La CEI chiede una redistribuzione dei fondi dalle scuole pubbliche a quelle private

Mons. Diego Coletti, vescovo di Como e responsabile della Conferenza Episcopale Italiana per l’educazione, durante i lavori odierni dell’assemblea generale della CEI ha detto un chiaro “no” a ogni taglio alle risorse destinate alla scuola. Nello stesso tempo ha però chiesto che siano dirottate risorse sulle scuole cattoliche: le quali, ha ricordato, non devono essere definite “private”, perché come quelle statali offrono “un servizio pubblico. Il pubblico non è sempre e necessariamente statale, perché questo sarebbe statalismo della peggiore delle specie”. Lo Stato, ha continuato il presule, favorendo le scuole cattoliche risparmierebbe “dai 3500 ai 6000 euro per studente [non statale] all’anno”: occorre pertanto, e con urgenza, “una redistribuzione del reddito a persone che ne hanno il sacrosanto diritto”. Mons. Coletti si è rammaricato per l'”enorme fatica” fatta dalle scuole non statali per ricevere fondi pubblici: “sembra di dover andare a chiedere l’elemosina”.

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