Norvegia: ok a poliziotte con velo

La polizia norvegese permetterà di indossare il velo sopra l’uniforme: lo rende noto il Norway Post. La decisione è stata presa perché “qualora fosse vietato, alcuni gruppi sociali non sarebbero rappresentati all’interno delle forze dell’ordine”.  Di parere opposto il sindacato di polizia: “si presume che le forze di polizia debbano trasmettereun messaggio di neutralità”.

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21 commenti

eridanus

Beh da noi non si stà tanto meglio visto che stipendiamo centinaia di cappellani militari e un bel pò di soldati nei picchetti per ogni volta che il Papa esce dal Vaticano…

Sailor-Sun

I caschi blu di religione Sikh hanno il turbante blu al posto del casco, ma il velo in quanto simbolo di sottomissione non è un gran che per dare utorevolezza alle poliziotte…

Otto Permille

Il velo è una specie di casco più leggero. Però tende a svolazzare.

stefano

x Raffaele Carcano.

non vedo l’importanza della notizia.
riguarda la legislazione interna di uno stato straniero, niente di importante a mio modesto avviso.

Maurizio D'Ulivo

Al contrario di quanto afferma stefano, penso invece chq questa sia una notizia del tutto inerente a questo forum: si parla di un trattamento di favore per i credenti di determinate religioni, quindi di laicità dello stato (stavolta di quello norvegese) e di Stato di Diritto.

A questo punto io, che sono un fan sfegatato del gruppo musicale “The Cure”, potrei indossare una maglietta con il logo di quel gruppo musicale sopra la mia divisa di poliziotto, visto che alla loro musica ci tengo così tanto?

Come sta accadendo in Gran Bretagna (vedi sentenze sui rasta che possono non indossare il casco quando vanno in moto e che sono i soli per cui fumare cannabinoidi è permesso, in omaggio alla loro fede), mi pare che anche la Norvegia stia prendendo una brutta piega.

E, se addirittura in un Paese scandinavo stanno succedendo fatti di questo tenore, mi chiedo dove dovremo rivolgerci per intravedere un rimasuglio di vera laicità.

Lionheart

x Stefano
Mi sembra invece che sia interessante conoscere/divulgare/commentare qualsiasi decisione presa dallo Stato riguardo gli usi e gli abusi delle religoni ; anche se lo stato non è quello italiano; anzi, serve proprio per confonto.Ciao

stefano

il mio appunto è un giudizio soggettivo.

x maurizio d’olivo

grandi i The Cure 🙂 piacciono anche a me.

#Aldo#

Pessima notizia davvero. Non perché ci tocchi direttamente, ma perché è l’indicatore d’un dilagare del declino anche in Paesi fino ad oggi ritenuti esemplari.

Riservare il privilegio ai soli elementi dell’abbigliamento islamico, inoltre, evidenzia una discriminazione nei confronti di chi si riconosce in altri simboli, magari (come Maurizio ha giustamente sottolineato con ironia) non accettati perché non “ufficializzati”. In altre parole: «Se non ti accodi ad un gruppo, se non accetti un “distintivo ufficiale”, non vali niente!!!»

Il diritto basato sulla forza non è un vero diritto.

Bruno Moretti Turri

@ stefano

Tu come singolo “non vedi l’importanza della notizia” e ciò è legittimo.

Ma secondo me e secondo lo Statuto dell’UAAR qui ogni e qualunque violazione della laicità delle istituzioni di qualunque Stato è IN topic.

Per me la notizia è importante perchè se cominciano a calar le braghe pure gli scandinavi, so’ cock amari. Per Eurabia.

stefano

paragonata a quello che sta succedendo in italia la notizia in oggetto, converrete con me, è poca cosa.
la Norvegia non corre pericoli di ritorni al medioevo, l’italia al contrario sta tornando rapidamente indietro al tempo dei roghi nelle piazze davanti al sagrato delle chiese dopo la mesa domenicale.
per questo non ho ritenuto la notizia tanto importante.

vico

credo che anche Berlusconi proporrà il velo per i poliziotti della celere ( vedi G8)

Maurizio D'Ulivo

@ vico
Lo credo anch’io: così questa volta, non essendo riconoscibili, non dovranno nemmeno subire il “fastidio” di un processo…

centrodx

“Norvegia: ok a poliziotte con velo”
…….che???
Oddio…

Rothko61

Nel fredissimo nord europa qualche cervello si è congelato…

Federico

@Stefano: forse è il caso di non limitarsi a pensare al proprio orticello, ma dare un occhio anche a ciò che succede nel resto d’Europa.

@Bruno Moretti Turri: E’ da un po’ che gli scandinavi si calano le braghe di fronte alle comunità islamiche locali…

Simone Blasetti

Quello dell’integrazione è un problema estremamente complesso di fronte al quale non si sa esattamente come conviene comportarsi. E’ molto difficile prevedere il futuro e riuscire a capire cosa scaturirà da una certa decisione.

Lapalisse

…e le ragazze islamiche che non vogliono portare il velo, ma che sono in polizia, che faranno ora che anche lo stato considera il velo un marchio che le donne islamiche “devono” portare, sicuramente subirebbero delle pressioni da parte della loro comunità, o peggio. Lo stato non deve legittimare le paranoie religiose, di nessuna religione.

MicheleB.

Qui vale lo stesso ragionamento dei crocefissi nelle scuole. Bello, si, il riconoscimento delle identità come stimolo all’integrazione, ma il velo non è semplicemente un indumento femminile, è un “marchio” che contraddistingue l’osservanza rigida di una fede, contrariamente al turbante che è portato da tutti i militari indiani. Se un’unità militare usa cuffie per la doccia come berretto d’ordinanza, quando va in missione ONU porterà cuffie blu. Un pubblico ufficiale d’uno stato laico non dovrebbe indossare ne chadòr, ne cristi al collo, ne toghe arancioni. Il senso del rapporto fra un pubblico ufficiale e la sea uniforme, sta nel dovere di obiettività ed equidistanza impersonale cui è tenuto.

paola

bravo michele b. ,si mettano la loro divisa da poliziotte e basta! cosa c’entra il velo! allora la divisa a cosa serve?quando hanno finito il turno si vadano a mettere pure il burka e preghino per tutto il tempo che vogliono! ma non esiste sul posto di lavoro ( possibile che hanno in testa solo ste cavolate) dalla norvegia non me lo aspettavo proprio!

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