San Benedetto del Tronto (AP): organizzatori recita per bambini negano storia del “principe gay”

Gli organizzatori della recita per bambini rappresentata nel centro estivo per ragazzi a San Benedetto del Tronto, accusati di aver messo in scena un “apologo gay”, chiariscono i fatti dopo le proteste di una coppia di genitori. Nella scena incriminata, il principe azzurro in salsa “tronista”, stanco delle avances di vari personaggi femminili, se ne andava con un amico. Lo scopo era invece, afferma Manuele Pucci, uno degli organizzatori, ”criticare il mondo della Tv, con i personaggi delle fiabe costretti ad apparire nei programmi per riconquistare il cuore dei bambini. Nella scena contestata, danzata e non parlata, il principe non dice di essere gay, semplicemente si allontana con l’amico del cuore”. Inoltre, ”l’unico genitore che ci ha contestato, sulle 180 famiglie presenti, continua a comunque a mandare il figlio al centro estivo”. Per un’altra organizzatrice, Rosanna Vigliarolo, la scena è stata “travisata”. L’assessore alle politiche sociali Loredana Emili difende gli organizzatori e ha parlato con il genitore che si era lamentato: ”è stato l’unico a interpretare la recita in quel senso”.

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12 commenti

Lucia

Penso che il reale intento della recita non sia una questione vitale. La questione è che ci sono persone che si scandalizzano per l’omosessualità, e che trasmettono l’omofobia ai propri figli.
Questo è il problema, non la recita gay o non gay.

Leo55

Giusto Lucia.
A me, personalmente, infastidisce molto il tentativo di voler a tutti i costi “giustificarsi”, oppure precisare i termini della vicenda in chiave maggiormente presentabile, quasi a voler dare ragione a tutti quelli che insistono a voler considerare l’omosessualità un qualcosa di vergognoso, di negativo e quindi, diseducativo. Al contrario , auspicherei da parte dei protagonisti una sincera ammissione del vero significato che si voleva rappresentare, accompagnando il tutto con una sincera e ferma denuncia dei preconcetti e delle fobie che ci derivano dall’etica cattolica.

Sara

E’ anche grave che questi neghino e giustifichino: no, noi non volevamo dire che il principino era gay! e se fosse? ma che scandalo c’é?
Perché non hanno detto: sì, volevamo dire proprio questo, e allora?

Massi

Però! Emblematica questa idea che un principe trova più spasimanti che amici.

gigetta

cessss!!! ma come l’ha interpretata questo! no ma sono davvero problematici questi quì! si ritira con l amico del cuore anche io avevo l’amichetta del cuore a sette anni e allora che sono lesbica per quello? boh! qualche problema ce l’hanno davvero in ogni caso anche se la trama della storia fosse come l’ha interpretata lui non ci vedo niente di male il fatto che sia l’unico che ha detto la sua sulla recita la dice lunga sull’idea diffusa sull’omosessualità ognuno ne ha un idea diversa ma una cosa è sicura al 100% ormai è accettata da quasi tutti non ho sentito ancora nessuno dire che non dovrebbero vedersi riconosciuti alcuni diritti (ovviamente quasi nessuno è favorevole al matrimonio ma questo è un altro discorso)tranne ovviamente alcuni cattolici intransigenti ma quelli più tiepidi e chi della chiesa non ne fa proprio parte sono tutti d’accordo almeno su questo fatto. il papà (che sarà anche un pò attempato se ragiona così) dica quello che vuole magari poi tra qualche anno si ritrova il figlio gay (succede quasi sempre alla gente che ragiona come lui :D)

p.s. mi ha ricordato a proposito di chi si fa i film per conto suo delle mie adorate suore un giorno arriva carica di valigie una ragazza dall’aereoporto col fratello…le hanno fatto fare dieci viaggi da sola perchè quello era fratello suo non delle altre (della serie questo se sale su le violenta tutte) quando uno ha problemi, ha problemi e basta non c’ è niente da fare interpreta tutto per conto suo e vede cose che noi comuni mortali non possiamo vedere (un pò come succede ai pazzi)

Otto Permille

Non si dice comunemente… “chi trova un amico trova un tesoro?”

darik

la percentuale di omosessuali si aggira sull’ 8 – 10 % (la maggior parte di loro tiene celata la propria inclinazione sessuale)
detto questo; delle 180 famiglie del centro, almeno una decina si ritroveranno ad
affrontare il “problema” di un figlio/a omo.
fortunatamente, più si va avanti e più il problema diventa “meno problema”…
però, come si vede, i pregiudizi sono duri a morire.

darik

andrea

Poi ci meravigliamo della violenza e dell’imbarbarimento dei “giovani”… Queste non sono niente altro che la naturale prosecuzione (magari piu’ inesperta e meno inibita e quindi potenzialmente più violenta) del pensiero dei genitori.

gigetta

@ darik
ho fatto da poco un intervista un pò in giro ho chiesto sia ad atei come me che ad ultrabigotti anche quelli tra questi ultimi che chiamano in senso dispregiativo i gay con appellativi poco simpatici erano del parere che gli vadano riconosciuti dei diritti (questo nella mia cerchia di conoscenze) i pregiudizi saranno pure duri a morire ma almeno la consapevolezza che bisogna andare avanti ce l’abbiamo un pò tutti.
considera poi che ci sono persone insospettabili che stanno dalla loro parte per esempio si crede che un “vecchietto” debba essere per forza bigotto e poco critico mia nonna è entrata in chiesa si e no sei volte in ventun’ anni (solo in occasione di battesimi, prime comunioni e cresime mie e di mia sorella, infatti non era molto credente anzi mi sa che non lo era per niente) ed è stata la prima a spiegarmi cosa voleva dire la parola gay (in occasione di un incontro con una coppietta di gay che avevamo fatto in giro per il parco avevo circa nove anni ed ero scoppiata a ridere dopo avermi sgridata per bene mi aveva detto che dovevo rispettarli perchè erano delle persone che si volevano bene esattamente come si vogliono bene la mia mamma e il mio papà) era dell’ idea che fossero ingiustamente discriminati oggi avrebbe 72 anni e per la sua età era decisamente moderna (ce ne sono tanti come lei anche se passano inosservati).

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