Un articolo pubblicato sabato scorso su La Stampa ha finalmente permesso anche agli italiani di conoscere la storia del linguista Daniel Everett. Nato nel 1951 in California, in gioventù dedito al consumo di droghe, a 18 anni si sposò con la figlia di una coppia di missionari evangelici. In seguito si laureò al Moody Bible Institute e, a ragione delle sua spiccata capacità di padroneggiare le lingue, fu inviato a evangelizzare il popolo amazzonico dei Pirahã. Il contatto con gli indigeni, che non credono nel paradiso e nell’inferno, gli fece gradualmente perdere fiducia nel cristianesimo, fino a diventare completamente ateo nel 1985. Everett ha tuttavia atteso ben 19 anni per renderlo noto: quando si è deciso, la moglie ha chiesto il divorzio (non tralasciando di accusarlo di non aver saputo convertire i Pirahã) e due dei tre figli hanno reciso ogni contatto con lui.
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