Veronesi: I padroni della vita

Oggi su “Repubblica” c’è un interessante commento di Umberto Veronesi sul rapporto tra fine della vita e progresso tecnologico. Per Veronesi il problema, di fronte ad un paziente che non ha alcuna prospettiva di recupero, non è tanto “una definizione di morte ma con una definizione dell’uomo e di cos’è una vita ‘umana’”.
La scienza infatti continua a “spostare i limiti della morte”, con l’introduzione della “vita artificiale” che dipende totalmente dalle macchine. “Nasce così l’incubo della vita artificiale, come esito non voluto dei progressi della tecnologia”: nonostante l’uomo abbia sempre avuto terrore della morte, oggi emerge una “nuova paura che è ancora agli esordi del suo manifestarsi: la paura di vivere oltre il limite naturale della biologia. Molti si stanno rendendo conto della progressiva invasione della tecnologia nella vita umana fino a spostarne i confini all’infinito”.
L’eventuale ridefinizione dei criteri di Harvard e il progresso tecnico e medico potrebbero infatti aprire una “prospettiva agghiacciante, che si associa all’immagine di un esercito crescente di corpi vegetanti chiusi nelle loro prigioni”, senza possibilità di recupero. Veronesi per spiegarlo prende l’esempio di Terry Schiavo: “all’autopsia il cervello di Terry è risultato completamente devastato per cui è dimostrato che la ragazza non vedeva, non sentiva, non provava né fame né sete, né null’altro. La ricerca scientifica ci offre dei parametri certi, come appunto la morte cerebrale, oltre i quali la vita irreversibilmente non sarà mai più quella che noi conosciamo e chiamiamo vita. Dovrebbe spettare ad ognuno di noi decidere che fare.

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49 commenti

Sabo

Parole al vento ,caro Prof. Veronesi, in questo sfortunato, bigotto,e ipocrita Paese, è proprio quello che non si vuole assolutamente ascoltare, capire e discutere.

Stefano Bottoni

L’ho letto e l’ho trovato equilibrato e condivisibile. In particolare la frase: “La ricerca scientifica ci offre dei parametri certi, come appunto la morte cerebrale, oltre i quali la vita irreversibilmente non sarà mai più quella che noi conosciamo e chiamiamo vita. Dovrebbe spettare ad ognuno di noi decidere che fare.”
La miglior risposta, da parte di un medico rispettato in tutta la comunità scientifica, nei confronti di chi sproloquia sulle colonne del giornale vaticano.

Lucia

Prima o poi questa italietta si renderà conto che bisogna ascoltare i fari della ragione come il dott. Veronesi, e non le fiammelle dell’ipocrisia religiosa.

anteo

alziamo la voce, usciamo dal silenzio
non possiamo lasciare l’Italia in balia di assurdi personaggi sedicenti interpreti della volontà popolare, occorre che altri 1000, 10000,100000 come Veronesi alzino la voce per contrastare il pigolio cialtrone,la perdita di cultura e di senso che sembra caratterizzare questi tempi: dalle centrali nucleari alla bioetica è un seminare demenza.
Occorre invertire la tendenza: lavoro duro, molto duro battere i seminatori di demenza che hanno a disposizione ore di tv e pagine di quotidiani nazionali “prestigiosi” (facile capire a cosa alludo). I seminatori di demenza usciranno sconfitti se tutti i Veronesi si danno una mossa, se si organizzano.”Sortire da soli è egoismo insieme è politica” diceva donMilani, magari partire da qui.

tomaraya

@ Lucia
in questa italietta basta farsi vedere in giro con un libro per essere guardato con sospetto. in una nazione in cui gli abitanti si vantano di non leggere altro che gli oroscopi le parole di uno scienziato non contano come quelle, ad esempio, di un presentatore televisivo sgrammaticato. non lo capirebbero.

Ann

Il mio minimo per considerare “vita” la mia vita è il pieno utilizzo del mio cervello, di vista e udito…poi tutto quello che chiedo sono 2 dita della mano destra.
Paralizzata, ma con 2 dita e il cervello a posto, potrei ancora usare il pc e forse, dico forse, potrei decidere di continuare a vivere.
Qualunque stato che non includa quanto sopra per me non è vita, e spererei che i miei parenti avessero il coraggio di eseguire la mia volontà, “uccidendomi”.
Peccato dover scaricare un peso del genere sulle loro spalle, ma evidentemente è troppo chiedere allo Stato di rispettare sia la volontà di chi trova “vita” anche stando in coma attaccato a ogni genere di macchina sia quella di chi, se potesse, piuttosto che stare legato a un letto si sparerebbe.

denis

quoto tomaraya, il popolo è orgogliosodi essere ignorante e diffida della scienza. Emigrare è l’unica soluzione..

vico

riporto per contribuire alla discussione la notizia sulla presunta novità giapponese

“MORTI” CHE SI RISVEGLIANO: chi si fida della “MORTE CEREBRALE”?

GIAPPONE, NIHON UNIVERSITY: “morti” si risvegliano grazie alla “Terapia dell’ipotermia cerebrale controllata col computer”

Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14 pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12 con ischemia cerebrale globale cerebrale da arresto cardiaco da 30 a 47 minuti. Tali condizioni equivalgono a quella che è definita in Italia per legge una condizione di morte, la “morte cerebrale”. Tali persone in Italia (ed in quasi tutti gli altri paesi) vengono frettolosamente dichiarate morte e considerate dei possibili “donatori di organi”.

Utilizzando la terapia dell’ipotermia controllata la maggior parte delle persone “resuscitate” hanno recuperato quasi tutte le funzionalità cerebrali che avevano prima con pieno ristabilimento della capacità di comunicazione verbale.

Lucia

@ tomaraya

nonostante gli sguardi di sospetto, io continuerò con orgoglio ad andare sempre in giro con almeno un libro nella borsa!:-)

vico

Francamente mi stupisce che una così importante scoperta non abbia avuto un clamore ben maggiore e il fatto che la notizia risalga il realtà al 1997 mi fa pensare che in realtà si tratti di una bufala, anche perchè una terapia così semplice avrebbe dovuto diffondersi con una velocità incredibile.

Bruno Gualerzi

Mi permetto di obiettare.
Non certo nei confronti di Veronesi, del quale c’è da condividere ogni parola, ma nei confronti di chi punta troppo sul personaggio noto come autorevole e rispettato uomo di scienza per far passare un messaggio che invece dovrebbe far leva su un buon senso che non ha bisogno, proprio per conservarsi tale, di testimonianze autorevoli. Sempre auspicabili, ci mancherebbe, ma guai se venissero accettate solo per la notorietà dello sponsor!

Popinga

Commento scherzoso: “I paralipomeni della mitofobia” di Bruno Gualerzi 😉 .
Sono arrivato alla conclusione che il ragionamento mitico fa parte della stessa struttura del funzionamento della mente umana. Nessun ottimismo della volontà potrà mai scardinare questa struttura in tempi storici. Tutti abbiamo o ci creiamo dei miti, comunque la pensiamo. In queste pagine ho spesso notato la presenza di una mitologia della scienza, con i suoi eroi, i suoi apologhi, i suoi luoghi comuni. Non mi scandalizzo, se serve a combattere l’ideologia religiosa e superstiziosa. E chi vuole incidere oggi sulla società deve, volente o nolente, farne uso.

Valentino Salvatore

Il problema è che qualunque tesi ha bisogno di personaggi “di punta” o apparati mediatici che più o meno la “spingano”. Il buon senso di per sè non basta, e la storia lo dimostra ampliamente. Semmai, dovrebbe esserci sempre un approccio critico.

Stefano Bottoni

@ Bruno Gualerzi

Purtroppo il buon senso (e il discorso non vale certo solo per l’Italia) trova scarso terreno fertile. Non fosse così, non staremmo qui a discuterne. Ecco perchè interventi come quello del dott. Veronesi sono utili ed auspicabili.

Mikele

Non conoscevo il sig. Veronesi, ma è fuori da ogni dubbio che ha ragione!!!

Alessandro Bruzzone

Un articolo equilibrato e autorevole, che conferma il mio punto di vista: il tema della dignità della vita è (bio)etico, non strettamente scientifico. Altrimenti si aprono le prospettive alla Scaraffia per cui, sinché c’è attività fisiologica, c’è – in tutti i sensi – vita.

Miso

Abbiamo avuto l’Illuminismo, Schopenhauer, Darwin, Freud , la scienza ed il pensiero sono andati avanti, eppure siamo sempre nelle mani della religione, e della superstizione.
Per questo i sùddetti avevano ragione: l’umano è un animale, l’universo è malvaggio e non ci sarà mai nulla di buono nella vita; Freud lo lascio a chi pensa che abbiamo il libero arbitrio.
Il dio, patria, e famiglia di Tremonti, non è altro che la legge delle bestie: lotta per il territorio, e per l’accoppiamento, e chissà se gli animali, non hanno qualche forma abbozzata di religione, visto che vivono in gruppi, e interagiscono tre loro.
Veronesi ha ragione, e anche Dracula (sò matto): ci sono cose molto più orribili della morte.

RedGod

Come sempre equilibrato e ragionevole, le decisioni in merito a casi intricati dovrebbero prenderle tali scienziati non i corvi neri.

Loryz91

Articolo assolutamente condivisibile, purtroppo è già tanto se Veronesi ha la rubrica settimanale su ” Oggi “.

#Aldo#

Miso (citando Tremonti): “Il dio, patria, e famiglia di Tremonti […]”.

Si noti, prego, la scansione delle priorità implicita nella breve lista. L’individuo, guarda caso, non vi compare neppure.

Alessia

non credo sia solo il pesante, insopportabile fardello della religione cristiana – la quale afferma allo stesso tempo (!) la sacralità della vita e la sua pochezza nelle mani di Dio – a creare dilemmi di ordine etico; ritengo ci sia anche una resistenza alla natura -allo svolgersi naturale dei fatti- promossa da uno scientismo che ha come obiettivo il totale controllo del corpo ALTRUI. il furto del corpo, ecco contro cosa dovremmo munirci…anche perché non ci sono assicurazioni che si occupino del risarcimento danni a quanto mi risulta.

Massi

Ciò che dice Veronesi è la competenza di uno scienziato che si rivolge a ciascuno.
Perchè di ciscuno è il diritto di essere informato correttamente e il dovere civico di informarsi.

anteo

perchè abbiamo bisogno che Veronesi, LeviMontalcini,Rubbia,Odifreddi,Luzzatto,Giorello, Zagrebelsky, ecc parlino con voce chiara ed anche alta?

perchè in questa assurda situazione dove i Gasparri,Brunetta,Tremonti e compagnia riescono a prevalere nella formazione della pubblica opinione occorre che donne e uomini indubitabilmente titolati riportino razionalità nel dibattito, alzino il livello della discussione dalla bassa propaganda (per esempio quella sui fannulloni, quella sul 5 in condotta,esercito sulle strade,rom,ecc) e contribuiscano ad uscire dall’incubo attuale. La ricetta di Seneca non funziona: non possono stare zitti, gli intellettuali non possono rifugiarsi nella saggezza, siamo nel 2008.

questo in attesa del risveglio dell’opposizione, qualcuno svegli Veltroni lo informi che ha perso catastroficamente, quindi lo sostituisca con qualcuno di competente.

Sandra

Secondo me non e’ questione di competenza, scientifica o filosofica, e’ questione di liberta’ di scelta. Potrebbe venir fuori domani un luminare dell’idea opposta, ma questo non e’ il punto. Per quello che riguarda le scelte di come vivere e come morire, ognuno deve poter scegliere, senza che ci sia nessun ratzinger e nessun veronesi. Bisogna che l’individuo sia rispettato quando decide per la propria vita.

lacrime e sangue

Purtroppo sembra che ci dimentichiamo che E’ il potere politico che VUOLE la chiesa più forte.
Quando i politici sentono di aver perso la presa sulle masse, che li vedono per quello che sono (corrotti, incapaci, ladri a dx e a sx), allora hanno BISOGNO del prete. Il prete ordina dal pulpito l’obbedienza verso il potere, dicendo quanto è devoto e buono. E i fedeli DEVONO obbedire al prete, pena scontentare dio (cioè il papa). La fede è la catena della loro schiavitù non solo nei confronti del prete, ma anche dei politici che se ne servono.
E la chiesa deve controllare i momenti di passaggio (nascita, entrata nel mondo adulto, matrimonio, morte) per poter condizionare le vite dei fedeli dall’interno delle loro case.

lacrime e sangue

@#Aldo#
Dio, patria, famiglia è una citazione dalla tradizione repubblicana romana.
Nell’Eneide di Virgilio, Enea dimostra con le sue scelte, come abbandonare il grande amore della sua vita, la regina Didone, di non accettare la sua persona come metro di valore, ma di sottomettersi alla volontà degli dei, per amore della nuova patria che deve fondare, formando una famiglia con Lavinia, la donna che dovrà sposare.
Tremonti sottolinea proprio questo: che la volontà dell’individuo deve farsi da parte e che si deve sottomettere alla volontà di chi sta in alto. Deve fare una famiglia per dare figli (quindi BRACCIA e TASSE) alla Patria, deve obbedire alla Patria (ai POLITICI) e a dio (alla CHIESA, guidata dai politici)
Se avete notato, quando la chiesa sgarra, Berlusca manda in onda le notizie sui preti pedofili e corrotti: è il ricatto contro Ratzy & Co.

Bruno Gualerzi

@ Popinga
Accetto senz’altro la – spero affettuosa – accusa di mitofobia… ma ci vuole pure qualcuno che – non per particolare saggezza, ma solo per accumulo di esperienze deludenti – stia all’erta.
Per rimediare: 1 – 100 – 1000 Veronesi!!!

J.C. Denton

Sono perfettamente d’accordo con Veronesi, mi basta che non lo si santifichi. Come medico ha molte responsabilità nei confronti della Verità.

Manlio Padovan

In un precedente post facevo notare come notizie tipo quelle della Lucetta Scaraffia fossero dettate dal desiderio del Vaticano, della chiesa, di seminare zizzania perchè tanto in Italia molti stupidi e molti disonesti colti sono propensi a seguire i loro discorsi.
Ora mi preme di dire che tanto zelo di seminare zizzania nasce secondo me dal fatto che a partire dal XVI/XVII secolo ogni ipotesi o discorso religioso su Dio è stato ampiamente e definitivamente smontato, infatti di Dio non parlano se non per la tangente quando ne hanno l’occasione, e per stare in piedi ora non rimane loro che la zizzania sui diritti individuali, della persona, che è l’argomento all’ordine del giorno e che proietterà la nostra società verso il futuro. Loro non possono, per sopravvivere, che far perdere tempo alla società e all’uomo. Il medioevo, ha fatto notare un nostro amico qui al blog, nacque quando la chiesa prese in mano le redini della società e non mi pare che, a parte l’agricoltura che d’altronde era tutta impregnata di paganesimo anche tecnicamente, il medioevo sia stato un periodo felice per la gente, di giustizia e di cultura. Se non fosse come dico io si affiderebbero al buon senso su cui il discorso di Veronesi non fa una grinza.

Stefano Grassino

@ anteo

Ti informo che veltroni (la v minuscola è voluta) è in coma vegetativo permanente.

Enrico

Non capisco come si possa parlare di scienza e usare frasi come cervello devastato uno scienzato si esprime tramite numeri non con aggettivi.

Lorenzo G.

“Bisogna che l’individuo sia rispettato quando decide per la propria vita.”

Esatto. E mai quando pretende di decidere per quella degli altri.

darik

stefano grassino scrive:
Ti informo che veltroni (la v minuscola è voluta) è in coma vegetativo permanente.

io invece in c.v.p. ci vedo il popolo italiano solo ke la “p” sta per provocato 😉
a questo punto si arriva facilmente ad individuare coloro ke causano il coma;
ke tengono il degente alla loro mercé; ke quando manifesta un barlume di ripresa
intervengono a riportarlo nel torpore.
non li cito, visto ke tutti sapete bene ki sono, ma incito a fare qualcosa oltre ke a
lagnarsi sui forum; presto! prima ke il coma sia irreversibile.

darik

wolf

Sono arrivato in Italia da bimbo negl’anni ’60, vi posso assicuare che da anni ricomincio a respirare l’area greve e pesante democristocattolica di allora. Ogni giorno, dai pulpiti mediatici et politici soprattutto, vengono sparate baggianate che sono insulto alla ragione e alla scienza. Penso proprio di tornare da dove ero venuto, qui non si respira più!!!

cartman666

Secondo me e’ stata data una rilevanza eccessiva alle parole di tale Lucetta “Scaracco”, sedicente teologa, giornalista, in ogni caso le bestialità che ha detto sono state prontamente smentite dal vaticano stesso che ben si rendeva conto che sposare tale ipotesi avrebbe provocato un’insurrezione.
La Lucetta si e’ subito fulminata!

14 luglio

In fondo in fondo, non è tutto male! Il Dio di costoro si stà evolvendo in senso relativista quando modifica le sue posizioni in relazione ai progressi della scienza! Si contraddice come un ubriaco, questo è vero, ma sono i rischi dell’intellettualismo!

Vico

@bruno gualerzi
credo che popinga abbia ragione nel proporre un mito che definirei apotropaico rispetto ai miti negativi della religione. In tal senso, tutta la costruzione del socialismo reale ha funzionato fino a che ha proposto miti e è crollata proprio quando ha abbattuto i suoi idoli.
Credo persino che la genesi delle religioni, oltre alla paura della morte, abbia la sua ragione nel costringere ad accettare ed applicare concetti che se proposti laicamente verrebbero elusi, vedi l’uso di alcol in paesi caldi, certi precetti alimentari, alcune necessità sociali, come il rifiuto dell’incesto, persino la poliginia (nel contesto di situazioni dove la mortalità maschile sia molto più alta di quella femminile, come in popoli guerrieri ecc.) Il problema è che poi le religioni non hanno la capicità di adeguarsi ai cambiamenti mantenendo le loro imposizioni anche quando divantano negative.

Stefano Grassino

@ darik

Ti dò ragione sulla tua aggiunta a veltroni: non è solo lui. Solo vorrei aggiungere che sul popolo italiano (anche qui la i minuscola è voluta) il coma è irreversibile. Se il duce non avesse fatta la guerra o se nel corso degli eventi si fosse ricordato della sua italianità e il giorno dopo la resa di Stalingrado fosse corso in aiuto dei vincitori, sarebbe morto nel suo letto. Questo è il nostro paese.

Vico

@Stefano Bottoni

sei un poeta…

Dalla spagna il cardinale
per la notizia si sente male
vuoi vedere che anche gli italiani
vogliono lasciare gli dei nostrani

tanto lo turba questa notizia
che per paura chiede alla Pizia
Lo terrorizza quell’indovina
per la tua chiesa la morte è vicina

Corre Fisichella terrorizzato
un infarto coglie l’alto prelato
terrorizzato il satanasso
con quest’anima persa divento pazzo

Popinga

@ Bruno Gualerzi

Sta’ tranquillo, ogni mia critica (rara) nei confronti del tuo pensiero non può che essere affettuosa.

Massi

A proposito del “tutti abbiamo i nostri miti” mi sembra che ci sia differenza tra il “fidati! fidati” delle religioni e il “fidati ma controlla” del metodo scientifico.

Bruno Gualerzi

@ Massi
In linea di massima, nessuna possibilità di confusione tra ‘verità’ religiose e verità scientifiche, con riferimento ovviamente alla verificabilità delle seconde rispetto alle prime, (almeno per quanto riguarda il cosiddetto senso comune, o ragionevolezza che dir si voglia, perchè andando al fondo della questione qualche ‘confusione’ può esserci).
Ma è proprio in relazione alla possibilità ‘reale’ di controlllo delle asserzioni rese possibili dal metodo sperimentale che può – e sottolineo ‘può’ – prendere forma una sorta di ‘fideismo’, di mitizzazione della scienza, in quanto – soprattutto a certi livelli – occorre una preparazione specifica che solo gli addetti ai lavori possono avere. E così, proprio perchè la scienza sperimentale merita tutto il consenso possibile sulla base della ragionevolezza in quanto per statuto deve sempre ‘dimostrare’ con prove, appunto, sperimentali, ciò che afferma, può – e risottolineo ‘può’ – godere di un credito concesso, per così dire, sulla parola. Al buio.
Ed è pericoloso non tenerne conto perché, tra l’altro, si offre al paradosso di servire a legittimare… il ‘miracolo’ (“Si tratta di una guarigione scientificamente inspiegabile, quindi…”). Serve cioè – facendone un uso naturalmente completamente distorto – alla ‘verità’ religiosa.

PS. In merito alla precedente affermazione che “andando al fondo della questione qualche ‘confusione’ può esserci”, per chi volesse capire meglio cosa intendo, rimando ad un mio scritto sul rapporto tra scienza e filosofia contenuto nella sezione ‘contributi’ di UAAR.

Stefano Bottoni

@ Vico

Non sono un poeta: sono solo un (ex) goliarda con abbastanza esperienza da trovare una rima per ogni parola (anche se ho composto l’intera parodia del “Jesus Christ Superstar”, ma riguarda il nostro gruppo di goliardi e dunque chiunque altro non potrebbe comprenderlo).

@ enrico

“Non capisco come si possa parlare di scienza e usare frasi come cervello devastato uno scienzato si esprime tramite numeri non con aggettivi.”

Ordunque enrico, così esperto
di scienza e medicina, questo è certo,
di equazioni ha bisogno,
se non ci sono, è solo un sogno.
Ma chiederti voglio, con sincerità,
quando un’autopsia fatta verrà
ed il cranio verrà aperto
perchè è necessario per il referto,
l’anatomo-patologo dirà: -Ciò che fu
un cervello, or non è più!
Grande era quanto un ananasso,
da tempo è ridotto ad un piccolo sasso.
Le sue funzioni l’incidente gli ha tolto,
or questo corpo va (umanamente) solo sepolto!
E chi pensa in maniera differente
è solo un povero demente!-
Ora enrico, un cervello devastato
che nessuna possibilità ha di essere curato
non è una sciocchezza;
nonostante la pochezza
delle vostre argomentazioni
e pur senza matematiche equazioni
è morto. E rispettata va la volontà
di chi così ha deciso, che creda o no nell’aldilà!

Chinsky

Salve a tutti..

sono un’ “emigrata” in Svizzera da pochi mesi, ma già l’allontanamento dal Vaticano, dalle notizie quotidiane sui dettami del papa (quello di oggi, cosi’ come è stato per quello di ieri), dai telegiornali poco giornalistici, dalle notizie sui neo vip, sui politicanti che danno spettacolo e sulla gente di spettacolo che fa politica, da quella depravazione italiana per il superfluo, l’irrazionale, il popolaresco basso e volgare e l’incivile mi sta facendo un grande bene. Ho addirittura ripreso a guardare la televisione, tanto migliore che è quasi un insulto arrivare a paragonarla a quella italiana, e pensate un po’, i politici vanno in tram come i comuni mortali. Comunque, non divaghiamo. volevo solo rendervi partecipi del fatto che qui, in giro per la città (Ginevra) si sono moltiplicati i poster di una sorta di pubblicità-progresso che incita tutti i cittadini a parlare dei propri voleri per quanto riguarda eutanasia, rianimazione, donazione degli organi ecc ecc e a rendere esplicite e note le proprie volontà. In fondo, il primo passo per il libero arbitrio è che il proprio pensiero sia chiaro e risaputo, in modo da poterlo rispettare applicandolo.. nel caso. Oltre che, chiaramente, la volontà a rispettare le specifiche volontà di un individuo.
E’ una cosa cosi’ semplice. E non siamo in un paese alieno.

Enrico

* Stefano Bottoni

Ad esempio uno scienzato direbbe che l’ampiezza delle onde cerebrali deve essere maggiore minore od uguale a una certa ampiezza e ne specifica l’unità di misura non dice devastato.

Complimenti per la rima io non sarei in grado di scrivere in versi.

Stefano Bottoni

@ Enrico

Appunto… Quando l’elettroencefalogramma è piatto (da 16 anni), quale sarebbe il parametro di valutazione? Troppo semplice ammettere che quella persona (purtroppo) è morta?

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