McCain e Obama a confronto dal reverendo Warren

I due candidati alle presidenziali statunitensi, il repubblicano McCain e il democratico Obama, sono stati intervistati ieri sera – separatamente ma con le stesse domande – per un’ora ciascuno dal reverendo evangelico Rick Warren, presso la sua megachurch californiana di Saddleback, su temi di carattere etico e religioso. Solo alla fine i due si sono incontrati per una cordiale stretta di mano. Il tutto in diretta su Fox News e CNN. L’importanza della componente evangelica nelle elezioni è riconosciuta e i candidati sono molto attenti a ricercarne il consenso, dato che Warren ancora non ha dichiarato ufficialmente chi sosterrà. Secondo un sondaggio recente della CNN, il 67% degli evangelici sarebbe comunque pro-McCain, nonostante egli sia meno esplicito di Obama nell’affermare la propria fede e ci siano ombre sulla sua “saldezza” nei temi etici.

Warren ha introdotto il dibattito affermando che “come Americani crediamo nella divisione tra Chiesa e Stato, ma non in quella tra fede e politica”.
Alla domanda di definire da quando un bambino inizi a detenere dei diritti, McCain ha risposto prontamente “dal momento del concepimento” – anche per rassicurare l’auditorio sulle sue aperture a favore del diritto di scelta e della ricerca sulle staminali (per la sua amicizia col senatore progressista Morris Udall, malato di Parkinson). Obama ha invece glissato, affermando che la questione era “oltre le mie possibilità [above my pay grade]” e che ci sono due approcci diversi per rispondere (quello “teologico” e quello “scientifico”), insistendo sul fatto che è necessario ridurre il numero degli aborti.
Obama ha confessato di aver fatto uso di droghe e alcool da giovane, mentre McCain ha giudicato uno sbaglio il suo primo matrimonio – celebrato poco prima della sua partenza per il Vietnam e naufragato dopo il suo ritorno, quando ha iniziato una relazione con un’altra donna prima di separarsi.
Sul tema dei matrimoni gay, hanno insistito sull’inadeguatezza del termine “matrimonio” – per entrambi “unione sacra tra uomo e donna”. Obama ha aggiunto che “Dio è nel miscuglio [di sessi diversi]” e che però egli è contrario all’emendamento costituzionale che avalli tale definizione di matrimonio, dicendosi invece a favore delle unioni civili per i gay, da definire nell’ambito di ogni stato (“il fatto che i gay possano andare a visitare i loro compagni all’ospedale non urta la mia credenza di fondo su cosa sia il matrimonio”). McCain ha disapprovato la decisione a favore dei matrimoni gay dei tribunali californiani, ma “ciò non significa – ha affermato con vaghezza – che la gente non possa fare degli accordi legali” in merito.
Sull’esistenza del male, Obama ha affermato che “lo vediamo tutti i giorni” ma che gli individui non possono “cancellare il male dal mondo. E’ compito di Dio”. McCain, ex soldato che ha combattuto in Vietnam, è più esplicito: “deve essere sconfitto […]. Se fossi presidente andrei a prendere Osama Bin Laden fino alle porte dell’inferno. […] Il male è anche in Iraq, dove stiamo facendo progressi e dobbiamo vincere”.

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