Francia: sentenze per parificare matrimoni ai pacs

Una serie di pronunce dell’Halde (Alta Autorità di Lotta contro le Discriminazioni) chiede la progressiva parificazione dei diritti in materia di reversibilità delle pensioni e congedi familiari tra i pacs e i matrimoni. Nonostante l’assenza di poteri, l’Halde fornisce pareri e linee guida alle istituzioni, in vari ambiti.
In febbraio ha definito la mancata concessione di congedi familiari alle persone unite da pacs “discriminatoria”, consigliando al ministero del lavoro delle modifiche, che però ha risposto di non ritenerle necessarie, dato che i pacs “non hanno nè come oggetto nè come effetto la creazione di qualcosa di equivalente al matrimonio”.
In maggio l’Halde si è pronunciata una volta per estendere ai pacs la reversibilità della pensione in caso di decesso di uno dei contraenti e un’altra per definire “discriminatoria” la negazione al contraente del pacs ancora in vita dell’aiuto finanziario per le spese del funerale.
Nel 2007 in Francia i pacs sono cresciuti, arrivando a 100.000 – di cui solo il 7% riguarda coppie omosessuali – anche grazie al regime di tassazione praticamente identico al matrimonio; continuano invece a calare i matrimoni.

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57 commenti

Flavio

Beh se si applica un po’ di logica, un’unione è sempre un’unione e tutte le unioni devono avere gli stessi diritti.

Manlio Padovan

Mi pare chiaro che l’eliminazione del matrimonio sarà il futuro e verrà adottato tuttalpiù da una ristretta minoranza.
Naturalmente ci sono sempre gli stupidi che non se ne accorgono o che non vogliono accorgersene facendo perdere tempo prezioso all’umanità.

vito

Domanda a dei razionalisti: se i pacs diventano sempre più uguali al matrimonio….che differenza c’è tra le due cose??

Manlio Padovan

a Vito: è che il matrimonio è solo una pratica burocratica e nulla più…se c’è l’ammmmmmmore!

vito

a cartmann

allora vedi che chi dice che il matrimonio omosessuale non è lo scopo dei pacs è in malafede?

a Padovan

perchè il pacs non è una pratica burocratica?

a Andrea

quali differenze dovrebbero rimanere, secondo te, e perchè?

Sergio

Per la Chiesa la parificazione è discriminatoria in quanto prevede stessi diritti anche per chi semplicemente convive e non si è vincolato in modo solenne davanti alla società con il matrimonio, accettando ufficialmente diritti e doveri. Insomma, i pacs dico e convivenze varie sviliscono il matrimonio che infatti è sempre meno richiesto: scandalo inaudito, che affossa la morale e prelude al tramonto dell’occidente (e della Chiesa cattolica).

Manlio Padovan

a Vito: certo fanno di tutto per farne una pratica burocratica. Ergo: anche i PACS devono essere eliminati come pratica burocratica. Vogliamo solo la nostra volontà e l’amore. la maturità e la responsabilità.

stefano

il matrimonio fra omosessuali è uno degli scopi principali dei pacs e non ci vedo nulla di male, solo dei cattoschiavi decerebrati possono vedere in questa giusta pratica una minaccia per la famiglia tradizionale (quella fondata su chiesa tradimaenti ipocrisia e menegraghismo) e il matrimonio in chiesa non è piàùà tradizionale da lameno 30 anni visto che in molte regioni italiane i matrimoni con rito civile sono la maggioranza assoluta e le convivenze quasi la regola.

p.s. vito rassegnati, la società italiana cambierà totalemente nei prossimi decenni, più lentamente che altrove però cambierà; ciò che oggi viene visto come un insulto alla morale bigotta (matrimoni gay, coppie di fatto ecc.) divenrrà normale perchè lo è, mentre i sacerdoti del nulla potranno accomodarsi in una torre d’avorio sterile per isolarsi dal mondo o emigrare in nazioni più civili e adatte alla loro acefala visione del mondo (stile cile o argentina).

Asatan

Beh… i pacs stanno diventando una forma più moderna e flessibile di contratto matrimoniale, più adatto alle esigenze della gente.
E’ la legge che DEVE servire le persone, adattandosi ai mutamenti sociali, e non il contrario.

Quando la legge diviena fine a se stesas calpestando le persone inizia l’orrore.

gigetta

un giorno avremo i PACS anche quì. spero di vederli essendo ancora in vita.

Lucia

@ Vito

La differenza è che con il matrimonio una persona si impegna davanti a dio o davanti alle autorità civili a rimanere tutta la vita di fianco alla stessa persona, e con i pacs no.
I pacs non implicano una condizione di eternità.
Qui sta la differenza.
Io non potrei mai sposarmi neanche con rito civile perché semplicemente non sono disposta a prendere con coscienza un impegno che non so se sarò in grado di mantenere. Coi pacs puoi regolarizzare anche rapporti stabili ma non per questo necessariamente permanenti.

@ Manlio Padovan

Maturità e responsabilità non bastano. Non bastano perché la maturità non ti da diritto alla pensione per i superstiti, perché la responsabilità non ti fa incassare i premi delle assicurazioni, e perché tutte e due insieme non ti permettono comunque la comunione dei beni, i diritti di prelazione, ecc ecc…
Sembrano questioni di minore importanza, ma non lo sono affatto.

Manlio Padovan

Cara Lucia,
capisco perfettamente quale esito la tua risposta solleciti ed hai ragione. La questione da te sollevata riguarda il diritto, quelle regole che da noi spesso chi dovrebbe non rispetta: esempio chiaro la laicità dello Stato e delle sue istituzioni; mentre io ponevo l’accento sul rapporto umano. Mi risulta, per averlo letto da qualche parte ed in genere leggo libri seri, che gli indiani d’America chiamavano padre, madre, sorella, fratello, chiunque incontrassero…poi arrivò l’occidente (ancora senza i diritti da te chiamati in causa). Ho sentito dire che anche in Africa, prima dell’occidente, i rapporti fossero molto liberi e non per ciò meno seri.

Otto Permille

I congedi parentali in Italia sono stati praticamente eliminati dal governo D’Alema, nel senso che uno può chiedere congedo per la malattia di un famigliare, però senza stipendio. Quindi non li chiede più nessuno. Quanto alla pensione di reversibilità, solitamente la cifra dovrebbe corrispondere ad un miseria. Più che di “diritti” trattasi di prese in giro.

vito

allora il pacs è un matrimonio con scadenza? E perchè dovrebbe dare diritto alla reversibilità? non è riservata alle nonnette che hanno accudito la famiglia senza lavorare fuori casa?

Lucia

@ Manlio Padovan

I nativi nord-americani avevano un sistema di nomenclatura classificatorio, mentre quello occidentale è descrittivo.
Non chiamavano fratello o sorella tutti quelli che passavano, semplicemente non avevano nomi per descrivere certi gradi di parentela complessa (per esempio chiamavano fratelli e sorelle i cugini e le cugine, e chiamavano padre gli zii e madre le zie), ma questo non ha nulla a che vedere con gradi diversi di affettività tra la loro società o quella occidentale.
Se ti interessa l’argomento leggi “Sistemi di consanguineità e affinità nella famiglia umana” di Morgan o “I sistemi classificatori di relazione” di Kroeber.

Comunque sono la prima a dire che la serietà e la libertà nei rapporti non abbiano affatto un rapporto inversamente proporzionale, su questo assolutamente daccordo.

Lucia

@ Vito

Non è un matrimonio con scadenza, semplicemente non implica il giuramento di eternità.
La pensione ai superstiti non è una roba “riservata alle nonnette”, viene corrisposta al coniuge o ai figli minori in caso di morte del lavoratore. Da notare: al CONIUGE. Se vivi con una persona da 30 anni, non gliene frega niente a nessuno, se non l’hai sposata.

gigetta

@ Lucia
lucia ma perchè ti stanchi tanto!! conserva le energie per discutere con chi ha un minimo di cervello e magari conosca non dico molto ma mezzo quarto di diritto.
i PACS non sono proprio un matrimonio. ma questa gente non lo capirà mai (voglio pensare che sia solo ignoranza e non mala fede)

Mauro Ghislandi

Sono favorevole ai PACS (o DICO o qualsiasi altro orrendo acronimo si vorrà inventare). Ho però qualche dubbio. Non vorrei che diventassero un escamotage per favorire la parte più debole (il più delle volte quella femminile, anche se non sempre). Mentre i figli sono tutelati (e lo sono già da tempo, quando i cosiddetti figli “naturali” sono stati equiparati ai figli “legittimi”), il partner nel caso dei PACS non rischia di avere tutele minori rispetto al coniuge?

In altri interventi si evocava un idilliaco mondo “precolombiano” nel continente americano e cose simili in quello africano. Ma mi sarebbe piaciuto avere un parere femminile di chi in quei mondi ci viveva nella realtà quotidiana.

Credo fermamente nella “civilità del diritto” come modo di convivere superiore ai modi “naturali” (in cui alla fine comanda il più forte), ma sono anche convinto che tradurre questo principio in norme di applicazione pratica nella vita quotidiana non sia affatto semplice.

Lucia

@ Manlio Padovan

I nativi nord-americani avevano un sistema di nomenclatura classificatorio, mentre quello occidentale è descrittivo.
Non chiamavano fratello o sorella tutti quelli che passavano, semplicemente non avevano nomi per descrivere certi gradi di parentela complessa (per esempio chiamavano fratelli e sorelle i cugini e le cugine, e chiamavano padre gli zii e madre le zie), ma questo non ha nulla a che vedere con gradi diversi di affettività tra la loro società o quella occidentale.
Se ti interessa l’argomento leggi “Sistemi di consanguineità e affinità nella famiglia umana” di Morgan o “I sistemi classificatori di relazione” di Kroeber.

Comunque sono la prima a dire che la serietà e la libertà nei rapporti non abbiano affatto un rapporto inversamente proporzionale, su questo assolutamente daccordo.

Flavio

@ vito

Infatti non ci deve essere alcuna differenza tra pacs, unioni di fatto, matrimoni ecc.
Perché in realtà non c’è differenza!

Asatan

@Mauro Ghislandi

No i figli naturali NON sono parificati ai figli legittimi, perchè:

1) risultamo parenti solo di madre e padre, non di nonni , zii, ecc. In caso uno dei genitori non possa più provvedere al mantenimento del figli nel caso del legittimo la famigila del genitore è costretta a provvede, per i figli naturali NO.

2) In caso di morte del genitore il figlio legittimo può liquidare la quota di beni immobili del figlio naturale in denaro, senza che il secondo possa opporsi. Dato che le stime sono fatte dai periti del tribunale e son ifneriori alle reali quotazioni di mercato il figlio naturale ci resta fregato.

Non sono discriminazioni da poco visto che se un genitore decide di fregarsene altamente del figlio naturale, quest’ultimo si troverà a fare la fame con la benedizione dello Stato e dell Chiesa…. perchè infondo è solo un figlio bastardo nato nel peccato.

gigetta

@ Flavio
loro se la giocano sul fatto che non c’ è differenza. in realtà la differenza c’ è ed è abissale.
solo i cattolici essendo geneticamente in malafede possono dichiarare il contrario tutto con l’unica finalità di lasciare una o più categorie di persone prive di diritti in quanto per la chiesa cattolica non sono degne di avere dei diritti basilari riconosciuti.
in tutto questo c’ è perfidia e falsità tipiche disposizioni d’animo cattoliche.

San Gennaro

Il matrimonio “romantico” o “d’amore” risale alla II metà del XIX secolo. Storicamente scopo del matrimonio non era quello di suggellare l’amore tra due persone liberamente sceltesi, bensì rafforzare l’influenza e l’amicizia tra due famiglie, o fonderne i patrimoni, perpetuare una stirpe, sancire un’alleanza, regolare rapporti dinastici et similia. Il vero amore non ha bisogno di marche da bollo, fotografi, bomboniere, né tantomeno di cose volgari come la reversibilità, la pensione indiretta, la quota di legittima, il riconoscimento di paternità, l’assegno divorzile, gli alimenti, tutte invenzioni delle cosiddette democrazie occidentali plutofallocratiche.

tomaraya

sarà anche volgare la pensione di reversibilità, ma a chi perde un congiunto, sul lavoro ad esempio, con un mutuo da pagare evita la visita dell’ufficiale giudiziario che ti viene a pignorare la casa.

gigetta

@ tomaraya

ben detto…o la visita dell assistente sociale che ti porta via i figli…

tomaraya

oppure i parenti che si vergognano del parente gay, che dopo averlo rinnegato da vivo si presentano dal notaio per reclamare la loro parte d’eredità, mentre la persona che lo ha realmente amato e curato fino all’ultimo nenanche un grazie, anzi via di casa in fretta o son botte. strumenti di tutela non sono mai volgari, di volgare c’è la loro negazione.

San Gennaro

@OttoperMille
Forse ignori questa norma:
D.M. 278/2000 art. 1
La lavoratrice e il lavoratore, dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, hanno diritto a tre giorni complessivi di permesso RETRIBUITO all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un SOGGETTO componente la FAMIGLIA ANAGRAFIhA (lèggi: convivente) della lavoratrice o del lavoratore medesimi

@Lucia
con il matrimonio CIVILE non ci si giura amore eterno, ma si dà valore legale ad un impegno a tempo indeterminato. Il matrimonio CIVILE si può sciogliere con il mutuo consenso o subentrando giuste cause.

Il mio post precedente era chiaramente provocatorio. Tutti (anche coppie omo) devono potere scegliere gli effetti civili che dovranno scaturire dal loro sentimento (amore, interesse, attrazione, passione, sottomissione, indifferenza, …) e se ne assumono la responsabilità.
Da certi commenti sembrerebbe che la convivenza implicasse vero amore, mentre il matrimonio ne sarebbe la tomba. Chi sceglie la convivenza è padronissimo, ma poi, davanti a certi pentimenti “postumi”, di cui ecco un paio di esempi

http://www.instablog.org/ultime/15391.html

http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/esteri/afghanistan-3/sposato-in-coma/sposato-in-coma.html

mi scaturisce un cinismo così cattivo che potrei fare coppia anche con Gigetta (sono già sposato, per chi non l’avesse capito).

lorenzo a.

tutte le volte che si parla dei pacs ci si dimentica delle coppie di cui uno o entrambi vedovi che non si sposano, anche potendolo fare perfino in chiesa, perchè godendo della pensione di reversibilità la perderebbero.

conosco un caso in cui lei, vedova con pensione di reversibilità, ha mantenuto lui che aveva una casa di proprietà per 40 anni, assistendolo nella malattia, per poi vedersi sfrattata dai figli di lui alla morte del convivente senza ricevere nulla.

insomma la questione pacs non si limita agli omosessuali, anzi, credo che l’omosessualità sia una questione del tutto marginale utilizzata dai cattolici integralisti come la pagliuzza nell’occhio per non vedere la trave di tutti coloro, sempre di più, che non si sposano.

Giol

Qualunque persona sana di mente SA che prima o poi si dovrà riconoscere il MATRIMONIO anche alle coppie omosessuali.
Il non farlo costituisce una palese quanto grave forma di (inutile) DISCRIMINAZIONE.

stefano

ognuno DEVE ESSERE libero di fare della propria vita quello che vuole.
se vuole sposarsi in chiesa faccia pure ma non rompa i c. agli altri con la storia della superiorità del rito religioso perchè sacro divino ecc. chi vuole sposarsi in comune si accomodi e chi vuole convivere idem; tutti hanno stessi doveri e stessi diritti! difficile da capire?

gigetta

@ giol
sono pienamente d’accordo con te dovrebbero avere il diritto di sposarsi ma nel nostro ordinamento il matrimonio tra omosessuali è impossibile. ecco perchè dico che i cattolici sono in mala fede o sono dei grandissimi ignoranti quando ci dicono che i pacs sono una forma “di matrimonio” questi contratti se fossero dei matrimoni sarebbero abortiti prima di nascere. la costituzione parla chiaro e a meno che non si apportino delle modifiche (e non sarà durante la mia vita) in italia non potremo mai avere il matrimonio gay.

Druso

La sostanziale differenza tra una convivenza ed un matrimonio è la struttura del contratto. Nel primo caso si ha tra due persone che decidono di stare insieme, senza interpellare nessuno. Nel caso del matrimonio si inserisce un terzo (stato o chiesa) che sancisce le regole, come farebbe un comune notaio durante la costituzione di una società.
Entrambe le scelte hanno pro e contro. Chi è sposato ha vantaggi enormi rispetto ai conviventi e spese tremende in caso di divorzio. I conviventi hanno la possibilità di lasciarsi senza interpellare il solito terzo, ma, come ricordato da molti, non hanno alcuna tutela giuridica e minori diritti.
In ogni caso, i doveri della coppia (amore, fedeltà etc) fanno parte del gioco, indipendentemente da matrimonio o convivenza.

I miei erano conviventi e ne ho sentite tante su cosa la legge permetteva e vietava.
La più comica riguarda la mia nascita: Milano anno 1979 (per comprendere meglio il contesto storico). All’ospedale mi hanno registrato come figlio di ragazza madre (sebbene mio padre fosse fuori dalla sala parto e tutte le sigarette che aveva fumato avevano creato un danno ambientale notevole).
Per portarmi fuori dall’ospedale, hanno dovuto fare i salti mortali, perché mia madre era ancora in ballo con il divorzio, consensuale (follie di gioventù). Morale: sono uscito dall’ospedale come figlio di ragazzo padre e madre ignota…

Mi dicano i vari cattotalebani se si debba giungere a certi eccessi solo per la mancanza di un anello?

nessie

Io sono favorevole al matrimonio per coppie omosessuali e contraria ai pacs perché ritengo che il vivere civile richieda un agire responsabile: assunzione di diritti e doveri.
Perché rifiutare l’istituto matrimoniale e pretenderne le tutele?
Ragionamento che non vale, ovviamente, per i figli di qualsiasi coppia – sposata o meno – che dovrebbero godere dei medesimi diritti.
E poi, perché una coppia di cittadini omosessuali dovrebbe essere discriminata con una sottospecie di matrimonio?
Saluti 🙂

tomaraya

@ nessie
che doveri in più avrebbe una coppia sposata di una coppia che convive?

tomaraya

@druso
quando sono nato io, in corsia con la mia mamma e altre donne c’era pure una ragazza non sposata. la suora che fungeva da infermiera non si fece ovviamente scappare l’occasione per insultarla pesantemente, non l’avesse mai fatto. è scattata immediatamente la solidarietà tra donne, mia mamma è partita per prima e siccome da giovane era stata in convento ( follia di gioventù) sapeva bene come umiliare una suora pubblicamente e l’ha scuffiata, mentre altre pazienti, meno inclini della mia mamma alla non violenza, erano partite con l’intento chiaro di farle molto, ma molto male. sono dovuti intervenire i medici per evitare che la suora venisse linciata.

tomaraya

non per fare polemica ma non sono un avvocato e quindi non conosco il codice civile. un paio di esempi basterebbero.

nessie

Obbligo di mantenimento del coniuge economicamente più debole, per esempio

tomaraya

durante la convivenza o anche quando questa per qualche motivo cessa?

nessie

Anche io non sono un avvocato Tomaraya 🙂 ma credo in entrambi i casi.
Magari c’è un giurista in lettura che potrebbe meglio di me rispondere ai tuoi quesiti.
ciao 🙂

gigetta

@ tomaraya
è una storia strappalacrime lo sai?? mi dispiace solo che manchi il lieto fine (suora linciata) peccato 🙁

gigetta

@ tomaraya
beh per esempio il dovere di fedeltà è contemplato nel matrimonio ma non nei patti civili di solidarietà.

tomaraya

@ gigetta
non sono riusciti a linciarla ma un pò di lividi glieli hanno lasciati.

Lucia

@ nessie
@ tomaraya

Gli articoli del codice civile sui diritti e i doveri dei coniugi sono dal 143 al 148 e prevedono:
– obbligo di fedeltà, assitenza morale e materiale, coabitazione, contribuzione ai bisogni della famiglia;
– la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito;
– obbligo di stabilire l’indirizzo e la residenza di comune accordo (o con decisione del giudice);
– il diritto di assistenza morale e materiale cessa se uno dei coniugi si allontana senza giusta causa dalla residenza familiare e rifiuta di tornarvi (è considerata giusta causa la domanda di separazione/annullamento/scioglimento);
– obbligo di mantenere, istruire ed educare insieme i figli;

tomaraya

@ lucia
grazie per la premura. solo che leggendo gli articoli del codice civile continuo a non capire quali obblighi, a parte quello di fedeltà, gli sposati in più dei conviventi.

Lucia

@ tomaraya

In realtà nessuno. Sposati e conviventi hanno gli stessi diritti (a parte la fedeltà) sia verso l’altro che verso gli eventuali figli. La differenza giuridica tra conviventi e coniugi sta negli atti amministrativi e nei diritti, che sono decisamente di più per chi si sposa (cosa a mio parere inspiegabile).

tomaraya

@ lucia
sei stata gentilissima. avevo il sospetto che la polemica intorno ai conviventi che vogliono solo diritti e nessun dovere fosse l’ennesima mistificazione dei cattolici, ora ne ho la certezza.

San Gennaro

@Lucia , tomaraya
il matrimonio CIVILE è qualcosa di legalmente certo, dimostrabile, inconfutabile, …
ciò è di fondamentale importanza sotto l’aspetto civilistico.
Se io morissi all’improvviso, a mia moglie spetta il diritto di abitare nella mia casa, una consistente quota di eredità, eventualmente la pensione di reversibilità (se ero pensionato) o pensione indiretta (se non lo ero e lei non lavora). Per il coniuge a carico spettano detrazioni IRPEF. Per il semplice convivente tutte queste cose non sono automatiche, ma dipendono in parte dalla previdenza del defunto (cioè se ha lasciato un testamento, ha cointestato la casa, ha stipulato un’assicurazione della quale è beneficiario/a il/la convivente, ecc.). Gli assegni famigliari spettano anche per i conviventi. L’INPS e le assicurazioni private non vogliono certamente versare fior di quattrini al primo venuto solo perché era temporanemante ospite del defunto. Diversamente la collettività si farebbe carico di questi … opportunisti, furbetti, e furbastri e converrete che in Italia ce ne siano già abbastanza. Per i conviventi i diritti non sarebbero pochi, ma si devono esercitare in tempo. I figli nati dentro e furi il matrimonio hanno gli stessi diritti. Prima della riforma del diritto di famiglia (1975, non 100 anni fa) la situazione era tristemente diversa: esisteva la “potestà maritale” (cercate di non ridere!) e i figli nati da relazioni extra-matrimoniali non potevano essere riconosciuti.

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