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	Commenti a: L&#8217;introduzione di Roberto Saviano a &#8220;La rivolta degli angeli&#8221; di Anatole France	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Feb 2010 12:58:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: RobertoV		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RobertoV]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 12:58:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342720&quot;&gt;RobertoV&lt;/a&gt;.

Bisognerebbe vedere se studiosi di altre culture danno lo stesso giudizio delle
opere cristiane: per esempio sento dire che noi occidentali comprendiamo a fatica le culture orientali troppo diverse dal nostro modo di vedere. Le persone che lei ha citato si muovono tutte all&#039;interno della cultura cristiana dominante e, quindi, risentono del condizionamento culturale: noi occidentali vediamo tutto attraverso il filtro culturale cristiano (anche i non credenti ne sono inevitabilmente condizionati) che è stato molto invadente e ha cancellato parecchio delle tracce precedenti. Questo per esempio fa considerare a molta gente delle opere tutte le chiese, quando invece c&#039;è anche tanta produzione scadente. Il Vangelo secondo Matteo mi è piaciuto, è originale, ma non mi ha dato quelle impressioni che dice lei. C&#039;è molta retorica nella cultura cristiana.
Lei vede tutti questi aspetti perchè li filtra attraverso la sua visione del mondo.
Per quanto riguarda il confronto col mondo antico non è corretto confrontare
epoche diverse: il mondo romano del 4° secolo era in evoluzione e non sappiamo dove sarebbe arrivato dopo 1000 anni, tutte le culture si evolvono ed è indubbio che quella cristiana si è inserita nel contesto più evoluto dell&#039;epoca. In sostanza per poter affermare che certe cose le poteva produrre solo la cultura cristiana bisognerebbe poter confrontare
più evoluzioni parallele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342720">RobertoV</a>.</p>
<p>Bisognerebbe vedere se studiosi di altre culture danno lo stesso giudizio delle<br />
opere cristiane: per esempio sento dire che noi occidentali comprendiamo a fatica le culture orientali troppo diverse dal nostro modo di vedere. Le persone che lei ha citato si muovono tutte all&#8217;interno della cultura cristiana dominante e, quindi, risentono del condizionamento culturale: noi occidentali vediamo tutto attraverso il filtro culturale cristiano (anche i non credenti ne sono inevitabilmente condizionati) che è stato molto invadente e ha cancellato parecchio delle tracce precedenti. Questo per esempio fa considerare a molta gente delle opere tutte le chiese, quando invece c&#8217;è anche tanta produzione scadente. Il Vangelo secondo Matteo mi è piaciuto, è originale, ma non mi ha dato quelle impressioni che dice lei. C&#8217;è molta retorica nella cultura cristiana.<br />
Lei vede tutti questi aspetti perchè li filtra attraverso la sua visione del mondo.<br />
Per quanto riguarda il confronto col mondo antico non è corretto confrontare<br />
epoche diverse: il mondo romano del 4° secolo era in evoluzione e non sappiamo dove sarebbe arrivato dopo 1000 anni, tutte le culture si evolvono ed è indubbio che quella cristiana si è inserita nel contesto più evoluto dell&#8217;epoca. In sostanza per poter affermare che certe cose le poteva produrre solo la cultura cristiana bisognerebbe poter confrontare<br />
più evoluzioni parallele.</p>
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		<title>
		Di: Bruno Gualerzi		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342763</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruno Gualerzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:57:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Florenskij, scusa se ti do del tu, ma di sicuro sono più anziano di te. Il post sta per chiudere, e non mi resta che rigraziarti vivemante per aver raccolto il mio invito (formulato in forma ironica, spero l&#039;abbia colto, mentre del tutto sincero era l&#039;attestao di stima. Che ovviamente rinnovo).
Spero, se continuerai a frequentare questo blog di avere altre occasioni per dialogare, anche se ci tengo a dirti subito che le mia cultura per tanti aspetti è o approssimativa o lacunosa... però sui certi temi eistenziali penso di potermi confrontare sufficientemente alla pari. 
Qui voglio solo dirti che anche per me il mito racchiude in sè una ricchezza di significati che non finisce mai di essere &#039;scoperto&#039; per un verso, mentre per altro verso ritengo la mitopoiesi una necessità ineliminabile dalla condizione umana... ma proprio qui per me sta il punto da chiarire. Comunque, se ti andrà di scorrerlo, ne ho parlato nel mio sito alla voce &#039;Pensieri Circolari&#039;, rintracciabile nell&#039;indice. Per collegarti a quale basta cliccare sul mio nome presente in ogni intervento che compio sul blog.
Grazie di nuovo per la tua risposta.

(Sì, io e Giorgio Gualerzi siamo primi cugini, anche se ci incontriamo di rado. Sai, lui tiene (o teneva) una rubrica su Famiglia Cristiana... (^_^_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Florenskij, scusa se ti do del tu, ma di sicuro sono più anziano di te. Il post sta per chiudere, e non mi resta che rigraziarti vivemante per aver raccolto il mio invito (formulato in forma ironica, spero l&#8217;abbia colto, mentre del tutto sincero era l&#8217;attestao di stima. Che ovviamente rinnovo).<br />
Spero, se continuerai a frequentare questo blog di avere altre occasioni per dialogare, anche se ci tengo a dirti subito che le mia cultura per tanti aspetti è o approssimativa o lacunosa&#8230; però sui certi temi eistenziali penso di potermi confrontare sufficientemente alla pari.<br />
Qui voglio solo dirti che anche per me il mito racchiude in sè una ricchezza di significati che non finisce mai di essere &#8216;scoperto&#8217; per un verso, mentre per altro verso ritengo la mitopoiesi una necessità ineliminabile dalla condizione umana&#8230; ma proprio qui per me sta il punto da chiarire. Comunque, se ti andrà di scorrerlo, ne ho parlato nel mio sito alla voce &#8216;Pensieri Circolari&#8217;, rintracciabile nell&#8217;indice. Per collegarti a quale basta cliccare sul mio nome presente in ogni intervento che compio sul blog.<br />
Grazie di nuovo per la tua risposta.</p>
<p>(Sì, io e Giorgio Gualerzi siamo primi cugini, anche se ci incontriamo di rado. Sai, lui tiene (o teneva) una rubrica su Famiglia Cristiana&#8230; (^_^_))</p>
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		<title>
		Di: Florenskij		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342733</link>

		<dc:creator><![CDATA[Florenskij]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 10:33:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342720&quot;&gt;RobertoV&lt;/a&gt;.

La grafologia si basa sul concetto ( che ritengo esatto ) delle corrispondenza &quot;inesorabile&quot; tra espressione esterna e contenuto interno. Io sostengo, e non mi sembra per partito preso, che l&#039;arte cristiana è all&#039;apice della produzione di tutti i tempi e di tutte le aree culturali: unisce il livello stilistico dell&#039;&quot;umile&quot; ( osservazione della realtà concreta, nella sua carnalità anche deficitaria, povera e corrotta) con il livello del &quot;sublime&quot; : il &quot;sacro&quot; luminoso e al di là della forma ( l&#039;oro bizantino ). Su questo &quot;Mimesis&quot; di Erich Auerbach. Esempi: nel Francescanesimo fratello Sole e sorella Luna con il rozzo saio; in Caravaggio la luce dall&#039;alto e le ambientazioni da osteria. La natura &quot;ossimorica&quot; dell&#039;arte cristiana è resa al massimo grado nella dantesca &quot;preghiera alla Vergine&quot; che manda in visibilio Benigni: &quot;Vergine / madre, figlia / del tuo figlio, UMILE / ed ALTA, più che creatura...&quot; E&#039; una caratteristica originaria: Gesù ( l&#039;archetipo della figurazione cristiana in quanto Uomo - Dio ) si aggira in un ambiente povero ( pani, pesci, barche, storpi, lebbrosi, viene frustato e crocifisso... ) e pronuncia parole sublimi. Per aver colto questo aspetto l&#039;ateo Pasolini creò il più bel film sulla vita di Cristo:&quot;Il Vangelo secondo Matteo&quot;. Tra l&#039;altro trasse la colonna sonora dall&#039;opera di Bach: ebbene, è difficile trovare una musica che contemperi drammaticità del tormento umano con compassione e speranza in un esito pacificante come la corale &quot;O Haupt voll Blut und Wunden&quot;. Non lo dico solo io: lo dice il filosofo Hans Blumenbach in un&#039;opera dedicata espressamente alla &quot;Passione s. S. M.&quot;. Tanto di cappello all&#039;arte greca, che oltretutto raggiunse un livello tecnico prodigioso, ma esprime l&#039;&quot;alto&quot;, non l&#039;&quot;umile-sublime&quot;, e in questo senso è meno versatile e completa ( è anche vero che molto dell&#039;arte antica è andato perduto per le distruzioni fatte da monaci fanatici ). Nell&#039;arte greca lei trova qualcosa di paragonabile al &quot;pathos&quot; della Pietà di Michelangelo? L&#039;arte induista e quella islamica mi sembrano a un gradino inferiore: si tratta della proliferazione lussureggiante di forme vegetali, da intrico di giungla ( induismo ) o astratte, da caleidoscopio ( islamismo ). I condizionamenti sociologici 
( committenza ) ci sono, eccome: però tutti i soldi dei mecenati non possono creare nel subconscio dell&#039;artista i prerequisiti culturali da cui si genera un&#039;arte che tocca il sublime. Gli artisti del Rinascimento certo mutuarono forme e proporzioni dall&#039;arte antica; però trasfigurarono l&#039;umano e il superumano in umano-divino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342720">RobertoV</a>.</p>
<p>La grafologia si basa sul concetto ( che ritengo esatto ) delle corrispondenza &#8220;inesorabile&#8221; tra espressione esterna e contenuto interno. Io sostengo, e non mi sembra per partito preso, che l&#8217;arte cristiana è all&#8217;apice della produzione di tutti i tempi e di tutte le aree culturali: unisce il livello stilistico dell'&#8221;umile&#8221; ( osservazione della realtà concreta, nella sua carnalità anche deficitaria, povera e corrotta) con il livello del &#8220;sublime&#8221; : il &#8220;sacro&#8221; luminoso e al di là della forma ( l&#8217;oro bizantino ). Su questo &#8220;Mimesis&#8221; di Erich Auerbach. Esempi: nel Francescanesimo fratello Sole e sorella Luna con il rozzo saio; in Caravaggio la luce dall&#8217;alto e le ambientazioni da osteria. La natura &#8220;ossimorica&#8221; dell&#8217;arte cristiana è resa al massimo grado nella dantesca &#8220;preghiera alla Vergine&#8221; che manda in visibilio Benigni: &#8220;Vergine / madre, figlia / del tuo figlio, UMILE / ed ALTA, più che creatura&#8230;&#8221; E&#8217; una caratteristica originaria: Gesù ( l&#8217;archetipo della figurazione cristiana in quanto Uomo &#8211; Dio ) si aggira in un ambiente povero ( pani, pesci, barche, storpi, lebbrosi, viene frustato e crocifisso&#8230; ) e pronuncia parole sublimi. Per aver colto questo aspetto l&#8217;ateo Pasolini creò il più bel film sulla vita di Cristo:&#8221;Il Vangelo secondo Matteo&#8221;. Tra l&#8217;altro trasse la colonna sonora dall&#8217;opera di Bach: ebbene, è difficile trovare una musica che contemperi drammaticità del tormento umano con compassione e speranza in un esito pacificante come la corale &#8220;O Haupt voll Blut und Wunden&#8221;. Non lo dico solo io: lo dice il filosofo Hans Blumenbach in un&#8217;opera dedicata espressamente alla &#8220;Passione s. S. M.&#8221;. Tanto di cappello all&#8217;arte greca, che oltretutto raggiunse un livello tecnico prodigioso, ma esprime l'&#8221;alto&#8221;, non l'&#8221;umile-sublime&#8221;, e in questo senso è meno versatile e completa ( è anche vero che molto dell&#8217;arte antica è andato perduto per le distruzioni fatte da monaci fanatici ). Nell&#8217;arte greca lei trova qualcosa di paragonabile al &#8220;pathos&#8221; della Pietà di Michelangelo? L&#8217;arte induista e quella islamica mi sembrano a un gradino inferiore: si tratta della proliferazione lussureggiante di forme vegetali, da intrico di giungla ( induismo ) o astratte, da caleidoscopio ( islamismo ). I condizionamenti sociologici<br />
( committenza ) ci sono, eccome: però tutti i soldi dei mecenati non possono creare nel subconscio dell&#8217;artista i prerequisiti culturali da cui si genera un&#8217;arte che tocca il sublime. Gli artisti del Rinascimento certo mutuarono forme e proporzioni dall&#8217;arte antica; però trasfigurarono l&#8217;umano e il superumano in umano-divino.</p>
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		<title>
		Di: RobertoV		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342720</link>

		<dc:creator><![CDATA[RobertoV]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:53:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342674&quot;&gt;Bruno Gualerzi&lt;/a&gt;.

Anche la mitologia greco romana ha contribuito a produrre opere incredibili. Basta pensare alle sculture di Fidia fatte 2000 anni fa, ai bronzi di Riace. Alla produzione letteraria geco-romana. Guardiamo anche quanto ci si sia ispirati in tutti i secoli all&#039;Illiade e all&#039;Odissea, dei veri best seller.
Nel rinascimento che noi ammiriamo è stato recuperato tanto di questa cultura e reinterpretato in termini cristiani visto che quella era la cultura dominante.
Gli artisti facevano le opere in funzione del datore di lavoro che era spesso la chiesa visto le ricchezze che possedeva e loro interpretavano il pensiero dominante, che era una sostanziale monocultura imposta. Solo che erano passati altri 1500 anni e l&#039;uomo lentamente si evolve e quindi anche le tecniche e gli stili letterari. Se ci fosse stata un&#039;altra cultura avremmo avuto opere su soggetti differenti. Penso ai templi induisti, all&#039;Alhambra, ecc.
L&#039;arte religiosa del &#039;200-300 io la trovo brutta, così pure quella del periodo barocco, troppo kitsch.
Sull&#039;arte moderna concordo sul giudizio negativo, ma non credo sia un effetto della secolarizzazione, semplicemente che la creatività umana è stata dirottata su altre cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342674">Bruno Gualerzi</a>.</p>
<p>Anche la mitologia greco romana ha contribuito a produrre opere incredibili. Basta pensare alle sculture di Fidia fatte 2000 anni fa, ai bronzi di Riace. Alla produzione letteraria geco-romana. Guardiamo anche quanto ci si sia ispirati in tutti i secoli all&#8217;Illiade e all&#8217;Odissea, dei veri best seller.<br />
Nel rinascimento che noi ammiriamo è stato recuperato tanto di questa cultura e reinterpretato in termini cristiani visto che quella era la cultura dominante.<br />
Gli artisti facevano le opere in funzione del datore di lavoro che era spesso la chiesa visto le ricchezze che possedeva e loro interpretavano il pensiero dominante, che era una sostanziale monocultura imposta. Solo che erano passati altri 1500 anni e l&#8217;uomo lentamente si evolve e quindi anche le tecniche e gli stili letterari. Se ci fosse stata un&#8217;altra cultura avremmo avuto opere su soggetti differenti. Penso ai templi induisti, all&#8217;Alhambra, ecc.<br />
L&#8217;arte religiosa del &#8216;200-300 io la trovo brutta, così pure quella del periodo barocco, troppo kitsch.<br />
Sull&#8217;arte moderna concordo sul giudizio negativo, ma non credo sia un effetto della secolarizzazione, semplicemente che la creatività umana è stata dirottata su altre cose.</p>
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		<title>
		Di: Florenskij		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342695</link>

		<dc:creator><![CDATA[Florenskij]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:55:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342674&quot;&gt;Bruno Gualerzi&lt;/a&gt;.

Chiedo scusa a Bruno Gualerzi: dopo aver risposto a Hexengut non mi sono dato la briga di leggere di seguito, perciò non ho colto il suo intervento.  non mi sarei mai sognato di &quot;non c.gare&quot; una persona che mi si rivolge. ( A proposito, Lei ha lo stesso cognome di un illustre critico musicale, Giorgio Gualerzi: è un parente ? ) Vedo di saldare il mio debito.
Quando una persona affronta i &quot;massimi problemi&quot; (Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Perchè c&#039;è il mondo invece che nulla ?) e lo fa con l&#039;impegno totale che richiedono, è degno di rispetto, qualunque sia la conclusione a cui approda. Questa intensità di impegno si spiega con la consapevolezza che dalla risposta derivano conseguenze imponenti sulla sua condotta di vita: perciò si sente il bisogno di confrontarsi con chi la pensa diversamente. Io ho avuto l&#039;&quot;imprinting&quot; religioso in età infantile; questo non mi ha impedito di far lavorare il cervello a partire dall&#039;adolescenza: perciò riconosco che gli atei meditativi ( da Lucrezio a Leopardi ) non hanno certo da giocare carte da poco! ( penso a Ivan Karamazov in dialogo con il fratello Aliosha ). Lo stesso atteggiamento hanno grandi teologi ciome De Lubac ( &quot;Il dramma dell&#039;umanesimo ateo&quot;) e von Balthasar . Mi sto convincendo che la scelta del proprio &quot;partito&quot; ideologico-esistenziale avviene molto presto ( nel caso mio, a otto anni ); dopodichè si accumulano argomenti e controargomenti, anche molto raffinati, per rinsaldare quella scelta: come un P.M. che, avendo in cuor suo optato per un &quot;teorema&quot;, cerca di avvalorarlo e insieme di metterlo alla prova. Lei ha deciso, son so quando, che la religione coarta la libertà e la pienezza di vita dell&#039;uomo: posso capirla, specie a proposito dell&#039;etica sessuale e della bioetica ( su questo sono sul filo del rasoio, perciò sto studiando parecchio! ). D&#039;altra parte mi sento di ricordarle il tema della sublimazione: coartare certe energie significa riuscire a &quot;metterle in pressione&quot; per portarle molto più in alto ( come il getto d&#039;acqua da una canna di gomma quando si stringe l&#039;imboccatura ). I mistici sono dei poveracci o dei superdotati? Della dimensione mitica, che io amo molto, direi che nella storia della cultura viene frequenata così spesso perchè l&#039;uomo ha bisogno di darsi delle risposte e insieme di sondare il reale in tutte le sue sfaccettature dagli infiniti rimandi ( pensi a Escher). Questo non vuol dire che il mito non possa tradurre una realtà soggiacente molto più solida ( come nel caso dell&#039;Androgino platonico: l&#039;amore come desiderio di ricostituire un&#039;unità originaria ). Freud, ateo rigoroso, non trovò altro modo per spiegare certe strutture profonde della psiche se non con il mito. Quanto alla realtà soggiacente a certi miti ( ritenuti pure favole ) della religione, la invito a esaminare la documentazione storico-scientifica relativa, ad esempio, ad apparizioni mariane e miracoli: credo che siano fenomeni molto più solidi di quanto la maggioranza degli atei pensa pregiudizialmente; comunque non sono da snobbare come irrilevanti. Come si chiama il suo sito?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342674">Bruno Gualerzi</a>.</p>
<p>Chiedo scusa a Bruno Gualerzi: dopo aver risposto a Hexengut non mi sono dato la briga di leggere di seguito, perciò non ho colto il suo intervento.  non mi sarei mai sognato di &#8220;non c.gare&#8221; una persona che mi si rivolge. ( A proposito, Lei ha lo stesso cognome di un illustre critico musicale, Giorgio Gualerzi: è un parente ? ) Vedo di saldare il mio debito.<br />
Quando una persona affronta i &#8220;massimi problemi&#8221; (Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Perchè c&#8217;è il mondo invece che nulla ?) e lo fa con l&#8217;impegno totale che richiedono, è degno di rispetto, qualunque sia la conclusione a cui approda. Questa intensità di impegno si spiega con la consapevolezza che dalla risposta derivano conseguenze imponenti sulla sua condotta di vita: perciò si sente il bisogno di confrontarsi con chi la pensa diversamente. Io ho avuto l'&#8221;imprinting&#8221; religioso in età infantile; questo non mi ha impedito di far lavorare il cervello a partire dall&#8217;adolescenza: perciò riconosco che gli atei meditativi ( da Lucrezio a Leopardi ) non hanno certo da giocare carte da poco! ( penso a Ivan Karamazov in dialogo con il fratello Aliosha ). Lo stesso atteggiamento hanno grandi teologi ciome De Lubac ( &#8220;Il dramma dell&#8217;umanesimo ateo&#8221;) e von Balthasar . Mi sto convincendo che la scelta del proprio &#8220;partito&#8221; ideologico-esistenziale avviene molto presto ( nel caso mio, a otto anni ); dopodichè si accumulano argomenti e controargomenti, anche molto raffinati, per rinsaldare quella scelta: come un P.M. che, avendo in cuor suo optato per un &#8220;teorema&#8221;, cerca di avvalorarlo e insieme di metterlo alla prova. Lei ha deciso, son so quando, che la religione coarta la libertà e la pienezza di vita dell&#8217;uomo: posso capirla, specie a proposito dell&#8217;etica sessuale e della bioetica ( su questo sono sul filo del rasoio, perciò sto studiando parecchio! ). D&#8217;altra parte mi sento di ricordarle il tema della sublimazione: coartare certe energie significa riuscire a &#8220;metterle in pressione&#8221; per portarle molto più in alto ( come il getto d&#8217;acqua da una canna di gomma quando si stringe l&#8217;imboccatura ). I mistici sono dei poveracci o dei superdotati? Della dimensione mitica, che io amo molto, direi che nella storia della cultura viene frequenata così spesso perchè l&#8217;uomo ha bisogno di darsi delle risposte e insieme di sondare il reale in tutte le sue sfaccettature dagli infiniti rimandi ( pensi a Escher). Questo non vuol dire che il mito non possa tradurre una realtà soggiacente molto più solida ( come nel caso dell&#8217;Androgino platonico: l&#8217;amore come desiderio di ricostituire un&#8217;unità originaria ). Freud, ateo rigoroso, non trovò altro modo per spiegare certe strutture profonde della psiche se non con il mito. Quanto alla realtà soggiacente a certi miti ( ritenuti pure favole ) della religione, la invito a esaminare la documentazione storico-scientifica relativa, ad esempio, ad apparizioni mariane e miracoli: credo che siano fenomeni molto più solidi di quanto la maggioranza degli atei pensa pregiudizialmente; comunque non sono da snobbare come irrilevanti. Come si chiama il suo sito?</p>
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		Di: Bruno Gualerzi		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342674</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruno Gualerzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 23:13:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15524#comment-342674</guid>

					<description><![CDATA[Questa è la seconda volta che intervengo su commenti di Florenskij, ritenendoli molto interessanti, ma per quanto mi sforzi di sintonizzarmi con le sue affermazioni e cercare di ribattere, lui non mi c.ga proprio. Per una volta, anzi due, che trovo un cattolico (o aspirante tale) col quale mi piacerebbe confrontarmi... niente da fare.
Devo proprio essere un ateo da quattro soldi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la seconda volta che intervengo su commenti di Florenskij, ritenendoli molto interessanti, ma per quanto mi sforzi di sintonizzarmi con le sue affermazioni e cercare di ribattere, lui non mi c.ga proprio. Per una volta, anzi due, che trovo un cattolico (o aspirante tale) col quale mi piacerebbe confrontarmi&#8230; niente da fare.<br />
Devo proprio essere un ateo da quattro soldi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fri		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342659</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 22:06:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15524#comment-342659</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342378&quot;&gt;Astan&lt;/a&gt;.

Conosco Philip Dick, ma Tolkjen proprio non lo reggo. Ho finito Lo Hobbit a malapena e il Signore degli Anelli l&#039;ho piantato dopo le prime 10 pagine. Clive Barker non lo conosco, ma ho cercato i titoli e non mi pare un genere che mi possa interessare. Grazie del consiglio, comunque.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342378">Astan</a>.</p>
<p>Conosco Philip Dick, ma Tolkjen proprio non lo reggo. Ho finito Lo Hobbit a malapena e il Signore degli Anelli l&#8217;ho piantato dopo le prime 10 pagine. Clive Barker non lo conosco, ma ho cercato i titoli e non mi pare un genere che mi possa interessare. Grazie del consiglio, comunque.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Florenskij		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342600</link>

		<dc:creator><![CDATA[Florenskij]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 20:02:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342559&quot;&gt;Paul Manoni&lt;/a&gt;.

Più che giusto,  Andrea e Paul. La Bibbia è anche un magnifico libro di Fantasy. Il pezzo forte indubbiamente è l&#039;Apocalisse, dove ne succedono di tutti i colori; ma anche altri testi non sono da meno. Cito alla rinfusa: 1) La creazione: magnifico poema cosmogonico piaciuto, tra gli altri, a Michelangelo e ad Haydn;2) la caduta, storia del primo &quot;bidone&quot; su sfondo ecologico, con una perfetta drammaturgia: isso, issa e &#039;o malamente; 3) distruzione di Sodoma e Gomorra con bombardamento atomico; 4) le piaghe d&#039;Egitto, l&#039;apertura del mar Rosso e colonna di fuoco a precedere: Oscar per gli effetti speciali; 5 ) peplum da cinecittà: Sansone e Dalila; 6) Saul, Davide e Salomone: che telenovela! 7) Resurrezione di Lazzaro: se ci sei, batti un colpo; 7) Miracoli di Gesù: prestidigitazione? 8) Passione e morte di Gesù: grand guignol; 9 ) Resurrezione: chi l&#039;ha visto? 10 ) Pentecoste: teleconferenza con traduzione simultanea; 10 ) Giudizio universale: altro che &quot;Forum&quot;! Non è da dimenticare che la storia di Gesù è una pallida imitazione di quella di Superman, che ha genitori &quot;putativi&quot; perchè viene da Krypton, e una doppia natura: umana ( Clark Kent ) e celeste ( kryptoniana ). Ciò detto, rimane da ricordare 1) che critici illustri ( ad es. Nortrop Frye ) trovano nella Bibbia un insieme di testi magnifici per la ricchezza di &quot;archetipi&quot;; 2) che fin dai primi secoli della cultura cristiana ( e prima ancora, di quella ebraica ) si è messo a punto il metodo della interpretazione secondo &quot;quattro sensi&quot; , con straordinaria ricchezza di lettura; 3) che un testo che comunque ha ispirato la vita degli uomini a tutti i livelli della scala sociale, nel bene ( e voi direte anche nel male ) richiede comunque rispetto; lo stesso va detto in relazione alla quantità sterminata di opere d&#039;arte, anche a livello artistico strepitoso, che ne hanno tratto ispirazione. Si invita a fare un confronto con l&#039;arte dell&#039;epoca secolarizzata, con progressivo, galoppante disfacimento della forma a partire dalle Avanguardie del &#039;900. Se chiedeste il parere di Umberto Eco, il semiologo sommo, che giudizio ascoltereste da lui?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342559">Paul Manoni</a>.</p>
<p>Più che giusto,  Andrea e Paul. La Bibbia è anche un magnifico libro di Fantasy. Il pezzo forte indubbiamente è l&#8217;Apocalisse, dove ne succedono di tutti i colori; ma anche altri testi non sono da meno. Cito alla rinfusa: 1) La creazione: magnifico poema cosmogonico piaciuto, tra gli altri, a Michelangelo e ad Haydn;2) la caduta, storia del primo &#8220;bidone&#8221; su sfondo ecologico, con una perfetta drammaturgia: isso, issa e &#8216;o malamente; 3) distruzione di Sodoma e Gomorra con bombardamento atomico; 4) le piaghe d&#8217;Egitto, l&#8217;apertura del mar Rosso e colonna di fuoco a precedere: Oscar per gli effetti speciali; 5 ) peplum da cinecittà: Sansone e Dalila; 6) Saul, Davide e Salomone: che telenovela! 7) Resurrezione di Lazzaro: se ci sei, batti un colpo; 7) Miracoli di Gesù: prestidigitazione? 8) Passione e morte di Gesù: grand guignol; 9 ) Resurrezione: chi l&#8217;ha visto? 10 ) Pentecoste: teleconferenza con traduzione simultanea; 10 ) Giudizio universale: altro che &#8220;Forum&#8221;! Non è da dimenticare che la storia di Gesù è una pallida imitazione di quella di Superman, che ha genitori &#8220;putativi&#8221; perchè viene da Krypton, e una doppia natura: umana ( Clark Kent ) e celeste ( kryptoniana ). Ciò detto, rimane da ricordare 1) che critici illustri ( ad es. Nortrop Frye ) trovano nella Bibbia un insieme di testi magnifici per la ricchezza di &#8220;archetipi&#8221;; 2) che fin dai primi secoli della cultura cristiana ( e prima ancora, di quella ebraica ) si è messo a punto il metodo della interpretazione secondo &#8220;quattro sensi&#8221; , con straordinaria ricchezza di lettura; 3) che un testo che comunque ha ispirato la vita degli uomini a tutti i livelli della scala sociale, nel bene ( e voi direte anche nel male ) richiede comunque rispetto; lo stesso va detto in relazione alla quantità sterminata di opere d&#8217;arte, anche a livello artistico strepitoso, che ne hanno tratto ispirazione. Si invita a fare un confronto con l&#8217;arte dell&#8217;epoca secolarizzata, con progressivo, galoppante disfacimento della forma a partire dalle Avanguardie del &#8216;900. Se chiedeste il parere di Umberto Eco, il semiologo sommo, che giudizio ascoltereste da lui?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paul Manoni		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342559</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paul Manoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 18:37:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15524#comment-342559</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342389&quot;&gt;andrea&lt;/a&gt;.

:lol:
Grandeee!!!...Potrebbe essere una bella idea!
Una sana protesta atea non violenta, rivolta all&#039;affermazione della secolarizzazione e al ripudio dei testi sacri! ;)
Altro che sport, questa proposta e&#039; geniale!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342389">andrea</a>.</p>
<p>😆<br />
Grandeee!!!&#8230;Potrebbe essere una bella idea!<br />
Una sana protesta atea non violenta, rivolta all&#8217;affermazione della secolarizzazione e al ripudio dei testi sacri! 😉<br />
Altro che sport, questa proposta e&#8217; geniale!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bruno Gualerzi		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342488</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruno Gualerzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:03:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15524#comment-342488</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342423&quot;&gt;Florenskij&lt;/a&gt;.

&quot;A mio parere una motivazione non secondaria dell’ateismo odierno consiste nella convinzione che il pensiero religioso sia un magazzino di macerie catechistiche noiose e stantie. Al contrario, nel suo “taglio” di storia e antropologia delle religioniE&#039; UNA SERRA LUSSUREGGIANTE DI ELEMENTI MITI-SIMBOLICI&quot;

Non mi ergo certo a rappresentante dell&#039;ateismo odierno, in quanto esistono vari modi di essere atei senza per questo che si debba essere considerati ortodossi o eretici (uno dei vantaggi, rispetto ai credenti, dell&#039;essere atei (^_^)), perciò esprimo un parere sul passo riportato dal tuo intervento che si rifà ad un mio modo di essere ateo.
In breve, e consapevole che questa tesi andrebbe ampiamente articolata e motivata, cosa che ho cercato di fare nel mio sito. Proprio per chi, come me, considera la funzione dell&#039;ateismo fondamentalmente quella di liberarsi (poi dirò subito cosa propriamente intendo con questo &#039;liberarsi&#039;) dal dominio di un pensiero magico-religioso che come tale, almeno per me, non riguarda solo le religioni storiche... questi riferimenti a &#039;elementi mitico-simbolici&#039;, FATTI IN UN CONTESTO FIDEiSTICO, ne condizionano negativamente il significato.
Detto questo, non nego certo, non solo la suggestione, ma anche proprio lo spessore speculativo di questi &#039;elementi&#039;... e però ritengo debbano essere colti, certamente come espressione di un&#039;esigenza insopprimibile propria della condizione umana, ma senza tutti quei &#039;significati nascosti&#039; che dovrebbero evocare. Insomma, dovrebbero essere fatti oggetto di una lettura &#039;atea&#039; come modo per liberarli dalle incrostazioni inevitabili quando li si accosta, inserendoli, che lo si volgia o no, nella prospettiva religiosa.
Come dicevo, questo discorso necessita di tanto altro, ma qui ci tenevo (anche perchè tanti amici atei non sono d&#039;accordo) a chiarire un punto fondamentale: in generale la liberazione di cui parlo non significa in alcun modo negazione di un&#039;esigenza ineliminabile dalla condizione umana (e anche qui ci sarebbe tanto da &#039;spiegare&#039;) che sta alla base del pensiero magico-religioso, ma dell&#039;ilusione che questa esigenza possa essere veramente soddisfatta.
Esigenza che, a mio parere, tanti atei rimuovono, con tutta una serie di conseguenza negativa proprio per il pensiero ateo, perchè in questo modo si fa uscira dalla porta la mentalità religiosa, e quella rientra dalla finestra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/02/02/lintroduzione-di-roberto-saviano-a-la-rivolta-degli-angeli-di-anatole-france/#comment-342423">Florenskij</a>.</p>
<p>&#8220;A mio parere una motivazione non secondaria dell’ateismo odierno consiste nella convinzione che il pensiero religioso sia un magazzino di macerie catechistiche noiose e stantie. Al contrario, nel suo “taglio” di storia e antropologia delle religioniE&#8217; UNA SERRA LUSSUREGGIANTE DI ELEMENTI MITI-SIMBOLICI&#8221;</p>
<p>Non mi ergo certo a rappresentante dell&#8217;ateismo odierno, in quanto esistono vari modi di essere atei senza per questo che si debba essere considerati ortodossi o eretici (uno dei vantaggi, rispetto ai credenti, dell&#8217;essere atei (^_^)), perciò esprimo un parere sul passo riportato dal tuo intervento che si rifà ad un mio modo di essere ateo.<br />
In breve, e consapevole che questa tesi andrebbe ampiamente articolata e motivata, cosa che ho cercato di fare nel mio sito. Proprio per chi, come me, considera la funzione dell&#8217;ateismo fondamentalmente quella di liberarsi (poi dirò subito cosa propriamente intendo con questo &#8216;liberarsi&#8217;) dal dominio di un pensiero magico-religioso che come tale, almeno per me, non riguarda solo le religioni storiche&#8230; questi riferimenti a &#8216;elementi mitico-simbolici&#8217;, FATTI IN UN CONTESTO FIDEiSTICO, ne condizionano negativamente il significato.<br />
Detto questo, non nego certo, non solo la suggestione, ma anche proprio lo spessore speculativo di questi &#8216;elementi&#8217;&#8230; e però ritengo debbano essere colti, certamente come espressione di un&#8217;esigenza insopprimibile propria della condizione umana, ma senza tutti quei &#8216;significati nascosti&#8217; che dovrebbero evocare. Insomma, dovrebbero essere fatti oggetto di una lettura &#8216;atea&#8217; come modo per liberarli dalle incrostazioni inevitabili quando li si accosta, inserendoli, che lo si volgia o no, nella prospettiva religiosa.<br />
Come dicevo, questo discorso necessita di tanto altro, ma qui ci tenevo (anche perchè tanti amici atei non sono d&#8217;accordo) a chiarire un punto fondamentale: in generale la liberazione di cui parlo non significa in alcun modo negazione di un&#8217;esigenza ineliminabile dalla condizione umana (e anche qui ci sarebbe tanto da &#8216;spiegare&#8217;) che sta alla base del pensiero magico-religioso, ma dell&#8217;ilusione che questa esigenza possa essere veramente soddisfatta.<br />
Esigenza che, a mio parere, tanti atei rimuovono, con tutta una serie di conseguenza negativa proprio per il pensiero ateo, perchè in questo modo si fa uscira dalla porta la mentalità religiosa, e quella rientra dalla finestra.</p>
]]></content:encoded>
		
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