Il vescovo di Pitigliano contro la dispersione delle ceneri

Mario Meini, vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello (provincia di Grosseto), in una lettera inviata ai parroci della sua diocesi si è pronunciato contro la dispersione delle ceneri di un defunto. A detta del presule, spargere le ceneri o conservarle in un’urna collocata in un luogo diverso dal cimitero costituisce una scelta contraria alla fede cristiana, che giustifica pertanto il rifiuto delle esequie ecclesiastiche da parte dei parroci, da lui invitati a restare vigili.

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69 commenti

oz

E finché si rivolge al suo gregge direi che non c’è nessun commento da fare. L’importante è che non abbia scritto ai politici chiedendo di vietare o limitare ingiustificatamente la pratica.

roberta

credo si tratti solo di rifiutare il rito religioso.
sono curiosa di conoscere i motivi di questa “obiezione di coscienza”

Roberto Grendene

sarebbe il caso che i sindaci di Pitigliano, Sovana e Orbetello assicurassero luoghi consoni a svolgere funerali civili e dessero tutte le indicazione su come accedere alla cremazione e alla dispersione delle ceneri

Silvio

Visto che stiamo cementificando sempre piu selvaggiamente,
non abbiamo più terra da buttare.
Cremazione per tutti i defunti e basta.

Già la razza umana ha un suo peso ambientale
non indifferente quand’è viva.
Come diceva uno slogan d’una decina d’ anni fà a Torino
“La Terra ai Vivi”
Chi è di Torino non puo’ non ricordarlo; era geniale

Viano di Vagli

@Roberta: quando la cremazione nacque, nacque in ambito massonico. Ancora le dottrine orientali non erano arrivate da noi. Fino a 30 anni fa farsi cremare era sinonimo di non essere cristiani.Oggi i motivi per cui ci si fa cremare sono tanti e tanti si ritengono cattolici, magari lo sono più di me, e si fanno cremare. Ma il pregiudizio rimane. Rimane perché la Chiesa, semplicemente, dovrebbe parlarne con i fedeli, prima di porre divieti. Personalmente ritengo che siamo eredi degli Ebrei e che il seppellimento veloce e avvolti nudi in un lenzuolo di cotone (musulmano) sia la miglior forma di fede e di igiene: anche incenerire cadaveri sparge nanoparticelle in atmosfera, come per qualsiasi rifiuto. Inoltre è difficile in Italia, fare un funerale a meno di 5000 € e le cerimonie sfarzose, le bare in legno pregiato, le auto lussuose sono una offesa alla povertà, come i matrimoni principeschi.I funerali, in ogni caso, non dovrebbero essere una bandiera, ma un saluto, laico o religioso, a un amico. Dove va il corpo ha importanza per Cesare, non per Dio.

darik

amici aiutatemi….sono d’accordo con viano di vagli!?! è la prima volta e forse si tratta di una
defaillance passeggera; o forse l’inizio di un deterioramento inarrestabile? sono disorientato!
ditemi qualcosa…… 😉

Rocco

È una differenza culturale, la conservazione delle ceneri in un’urna a casa o la loro dispersione in un luogo amato dal defunto sono usanze diffuse in Nordamerica, in Europa no?

roberta

@darik
deve essere qualcosa di contagioso :sono d’accordo anch’io!

Sergio I

Ultimamente Vagli fa interventi equilibrati, ragionevoli, informativi, interessanti, condivisibili. Mi fa piacere. Continui, continuiamo così.

bardhi

@ Viano di Vagli
“il seppellimento veloce e avvolti nudi in un lenzuolo di cotone (musulmano) sia la miglior forma di fede e di igiene” non piu oramai, oggi la terra degli cimiteri e satura di grassi umani e non riesce a smaltire piu i nuovi cadaveri. Capita spesso, negli cimiteri delle grandi cita, di trovare cadaveri semi decomposti anche a distanza di 5-7 anni. Oramai e diventata una pratica comune di inserire nel retro del cadavere una supposta pieno di enzimi per accelerare la sua decomposizione. Sono d’accordo con le microparticelle ma non penso che cambia qualcosa dato che bruciamo molto di piu mondezze che cadaveri.

strozzapreti

Da morti, è brutto dirlo, ma siamo un rifiuto da smaltire e quindi come tale il nostro corpo andrebbe trattato, trovando se possibile il modo migliore per smaltirlo e riciclarlo, è assurdo vedere ai confini e dentro le città enormi spazi pieni di sepolcri adornati con statue ed immagini religiose, il solito rituale macabro dei credenti che imbalsamo i cadaveri per avere una illusione ottica dell’ immortalità, non accettando la realtà della morte, si creano questo mondo illusorio fantomatico ed irrazionale. Pensate al cimitero del Varano in Roma, a parte le opere di valore artistico, sarebbe un’ enorme spazio utilizzabile per rendere più vivibile la città, ed invece è uno spazio…. morto. Personalmente preferirei essere sepolto nella nuda terra per essere riciclato come concime naturale, ma ovviamente vivendo in società bisogna stare alle regole, nello specifico, assurde del mondo religioso dei credenti.

Dalila

E’ la seconda volta che concordo con Viano…comincio ad avere un po’ paura 🙂

peppe

amici aiutatemi….sono d’accordo con viano di vagli!?! è la prima volta e forse si tratta di una defaillance passeggera; o forse l’inizio di un deterioramento inarrestabile? sono disorientato!

Trattasi di banale fluttuazione statistica: ogni tot caXXate, vuoi o non vuoi, si finisce per dire anche cose sensate. Niente di cui stupirsi dunque.

fresc ateo

all’ora io stò tranquillo ,che nessun prete mi darà lo schizzo dell’infamia cattolica quando sarò morto. buffone .,..dun satrapo vogliono gestire la vita la morte delle persone.

Sailor-Sun

@ Strozzapreti:

“Da morti, è brutto dirlo, ma siamo un rifiuto da smaltire e quindi come tale il nostro corpo andrebbe trattato, trovando se possibile il modo migliore per smaltirlo e riciclarlo”

Stile Waterworld? XD

Giorgio

Un tempo pensavo che la cremazione mi sarebbe andata bene. Però, ripensandoci, noto che ci sono inconvenienti notevoli. In molti luoghi non sono attrezzati, e bisogna allora trasferire il cadavere con spese e seccature varie. Poi c’è un cattivo uso di legno (per la cassa) e combustibile (per il forno): si può farne a meno ed utilizzarli altrimenti. Infine forse c’è il problema di porcherie varie immesse in atmosfera con la combustione.
Insomma, forse è meglio venire avvolti in un vecchio straccio e deposti in un buco in terra. Ed in effetti anche lo straccio non è strettamente necessario.

Giorgio

Dimenticavo.
Quanto scrivo sopra non toglie che le motivazioni del vescovo siano risibili. Circa le esequie “cristiane”, da sbattezzato non mi riguardano più, per fortuna.

rosAtea

@Giorgio

sono d’accordo con te. Propendo per il cassonetto dell’organico, ma nella mia città sono un po’ piccoli, dovrò chiedere a qualcuno la cortesia di farmi a pezzi. Ma poi avrò la soddisfazione di essermi riciclata in concime per l’orto…produrrò cavoli amari?

rik

Il culto dei cadaveri serve ai preti per lucrare sulle messe, sfruttando il dolore dei parenti.

Come faranno a risorgere dai morti le ceneri se verranno disperse?

Florasol

fortunatamente le esequie cristiane da tanti anni non riguardano più nemmeno me, ma a scanso di equivoci ho lasciato scritto nel testamento che voglio donare gli organi, farmi cremare, e voglio la dispersione delle ceneri
se tentassero di fami qualche casino, almeno ci sarete voi a dire che io l’avevo chiaramente espresso…. veroooo??? 🙂

Lorenzo T.

Allora credo vorrò questo per me.
Ho sempre trovato molto poetico spargere le ceneri in un luogo a me caro o che comunque aiuti ad incrementare la poesia del momento.
Anche se ovviamente alla fine è un capriccio, possono anche gettarmi in un fosso XD

Uruz7

d’accordo con chi dice che i cimiteri sono mostri contro l’ambiente e non solo…..nella mia città è stato privatizzzato e adesso vogliono far pagare 30 euro a defunto……….

giancarlo

Anche io trovo poetico far spargere le proprie ceneri in un posto a noi caro : io, per esempio, vorrei che fossero sparse nel terreno del mio oliveto, da me piantato e curato .

Nicola Morgantini

Per Viano di Vagli:
come sarebbe a dire: “Dove va il corpo ha importanza per Cesare, non per Dio”?
Guarda che i cattolici credono alla resurrezione dei corpi, e proprio questa credenza ha fatto sì che la Chiesa non vedesse di buon occhio la cremazione, che poi, come tante altre cose, è stata costretta ad accettare. Tipo, per esempio, i trapianti di organi, tra l’altro senza stabilire in quale corpo risorgerà l’organo asportato. Che poi il nuovo corpo sia incorruttibile, luminoso o comunque diverso da quello mortale, siamo d’accordo (Paolo, su questo, è chiarissimo), rimane però il fatto che la resurrezione è un dogma. Tra l’altro necessario per giustificare l’indissolubilità di corpo e anima, che rimane “parcheggiata” da qualche parte in attesa proprio di ricongiungersi col corpo.

#Aldo#

La pratica dell’inumazione genera un giro d’affari davvero portentoso che non riguarda solo i “ministri del culto” (quale che sia il culto). La cremazione mette in discussione una parte considerevole di quel giro d’affari, per cui non c’è da stupirsi che contro di essa si levino le voci più disparate. Voci irragionevoli provenienti da “avvoltoi” che stanno appollaiati anche sui rami più insospettabili. Provate a fare un elenco, vi stupirete di scoprire quanti sono coloro che “banchettano” coi cadaveri altrui.

frank

Io sono contrario che il mons, sia contarario, che succede.
Domando in che cosa consista la vigilanza dei parrocci .
Questi ancora insistono, sono duri di comprendonio.

Andrea

Quando morirò, spero tardi:
che mi si prendano gli organi sani e se ne faccia ciò che si ritiene giusto.
che mi si cremi.
delle cenere ne facciano i vivi ciò che ritengono opportuno.
A me, da morto, non può interessare.

Da vivo, chiedo solo che non venga fatto un funerale, al massimo un saluto dagli amici, se muoio per primo.

Cesare, Dio, si facciano i fatti loro, che ai miei penso io e chi mi vuol bene 😀

Fri

@ Nicola e Viano

Anche io infatti sapevo che la contrarietà della chiesa nei confronti della cremazione era dovuta a questa cosa della resurrezione dei corpi, il che mi ha sempre fatto molto ridere, ma tant’è…

@ Bardhi

“il seppellimento veloce e avvolti nudi in un lenzuolo di cotone (musulmano) sia la miglior forma di fede e di igiene” non piu oramai, oggi la terra degli cimiteri e satura di grassi umani e non riesce a smaltire piu i nuovi cadaveri. Capita spesso, negli cimiteri delle grandi cita, di trovare cadaveri semi decomposti anche a distanza di 5-7 anni.

Nei cimiteri moderni nella maggior parte dei casi i cadaveri non hanno tempo di decomporsi perchè sono seppelliti in bare di legno duro (e costoso, per riaccennare anche al discorso di quanto costino i funerali al giorno d’oggi), spesso trattato con vernici che anche in mezzo un bosco ci metterebbero decenni a decomporsi. In più i cimiteri non sono ecosistemi in equilibrio, perchè vengono comunque tenuti puliti da tutti quegli animali (tipo roditori e carnivori) che in natura contribuiscono alla decomposizione della materia organica. Viano ha ragione quando dice che quel genere di sepoltura è il più igienico, a patto che la gestione del cimitero e la sepoltura avvengano in modo ecosostenibile.

@ Strozzapreti

“Pensate al cimitero del Varano in Roma, a parte le opere di valore artistico, sarebbe un’ enorme spazio utilizzabile per rendere più vivibile la città, ed invece è uno spazio…. morto.”

Questo è un altro retaggio della cultura contraddittoria e macabra della religione cattolica. Da un lato sono tutti convinti che la vera vita sia nell’aldilà, dall’altro loro per primi sono terrorizzati dall’idea di finire all’inferno e quindi i cimiteri sono luoghi cupi e dolorosi.
Comunque per quanto riguarda il rendere più vivibile la città non sarebbe difficile, ma bisognerebbe che la gente cambiasse il suo modo di porsi nei confronti della morte, il che è praticamente impossibile. Soprattutto finchè ci sono preti che la pensano come quello qui su. La maggior parte dei cimiteri storici in italia sono giardini bellissimi, che già rendono un grande servizio alla comunità impedendo l’uso di quello spazio ad uso abitativo o commerciale.

Fri

PS. Io ho scelto una bara di pioppo (sempre sperando che serva il più avanti possibile…), legno comune, economico e veloce da decomporre.

agnostinco di santo

trovo che la pratica di conservare i cadaveri in un luogo tristissimo come un cimitero abbia in sé qualcosa di patologico e morboso. Davvero è possibile attaccarsi così tanto a un corpo che sta marcendo? Questo tipo di attaccamento è malattia, sono assolutamente favorevole a spargere le ceneri nell’uliveto di famiglia, come dice anche giancarlo

Tiziano

Io non corro pericoli: ho deciso di donare il mio cadavere (spero il più tardi possibile comunque) alla ricerca entro 48 ore dal mio decesso in modo da non finire al cimitero ne di aver delle esequie. Se poi qualcuno contraddirrà questa mia ultima volontà, sarà costretto a farlo con una bara vuota, simbolo della propria ipocrisia!!!

stefano

ok non esageriamo, chi vuole farsi cremare ne ha tutto il dirtitto come chi preferisce farsi seppellire con qualsivoglia rito religioso.

amedeo

beh, a me sembra opportuno il richiamo ai parroci, chi lascia una disposizione di disperdere le ceneri inequivocabilmente non crede nella risurrezione… molti di voi l’hanno confermato, pertanto imporre le esequie cristiane a queste persone sarebbe una violenza contro le loro convinzioni. Insomma è un richiamo ad essere rispettosi delle convizioni di chi è trapassato.

Andrea (Mi)

@ Tiziano
Come si fa a donare il proprio cadavere alla ricerca?
Ho solo 20’anni ma intendo chiarire le mie posizioni il più presto posibile rigurdo alla mia morte.
Che un prete non osi farmi un funerle catolico, il battesimo me lo sono fatto togliere!
Aiutare chi invece è ancora vivo donandosi alla ricerca scientifica lo vedo davvero utile (e non dovrebbe neanche pesare, tanto non te ne accorgi neanche)

Giorgio

rosAtea scrive:

Ma poi avrò la soddisfazione di essermi riciclata in concime per l’orto…produrrò cavoli amari?
——————————-
Direi che saranno … cavoli tuoi. Ma visto il tuo nome ti augurerei che, nel restituire gli atomi all’universo, possa anzitutto divenire un cespuglio di profumatissime rose, per deliziare qualcuno e magari essere un dono d’amore.

don alberto

mah … visto che sono parroco di due parrocchie,
pensavo di farmi cremare e di dividere le ceneri in due urne
(chissà se si può).
Un po’ per uno non fa male a nessuno.

Giovanna

La trovata più furba pare l’abbia avuta, stando alla leggenda, il fondatore del crisianesimo, riservando a se stesso e a sua madre una praticissima e ecologicissima ascesa in cielo. Suggerisco a tutti i credenti cristiani di pregare intensamente perchè l’esperimento venga ripetuto di tanto in tanto, magari iniziando proprio dall’attuale sedicente unto e bisunti dal creatore.

Nathan

Certo che se gli scheletri almeno sono integri il buon Dio fa poca fatica a mettergli intorno un po di carne il giorno della resurrezione dei morti ( vedi dipinti sul giudizio universale di Luca Signorelli nel duomo di Orvieto); ma in ogni caso può ricostruire tutto, anche se gli atomi di quel corpo sono sparsi agli estremi della terra, pensate agli annegati, diventati pasto di svariate specie di pesci che poi girano tutti i mari, o a quelli bruciati negli incendi o nei bombardamenti, che se li porta il vento.
Comunque anche durante la vita gli atomi del nostro corpo cambiano continuamente. Le ossa hanno il ricambio più lento, circa trenta anni, mente altri organi continuano a perdere cellule e a ricostruirle, con ritmi molto più veloci. Il nostro corpo può contenere atomi provenienti da quello di Napoleone, o Giulio Cesare o Dante, quindi anche in caso di trapianto non ha senso chiedersi in che corpo finirà l’organo trapiantato.
Quindi pensare di impedire a Dio di resuscitare il nostro corpo alla fine dei tempi disperdendo le ceneri sarebbe leggermente blasfemo, a d’altra parte un parroco che ostacola questa pratica per i cristiani sulla base della paura che Dio non possa eseguire la grande opera finale è decisamente uomo di poca fede!
PS Al fine di prevenire eventuali contumelie mi vedo costretto ad avvertire che questo mio intervento contiene una certa dose di ironia: ho purtroppo notato che anche in questo sito vi sono persone che non riescono a coglierla. Questo è uno dei primi segni che contraddistinguono i fanatici, religiosi ma anche anti-religiosi, purtroppo. Ricordate Jorge da Burgos, che ammazzava tutti quei monaci purchè non fosse messo in dubbio il suo dogma che Cristo non aveva mai riso?

Kaworu

@don alberto

puoi sempre fare come il capitano degli alpini di quella canzone… non so se la conosci… quella dove lui chiama la compagnia “o con le scarpe o senza scarpe i miei alpini li voglio qua” e dice di farsi squartare “il primo pezzo alla mia mamma che si ricordi del suo figliol, secondo pezzo alla mia bella che si ricordi del suo primo amor, il terzo pezzo al battaglione…”.

anche coi santi in teoria fan così (un pezzo qua, un pezzo là, un grumo di sangue lì…).

certo, con la cremazione diventa più facile e meno sporchevole 😉

scherzi a parte (ma mica troppo), la cosa più utile sarebbe quella di destinare il proprio corpo “alla scienza”. e poi suppongo che dopo l’uso (che da quel che so, potrebbe essere anche puramente accademico per far far pratica agli studenti, non necessariamente chissà che ricercone) tutto andrebbe cremato, per cui due piccioni con una fava.

Fri

@ Kaworu

Perfettamente d’accordo sul donare il mio corpo alla scienza, qualunque uso ne faccia, pero’ a me non piace molto l’idea di essere cremata. Una volta lo pensavo, ma ora davvero preferire che quel che rimane di me venga seppellito in modo che possa rientrare nel ciclo della vita come succede per qualsiasi altro organismo a questo mondo. Certo, il mio ideale sarebbe di essere seppellita nella nuda terra (cioe’ senza cassa) in un bosco di castagni delle dolci colline che si vedono dalle finestre di casa mia.

Stefano Grassino

Che sappia io non si può essere seppelliti in aperta campagna ma solo in un luogo autorizzato. Cimitero per credenti o laico se c’è ma pur sempre un luogo circoscritto. La cosa migliore per me sarebbe donare il mio corpo alla ricerca, dopodichè essere passato nel tritacarne e messo nella terra sulla quale piantare un bel ciliegio.

Fri

@ Stefano Grassino

eh, lo so… si puo’ essere seppelliti solo in un luogo autorizzato. Per quello la mia idea del bosco di castagni rimarra’ giusto un sogno… sic…

Kaworu

@FRI
quel che ho visto di più vicino al tuo desiderio, sono i cimiteri scozzesi.

ad ogni modo credo che ritorneresti nel ciclo anche come cenere, del resto la cenere contiene pur sempre sostanze interessanti per la terra 😉

Mario 47

@amedeo 14.28
Non ritengo che il monito ai parroci sia stato fatto per rispettare la volontà di chi vuole essere cremato (fra l’altro la relazione fra cremazione e impossibilità della risurrezione del corpo è senz’altro discutibile per un ateo: la risurrezione è comunque altamente improbabile; altre forme di decomposizione – mangiati dai vermi, da animali marini etc sono altrettanto difficili da ricostruire delle ceneri).
Per me si tratta di un preciso disegno e volontà di scoraggiare una pratica assai redditizia, più che contraria alla corrente religiosità.
Inoltre chi crede ad un dio veramente onnipotente non penserà certo che lui farà fatica a rimettere insieme coerentemente pochi miliardi di miliardi di molecole con alcuni miliardi di anime immortali.

mario

Mario 47

Errata corrige alla precedente:
scoraggiare una pratica assai meno redditizia delle altre in uso

Scusate

mario

brunaccio

@ kaworu anche se non diretto a me
vedi è sempre buono venire a leggere qui…nelle mie ovvie lacune scientifiche non avevo mai riflettuto,che forse addirittura da come ho letto la cenere sia anche più utile(visto lo zinco da come capito)…cambierò volontà(salvo restando assenza di qualsiasi benedizione around me),e per resto no problem nemmeno per me donare corpo per ricerca,quello già pensato.
grazie x delucidazione
ciao
🙂

CANDYFRUIT

bene, un motivo in più per disporre che le mie ceneri vengano conservate in un luogo diverso dal cimitero…
io vorrei far disperdere le mie ceneri in una necropoli romana del III-IV secolo d.C. che è vicino al luogo in cui abito? che voi sappiate è possibile? l’idea di stare in un cimitero moderno e/o cristiano non mi piace proprio…al limite mi farò conservare a casa in una pixis

MaxM

@Viano

“quando la cremazione nacque, nacque in ambito massonico. Ancora le dottrine orientali non erano arrivate da noi.”

Scusa ma che C@zzate dici? Infatti vorrei ricordarti che i Romani si facevano TUTTI cremare

“Fino a 30 anni fa farsi cremare era sinonimo di non essere cristiani.”

Se è per questo lo è ancora oggi, se la religione cattolica non fosse pret-a-portair , infatti come ricordato da altri credete alla resurrezione del corpo e la cremazione NON sarebbe ammessa….

@Don
non lo puoi fare, e poi vorresti privare i tuoi sudditi del tuo corpo imbalsamato in una cripta???

Third Eye

La cremazione nasce in ambito massonico? Mah, la vedo forzatella, considerando si faceva secoli prima della massoneria <_<…

don alberto

Un anno ho distribuito la cenere del mercoledì delle ceneri in una bustina.
ammetto che faceva un po’ impressione.

però, mica male, invece della solita immaginetta un pizzico di cenere …

frank, sei un genio!

Gianluca Fagioli

Pitigliano è sempre stato luogo di estrema tolleranza e civiltà, una perla in una terra dura come la Maremma. Questo vescovo dimostra con le sue esternzioni di non conoscere la “terra” sulla quale amministra il suo potere. Un’altra occasione sprecata che dimostra la scarsa intelligenza di certi prelati…

Viano di Vagli

Le “società di cremazione” compaiono in Italia,( tra l’ altro le prime, come al solito, in Toscana), tra la fine del XIX Secolo e gli inizi del XX. Si pongono sia come società di mutuo soccorso tra cittadini che non vogliono il funerale religioso che come associazioni filantropiche che, a loro spese, costruiscono i primi “templi crematori” con forno. Lo scontro con la Chiesa c’è subito e lascia il segno che sopravvive ancora oggi. In Europa vi sono numerosi “templi crematori” che hanno simboli massonici nella loro architettura. Un mio cugino, ateo, marxista, massone e cittadino Belga, si è fatto cremare a Bruxelles in uno di questi templi, oggi frequentato un po’ da tutti. Sono stato, ovviamente, al suo funerale.Via, non siate suscettibili: è solo storia. Così come è storia che la cremazione non l’ hanno inventata i Massoni. Rispondevo solo alla domanda di Roberta che chiedeva il perché di questa ostilità della Chiesa.

Viano di Vagli

Resurrezione dei corpi: sarebbe ben un misero Dio il nostro, se non fosse capace di ricreare un corpo bruciato. Gli sarebbe difficile allora anche ridare entrambi i reni a chi ne ha avuto uno asportato, o gli arti a un tetraplegico o a un nato focomelico. Vero è che nei secoli passati chi poteva faceva seppellire anche la propria gamba amputata ed è rimasto agli atti la sparizione della gamba amputata del Pellicer, sepolta nel cimitero di Calanda, quando la gamba gli ricrebbe per un miracolo della Madonna del Pilar. Ma sono ingenuità di noi cattolici. I giacobini misero al posto della vergine di Notre Dame quel puttanone esagerato della Magliarda, ma non per questo vado a dire in giro che gli atei adorano le prostitute.

Nicola Morgantini

Indubbiamente sarebbe un dio assai misero se non fosse capace di ricreare un corpo incenerito. Rimane il fatto che gli attuali interpreti della volontà divina (che hanno la loro sede a Roma, sul pianeta Terra), ritengono che questo dio qualche difficoltà la possa incontrare a rimettere insieme i pezzi. E chi si professa cattolico non può non tenere conto della loro interpretazione. Il vescovo di Pitigliano è dunque perfettamente coerente con il magistero della chiesa, sebbene non avrebbe dovuto limitarsi a dire che la dispersione delle ceneri è contraria alla fede cristiana, ma specificare perché lo è. Il fatto è che i preti sanno benissimo che certi precetti di fede, come appunto al resurrezione dei corpi, o anche, tanto per dirne un altro, l’assunzione in cielo di Maria, risultano incredibili ai “fedeli” e pertanto preferiscono limitarsi a un generico divieto, basandosi sull’obbedienza all’autorità degli stessi “fedeli”.

For all the gods

cristiano Viano, un poco di rispetto alla Magliarda e per chi “si dona” non lodate la donazione? La si predica. Per i don è la migliore espressione dell’Amore (se poi c’è la sottomissione del fanciullo assieme alla sua donazione totale, meglio, che goduria)
Mi viene in mente la canzone marcetta infantile :”La Magliarda la và in campagna- con la cuffia e la cavagna” la sai? Non me la ricordo
“quel puttanone esagerato della Magliarda” che termini sprezzanti, verso un buon simbolo di divinità, e verso chi l’amava, non li usiamo nemmeno qui in sito di atei e agnostici, verso i vostri riveriti santi vari! Non c’è più rispetto!

For all the gods

La cenere della Magliarda
perlomeno i pagani sanno benissimo che non esistono in realtà certi personaggi dei o semidei, utili in simbologia, non penso nemmeno che gli antichi sul monte Olimpo li cercassero.
So che Bacco nasce per la festa del vino e della vendemmia, detta in suo onore, ma non lo si invita, eppure direi che abita da queste parti (tono sempre scherzoso).
Ma se fosse vissuta la Magliarda, non so nulla di Lei, all’epoca della rivoluzione o poco prima, spero che l’abbiano conservata al meglio, senza ridurla in cenere , si potrebbe proporre ai voti
LA COLONAZIONE DELLA MAGLIARDA
almeno una no?

frank

don alberto scrive:
8 Giugno 2009 alle 22:20
Si sono un genio,con le tue braccia ed il mio cervello potremmo fare grandi cose.
Ciao simpaticone.

Sara

@ Silvio
Sono perfettamente d’accordo, tutti dovrebbero essere cremati. E’ anche più igienico e non toglie spazio alle attività più utili. (l’idea dei cadeveri in putrefazione dentro una cassa mi ha sempre fatto ribrezzo…)
Non vorrei poi entrare in questioni dottrinali che non mi competono, ma perché non sarebbe giusta la cremazione? perché risorgiamo con i nostri corpi? ma se è evidente che vanno in putrefazione, mica vorranno risorgere col corpo putrefatto e mangiato dai vermi? Mah.

Fri

@ Sara

scusa ma mi permetto di correggerti: “tutti dovrebbero avere la possibilità di essere cremati”.
Come dicevo prima il mio sogno è quello di essere interrata in un bosco di castagni sulle colline dietro casa mia. È il mio personale modo di esorcizzare la morte. Sono atea e in quanto tale non ho un dio a cui affidare la mia anima o il mio corpo dopo la morte. Ma il pensiero di rientrare nel ciclo dei viventi mi rende felice. Vedo l’orrore della putrefazione in quelle cripte tipiche della cultura cattolica o nei loculi dei cimiteri moderni, ma i vermi che si nutrono di me non mi provoca orrore, le radici delle piante che assorbono il sale delle mie ossa o i funghi che si nutrono degli zuccheri contenuti nel mio sangue. Diventare come foglia o insetto o animale, che quando muoiono non dicutono se è meglio la cremazione o la cripta.

Daniela

io mi farò cremare, sinceramente di scolare e decompormi in una tomba non ci penso proprio.

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