Bocca: Quel che il papa non vede

Il bacio della mano del papa è un segno di sottomissione al potere ecclesiastico? Il presidente del consiglio Berlusconi, il liberale cavouriano del ‘libera chiesa in libero Stato’, il custode della Costituzione repubblicana laica, il bacio della mano l’ha fatto due volte, per le televisioni, unificate come non mai al servizio dei grandi poteri, e il reciproco compiacimento è stato evidente: il papa tedesco sorrideva e irraggiava soddisfazione.

I cronisti vaticani hanno notato che le sedie dei due erano state messe di traverso. Accanto e non dietro il tavolo, quasi preparate all’evenienza di un abbraccio. Il papa ha colto l’occasione della visita di Berlusconi per dichiarare urbis et orbis che in Italia “c’è un’aria nuova, di pace sociale e di rinata speranza”.

Dove vive questo papa? In quale beato isolamento? Non lo sa che il paese Italia, come ha detto Giorgio Ruffolo, non è mai stato “così lontano dalla unificazione economica e politica, così amaramente lontano e frustrato?”. E che un presidente della Regione siciliana ha aggiunto: “Siamo ormai vicini al punto di non ritorno, i nostri problemi pongono in questione la stessa democrazia”. La rete delle parrocchie, presente nell’Italia intera come le stazioni dei carabinieri, non funziona più, non riesce più a informare le superiori gerarchie della situazione reale del Paese?

[…]

L’articolo integrale di Giorgio Bocca è consultabile sul sito de L’Espresso