Il prefetto di Genova: “no al Gay Pride il giorno del Corpus Domini”

Il prefetto di Genova Anna Maria Cancellieri ha detto “no” alla concomitanza del Gay Pride 2009 con la festa cattolica del Corpus Domini. Cancellieri non ha bocciato l’effettuazione della manifestazione per i diritti degli omosessuali, ma si è limitata a sostenere che “non è possibile che le due manifestazioni coincidano”. Sulla vicenda, nei giorni scorsi si era già espresso, con parole molte dure, il centrodestra genovese (cfr. Ultimissima del 9 settembre).

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50 commenti

anteo

della serie io non proibisco la manifestazione ma non puoi farla quel giorno

considerato che ogni giorno del calendario è pieno di santi e madonne basterà che il clero volta per volta sostenga l’incompatibilità con questo o quello e la libertà di espressione diventerà un diritto virtuale.
Bel risultato! davvero chi ha votato la destra voleva questo?

Kaworu

che motivazioni sono state date?

(anteo, comunque probabilmente si, chi ha votato la destra voleva questo)

Bruno Gualerzi

Mi riferisco sempre agli omosessuali cattolici, e proprio in relazione al Corpus Domini. Ma cosa ci dovrebbe essere di più significativo per loro, per la loro particolare sensibilità (mi vengono in mente certe drammatiche riflessioni sulla corporeità di Giovanni Testori, noto omosessuale e noto cattolico, oltre che noto artista e intellettuale) del confrontarsi col ‘corpo di cristo’?
Sì, lo so, se sono cattolici convinti prima di tutto viene ciò che la chiesa pensa di loro, delle loro tendenze sessuali, ma almeno potrebbero spostarsi sulle posizioni – per me discutibili, ma certamente rispettabili – di un Gianni Vattimo.
E in quanto agli omosessuali atei, o comunque non cattolici, questa stessa scelta, dichiarata dagli organizzatori del Gay Pride del tutto casuale, credo che sarebbe più provocatoria, nel senso buono del termine, se la dichiarassero voluta…
Tanto, per quel giorno non glielo permetteranno ugualmente!

zemolo

“non è possibile che le due manifestazioni coincidano”?
Allora si può chiedere di rimandare il Corpus Domini! 😉

Druso

Tutto ciò mi ricorda la patetica pubblicità di un giornalaccio diretto da feltri, esposta a Milano qualche anno fa….
Non mi è chiaro: non si poteva dividere in due la città? Da una parte il corteo festoso, dall’altra quello triste; parcondicio….

Giuliana

Non capisco perche’ le due manifestazioni non possano svolgersi nella stessa data. L’importante e’ che non si svolgano nelle stesse vie/piazze (si intralcerebbero a vicenda!)
E comunque, al di la’ delle avversioni per la chiesa, non si puo’ “rimandare” il Corpus Domini perche’ da secoli si svolge in quella certa data – non e’ giusto spostarlo perche’ si vuol fare un’altra manifestazione nella stessa data. Se proprio non si vogliono permettere entrambe le manifestazioni, perche’ non spostare il gay pride?

darkzero

Chissà perche, ma ogni qualvolta che debbo pronunciare “Corpus Domini” vengono preso da una irresistibile crisi di metatesi che colpisce la parola “corpus”.

corrado

Dal momento che del Day Pride avrebbero fatto vedere in TV solo l’aspetto, secondo loro, da depravati, vogliono poterlo fare un giorno diverso da quello dedicato a una festa religiosa, quindi sacra, che prenderà almeno metà del tempo nei telegiornali.

ignazio

Anche questo in nome del pluralismo, della convivenza civile, del rispetto reciproco!
Sono 2000 anni che la fanno in quella data, per una volta si sposti la festa (?) del corpus domini!

mirko

Giovanna ha ragione.I padroni sono loro e non certo i cittadini italiani come questi gay…neanche la parola è italiana…siamo sicuri siano italiani puri e duri??!
Tutti aspettavano il permesso del padrone Bagnasco,ma dato che il permesso non è arrivato,niente mnifestazione….ma poi…anche questa idea di manifestare…siamo sicuri che sia un diritto accettabile?…non si potrebbe pensare a limitare questo lusso occidentale che sono le manifestazioni dei principi?!

GIANNI

@ darkzero

mi sa che ti dovrai fare una ragione perchè, prima o poi, il Domine di chiederà conto…

@ Ignazio

spostare una festa religiosa attesa da milioni di persone per fare posto a una carnevalata di pochi…mi sembra un pò troppo…

Alessandro Bruzzone

Occorre però considerare il lato positivo della cosa: se il Pride si svolgesse in concomitanza con il Corpus Domini 99 su 100 verrebbe dislocato lontano dal centro cittadino, il che sarebbe un problema serio di visibilità.

… ovviamente sarebbe meglio spostare casomai la manifestazione del Corpus Domini, ma questa sarebbe fantascienza.

Lucia

Magari adesso io non posso più fare la mia festa di compleanno perché cade nel giorno di S. Gennaro??

fra

non vedo un problema di libertà ma di sicurezza, anche se fosse stato in concomitanza con una paritra di calcio a rischio si sarebbe chiesto di spostarla

Daniele

Se il Corpus Domini fosse stato come il Natale (ferie e tredicesima) ce lo terremmo tutti stretto stretto… 🙂

davide

Non riesco a capire in che senso uno possa materialmente disturbare l’altro, se basta fare le due manifestazioni in posti diversi? Oppure la chiesa vuole mantenere il dominio anche degli spazi pubblici?

Toptone

Gianni, chi non esiste (il tuo dio) non può fare nè chiedere niente.

Se esistesse, buona parte dei papi starebbero arrostendo all’inferno per quello che hanno fatto nel corso dei secoli.

Le carnevalate di lusso di Nazinger e compagnia ci costano milioni di euro e sono a carico di tutti, non autofinanziate.

Consola però sapere che in Francia c’è qualcuno che contesta al tuo santone gli ermellini che porta in nome del Cristo in stracci.

darkzero

@GIANNI

anche del tuo modo di scrivere? Se è così, al posto tuo mi farei sotto…

Antonio

Se fossimo in un paese veramente laico non penso sussisterebbe il problema.
E in questo paese ipotetico le due manifestazioni potrebbero sfilare (magari anche per strade differenti) senza il minimo intralcio o discussione.
Ma non siamo in un paese laico…e siamo a Genova, remember?
Aldilà di ovvie considerazioni in base all’appartenenza ideologico-politica del prefetto, comunque non vorrei essere nei suoi panni. 🙂

Pietro2

Chissà se i pedofili clericali prima di abusare di un fanciullo vanno a guardare il calendario.
Sarebbe interessante saperlo, così ci regoliamo e teniamo i bambini a casa quel giorno.

enrico mini

Un sogno pazzesco…fare entrambe le manifestazioni nello stesso giorno, negli stessi orari, nelle stesse vie e piazze, ciascuno con le proprie motivazioni (al limite ipotizzando che qualcuno possa aver detto qualcosa in merito al proprio prossimo). Mescolare ed unire tutte le persone, accomunate solo dal fatto di essere esseri umani, dimenticando qualsiasi catalogazione ed appartenenza…
E’ proprio un sogno pazzesco!

Maurizio D'Ulivo

Almeno per stavolta (credo che sia la prima, ed è probabile che resti l’unica), sebbene io sia agnostico, anticlericale e omosessuale assolutamente convinto di vivere in un Paese che ci nega i nostri diritti, devo confessare di non essere in disaccordo rispetto alle decisioni del Prefetto di Genova, sebbene per motivazioni non esattamente identiche alle sue.

Non posso infatti dimenticare che la data riconosciuta come giorno dell’orgoglio omosessuale sia il 29 giugno e che, negli anni in cui questo giorno non è festivo o prefestivo, il corteo del Gay Pride nazionale viene indetto (per favorire la partecipazione) il fine settimana immediatamente precedente o immediatamente successivo.

Se ciò fosse avvenuto anche stavolta, non avrei accettato il rifiuto del prefetto per la concomitanza di una qualsiasi festa di una qualsiasi religione (tantomeno di una festa con data fortemente variabile da un anno all’altro qual è il corpus domini).

In questo caso, invece, non può non sorgere il sospetto (anche se riconosco che il mio sia un processo alle intenzioni) che sia stato scelto il 13 giugno, data molto lontana dal 29, con intento meramente provocatorio: se fosse così, francamente non vedo l’utilità di una simile provocazione.

Se invece la scelta della data fosse dettata da altre ragioni, resta il fatto che queste ragioni dovrebbero essere molto convincenti: non tanto rispetto alla concomitanza con il corpus domini (di cui sinceramente poco m’interessa), quanto per la divaricazione cronologica fra il giorno dell’orgoglio omosessuale e quello proposto per il relativo corteo.

Infatti il punto, ai miei occhi, è proprio questo: si tratta di una data cara alle persone omosessuali di cui stavolta gli organizzatori non sembrano tenere adeguato conto; inoltre, sembra una provocazione che, proprio perchè percepita come artificiosa e dunque particolarmente goffa, finisce per indurre molti (me compreso, che pure mi ritrovo nella parte opposta)a capire di più le ragioni del prefetto che quelle degli organizzatori.

Le provocazioni mi piacciono, ma quando sono abili e ben costruite; quando invece suonano particolarmente artefatte finiscono secondo me per recar danno a chi le esercita.

Posso essere d’accordo con chi scrive che, in un paese ideale, le due manifestazioni potrebbero essere concomitanti: ma in questo Paese reale, invece, sembra che la cronica prepotenza d’oltretevere induca le vittime di tali soprusi a comportamenti provocatori che secondo me indeboliscono nell’opinione pubblica, anzichè rafforzarle, le possibilità di vedere finalmente riconosciuti i nostri diritti.

giuseppe sbattezzato

appaiono due “cose” :

Arcigay decide da sola dove fare il pride; essendo di Genova e omosessuale ci andrò lo stesso;

il Siri a Genova appena a capo della chiesa locale organizzò la salvezza e la partenza per il sudamerica dei nazisti e come ultima grande “stronzata” defininì l’AIDS castigo di dio per i peccatori;

….cmq sempre + vicino arci ad una società più libera e aperta rispetto alla ccar: bisogna scegliere il male minore

RedGod

La ricchezza virtuale è più importante di quella reale(Mao Zedong)

Certo per la comunità GLBT in italia sono tempi difficili tra la persecuzione da parte delle gerarchie cattoliche con il beneplacito della destra reazionaria e della “sinistra borghese”, ma i cari amici GLBT devono tenere duro e resitere perchè come diceva il compagno Sartre da un giorno all’ altro possimao svegliarci in un mondo nuovo, se aanche poche persone riescono a tenere attivo un ribellismo nelle masse si potrà ripetere qulla stupenda esperienza che fù il 68, l’ obiettivo di ogni sincero democratico e di abbattere una volta e per tutte queste gerarchie e queste strutture di potere, non importa essere credenti o no, quì conta il fatto di stare dalla parte della reazione o della libertà! Grazie all’ Uaar per l’ impegno in questa campo.
Per dirla con il giovane Mao quando nel 1921 partecipò alla prima riunione del PCC……libertà vò cercando, noi tutti libertà andiamo cercando.

béal feirste

Perché non far sfilare insieme uomini in tonaca e donne in sottoveste come nel “Diario di Bridget Jones”?

FaberIptius

Ricordo a tutti che la festa del Corpus Domini è stata istituita solo nel 1264 a seguito del “miracolo” di Bolsena nel quale delle ostie avrebbero prodotto della sostanza rossastra che all’epoca fu interpretata (naturalmente) come sangue di Cristo (presente in corpo nelle ostie) e avrebbe “dimostrato” ai credenti (e a chi sennò?) la reale presenza di Cristo nelle ostie, ovvero la panzana della transustanziazione (fenomeno riconducibile esclusivamente alla filosofia aristotelica sulla natura della materia, dottrina oggi ovviamente smentita dalla scienza). La scienza ha dimostrato l’esistenza di batteri (serratia marcescens) che attecchiscono sui cereali e che producono, per l’appunto, questo liquido rossastro (chiamato, non a caso, prodigiosina).

FaberIptius

Oggi, nell’A.D. 2008, degli Homo Sapiens festeggiano l’evento ormai spiegato avvenuto a Bolsena del 1264, che per loro dimostra una dottrina filosofica anch’essa disconosciuta dalla scienza che è fra i dogmi più importanti del cattolicesimo, quello dell’eucarestia.
Fare il Gay Pride, che dimostra l’esistenza di Homo Sapiens omosessuali e la loro volontà di vedersi riconosciuti tutti i diritti individuali e di relazione delle persone eterosessuali, nello stesso giorno di questa festa religiosa, mi sembra francamente un pugno allo stomaco: che non si festeggi il Corpus Domini!

Riccardo

Questa decisione viola pesantemente il diritto costituzionale di riunione.

L’art. 17 sancisce la libertà dei cittadini di riunirsi pacificamente, debbono dare preqavviso al prefetto che può negare l’autorizzazione “soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”

Dove sono questi motivi di sicurezza?

raphael

C’è un punto che va chiarito….. Se tutti credenti e non credenti manifestassimo per la nostra fede o per altro con la stessa frequenza dei cattolici avremmo le città ed ogni attività “al collasso” ogni giorno o quasi.
La scelta del legislatore cattolico di premiare la propria religione scegliendola all’art. 7 della costituzione ha anche la funzione di risolvere tali controversie in favore della Chiesa cattolica comprimendo la fede e le ragioni degli altri. Siamo in uno stato concordatario/confessionale e non laico….. non è una opinione ma un fatto con tanto di firma a calce.

lorenzo a.

la pasqua è in un giorno compreso tra il 21 marzo ed il 25 aprile, che cosa succederebbe se la pasqua cadesse il 25 aprile?

la pasqua sarebbe spostata, oppure i cattolici festeggerebbero quello che gli pare nel giorno che voglono?

Sabo

Forse le manifestazioni non si possono svolgere contemporaneamente per non indurre in tentazione i preti omossessuali. A quale delle due partecipare ? Di questo probabilmente si preoccupa il Sig. Prefetto.

Ivo Mezzena

Vaticano, la più grande associazione a delinquere del mondo con il loro capo nazista comanda ai servi politici fascisti d’Italia di rimandare una manifestazione libera per motivi religiosi. Viva L’Italia! Europa fai qualcosa, o chiedo asilo politico all’Olanda!

kefos93

… si potrebbe far precedere la manifestazione del Gay Pride da un enorme ostensorio in onore di Aton-Ra, ( poi Amen/Amon ) legittimo proprietario del simbolo, al quale fu sottratto subdolamente in primis da Akhenaton/Mosè !!

zarathustra

Secondo me il vero problema è che il prefetto non ha preso una decisione, ma ha solo assecondato la sua educazione e la sua cultura bimillenaria. Siamo nel fondamentalismo fino al collo

RedGod

Chi cammina sopra i diritti del poplo GLBT calpesta la democrazia e cancella i ricordi.

Bisogna sfilare lo stesso nel giorno del corpus domini,

gigetta

@ Kaworu
credo nessuna solo che i gay non dovrebbero esistere ma se proprio ci sono stiano zitti e partecipino invece alla festa del corpus domini

giuseppe sbattezzato

x sabo 🙂 mi dispiace smentirti ma i preti non lo dicono alla mamma della sessualità in genere figuriamoci della omosex. poi è anche vero che sono preti anche x via della madre etc etc – come i tanti omosessuali sposati non lo dicono alla moglie – è tutto un sotterfugio.
la società patriarcale con l’oppressione della donna va di pari passo col doveroso nascondimento dei rapporti omo –
gli immigrati omosessuali sposati si sorprendono degli italiani omosessuali non sposati – certo loro comandano alla moglie e hanno + libertà di movimento – invece dei nostrani sposati – forse sarà questo uno dei motivi per cui gli italiano prediligono le immigrate???

Leandro

Sono un serio e convinto ateo.
Non capisco però perchè una opposizione ad un gay pride debba essere considerata un rigurgito cattolico e non una scelta condivisibile, forse opinabile, ma svincolata dalla fede.
Non sono un persecutore degli omosessuali, li rispetto e li tollero, come sono certo loro tollerano la mia (spero la nostra) eterosessualità.
Detesto le ostentazioni che leggo come provocazioni.
Interpreto e subisco un gay pride, al pari di una processione cristiana, un turbamento alla tranquillità ed alla vivibilità della città.
Se invece di spingere per il gay pride si spingesse per un limite alle pubbliche manifestazioni cristiane, sarebbe certamente meglio.
Favorendo ed accettando il gay pride di fatto si accetta una manifestazione religiosa che a pari del gay pride è una pubblica ostentazione di un pensiero non condiviso.

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