Eluana è morta: considerazioni sparse

La famiglia Englaro chiede silenzio: e sarebbe veramente necessario cominciare ad assicurarglielo, pur consci che la discussione parlamentare sul testamento biologico, sebbene rallentata dalla morte di Eluana, sarà irrimediabilmente legata a doppio filo alla sua vicenda. Gran parte delle manifestazioni in programma, come quelle promosse oggi dalla Consulta di Bioetica, restano in piedi soprattutto con questo obbiettivo: assicurare che una futura legge garantisca l’autodeterminazione dei cittadini e non recepisca la teologia cattolica all’interno dell’articolato. Le previsioni, purtroppo, sono nerissime. Già oggi, al Senato, una buona parte dell’opposizione (Rutelli e i teodem in testa) ha votato insieme alla maggioranza.
Lo sciacallaggio di queste ultime ore ha trovato, si spera, il suo punto di non ritorno nell’articolo di Marco Tarquinio pubblicato oggi su Avvenire: non ci sono purtroppo parole a sufficienza per dirne male a sufficienza. Si può solo sperare che le gerarchie ecclesiastiche si rendano conto quanto atteggiamenti come questo possano progressivamente portare la popolazione a prendere le distanze dal cattolicesimo.
Non aiutano certo, da questo punto di vista, le dichiarazioni di mons. Rino Fisichella: “è morta sola, completamente sola quando sarebbe bene che chi sta attraversando la soglia della vita lo potesse fare stringendo la mano di una persona cara”. Certo, è morta sola perché il padre era a Lecco, chiamato a presenziare a un’udienza in tribunale da chi gli voleva togliere la patria potestà. Anche in questo caso, non servono molte parole. Se queste sono le gerarchie, non stupisce che “la base” abbia accolto la notizia della morte di Eluana dando sfoggio al peggio di sé: insulti violentissimi contro il padre e minacce ai manifestanti laici – tanto che è dovuta intervenire la polizia (cfr. Roberto Bianchin oggi su Repubblica, p. 3). Vita poco facile per i manifestanti laici ovunque, del resto: a Rimini, il questore ha sì autorizzato il presidio UAR, ma con l’esplicito “divieto di utilizzare qualunque strumento di diffusione sonora, megafono, microfono o qualsivoglia amplificazione”.
La politica nel frattempo va avanti come sempre: cioè male, a sua volta. Il sindaco di Roma Alemanno ha deciso di tenere accese le luci del Colosseo, questa sera, perché “non possiamo liberarci da un senso di profonda commozione e di sgomento per una vita che poteva e doveva essere salvata”. Alemanno potrebbe cominciare a prendere un po’ di pratica con la teodicea, chiedendosi dove stava Dio, quel giorno che l’autovettura di Eluana ebbe l’incidente. Per sapere poi quale tipo di vita “doveva essere salvata”, Alemanno può leggere le dichiarazioni rilasciate dalla giornalista Marinella Chirico, che ha visto la donna poche ore prima del decesso: “Devastata e irriconoscibile… una donna completamente immobile… emotivamente molto forte l’impatto”.
Da questa vicenda resta il dubbio, alimentato dalle sconclusionate dichiarazioni del premier, che vi sia molta confusione su cosa significhi “stato vegetativo permanente”. Per chi volesse approfondire, segnaliamo il libro collettivo La vita prima della fine (Firenze University Press) nonché l’ultimo lavoro di Francesco D’Alpa, Vite senz’anima. Riflessioni su teologia e morte sospesa (Laiko.it). Segnaliamo infine anche la lettera aperta scritta da un gruppo di medici su Stato vegetativo, nutrizione artificiale, prematuri estremi: fra evidenze scientifiche e contaminazioni ideologiche della scienza.

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