Gigante biotech cinese offre cure con cellule staminali a Bangkok

«Disperati, abbiamo voluto provare la strada delle cellule staminali. Siamo arrivati a Bangkok il primo aprile 2008 e nostro figlio è stato sottoposto ad un trattamento di sei iniezioni di cellule staminali cordonali. Al nostro ritorno in Italia, il 5 maggio, abbiamo riscontrato diversi cambiamenti: il bimbo ha un tono muscolare più rilassato, ha più appetito, riposa di più (e anche noi di conseguenza) e poi reagisce molto di più alle luci e riesce a vedere le ombre: prima aveva gli occhi fissi ed ora segue i movimenti di chi gli sta intorno in un raggio di tre metri. Siamo stupefatti. Ora siamo in attesa di altri cambiamenti che gli possano in futuro far vivere una vita normale».
Questa la testimonianza rilasciata da una coppia di Sassari, con un figlio di 2 anni affetto da tetraparesi spastica e ipoplasia del nervo ottico. Queste persone non sono le sole a recarsi in Thailandia per ottenere le cure con le cellule staminali che qui sono impossibili.
Nel 2008 sono stati 100 gli italiani trattati in questo centro: malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla), giovani con la sclerosi multipla, bambini con l’atrofia midollare, ventenni sulla sedia a rotelle per un trauma alla colonna vertebrale.
Razvan Iordache, ventenne rumeno, tetraplegico dopo un brutto tuffo in acqua: osso del collo rotto. Dopo i trattamenti ricevuti nella clinica, muove la parte alta del tronco, mangia da solo, respira. La tv rumena ha raccontato la sua storia, un miliardario ha creato una fondazione e già circa 120 rumeni si sono curati a Bangkok. Ma anche 150 americani. E francesi, tedeschi, olandesi. In tutto quattromila trattati, tremila cinesi, i pazienti ricorsi all’infusione di cellule staminali da cordone ombelicale.
La banca di cellule staminali più grande al mondo è a Taizhou, provincia di Jiangsu. E’ della Shenzhen Beike Biotechnology, fornisce cellule staminali per trattamenti medici ad almeno venti centri ospedalieri. Si è partiti con la banca di staminali da cordone ombelicale, dalla placenta, dalla membrana amniotica, dal midollo osseo. In futuro produrrà anche cellule staminali pluripotenti indotte (Ips), derivate dalla «riprogrammazione» di cellule adulte. Senza toccare gli embrioni.
La Repubblica popolare cinese non vuole errori: ha ordinato ai manager di applicare gli stessi standard della Aabb, l’American association of blood banks, per evitare rischi da malattie trasmissibili. Rigidi anche nell’accettare i pazienti.

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