Francia: il divorzio fa bene alla natalità

Uno studio realizzato da Eva Beaujouan per l’INED mostra che divorziare e risposarsi (o, per la precisione, il dare vita a una nuova unione stabile) può rappresentare un maggior propellente per la natalità rispetto al continuare a vivere con il primo coniuge. Secondo la ricercatrice, uomini e donne trentacinquenni alla loro seconda unione hanno una possibilità due volte e mezzo più alta di avere figli rispetto a coloro che sono fermi alla prima unione.

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42 commenti

moreno83

Ma non solo, anche il riconoscimento delle forme di convivenza alternative al matrimonio dà un contributo positivo alla natalità.

Murdega

Don Perignon,sei un altro troll, dichiarati !
Troll:n el linguaggio di Internet è detto chi interagisce con una comunità virtuale tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi.

Davide Corsaro

In fondo la notizia è banale.

Tutto ciò che da stabilità e sicurezza aumenta le nascite.

J.C. Denton

Grazie al cazzo. Anche accoppiarsi col maggior numero di persone possibili aumenta la natalità.

HCE

questa notizia mette in contraddizione i dogmi cattolici dell’indissolubilità del matrimonio e della natalità obbligatoria: chi abbandona un rapporto fallito ha più possibilità di costruirne un altro e magari di arrivare a procreare.

Bruno Moretti Turri IK2WQA

Da un punto di vista razionale, tutto ciò che odora di incremento demografico
mi sembra una pessima notizia.
In un mondo che si avvicina a 7 miliardi di esseri altamente inquinanti occorrerebbe porsi il problema di come tornare gradualmente ad al max 2 miliardi.

Fortunatamente nel 2030 non ci sarò più.
E saranno cavoli di chi rimane.

“La sovrapopolazione è un pericolo di gran lunga maggiore dell’arsenale nucleare. Per non morire di guerra atomica basta non premere mai quel bottone, mentre per morire per le conseguenze dell’esplosione demografica basta non fare nulla.”
Isaac Asimov (atheist, co-founder Council for Secular Humanism)

CandyFruit

ma infatti per l’Europa il problema è più che altro l’invecchiamento della popolazione, non che ci sia scarsità di popolazione, anzi, la densità demografica in Europa, per non dire in Italia, è altissima…a me personalmente l’invecchiamento della popolazione non sembra una cosa così drammatica come farebbe pensare il nome, significa solo che si vive più a lungo e di conseguenza le persone over 50 sono più degli under18, questo produrrebbe, secondo alcuni squilibri nel welfare, ma a dire il vero lo squilibrio ci sarebbe pure se la popolazione under 18 aumentasse drasticamente, perché i minorenni non sono per lo stato sociale un peso minore che gli anziani, anzi…secondo me dal punto di vista pratico il cd invecchiamento della popolazione non causerà problemi che non si possano risolvere con qualche aggiustamento amministrativo e finanziario, credo che alla base della paura della bassa natalità ci siano più che altro motivi ideologici, per esempio il terrore che la componente europea sia sopraffatta dagli immigrati africani e il timore che l’Europa conti di meno negli equilibri politici e militari mondiali, insomma, tutte faccende che con il benessere dei cittadini hanno poco a che vedere, anche se poi agitano lo spauracchio delle pensioni (non ci saranno più giovani a pagare le pensioni ai vecchi), quando io credo che le pensioni rischieranno di non esserci perché i giovani oggi trovano solo lavori precari, spesso irregolari e senza contributi e con lunghi periodi di disoccupazione intermedia tra un impiego e l’altro.

ateopisano

Il problema della “sovranatalità” riguarda soprattutto l’Africa e i paesi più poveri dove le donne fanno in media 8 figli.
Qui in Europa dove le famiglia hanno uno al massimo due figli non credo sia un problema.

Bruno Moretti Turri IK2WQA

@ ateopisano

Scusami. ma la tua è miopia irrazionale allo stato brado.

Da astronomo guardo la Luna.
NON il dito.

Il problema è GLOBALE.
Che lo si voglia o no
su 3 persone ce n’è 2 e rotti di troppo.
Anche in Europa.

Se poi si vuole una bella guerra atomica a suon di bombe al deuteruro di trizio (bombe H, 1.000 volte + potenti di Hiroshima) per risolvere la bulimia del COCK &CUNT, fate pure.

Ma aspettate che il sottoscritto tiri le cuoia.
Sennò mi inCOCKo.

CandyFruit

è vero perché molte persone, pur avendo già figli, quando si innamorano e si sposano di nuovo, personalmente non capisco perché, ma vogliono suggellare con un figlio anche la nuova unione, secondo il principio ogni marito un figlio 😀 ho conosciuto diversi casi di questo genere…

#Aldo#

Mmm… mi sa che quest’informazione (se confermata) mi porterà ad esprimermi contro il divorzio –abbiamo bisogno di una maggiore natalità come di una martellata sui denti.

brendan

Concordo con candyfruit.
In generale a 35 anni chi voleva i figli li ha già avuti. Chi cambia partner ha voglia di avere figli anche dal nuovo.

brendan

Ammesso e non concesso che siamo troppi, un drastico blocco delle nascite non è la soluzione. Arriverà il momento infatti in cui a fronte di pochi 20-60enni lavoratori ci saranno moltissimi pensionati. Ce la faranno i primi a dar da mangiare a tutti?
In Europa la natalità è troppo bassa, questo è un dato di fatto. Può andare bene lo stesso, se si è disposti ad accettare che nel lungo periodo arrivino molti più immigrati di quelli che ci sono ora.

#Aldo#

Brendan, invece di dare ascolto agli slogan preconfezionati di chi te li propina per un interesse che probabilmente non è il tuo, prova ad attingere ai dati e a prendere in mano la calcolatrice per verificarne le implicazioni. Diversamente manifesti un’attitudine da vero “fedele” pur essendo (se lo sei) un ateo.

brendan

Non sono ateo.
Copioincollo da un sito qualsiasi trovato con Google (www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rapporto_anziani/in_europa.pdf).
Che l’Europa abbia problemi di invecchiamento non lo mette in dubbio praticamente nessuno.

In Europa
L’invecchiamento demografico dell’Unione Europea è un fenomeno epocale. E’previsto un aumento
della popolazione dell’ UE27 da 495 milioni del 1 ° gennaio 2008 a 521 milioni nel 2035 e,
successivamente un graduale calo a 506 milioni nel 2060. Si prevede che Il numero annuo di
nascite scenderà nel periodo 2008-2060, mentre allo stesso tempo il numero annuale di decessi si
prevede in aumento. Dal 2015 in poi i decessi supereranno le nascite. Da questo punto in poi, il
saldo migratorio positivo sarebbe l’unico fattore di crescita della popolazione. Tuttavia, dal 2035 il
saldo migratorio positivo non controbilancerà più il cambiamento naturale negativo, e si prevede
che la popolazione inizierà a diminuire. La popolazione anziana nell’UE 27 sarà in continua crescita,
con la quota di popolazione di età compresa tra 65 e oltre che passerà dal 17,1% del 2008 al 30,0%
del 2060, e quelli di età compresa tra 80 e oltre dal 4,4% al 12,1% nel corso dello stesso periodo.
La popolazione dell’UE27 diverrà la più anziana in tutto il periodo considerato, in particolare a
causa della persistente bassa fertilità e ad un numero sempre maggiore di over 65. Questo
processo di invecchiamento si verifica in tutti gli Stati membri. Nel 2060, la quota di popolazione
di 65 anni sarà del 23,6% in Lussemburgo, 24,7% nel Regno Unito, 25,0% in Danimarca, 36,2% in
Polonia, 36,1% in Slovacchia e 35,0% in Romania.
Di conseguenza, l’indice di dipendenza in 27 paesi, vale a dire la popolazione di età compresa tra
65 anni e più, diviso per la popolazione in età lavorativa, è previsto in aumento dal 25% nel 2008 al
53% nel 2060. In altre parole, ci sarebbero soltanto due persone in età lavorativa per ogni persona
di 65 anni o più nel 2060, rispetto a quattro persone ad uno di oggi.
Gli indici di dipendenza delle età sono utilizzati come indicatori del livello di sostegno dei giovani
(di età compresa tra 0-14 anni) o dei vecchi (di età compresa tra 65 anni o oltre) da parte della
popolazione in età lavorativa (convenzionalmente 15-64 anni). Nel 2060, per l’UE27 nel suo
complesso, la popolazione in età lavorativa è destinata a essere inferiore di quasi 50 milioni di
persone rispetto al 2008. Nel corso dello stesso periodo la popolazione di età compresa tra 65 anni
e più aumenterà di quasi 67 milioni di persone. Nel 2060, di conseguenza, l’indice di dipendenza
degli anziani, per l’UE27 sarà del 53.5% contro il 25.4% attuale, con un aumento quindi di 28.1
punti percentuali. Nei due terzi dei paesi dell’UE si registrerà, dunque, una diminuzione della
popolazione in età lavorativa ed un generale aumento di quella in età compresa tra 65 anni e più.

#Aldo#

Brendan, non a caso hai citato una fonte di quelle che diffondono slogan atti a confermare le azioni di governo. Dunque inattendibile perché di parte. Sono anni che gli organi di informazione battono sul tamburo della falsa affermazione secondo la quale la popolazione in Italia sarebbe “a crescita zero”. Curiosamente, nell’ultimo decennio la popolazione in Italia è aumentata di ben quattro milioni di unità, senza contare i clandestini. Chi diffonde menzogne a questo modo (e i governi che si sono avvicendati nell’ultimo decennio, destra e sinistra, sono in testa alla classifica) perde la propria credibilità. Almeno, perde la credibilità di chi è capace a contare per conto proprio.

Inoltre, quando sostieni “Che l’Europa abbia problemi di invecchiamento non lo mette in dubbio praticamente nessuno” affermi un falso. Io, ad esempio, non solo lo metto in dubbio, ma lo nego recisamente.

AndreA

Sono d’accordo sul fatto che una società con pochi giovani e tanti anziani sia una società destinata al declino. Ma in fondo la soluzione l’hai data tu. A me non da fastidio che gli immigrati rimpiazzino i “giovani” mancanti. Mi sembra una buona soluzione.

#Aldo#

Con una natalità di 1,4 non c’è nessun “giovane mancante” — semplicemente c’è una tendenza al riequilibrio tra popolazione e territorio. Ergo, non abbiamo bisogno di gente da fuori, gente che non fa altro che rendere impossibile il riequilibrio. So che sono concetti impopolari, non di meno insisterò nel ripeterli. Chissà che prima o poi filtri qualcosa.

brendan

B.M.T.
Il link è divertente, ma questi numerini che cambiano dicono poco se non sono messi a confronto con le risorse disponibili, servono solo ad impressionare.
Siamo troppi rispetto a che cosa? A cosa ha diritto una persona?

#Aldo#

Brendan, se la pelle di salame fosse commestibile, avremmo una risorsa inestinguibile per risolvere il problema della fame del mondo: basterebbe attingere dai tuoi occhi. (Scusa la “cattiveria” e prendila con una risata ma… diamine!)

Ludwig

I francesi saranno anche nostri cugini, ma sono anche incommensurabilmente migliori di noi.
Sono laici, amano il loro paese, sono liberi, sono moderni….
Poveri noi!

daigoro

i dati di natalità sembrano indicare che il fallimento del matrimonio non ha spento, anzi ha accentuato, il desiderio di avere dei figli in nuove relazioni. Gli individui, liberati da un errata scelta del partner, sentono un maggiore impulso all’espletamento della riproduzione, come biasimarli? in fondo la vita continua.

Antony Flew

Oltre ad esultare ogni qual volta si colpiscano i valori cristiani alla base della cultura occidentale dovreste sapere che ci sono moltissimi studi in cui si evidenzia come il divorzio influisca negativamente sullo sviluppo e la psiche dei figli già avuti.

Ma forse nessuno ve l’ha detto…

brendan

Lascia stare,
qua sono convinti che ad avere un tot di genitori e nonni si stia meglio

AndreA

Anche avere genitori bigotti influisce negativamente sullo sviluppo e la psiche…

Fri

Anche avere genitori che si urlano dietro tutti i giorni e magari si pestano a sangue (quando non pestano i figli stessi) influisce negativamente sullo sviluppo e la psiche dei figli.

Toptone

Il problema si pone anche quando si hanno genitori che si odiano e litigano in continuazione, quando non arrivano pure alle mani.

Ratzinger “il-celibe-esperto-di-famiglia” non ve l’ha detto?

Spiegatemi poi come fa un Paese sedicente cattolico come l’Italia a fare meno figli di un Paese laicissimo e razionalissimo come la Svezia.

brendan

#Aldo#

se magari citi qualche fonte, qualche statistica, non offenderti ma della tua opinione a me….

In Italia la popolazione cresce perchè non sono tutti clandestini, qualcuno riesce anche a prendere la cittadinanza. Stando ad una statistica riportata da wiki nel 2008 sono stati più i nati che i morti. L’indice di natalità pare sia intorno a 1,4 e anche senza calcolatrice si capisce che è troppo basso. Vedo tre possibili soluzioni:
a lziamo il tasso di natalità;
b enediciamo l’arrivo di nuovi immigrati anzichè sbattergli la porta in faccia;
c aviamo di mezzo i pensionati (cremazione, i cimiteri occuperebbero troppo posto).

#Aldo#

Brendan, su questo sito ho raccolto abbondante documentazione: http://www.oilcrash.com/italia.htm
Comunque sia, ricambio di buon grado il tuo grado di interesse per la mia opinione (che, se non altro, ha il supporto di una calcolatrice e di un po’ di aritmetica, più che delle parole a vanvera dei potentati). Tra l’altro, hai letto la mia risposta delle 12:44? Lì non ho espresso un’opinione: ho smascherato dei bugiardi incalliti.

#Aldo#

Era ora! Adesso sarebbe il caso di impedire che gli afflussi “da fuori” continuino a vanificare il risultato che senza di essi si comincerebbe ad intravedere.

Giovanni Duovi

Per #Aldo#

Leggo spesso gli articoli e i relativi commenti presenti in questo sito,senza però partecipare attivamente alle discussioni,se mi sono deciso a postare è solo perchè quello che hai scritto mi trova d’accordissimo.

in particolare:

<>

certi concetti non sono poi cosi impopolari come credi.

ps
se oil crash è opera tua,rinnovo i complimenti.

la sovrappopolazione,il vero argomento tabù.[cit.]

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