QUANDO Emanuele Severino e Umberto Galimberti segnalarono l’irruzione della tecnica nel mondo dell’etica sembrò ai più che la questione avesse un contenuto esclusivamente filosofico e quindi astratto e di scarsa importanza pratica. Se ne erano del resto già occupati scrittori e filosofi americani e, in Europa, tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli, greci. Era insomma una questione posta dall’attualità e dall’evidenza: la tecnica, la “tecné”, aveva conquistato una vera e propria egemonia che incideva nel mondo dei comportamenti sociali, determinava lo sviluppo… Leggi tutto »
Archivi Giornalieri: lunedì, Agosto 4, 2008
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