Benedetto XVI a Pompei: “Anticlericalismo ancora presente”

Durante la visita al santuario di Pompei, Benedetto XVI ha criticato il fatto che l’anticlericalismo sia ancora presente, ricordando la storia del fondatore dello stesso santuario, Bartolo Longo: un personaggio che nell’Ottocento si allontanò da giovane dal cristianesimo, mosso da anticlericalismo – seguendo un incoerente miscuglio di vaghe suggestioni positiviste e tendenze superstiziose, spiritualistiche e per alcuni addirittura sataniste – salvo poi riabbracciare il cattolicesimo in maniera zelante e, a nostro avviso, senza sostanziale differenza rispetto alle tendenze giovanili. Nelle intenzioni del papa, la vita di Longo dovrebbe essere un esempio apologetico contro l’anticlericalismo: Longo si sarebbe trasformato da “presecutore in apostolo”, come Paolo. La sua conversione conterrebbe “un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano ai giorni nostri”.
Il papa invita inoltre dice ai fedeli di “non scendere a compromessi” sui temi etici e di riaffermare la famiglia come “cellula fondamentale della società”, diventando “motore di rinnovamento religioso e sociale al servizio dei piccoli e dei poveri”. Secondo Benedetto XVI, il santuario può diventare il fulcro del riscatto dell’area da piaghe come la criminalità e sarebbe la dimostrazione che “l’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono inseparabili”.
Il sindaco di Pompei, salutando il papa e la folla, ha dichiarato: “Siamo gente del Sud, viviamo in una terra a volte martoriata, eppure bella e ricca di bene. Tutti sentiamo il bisogno di un paterno conforto, e special modo i nostri giovani, pronti a lavorare alacremente con impegno nella vigna del Signore”.

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