Il tribunale di Padova nega il diritto all’ora alternativa

Un ricorso per discriminazione presentato da due genitori che avevano chiesto inutilmente l’attivazione delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica, sostenuto dall’UAAR, è stato respinto dal tribunale di Padova. Secondo il giudice monocratico, dott. ssa Sacchetto, non esiste un diritto soggettivo ad avere l’ora alternativa (“sussiste discrezionalità nella scelta”), e la scuola può dunque organizzare liberamente il tempo dei non avvalentisi, compatibilmente con le risorse disponibili (la scelta, secondo la corte, “necessariamente risente della disponibilità dei mezzi economici”). Di qui l’assenza di discriminazione a carico dello studente. Il giudice ha inoltre condannato al pagamento delle spese i ricorrenti.
La sentenza si pone in diretta contrapposizione con quanto recentemente stabilito dal Consiglio di Stato, che ha esplicitamente evidenziato che “la mancata attivazione dell’insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o delle famiglia” (cfr. Ultimissima dell’11 maggio 2010): il testo di quest’ultima sentenza è stato prodotto nel corso del procedimento, ma è stato ignorato dal giudice. Il provvedimento verrà comunque appellato.