Gay pride a Roma, domani: il corteo concluderà a piazza Navona

A poche ore dal Roma Pride 2008 di  sabato 7 giugno Roma, la questura ha sciolto il nodo sulla chiusura del corteo che si svolgerà in piazza Navona. La notizia è stata resa nota dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, in una nota stampa dove si legge che «dopo l`incomprensibile divieto di arrivare in piazza San Giovanni, solo oggi, ad appena 48 ore dallo svolgimento della parata, è stato sciolto con la Questura il nodo relativo alla piazza di arrivo del corteo».

Il corteo partirà sabato 7 giugno da piazza della Repubblica a Roma alle 16.00. Il Circolo Mario Mieli spiega che «Piazza Navona è una piazza storica di rivendicazioni che hanno fatto la storia democratica del nostro Paese, come l`aborto, il divorzio e la manifestazione contro la violenza sulle donne del 24 novembre 2007. Naturalmente il diniego di piazza San Giovanni -continua il comunicato stampa – pesa ancora come un enorme macigno e una ferita aperta, ma confermiamo la volontà testarda a sfilare orgogliosi e pacifici e invitiamo tutta la città a marciare con noi». Il Circolo Mieli, organizzatore della manifestazione, ci tiene a precisare che le voci sull`arrivo a piazza del Popolo, riportate oggi a mezzo stampa, sono sempre state prive di fondamento, in quanto nella piazza in questione c`è un
reale impedimento tecnico per la presenza di altra manifestazione.

«Piazze negate come in Russia» per Franco Grillini. «A pochi giorni da alcune importanti manifestazioni del Pride dobbiamo, purtroppo, prendere atto che sono state vietate agli organizzatori ben due piazze, a Roma e a Biella. Le motivazioni del divieto sono risibili» continua Grillini per il quale «siamo palesemente di fronte ad una limitazione delle libertà democratiche e di manifestazione, in aperta violazione degli articoli 17 e 21 della Carta costituzionale. In Italia – prosegue l’esponente della Costituente socialista e presidente di Gaynet, associazione stampa gay – sta accadendo quello che succede nei Paesi dell’est europeo, dove si limitano o si vietano le manifestazioni delle minoranza gay e dove, come in Russia, stiamo assistendo ad un processo di riduzione degli spazi della democrazia. È anche per questo
che è necessario garantire la massima presenza e partecipazione di tutto il mondo laico – conclude – in modo da mandare un messaggio chiaro e forte a chi sta facendo in Italia prove tecniche di dittatura clericale».

“Tutta mia la città”, storico pezzo dell’Equipe 84 rivisitato in versione ska da Giuliano Palma, accompagnerà il 7 giugno per le strade di Roma la festosa parata del Gay Pride 2008. Un solo problema. La città quel giorno non sarà tutta loro. Il questore di Roma Marcello Fulvi ed il prefetto Carlo Mosca non hanno autorizzato l’arrivo della manifestazione in piazza Porta di San Giovanni perché lo stesso sabato ci sarà un concerto corale all’interno della basilica di S. Giovanni in Laterano in concomitanza con l’arrivo del Pride.

Il Governo, e in particolare il ministro degli Interni, Roberto Maroni, garantiscano che «le pacifiche, non violente e allegre manifestazioni dei Pride al via questo fine settimana possano svolgersi regolarmente». È il monito di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay.

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L’articolo completo di Marco Filippetti è consultabile sul sito de L’Unità