8217;alcool, la droga, il gioco, la televisione o qualsiasi altra cosa in cui ci si rifugia perchè si ha bisogno di consolazione quando non si riesce a sopportare il male di vivere. Pensare che la religione si concilii con la ragione &#8211; come adesso va di moda affermare citando pappagallescamente chi sappiamo &#8211; è una stupidaggine. La religione ti consola e ti addormenta, la ragione ti tormenta e ti sfida, ma è la sola che ti può portare a capire qualcosa. Lo diceva Leopardi, uno che amava le &#8220;illusioni&#8221;, ma che alla fine tornava sempre a fare i conti con la realtà. Dopo Darwin, Nietszche e Freud la religione è un baule pieno di vecchi stracci relegato in soffitta. Anche se il potere la utilizza strumentalmente (Machiavelli docet) la verità è sempre lì, evidente, e non puoi far finta di non vederla. Specialmente poi quando vedi chi sono oggi i paladini della religione: ipocriti, opportunisti, guerrafondai, razzisti, ignoranti, &#8220;ruffian, baratti e simili lordure&#8221; (Dante).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Magar		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164925</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 19:02:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Claudio
Solo un piccola osservazione:
&lt;blockquote&gt;o la materia è Dio visto che ha l’attributo dell’eternità che manca alle cose che noi osserviamo che sono contingenti&lt;/blockquote&gt;
Eh??? Secondo te sarebbe sufficiente l&#039;attributo dell&#039;eternità per parlare di &quot;Dio&quot;? No, decisamente è un uso troppo fantasioso del termine: per parlare (seriamente) di divinità, serve almeno che l&#039;entità abbia creato l&#039;intero universo (e forse qui potremmo esserci...), e che sia dotata di &lt;i&gt;intelligenza&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;coscienza&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;volontà&lt;/i&gt;, altrimenti stiamo parlando di altro rispetto a ciò che l&#039;umanità ha sempre chiamato &quot;divinità&quot;. 
In particolare, la materia non avrebbe la volontà, quindi non avrebbe potuto imprimere alcuno &lt;i&gt;scopo&lt;/i&gt; alla storia dell&#039;universo e all&#039;esistenza umana. 
Se poi vuoi chiamarla &quot;Dio&quot; accomodati pure, ma su questo &quot;Dio senz&#039;anima&quot; non si può costruire una religione o una filosofia di vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Claudio<br />
Solo un piccola osservazione:</p>
<blockquote><p>o la materia è Dio visto che ha l’attributo dell’eternità che manca alle cose che noi osserviamo che sono contingenti</p></blockquote>
<p>Eh??? Secondo te sarebbe sufficiente l&#8217;attributo dell&#8217;eternità per parlare di &#8220;Dio&#8221;? No, decisamente è un uso troppo fantasioso del termine: per parlare (seriamente) di divinità, serve almeno che l&#8217;entità abbia creato l&#8217;intero universo (e forse qui potremmo esserci&#8230;), e che sia dotata di <i>intelligenza</i>, <i>coscienza</i> e <i>volontà</i>, altrimenti stiamo parlando di altro rispetto a ciò che l&#8217;umanità ha sempre chiamato &#8220;divinità&#8221;.<br />
In particolare, la materia non avrebbe la volontà, quindi non avrebbe potuto imprimere alcuno <i>scopo</i> alla storia dell&#8217;universo e all&#8217;esistenza umana.<br />
Se poi vuoi chiamarla &#8220;Dio&#8221; accomodati pure, ma su questo &#8220;Dio senz&#8217;anima&#8221; non si può costruire una religione o una filosofia di vita.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: opinione		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164923</link>

		<dc:creator><![CDATA[opinione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 18:46:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Nulla è all&#039;Eterno presente, l&#039;uguaglianza certa del Tutto all&#039;Infinito del consistente.
Con questa frase ho chiuso un commento precedente senza dare seguito alla conferma concettuale della sua affermazione.
Quello che è inteso riguarda l&#039;Ordine e il Caos, perchè la comprensione dell&#039;Ordine&quot; per questa opinione è ciò che viene constatato alla definizione della superiorità al Tutto; esempio definisco l&#039;intero dell&#039;essere umano o di qualsiasi entità concepibile, dall&#039;inferiorità che la compone e così per ogni componente anch&#039;esso considerato superiorità, dalla definizione dei suoi componenti e cosi via all&#039;Infinito.
Solo che l&#039;Infinito non lo possiamo concepire così come l&#039;Eterno, per cui ritengo che per Ordine dobbiamo considerare il limite determinato di ciò che possiamo definire, mentre il Caos riguarda l&#039;indeterminazione illimitata in cui non è più possibile comprendere.
Ciò che non è comprensibile, non è concepibilè,perciò riguarda il Nulla che è presente all&#039;Eterno mentre ciò che riguarda il Tutto è l&#039;estinzione del consistente all&#039;Infinito perciò all&#039;uguaglianza certa.
Il concetto constata al Caos l&#039;uguaglianza certa, e all&#039;Ordine, l&#039;incertezza concettuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nulla è all&#8217;Eterno presente, l&#8217;uguaglianza certa del Tutto all&#8217;Infinito del consistente.<br />
Con questa frase ho chiuso un commento precedente senza dare seguito alla conferma concettuale della sua affermazione.<br />
Quello che è inteso riguarda l&#8217;Ordine e il Caos, perchè la comprensione dell&#8217;Ordine&#8221; per questa opinione è ciò che viene constatato alla definizione della superiorità al Tutto; esempio definisco l&#8217;intero dell&#8217;essere umano o di qualsiasi entità concepibile, dall&#8217;inferiorità che la compone e così per ogni componente anch&#8217;esso considerato superiorità, dalla definizione dei suoi componenti e cosi via all&#8217;Infinito.<br />
Solo che l&#8217;Infinito non lo possiamo concepire così come l&#8217;Eterno, per cui ritengo che per Ordine dobbiamo considerare il limite determinato di ciò che possiamo definire, mentre il Caos riguarda l&#8217;indeterminazione illimitata in cui non è più possibile comprendere.<br />
Ciò che non è comprensibile, non è concepibilè,perciò riguarda il Nulla che è presente all&#8217;Eterno mentre ciò che riguarda il Tutto è l&#8217;estinzione del consistente all&#8217;Infinito perciò all&#8217;uguaglianza certa.<br />
Il concetto constata al Caos l&#8217;uguaglianza certa, e all&#8217;Ordine, l&#8217;incertezza concettuale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Peppe		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164920</link>

		<dc:creator><![CDATA[Peppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 17:52:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[claudio = &quot;non convinci! Anche l’ateismo è una fede e semmai ancora più irrazionale.&quot;

...e poi c&#039;era il bue che dava del cornuto all&#039;asino... :lol:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>claudio = &#8220;non convinci! Anche l’ateismo è una fede e semmai ancora più irrazionale.&#8221;</p>
<p>&#8230;e poi c&#8217;era il bue che dava del cornuto all&#8217;asino&#8230; 😆</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Augusto		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164912</link>

		<dc:creator><![CDATA[Augusto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 16:38:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lorenzo G. &quot;... E&#039; LUI L&#039;INFINITO&quot;.

Perchè dare un nome (Dio) a qcosa (infinito) che già ce l&#039;ha. Forse dovremmo parlare di infinito passato e di infinito futuro dentro il quale si verificano fenomeni non casuali bensì causali, tra cui noi esseri umani; ossia di un&#039;infinita sequenza di cause ed effetti. Se si considera il cosmo come un organismo vivente in continua trasformazione, si dovrebbe chiamare la vita Dio. Perchè se anche questa ha già un nome?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo G. &#8220;&#8230; E&#8217; LUI L&#8217;INFINITO&#8221;.</p>
<p>Perchè dare un nome (Dio) a qcosa (infinito) che già ce l&#8217;ha. Forse dovremmo parlare di infinito passato e di infinito futuro dentro il quale si verificano fenomeni non casuali bensì causali, tra cui noi esseri umani; ossia di un&#8217;infinita sequenza di cause ed effetti. Se si considera il cosmo come un organismo vivente in continua trasformazione, si dovrebbe chiamare la vita Dio. Perchè se anche questa ha già un nome?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Augusto		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164911</link>

		<dc:creator><![CDATA[Augusto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 16:19:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lorenzo G
Sono d&#039;accordo con te che se non diamo nessun nome all&#039;infinito questo resta così com&#039;è. Quindi parleremmo di un infinito passato e di un infinito futuro in cui si verificano fenomeni non casuali bensí causali, cioè di un&#039;interminabile flusso di cause ed effetti. Di cui noi ne facciamo parte. Se si considera il cosmo come un organismo vivente, verrebbe spontaneo chiamare Dio la vita stessa. Ma perchè chiamarla Dio se la vita ha già un nome?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo G<br />
Sono d&#8217;accordo con te che se non diamo nessun nome all&#8217;infinito questo resta così com&#8217;è. Quindi parleremmo di un infinito passato e di un infinito futuro in cui si verificano fenomeni non casuali bensí causali, cioè di un&#8217;interminabile flusso di cause ed effetti. Di cui noi ne facciamo parte. Se si considera il cosmo come un organismo vivente, verrebbe spontaneo chiamare Dio la vita stessa. Ma perchè chiamarla Dio se la vita ha già un nome?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Augusto		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164907</link>

		<dc:creator><![CDATA[Augusto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 16:03:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non vedo nulla di male che degli scienziati studino l&#039;origine o il perchè della religione. Il titolo del blog può creare confusione tra religione e Dio. Scienza e religione sono dopotutto &quot;prodotti&quot; dell&#039;essere umano nel tempo. Un&#039;altra cosa è ricercare x dimostrare l&#039;esistenza di Dio, ossia di un essere (o più, se non ci si limita alle religioni monoteiste) trascendentale. Come la mettiamo allora per esempio con il buddismo che non prevede nessun essere trascendentale, creatore, onnipotente, ecc., con il quale la scienza andrebbe a nozze perchè i suoi principi scaturiscono dall&#039;esperienza umana?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vedo nulla di male che degli scienziati studino l&#8217;origine o il perchè della religione. Il titolo del blog può creare confusione tra religione e Dio. Scienza e religione sono dopotutto &#8220;prodotti&#8221; dell&#8217;essere umano nel tempo. Un&#8217;altra cosa è ricercare x dimostrare l&#8217;esistenza di Dio, ossia di un essere (o più, se non ci si limita alle religioni monoteiste) trascendentale. Come la mettiamo allora per esempio con il buddismo che non prevede nessun essere trascendentale, creatore, onnipotente, ecc., con il quale la scienza andrebbe a nozze perchè i suoi principi scaturiscono dall&#8217;esperienza umana?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo G.		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/05/09/scienziati-alla-ricerca-dio-intervista-massimo-pigliucci/#comment-164904</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 15:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[errata corrige: volevo scrivere: &quot;quindi E&#039; LUI l&#039;infinito&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>errata corrige: volevo scrivere: &#8220;quindi E&#8217; LUI l&#8217;infinito&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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