La corte suprema indiana ha stabilito che, secondo l’Hindu Marriage Act, una legge indiana del 1955 che disciplina i matrimoni, un matrimonio misto cristiano-indù non può essere ritenuto valido, perché la normativa prevede espressamente che a stringere il vincolo matrimoniale siano due persone appartenenti all’induismo. Lo rendono noto i siti Express India e The Hindu. La questione è sorta in seguito a un matrimonio celebrato nel 1996 in base all’HMA. La moglie scoprì qualche mese dopo che il marito era in realtà un cattolico romano, e chiese l’annullamento delle nozze. Un tribunale le diede ragione nel 2002, tanto che la donna potè risposarsi con un uomo di fede indù: ma il primo marito fece ricorso davanti alla corte suprema, ricorso che è stato respinto nei giorni scorsi.
L’HMA estende la possibilità di registrare il matrimonio religioso a buddhisti, giainisti e sikh, ma non a cristiani e musulmani, che devono così ricorrere allo Special Marriage Act. Nell’ambito di quest’ultima normativa è altresì possibile sposarsi civilmente.
