Regno Unito: le scuole religiose non migliorano gli standard

Il governo laburista inglese ha, negli ultimi anni, supportato le scuole religiose nella convinzione che avrebbero aiutato ad alzare gli standard educativi. Uno studio di ricercatori della London School of Economics e dell’Institute of Education dell’Università di Londra, di cui dà notizia il Guardian, evidenzia ora il fallimento di questo obbiettivo: le scuole religiose non solo non alzano il livello qualitativo dello studio, ma aumentano altresì la frammentazione sociale. Se i loro studenti ottengono migliori risultati, precisa lo studio, è solo perché vi arrivano con un migliore background.

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28 commenti

Stefano Bottoni

Perchè mai gli standard educativi avrebbero dovuto aumentare?
Le scuole religiose sono istituti PRIVATI, come tali dediti in primis al profitto. E’ facile immaginare che vi vadano prevalentemente figli di benestanti (credo che in questo senso vada inteso il “miglior background”).
Alla faccia dei liberisti per cui il privato è tutto il meglio e il pubblico è tutto il peggio. Se ne sono accorti già da tempo anche nel UK con la privatizzazione delle ferrovie: aumenti di tariffe, peggior servizio e incidenti moltiplicati.
E anche qui da noi ce ne siamo accorti: le aziende che erano statali non saranno state il massimo, ma rispetto ad oggi dopo le privatizzazioni… Solo per fare un esempio, c’è qualcuno da cui il postino passi ancora tutti i giorni?

MetaLocX

Nessuno finanzierebbe delle scuole religiose per aumentare la preparazione degli studenti, per il semplice fatto che le scuole religiose possono abbassare gli standard, ma non c’è alcuna ragione per cui dovrebbero aumentarli… Salvo che un governo non stia attentando appositamente alle scuole pubbliche…

I motivi che stanno dietro a certe cose sono ben diversi…

rolling stone

Per esperienza personale (ammesso che possa interessare qualcuno)
debbo confermare che il periodo scolastico in cui meno ho appreso,
meno formativo ed anche più spiritualmente travagliato,
sono stati i tre anni della prima media in un collegio arcivescovile.
Mi ricordo solo una serie interminabile di messe, confessioni, noiosissimi ritiri spirituali, saggi ginnici, tonache nere, medaglie al merito scolastico, ecc.
Anche se è stato facile superare l’esame di terza media
questo l’ho pagato caro al liceo statale.

El condor pasa

Queste prese di posizioni, o meglio, questi fondamentalismi sono il frutto del colonialismo europeo dei secoli scorsi che ha distrutto gli equilibri millenari dei paesi occupati sotto il segno della croce cattolica. Paesi dove cristiani, indù, mussulmani vivevano in totale armonia. L’India è l’esempio (solo uno) più emblematico. Il MALE assoluto è stato ed è uno soltanto: la chiesa cattolica apostolica romana. Non dimentichiamolo mai.

Andrea

Ai miei tempi, oltre ai benestanti, alle scuole private ci andavano i tonti che non riuscivano a finire la scuola statale.

Ciao a tutti

stefano

quoto Andrea.
gli istituti privati mirano al profitto ergo la formazione dello studente passerà sempre in secondo piano.

daigoro

x stefano

le privatizzazioni non sono una panacea, se n’è accorto qualunque cittadino vittima di un monopolista privato come le municipalizzate, ma l’esempio delle poste non calza proprio, i tempi di recapito delle lettere sono generalmente molto bassi quasi immediati paragonati a 20 anni fà. altrettanto dicasi per la telefonia mobile, chiunque ha avuto un telefono mobile della telecom quando era monopolista sà quali vantaggi ha portato al consumatore la privatizzazione e la concorrenza. d’altro canto pensare che il privato non cerchi di aumentare costantemente il proprio profitto è come credere che i il pubblico faccia l’interesse dei cittadini. in monti casi infatti le amministrazioni pubbliche esistono per servire se stesse e i propri dipendenti: in primis la scuola, anche se esistono ovviamente eccezioni.

Paris

La solita retorica della scuola statale: male organizzata, gestita da sessantottini frustrati, costosa e con risultati disastrosi sotto il profilo educativo e del profitto!
L’unica alternativa allo sfascio della scuola italiana è la vera concorrenza tra la scuola statale e non statale, come avviene in tutti gli Stati europei di cui tanto decantate la laicità: solamente quando rischieranno il posto di lavoro, i professori si impegneranno seriamente.

Fri

@ Paris

Forse i professori potrebbero impegnarsi di più anche solo se fossero pagati decentemente e se i loro sforzi fossero riconosciuti dalla società, cosa che in Italia di sicuro non accade visto che se qualcosa nella scuola va male è SEMPRE colpa dei professori, anche se magari lavorano in strutture che gli crollano sulla testa, con classi da 25-30 studenti, senza il minimo supporto tecnologico o didattico e coi corsi di aggiornamento che si devono pagare da soli. Fra l’altro vorrei farti notare che sono moltissimi in Italia gli insegnanti che rischiano il posto e non perchè non fanno il loro lavoro o perchè lo fanno male, ma perchè hanno contratti precari, quando va bene annuali che scade tutti gli anni a giugno, lasciandoli senza stipendio, se va bene, per i tre mesi estivi. E l’anno dopo si ricomincia in un’altra scuola, con altri colleghi, nuove problematiche, studenti sconosciuti e magari pure una materia diversa da insegnare. Se questo ti sembra un buon modo per stimolare i professori a lavorare bene!!!

GMF

Ho insegnato per alcuni anni in delle scuole (medie superiori) private che agivano come normalissime imprese private: i tuoi clienti, le famiglie, pagano (non poco!) e pretendono dei risultati, la promozione dei pargoletti. Mai visto un docente richiamato per eccessivo permessivismo, parecchi perché tentavano di mantenere un minimo di serietà nella preparazione. In una parole si trattava di diplomifici. C’era qualche problema al momento della maturità , visto che la commissione era pubblica, ma a quel punto scattavano le grandi manovre per avere commissioni compiacenti. Del resto come potevano le cose andare diversamente! Con quello che i genitori pagavano mica i figli potevano rimediare una bocciatura? In questo c’era una completa uniformità fra scuole private religiose e “laiche”, si fosse bocciato qualcuno l’anno scolastico successivo si sarebbe rimasti senza clienti. Altro che concorrenza con la scuola pubblica, dove pure ho insegnato. Da parecchio faccio l’ingegnere e sono fuori da questo giro ma parlando con giovani colleghi che devono tirare su qualche soldo non mi risulta che le cose siano cambiate.

capitano666

Non saprei Stefano, io ho notato un netto miglioramento da quando le poste sono state privatizzate (e si, da me il postino continua a passare tutti i giorni).

infiltrata

@Paris
Ti confido un segreto: TUTTI gli insegnante da me conosciuti che lavorano nelle scuole private,sognano di vincere il concorso alla scuola pubblica e cambiare così ambiente di lavoro.Secondo te perchè sono tanto desiderosi di trasferirsi nella “sfasciata scuola statale?”.Forse perchè la scuola privata in realtà è ancora più sfasciata?Certo,all’esterno questo sfascio non deve trapelare,sennò figurati se i genitori iscriverebbero più i figli.Ma chi ci lavora dentro sa che a grattare la doratura,sotto apparirà solo ruggine…

Giovanna

@Andrea
Ti posso garantire che la situazione è ancora identica, almeno qui nella provincia di Lecco dove le “squole” cielline o di altre organizzazioni religiose sono sempre state diplomifici per pargoli poco disposti alle fatiche scolastiche. La cosa più raccapricciante poi è che negli ultimi anni si sta assistendo ad un sistematico degrado degli storici istituti tecnici e licei statali che erano il fiore all’occhiello dell’istruzione pubblica lecchese (presidi o insegnanti esauriti che non vengono trasferiti, supplenze non attuate, disservizi di vario genere) che ha favorito il pullulare (pilotato da Formigoni &Co.) di nuovi istituti privati di matrice cattolica. Queste nuove alternative sono in grado di garantire di proseguire più tranquillamente gli studi e la cosa che più rattrista è che attirano a sè, non solo i ragazzi più limitati o quelli che non amano mischiarsi con gli immigrati, bensì anche parecchi ragazzi in gamba, le cui famiglie non avrebbero mai scelto l’opzione privata, ma che magari al terzo o quarto anno di liceo si trovano invischiati nelle carenze della scuola pubblica e si sentono costretti a tapparsi naso, occhi e orecchie e terminare il percorso scolastico nel privato.

Giovanna

A proposito, mi è parso di sentire che stasera a Report si parlerà di scuola. Da non perdere!

Per concludere il mio discorso del precedente commento, mi pare piuttosto chiaro che a livello delle autorità pubbliche ci sia la chiara volontà di indebolire sempre più la scuola pubblica a favore di quella privata. La profezia di Calamandrei si sta realizzando in tutto il suo orrore:
http://studentiinpiazza.giovani.it/tags/calamandrei+scuola+pubblica+scuola+privata/
La cosa mi terrorizza parecchio, avendo due figli di 7 e 12 anni.

El topo

Facciamo un gioco: immaginiamo che un simile articolo appaia sul corriere della sera (quotidiano la cui importanza si può paragonare al Guardian), quali sarebbero le reazioni del mondo politico secondo voi? In UK con ogni probabilità il governo prenderà in considerazione lo studio del London School of Economics e dell’Institute of Education dell’università di Londra. Infatti già dai tempi del buon Enrico VIII gli inglesi hanno capito che la religione va subordinata alla ragion di stato (e non viceversa come avviene in Italia) tant’è che il re\regina rappresenta la suprema carica religiosa, peraltro discreta e tollerante.
Per quanto riguarda la diatriba su privato o meno penso che la cosa vada considerata in termini di gestione delle risorse, ovvero come far fruttare al meglio le risorse disponibili con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di ognuno (quindi evitando anche lo sfruttamento del lavoro); tenendo in mente questo metro di giudizio non credo che ci sia molto da salvare nel sistema economico mondiale…

bright77

Non credo che ci fosse bisogno di ricerche per arrivare a queste conclusioni.L’ideologia non ha mai portato buoni frutti.Chiunque neghi che la religione sia un’ideologia MENTE!

Andrea

@Paris
La scuola statale non si mette in concorrenza con la scuola privata, che per altro non dovrebbe nemmeno esistere quantomeno come la si intende in Italia.
Una gara di quel tipo la vincerebbe gli renderesse la scuola sempre più facile, come appunto già avviene nella suola privata in quanto una delle sue caratteristiche è che è più facile, se non facilissimo, essere promossi.
Al contrario, la scuola pubblica dovrebbe essere potenziata, e nessun soldo della comunità andrebbe alla scuola privata proprio in virtù di azienda a scopo di lucro.
Inoltre aggiungo che gli unici insegnanti che non rischiano il posto sono quelli di religione, per altro pagati meglio di veri professori, e che peggio del peggio non entrano nemmeno tramite concorso.

A riguardo della scuola pubblica, è interessante un testo di Piero Calamandrei del 1950, che benchè possa apparire vecchio se vista la sua collocazione nel tempo, è sempre stato e sempre sarà attuale, e qui ve lo riporto:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. […] Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.”
(dal discorso al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950)

Ciao a tutti

infiltrata

Concordo con Andrea,Giovanna e Calamandrei!

Riguardo a quello che ha detto Paris:

“L’unica alternativa allo sfascio della scuola italiana è la vera concorrenza tra la scuola statale e non statale, come avviene in tutti gli Stati europei di cui tanto decantate la laicità”

Bè,bisogna anche vedere che tipo di scuola privata è quella che troviamo all’estero.In Italia si può dire che tutte le scuole private sono religiose,visto che istituti di altro tipo,tipo quelli montessoriani,sono aghi nel pagliaio.Ecco,sarei proprio curiosa di sapere se anche nel resto d’europa le scuole private sono esclusivamente religiose.Perchè se prevalgono istituti non-religiosi,caro Paris,allora ci vuole ben altro che parificare le scuole “Dell’avemaria” perchè l’italia raggiunga il livello di laicità del resto d’Europa.
E poi, prima di sproloquiare sulla cattiva qualità della scuola italiana,ricordatevi dei nostri ricercatori!Quei cervelli che prima formiamo e poi lasciamo scappare.All’estero sono apprezzatissimi.Siccome non credo che siano tutti dei raccomandati,deduco che vengano assunti in base al loro merito.Merito che deriva dalla loro formazione.

Cesare b

“Se i loro studenti ottengono migliori risultati, precisa lo studio, è solo perché vi arrivano con un migliore background.” Mi spiegate come si fa a stabilire, in una scuola frequentata da studenti generalmente favoriti da “un migliore background”, se i “migliori risultati” (che evidentemente si osservano) siano dovuti a tale circostanza fortunata o alla buona qualita’ dell’ insegnamento?
Saluti.

Kaworu

sai che novità.

in italia le scuole religiose sono il modo per i figli di papà ignoranti come zappe e con voglia di studiare pari a zero di arrivare fino alla laurea, prendere il posto di papà e far fallire la fabbrichetta.

o cose così a seconda del mestiere del babbo.

in ogni senso, dato che paga la retta a una progenie che meriterebbe di raccogliere i pomodori e basta. sempre che siano in grado di capire quali sono quelli maturi e quelli acerbi.

chris

Kaworu te vai all’Università Cattolica e dimmi se lì ci stanno “figli di papà ignoranti con voglia di studiare pari a zero”
I laureati della Cattolica sono tra i migliori d’Italia, quelli della Sapienza sono tra i peggiori…
Forse questo discorso vale per le scuole dell’obbligo e per le superiori, ma le università cattoliche sono molto buone…

Kaworu

@chris

io vado in bicocca 😉 ad ogni modo che siano ciellini quelli della cattolica non è un mistero, e si sa che cielle è praticamente una setta (dove se conosci tizio, caio ti aiuta).

ma conosco laureati della cattolica che appunto non saprebbero nemmeno distinguere un pomodoro maturo da uno acerbo (difatti sono a spasso al momento). oh magari è la facoltà che han fatto, o la sorte avversa o non so.

poi che siano casi isolati, può essere. in effetti avrei dovuto estendere il discorso a molte università private, non solo cattoliche.

ad ogni modo l’università in generale in italia non mi piace per la piega che ha preso e che sta mantenendo… ma non è discorso da fare qui, in effetti sto OTzzando.

sui licei e più in generale scuole dell’obbligo gestite da religiosi (o con essi intrallazzate in vari modi) meglio che stia zitta, ho almeno 4 – 5 esperienze “di prima mano” e beh… un velo pietoso è meglio, molto molto meglio.

(poi sulle università “cattoliche” all’estero, non proferisco verbo)

stefano

non state ad ascoltare questa/o paris, è l’ennesimo cattotroll inviato qui dalla sua parrocchia per seminare zizzania.

Sandra

Ho seguito la puntata di Report di stasera, dedicata alla scuola, come segnalava Giovanna.

Immagino che la categoria degli insegnanti di religione si senta soddisfatta per aver mantenuto 800 milioni di euro di stipendio. Mi domando come possano sentirsi buoni cristiani pensando che le ore corrisposte per parlare di vangelo a una classe di fatto vadano a cancellare le ore di sostegno per i ragazzi con difficolta’. Il vangelo per chi ci crede andrebbe predicato gratis! Io mi vergognerei.

Alla fine la Gabanelli parlava della capacita’ di comprensione di lettura di un quotidiano, del rapporto uno a tre rispetto al resto d’europa: come dire, la nostra scuola non ci insegna a pensare, gli italiani sono tre volte piu’ sprovveduti dell’europeo medio. Un caso?

Tra le altre cose, le scuole italiane in Europa spiccano come casi di evidente spreco di risorse pubbliche, cosi’ come gli istituti di cultura (ce ne sono 93 nel mondo, e non si capisce bene a cosa servano). Infine una notizia che rientrebbe in un topic gia’ chiuso: la scuola italiana ad Atene spende 219 mila euro all’anno per l’affitto della sede, di proprieta’ del Vaticano. http://www.scuolaitalianatene.edu.gr/

Sandra

Ho seguito la puntata di Report di stasera, dedicata alla scuola, come segnalava Giovanna.

Immagino che la categoria degli insegnanti di religione si senta soddisfatta per aver mantenuto 800 milioni di euro di stipendio. Mi domando come possano sentirsi buoni cristiani pensando che le ore corrisposte per parlare di vangelo a una classe di fatto vadano a cancellare le ore di sostegno per i ragazzi con difficolta’. Il vangelo per chi ci crede andrebbe predicato gratis! Io mi vergognerei.

Alla fine la Gabanelli parlava della capacita’ di comprensione di lettura di un quotidiano, del rapporto uno a tre rispetto al resto d’europa: come dire, la nostra scuola non ci insegna a pensare, gli italiani sono tre volte piu’ sprovveduti dell’europeo medio. Un caso?

Tra le altre cose, le scuole italiane in Europa spiccano come casi di evidente spreco di risorse pubbliche, cosi’ come gli istituti di cultura (ce ne sono 93 nel mondo, e non si capisce bene a cosa servano). Infine una notizia che rientrebbe in un topic gia’ chiuso: la scuola italiana ad Atene spende 219 mila euro all’anno per l’affitto della sede, di proprieta’ del Vaticano. http://www.scuolaitalianatene.edu.gr/

Red Passion

Le scuole religiose sono l’ennesima dimostrazione di come la chiesa persegua un chiaro disegno di lotta di classe …. dalla parte dei più ricchi, ovviamente. Mi spiego meglio. Le rette delle scuole private, sono ovviamente più alte di quelle delle scuole pubbliche. Di conseguenza le porte delle scuole private rimarranno sempre chiuse a chi fa fatica a sbarcare il lunario. Le fasce sociali più deboli non se le possono permettee in assoluto. Se poi un poveraccio volesse bussare a quella porta … beh sapete come dicono nelle loro omelie? Bussate e vi sarà aperto. Col piffero! O il poveraccio sgancia i soldi oppure se ne strafottono altamente, altro che. In più le scuole private, che si dicono parificate (ma ci prendono in giro?), percepiscono soldi dallo Stato sottraendoli alla cultura pubblica, che per definizione è di tutti. Quindi quell’ipotetico poveraccio, che si è visto chiudere le porte in faccia perchè voleva istruzione senza pagare (come è di suo diritto in una scuola pubblica), si vede sottrarre finanziamenti utili per avere una scuola pubblica funzionante a favore di chi? Di chi, avendo più soldi è andato in una scuola privata, anche solo per non mischiarsi con la plebe. Strutture più fatiscenti, insegnanti ridotti, attrezzature carenti sono il dichiarato intento di demolire o ridurre le scuole pubbliche a parcheggio dei più disperati. Vorrei inoltre aggiungere che da un’inchiesta delle iene 8 scuole private (cattoliche) su 10 non ci pensano minimamente ad avere l’insegnante di sostegno, requisito necessario per avere la patente di “parificato”, mandando via le famiglie che ne facevano richiesta per i propri figli. Ed infine, in queste scuole non è possibile chiedere l’ora alternativa, violando palesemente il sacrosanto principio costituzionale di libertà di culto (e non).
Quale sarà fra 20 anni il risultato di una scuola del genere? Una selezione sociale che avvantaggerà le fasce più abbienti di individui sempre più indottrinati di cattolicesimo.
La religione sarà anche l’oppio dei popoli ma con due tagli diversi: tagliato male per i poveri, tagliato bene ed arricchito di vitamine per i ricchi!

Sandra

Red Passion,
quello che hai detto vale sicuramente per l’Italia, ma non per un paese dove l’istruzione privata e’ accessibile anche ai poveri a costo zero perche’ e’ lo stato che ne assume i costi, e cioe’ i Paesi Bassi.
Quello che manca – e che e’ stato anche ben illustrato in Report di ieri – e’ la cultura del controllo: in Francia per esempio ci sono 3000 ispettori scolastici, in Italia 380 – e laddove l’ispezione rileva una violazione…il dirigente mantiene il proprio posto, al massimo viene trasferito.
In Olanda le scuole private sono sottoposte al controllo dello stato, e se non rispettano gli standard stabiliti a livello pubblico, devono chiudere. Questo immagino valga anche per l’ammissione di bambini che hanno bisogno di sostegno, che non possono essere discriminati e che la scuola privata deve accettare e provvedere in modo adeguato, pena la chiusura.
Noi abbiamo una cultura del privilegio incompatibile coi controlli, loro dell’uguaglianza, e i controlli si fanno e le regole si rispettano, tutti senza eccezioni.
Pensavo al fatto degli insegnanti di religione, e alla loro situazione di privilegio. Se una situazione del genere mai si presentasse in Olanda per imposizione dall’alto, i genitori, i cittadini olandesi toglierebbero i figli dall’ora di religione per protestare, e per segnalare allo stato che quel denaro andrebbe speso diversamente. Quanti italiani lo faranno?

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