Pedofilia, un problema globale per la Chiesa cattolica

I giornali di tutto il mondo dedicano ormai molto spazio ai casi di pedofilia all’interno del clero cattolico. Un religioso spagnolo, scrive El Pais, è finito in carcere in Cile per possesso di materiale pedopornografico: sembra inoltre che abbia filmato anche rapporti con quindici minori. In Brasile, scrive Uol Noticias, due monsignori e un prete sono stati rimossi dalle loro funzioni ecclesiastiche per aver compiuto abusi su minori: nelle vie di Aparica è peraltro venduto un video che mostra uno dei due monsignori (noto per le sue idee molto conservatrici) mentre ha rapporti sessuali con un giovane. In Irlanda, il cardinale Sean Brady è ora accusato di aver coperto alcuni casi di pedofilia: in dicembre, come ricorda la BBC, aveva affermato che si sarebbe sentito in obbligo di dimettersi, se alcuni suoi atti anche indiretti avessero portato ad abusi su minori. Ora sostiene invece di essersi soltanto limitato ad eseguire ordini superiori, e che si dimetterà soltanto se glielo chiederà Benedetto XVI.
Benedetto XVI è, a sua volta, ormai al centro delle polemiche innescate dalla vicenda di Peter H., il parroco pedofilo trasferito alla diocesi di Monaco quando ne era arcivescovo il futuro pontefice. Peter H., che reiterò gli abusi anche in Baviera, è stato sospeso solo oggi dal suo incarico, nonostante fosse stato condannato a 18 mesi di carcere già nel 1986. Per fronteggiare lo scandalo, la Chiesa tedesca ha annunciato qualche ora fa l’istituzione di un numero verde contro gli abusi sessuali, che sarà attivo dal 30 marzo.
Il numero due del Vaticano, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha dichiarato infine che “la Chiesa ha ancora una grande fiducia da parte dei fedeli, solo che qualcuno cerca di minare questa fiducia ma la Chiesa ha con sé un aiuto speciale dall’alto”.

AGGIORNAMENTO DEL 17 MARZO. Il cardinale Brady ha formulato oggi pubbliche scuse per il suo comportamento pregresso (cfr. Avvenire).

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