Cassazione, Hina: “il movente non era religioso”

Lo scorso novembre la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di carcere al padre di Hina Saleem, colpevole di aver ucciso la figlia, quattro anni fa. Il padre agì perché la figlia viveva secondo lo stile occidentale: ma, secondo la sentenza della Corte, di cui sono state rese note ieri le motivazioni, alla base del gesto c’è stato “un patologico e distorto rapporto di possesso parentale, essendosi la riprovazione furiosa del comportamento negativo della propria figlia fondata non già su ragioni o consuentudine religiose o culturali, bensì sulla rabbia per la sottrazione al proprio reiterato divieto paterno”.

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45 commenti

Kaworu

e come poteva esserlo, chi è religioso è una persona migliore, lo dice anche Cherie Blair 😆

Reiuky

Cavolo Kaworu… ti ha turbato proprio quella sentenza ^_________^

Kaworu

mi ha fatto girare le balle parecchio 😉 sarebbe ora che la gente, soprattutto certa gente, si rendesse conto di quel che dice prima di dar fiato alle trombe.

Alessandro S.

Io ricordo che la moglie avesse difeso il marito dicendo che era colpa della figlia Hina, perché non era una buona musulmana. :`-(

Stefano

@ Kaworu

preghierina: “non c’é alcun Dio se non Allah e Maometto è il suo profeta. Dopo, ci troveremo nel più alto dei cieli, Dio volendo”

(Dio ha voluto)

Mohamed Atta, qualche secondo prima di schiantarsi sul suo obiettivo, 11 settembre 2001.

di lì a poco il santo maritino di Cherie avrebbe dato dei cattivoni agli iracheni….

Meglio di così si muore…

andrea pessarelli

“un patologico e distorto rapporto di possesso parentale, essendosi la riprovazione furiosa del comportamento negativo della propria figlia fondata non già su ragioni o consuentudine religiose o culturali”

“onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga”

Stefano Bottoni

Personalmente ritengo che questo patologico e distorto rapporto di possesso non avrebbe avuto modo di essere senza un backgroung intriso di religione islamica. Questa sentenza nega in superficie ciò che conferma nel profondo.

biondino

la maggior parte dei musulmani non uccide i propri figli, anche se disubbidienti e con abitudini di vita ‘scandalose’.
viceversa, anche in altre parti non musulmane del mondo (tipo in india, presso le popolazioni della maggioranza hindu) ci sono genitori che ritengono di avere il diritto-dovere di gestire la vita dei figli, organizzano i i matrimoni, eccetera.
no, mi sa che attribuire certi comportamenti inaccettabili alla appartenenza religiosa non basta.

Fri

un backgroung intriso di religione islamica.

ha ragione biondino, il problema non e’ la religione islamica, ma la religione tout cour…

Rothko61

Semplifichiamop: la Cassazione ha confermato la pena a 30 anni perché il padre non avrebbe agito per motivi religiosi, ma perché era possessivo.
Se invece avesse agito per ragioni religiose avrebbe potuto sperare in una riduzione della condanna.
Chiaro? Mah.
Quindi, cari criminali, assassini, mafiosi ed affini, quando ammazzate qualcuno, fatelo in nome di dio e sarete in parte perdonati!

Ci capisco sempre di meno 🙁

Laikus

che c’entra il comandamento biblico con il corano? comuque è vero, il delitto d’onore non è conteplato nè negli hadith, nè nel corano. in questo caso, come confermano anche i siti antislamici, questo fatto non c’entra nulla con la religione islamica.

Kaworu

e le marmotte che confezionano la cioccolata non ce le vogliamo mettere?

Painkiller

Eccone un altro che non ha MAI letto il corano e blatera a vuoto.
“Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera” (Corano 5:32). Dal suono rassicurante, queste parole vengono spesso citate come prova della bontà dell’Islam, ma in realtà leggendo tra le righe il quadro diventa a tinte assai più fosche. Il divieto di uccidere non è infatti assoluto, e sono estremamente ampi i margini assicurati da una parola come “corruzione”: tradotta in arabo con il termine “fitna”, è considerata di gran lunga peggiore dell’omicidio.
Dal punto i vista coranico Hina ha commesso fitna quindi andava eliminata. Disobbedir a qualunque comando coranico è fitna.

Barbara

Mi torna in mente una puntata di 8 1/2 di qualche anno fa, quando c’era ancora Ferrara. Su di quel ragazzo che cantava nel coro della chiesa e che presentandosi in un programma televisivo dichiarò di essere gay, suscitando tutta la disapprovazione della parrocchia e non solo. Bene, in collegamento con Ferrara c’era il rappresentante di una Commissione Ecclesiale del Piemonte appositamente istituita dalla Chiesa (non ricordo a che livello) per dirimere la questione degli omosessuali. Bene, tale rappresentante sosteneva che non c’era una sola parola nelle scritture che correttamente intrerpretata fosse contraria agli omosessuali. In studio da Ferrara era però anche uno scrittore cattolico che si rifaceva all’interpretazione più conservatrice, a Sodoma e Gomorra. Oggi vescovi e cardinali cosa vanno a pontificare sull’omosessualità? Voglio dire, le scritture cattoliche così come quelle coraniche (che poi se non è zuppa è pan bagnato) sono perfettamente inutili, essendo interpretabili a proprio discernimento!

HCE

“un patologico e distorto rapporto di possesso parentale”

non è una definizione di “religione”?

Paul Manoni

Freud ci scriverebbe sopra almeno 10 libri sul padre di Hina!

moreno83

Dubito che con un padre di fede islamica moderata che avesse vietato alla figlia di mettersi il niqab, si sarebbe arrivati allo stesso risultato per l’infrazione reiterata del “divieto paterno”; alla base di questo delitto invece c’è proprio l’odio di stampo sia culturale che religioso per lo stile di vita all’occidentale (come mai poi vengono a vivere in Occidente?), come facciano a non vederci una motivazione religiosa è proprio un mistero.

paniscus

Se quella famiglia (oltre che di delinquenti) fosse stata realmente una famiglia connnotata da un clima di fanatismo religioso, la ragazza sarebbe stata costretta anche prima a fare una vita estremamente dimessa e invisibile.

Invece, fino a quel momento, era stata accettata una situazione in cui la poveretta poteva uscire, frequentare amici e corteggiatori, e addirittura lavorare fuori di casa, e oltretutto proprio come cameriera in un locale pubblico, a contatto con gli alcolici, con la carne di maiale e con i pesanti apprezzamenti degli avventori maschi. Anzi, finché la ragazza conduceva uno stile di vita occidentale, ma in tal modo portava un po’ di soldi a casa, il problema non si era mai posto.

Quindi non la chiamerei affatto una famiglia di “fanatici religiosi”, in generale. Semmai di arretrati, rozzi e violenti, che nella loro arretratezza usano anche certe forme di linguaggio tratte dalla loro religione, quello sì, ma non mi sembra che la religione sia il tratto FONDAMENTALE

Secondo me la situazione è precipitata quando la ragazza ha voluto sottrarsi a un matrimonio combinato, usanza sciagurata quanto si vuole, sì, ma che oggettivamente non ha molto a che fare con la religione, bensì con questioni contorte di fedeltà ai clan familiari, di prestigio sociale all’interno della propria comunità, e di “figura” che ci si fa con i parenti… meccanismo che è comune a tutte le popolazioni economicamente arretrate, qualunque sia la loro religione. Il punto che fa scattare la molla impazzita nel patriarca maschilista accentratore, in genere, è proprio quella: “che figura vergognosa ci faccio IO, con tutto il parentado che mi volterà le spalle, se si viene a sapere che non riesco a farmi obbedire nemmeno dalla figlia femmina”.

La teologia c’entra ben poco, infine…

Flavio

“riprovazione del comportamento negativo”?! Sono malizioso io o quasi dicono che se l’e’ cercata?
Riguardo all’esclusione della religiosita’: forse temono di dover poi reprimere anche i fanatici cattolici e non hanno voluto toccare l’argomento.

nullità

E come fanno a escludere totalmente che il padre non nascondesse il proprio patologico rapporto con proibizioni derivate dalla religione (e tra l’altro, quella mussulmana ne è piena!)?

Alla fine il Corano ti da il potere completo sulle donne. Sai che pacchia se il tuo desiderio è quello del dominio?

Paul Manoni

Le motivazioni scritte nella sentenza, evidentemente non hanno tenuto molto in considerazione il fatto che Hina, sia stata seppellita nel giardino di casa con la testa rivolta verso l’Arabia Saudita….
SE NON E’ STATA L’ENNESIMA RIPICCA RELIGIOSA QUELLA…..

stefano f.

definirei questa sentenza una bella arrampicata sugli specchi 😉 è chiaro che il motivo è religioso perchè Hina voleva vivere una vita occidentale ignorando i precetti Islamici e questo ha scatenato l’ira assassina del padre, fanatico ignorante!
cmq è importante che quel vile assassino del padre si faccia 30 anni, il resto può andare…

enrico mini

La religione (qualsiasi) va eliminata, non tutelata. Si può benissimo farne a meno e vivere tranquilli ed in pace con sè stessi.

Cesare b

Francamente questa precisazione della Suprema Corte mi lascia perplesso. Che cosa significa? Forse che l’ipotetico movente religioso (o ideologico, a questo punto) d’un delitto costiturebbe un’attenuante, oppure (come forse vorrebbe qualche socio dell’ UAAR) un’aggravante?
Per quanto mi riguarda, desidero vivere in uno Stato in cui un ipotetico delitto commesso in mio danno sia punito indipendentemente dal sistema d’idee che potrebbe averlo – sempre ipoteticamente – ispirato.
Saluti.

libero

Si tratta credo di una sentenza che cerca di non inasprire i rapporti con le altre comunità religiose di immigrati.
Una questione politica.

Stefano Grassino

E’ questo il guaio. riusciremo a mettere il punto, dopo? Io penso di no. Certe cose vanno fatte subito, chiarite immediatamente, nero su bianco. Ma noi siamo buoni………..e lo saremo fino al giorno in cui ci metteranno al rogo ed allora i buonisti, anche la maggior parte che scrive su questo sito, dirà: forse abbiamo sbagliato qualcosa……..il guaio è che anche io finirò brtuciato e per colpa vostra.

Magar, bieco illuminista,

Ma il “reiterato divieto paterno” era a sua volta fondato – almeno in parte – “su ragioni o consuetudini religiose o culturali”!

Capisco che la Corte volesse sottolineare come il “delitto d’onore” non sia letteralmente imposto da alcun precetto di fede, ma in questa vicenda l’attitudine da “padre-padrone” si mescolava con un attaccamento fanatico ad una cultura tradizionale (religiosa o meno che fosse, poco importa), e non è corretto tacere su questo aspetto: se Tizio ammazza Caio per colpa delle sue idee e del suo stile di vita (insomma, per ragioni ideologiche), la cosa non può essere ridotta ai rapporti personali tra Tizio e Caio.

paniscus

Ma scusate, allora non ho capito dove stia il punto: gli hanno dato 30 anni di carcere, SENZA ATTENUANTI, e non è questo che conta? Avreste preferito che gliene dessero solo 10, perché qualche attenuante la si trovava, magari proprio basata su una becera forma di relativismo culturale malinteso?

Il dato concreto è questo: la sentenza ha sottolineato con forza che un atto del genere non è accettabile in nessun caso, e che non può essere “scusato” da nessun pippone ideologico, religioso o culturale.

Boh, a me francamente non sembra affatto un male, quella conclusione…

Lisa

Magar, bieco illuminista,

Lisa, per come la vedo io il punto sta nella riduzione (impropria) del fatto ai rapporti familiari tra padre e figlia, con l’esclusione della motivazione ideologica che ha portato al gesto omicida.

Se domani un padre comunista ammazzasse il figlio iscrittosi al PdL, sarebbe ipocrita dire categoricamente “la politica non c’entra nulla”.
Anche se è vero che in quel caso nessuno tirerebbe fuori l’equazione “comunista = assassino di figli”. Quasi nessuno.

In breve, ciò che sconcerta è l’idea che i pipponi ideologici possano fungere da attenuante anziché da aggravante.

Cesare b

“In breve, ciò che sconcerta è l’idea che i pipponi ideologici possano fungere da attenuante anziché da aggravante.”
Non devono fungere da nulla. Infatti se li consideriamo attenuanti, l’abuso e’ dietro l’angolo, se li consideriamo aggravanti e’ dietro l’angolo la persecuzione di qualunque ideologia, con la scusa di prevenire i delitti che in nome di essa si commetterebbero.
L’ubriacatura da ideologia va considerata come quella da alcool o da droghe: indifferente ai fini della responsabilita’ penale.
Saluti.

paniscus

““In breve, ciò che sconcerta è l’idea che i pipponi ideologici possano fungere da attenuante anziché da aggravante.”
Non devono fungere da nulla. ”

——————

Ma infatti, in questo specifico caso, non hanno FUNTO (fungito? fungiuto? boh!) da nulla: è stata semplicemente riconfermata la condanna per un volgarissimo crimine comune, che deve essere valutato per quello che è.

Non vedo alcuno scandalo, francamente, purché un numero ragionevole di anni di carcere ‘sto soggetto se li faccia sul serio…

Lisa

Magar, bieco illuminista,

@Cesare b
Mah, personalmente trovo più grave, ipoteticamente, essere ucciso per aver avuto le “idee sbagliate” sul mio stile di vita, piuttosto che per aver – che so – litigato sulla gestione di una proprietà comune. Per “pipponi ideologici” io intendevo proprio la tendenza ad imporre una qualunque visione della vita a chi ne possiede una differente.
(E questo non dipende dal tipo di Weltanschauung che si volesse imporre, sia chiaro.)

Comunque non sono d’accordo a considerare la “ubriacatura di ideologia” come equivalente ad uno stato di ebbrezza indotto da alcool o stupefacenti. Mi pare che contro le idee dannose abbiamo qualche strumento di difesa in più che non contro le sostanze chimiche.

@Lisa
Beh, in questo caso non hanno funto da nulla perché il tribunale non ne ha riconosciuto l’esistenza. Ciò che non sussiste non può aggravare né attenuare.
Ma tu stessa adombravi il sospetto che, in caso contrario, un “malinteso relativismo culturale” avrebbe potuto addolcire la sentenza.

Alessandra

Tendo anch’io a vedere in questa sentenza un appeasement verso l’islam, volutamente ignorato nelle motivazioni ma che invece è grande come una casa.
Almeno gli hanno dato trent’anni. Ma li farà davvero?

Lapalisse

Ecco un mirabile esempio di arrampicata sugli specchi in nome del politicamente corretto, è chiaro che la corte di cassazione ha espresso una motivazione di palese politica giudiziaria.

Barbara

Proprio ieri sera all’interno di un programma televisivo sulle vicende di V.le Padova intervistavano un esponente musulmano sulla vicenda della sentenza di Hina, di quelli vestiti di bianco con gilé nero e tanto di barba lunga e “papalina” in testa. Dapprima dice di trovarsi d’accordo con la sentenza, perché il padre è colpevole. Ma incalzato dall’intervistatore che esigeva un sì secco o a favore di Hina o del padre, ha iniziato con i distinguo: il padre è giusto che paghi perché non è stato in grado si educare bene la figlia!!!!! (non per l’omicidio) Hanno pure intervistato il macellaio musulmano della zona, stesso discorso, e se i figli seguissero l’islam non sarebbero in giro ad ubriacarsi… Aiuto!!! E nessuno sa bene che fare! Ah, dimenticavo, era pure cittadino italiano, cresciuto qua, ha frequentato solo scuole italiane, dalle elementari in su. (Non credo fosse stato pagato dalla Lega per essere lì).

Bruna Tadolini

Purtroppo si tende sempre a dimenticare che siamo animali e che i nostri comportamenti, sia quelli istintivi che quelli culturali, sono dettati dal nostro rapporto con l’ambiente che esercita la selezione!! E gli ambienti in cui l’uomo vive sono/sono stati diversi sia nello spazio che nel tempo!! Non deve quindi sorprendere che gli uomini, in posti ed in tempi storici diversi, abbiano/abbiano avuto comportamenti diversi.
Questo discorso non vale solo per i comportamenti di ogni giorno (come vestirsi, cosa mangiare ecc…) ma anche e soprattutto per i comportamenti sessuali che sono fondamentali per trasferire alle generazioni successive il patrimonio genetico di un individuo, in competizione con quello degli altri individui!! In generale, mentre un maschio ha grandi potenzialità riproduttive (spermatozoi a gogo), una femmina ha poche changes (pochi ovuli da far fecondare soprattutto nelle specie con un lungo tempo di gestazione ed un lungo tempo di svezzamento). Le potenzialità riproduttive delle femmine sono ulteriormente limitate dal fatto che, generalmente, le femmine non riescono da sole ad allevare la prole: alle spalle devono avere o un maschio o una famiglia che le aiuta e che “investe” su di loro! Questa è la base genetico-culturale per cui i maschi ed i genitori hanno un istinto di possesso verso le femmine, se ne sentono padroni.
Non bisogna andare troppo indietro nel tempo per trovare anche qui da noi gli stessi comportamenti che osserviamo ora in altri paesi ed in altre culture. Il fatto che da noi siano estremamente rari è legato ai cambiamenti economici che hanno permesso alle donne di guadagnare una indipendenza economica che permette loro di assicurare, da sole, la sopravvivenza ai figli. Se mai questo cambierà … nuovamente anche qui i genitori cercheranno di scegliere il partner più ricco possibile per assicurare ai propri nipoti la sopravvivenza. Magari pagandolo questo partner (la dote) perché scelga la propria figlia e non un’altra ragazza…

Ovviamente questo non è una difesa del padre assassino ma ….. solo conoscendo le cause si possono trovare i rimedi!!

Come sempre, a chi fosse interessato, suggerisco la lettura del mio libro “Dal big bang a dio. Il lungo viaggio della vita” liberamente scaricabile da http://www.biochimicaditutti.com

Fede

Sono d’accordo con la sentenza… La religione islamica non c’entra assolutamente niente con la cultura prettamente oscurantistica e maschilista islamica. Il fanatismo non è religione. L’ Islam non è colpevole di per sè della morte della ragazza, ma è la distorta morale di questi fanatici ad esserlo.

paniscus

Una domanda specifica per chi ritiene che questa sentenza sia stata “una leccata diplomatica verso l’islam”:

… ma, secondo voi, per quale stracavolo di motivo la magistratura dovrebbe avere la benché minima motivazione nascosta a fare complimenti all’islam, o dovrebe preoccuparsi di non offendere i musulmani, quando invece la stragrande maggioranza dei provedimenti giudiziari presi quotidianamente, da anni, dimostra esattamente il contrario?

L’unica motivazione che potrebbe vagamente venirmi in mente è la paura che, se si comincia a colpire le “motivazioni religiose” islamiche, poi per coerenza si dovrebbe riservare lo stesso trattamento a quelle cattoliche, e questo è un tabù che in Italia non si può neanche nominare.

Ma che ci sia un complotto deliberato per fare complimenti ai musulmani in quanto tali, proprio non ce lo vedo!

Lisa

Barbara

Secondo me se avessero espresso chiaramente per “motivazioni religiose” avrebbe potuto scoppiare un casino pazzesco, i talebani avrebbero iniziato ad accusare gli italiani di vilipendio alla loro religione, aumenterebbe il pericolo di attentati, gli animi e le tensioni esistenti si esaspererebbero.

Rospo Verde

Spero profondamente che in un futuro neanche remotissimo non ci sarà più una sola persona di buon senso e di media istruzione che crederà in un qualche Vecchio Saggio assiso da qualche parte dell’Universo (su un Vecchio Seggio hehe 🙂 nè più nè meno come oggi in cui più nessuno, che sia dotato dell’istruzione elementare e di una intelligenza media, crede che la terra sia piatta o che il sole le giri intorno.

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