Spagna: critiche alla nuova legge sulla libertà religiosa

Javier Prades Lopez, docente di Teologia Dogmatica alla Facoltà Teologica di Madrid, ha criticato aspramente il progetto di legge spagnolo sulla libertà religiosa, durante il Meeting di CL. Il governo di Zapatero è anch’esso accusato di “cristianofobia” (che sembra ormai designare qualsiasi comportamento non ossequioso nei confronti della Chiesa o del cristianesimo) e di un “disegno culturale e politico” dalla “connotazione fortemente ideologica già espressa nella precedente legislatura”. La nuova legge infatti sarebbe inutile (“non si tratta della risposta a bisogni reali della società. Nessuno chiede una nuova legge sulla libertà religiosa”) e dimostrerebbe “l’impostazione di minoranza che sente di dover guidare una sorta di rivoluzione culturale”.
Due i punti fondamentali contro cui si scaglia Lopez. Per prima cosa, la legge intende sancire l’uguaglianza tra tutti i culti religiosi, scalfendo i privilegi della Chiesa ereditati dal franchismo. Questo, secondo Lopez, sarebbe un tentativo per “ridimensionare il ruolo della Chiesa cattolica, e questo si farà attraverso il concetto di ‘pluralismo religioso'”. Ciò sarebbe addirittura “contrario al principio di realtà stessa: dire che la Chiesa cattolica è una realtà sociale come qualsiasi altra realtà sociale religiosa, compresa quella islamica, è un’affermazione irrazionale”.
Il secondo punto è la normativa per la protezione dei diritti individuali: secondo Lopez in nome di questo principio “si tenta intervenire nei rapporti interni alla Chiesa stessa, della sua vita, per influire sul rapporto dei pastori con i fedeli e nella stessa realtà delle Congregazioni, della Diocesi”.
Quella che dovrebbe essere una legge sulla libertà religiosa di impostazione laica e paritaria viene quindi vista dalla Chiesa come una ingerenza statalista, che avvicinerebbe la Spagna al modello francese.

Archiviato in: Generale