Un disegno di legge presentato da undici senatori consente di conoscere qual è la posizione del PD in merito all’esposizione del crocifisso. Il testo della proposta, che vede come primo firmatario il giurista Stefano Ceccanti, fa propria l’opinione espressa sul supplemento bolognese di Avvenire da Augusto Barbera, che ha definito la recente sentenza della Corte di Straburgo “una decisione sorprendente. Essa fa propria una lettura della laicità che appartiene ad altri ordinamenti, in particolare alla Francia e alla Turchia”. Dopo aver rinviato a precedenti lavori dello stesso Ceccanti, la relazione introduttiva propone “correzioni incrementali” alla situazione vigente, “in analogia alla legislazione bavarese e alla giurisprudenza castigliana”, che tengono in particolare considerazione la volontà della maggioranza. Il testo si compone in realtà di un solo articolo, particolarmente povero di indicazioni pratiche, e che in sostanza rimette le decisioni in capo al dirigente scolastico. Questo il testo:
Art. 1.
1. In considerazione del valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo, come segno del valore e del limite delle costituzioni delle democrazie occidentali, in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.
2. Se l’affissione del crocifisso è contestata per motivi religiosi o di coscienza dal soggetto che ha diritto all’istruzione, ovvero dai suoi genitori, il dirigente scolastico, sulla base del princìpio di autonomia scolastica, nel rispetto dei princìpi di tutela della privacy e di non discriminazione nonché tenendo conto delle caratteristiche della comunità scolastica, cerca un accordo in tempi brevi, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.
3. Qualora non venga raggiunto alcun accordo ai sensi del comma 2, nel rispetto dei princìpi di cui al medesimo comma 2, il dirigente scolastico adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile.
