Binetti: “Esclusione gay dal sacerdozio per combattere pedofilia”, è polemica

La senatrice Paola Binetti, intervistata dal “Corriere” sulla presa di posizione vaticana tesa ad escludere gli omosessuali dal sacerdozio, plaude e afferma: “Le tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio di pedofilia”.
Il movimento gay reagisce indignato. Franco Grillini risponde con una lettera a Veltroni, in cui scrive: “con le dichiarazioni di oggi della signora Paola Binetti, deputata Pd, si va decisamente al di là della pur aspra polemica tra cattolici e laici, e si entra, viceversa nel terreno dell’intollerabile insulto razzista verso le persone omosessuali. Qui, caro Walter, siamo di fronte ad una gravissima sovrapposizione tra omosessualità e pedofilia, tanto falsa quanto delittuosa”. Il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso chiede “all’Ordine nazionale dei Medici di pronunciarsi in modo chiaro e definitivo e di prendere le distanze da queste aberranti affermazioni” e rincara: “C’è da chiedersi infine come la Binetti possa militare in un partito il cui leader, Walter Veltroni, solo una settimana fa, ha denunciato l’omofobia dilagante in Italia”. Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli critica le “parole gravissime che, se forse rivelano i retropensieri delle gerarchie cattoliche” che però “non trovano nessun riscontro nella realtà e nella letteratura scientifica, ma sono anzi atte a ingenerare allarme e fomentare odio e discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, la cui vita affettiva e sessuale non si esercita certo in istinti brutali e incontrollabili verso nessuno, tanto meno i bambini”.
Anche nel Pd emergono comunque decise prese di distanza rispetto alle parole della Binetti: Barbara Pollastrini, dicendosi “turbata”, spiega che “c’è una soglia oltre la quale diventa impossibile capirsi”, specie “in un partito che ha una sua cultura e valori che parlano chiaro a proposito del rispetto delle persone e della lettura della società”. Giorgio Tonini, senatore Pd e membro del coordinamento di partito, afferma: “è omofobia anche confondere l’orientamento omosessuale con la pedofilia: una mostruosità questa che, come è noto, può essere anche eterosessuale”. Assicura che il Pd “come tale” non può “esprimersi su una questione interna alla Chiesa come quella dell’ammissione degli omosessuale al sacerdozio”, spiegando però che “la distinzione tra peccato e reato è uno dei fondamenti della laicità”, che vale “in entrambe le direzioni”: “Non spetta alle confessioni religiose stabilire cosa è reato. Allo stesso modo non spetta alla politica decidere cosa è peccato. Naturalmente, in una società aperta, tutti possono esprimersi su tutto. Gli esponenti del Pd che hanno ritenuto di esprimere la loro opinione in materia lo hanno dunque fatto, come è ovvio, a titolo personale”.

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