Etiopia: religiosi sostengono bando costituzionale dell’omosessualità

Gli esponenti di varie confessioni religiose (compresi quelli cattolici, protestanti e ortodossi) riuniti ad Adis Abeba alcuni giorni fa per un convegno, hanno adottato una risoluzione contro l’omosessualità, definita «la vetta dell’immoralità» e chiesto alle autorità civili di emendare la Costituzione del paese per sancire proprio a livello costituzionale le discriminazioni verso tali pratiche sessuali. In Etiopia è infatti già prevista una pena di almeno 6 mesi per gli omosessuali ed è molto diffusa l’omofobia, che trova una forte giustificazione religiosa. Abune Paolos, patriarca della Chiesa ortodossa etiope, paragona gli omosessuali a «sciocchi, stupidi animali», sostenendo che «deve essere loro imposta una disciplina e i loro atti devono essere discriminati, devono ricevere una lezione». Nella risoluzione, i religiosi spronano i parlamentari ad «approvare la messa al bando della pratica omosessuale nella Costituzione», ad istituire centri di “riabilitazione” per i gay e ad introdurre controlli nella diffusione della pornografia. Seyoum Antonios, esponente della Ong anti-abortista United for Life Ethiopia, sostiene che l’omosessualità (definita «inaccettabile», «immorale») non è una questione inerente i diritti umani e non crede che «sia collegata alla creazione», affermando che «non ha una base biologica»: «tutti gli esponenti religiosi all’unisono hanno affermato che è la vetta dell’immoralità», ha concluso Antonios.

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